«Studi Cassinati», anno 2025, n. 2
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di
Alberto Mangiante
Il 20 luglio 1953 moriva a Milano Ruggero Ruggeri, considerato il più grande attore teatrale e cinematografico del Novecento, osannato ed apprezzato sia dalla critica specializzata che dal pubblico. I solenni funerali, quasi di Stato, videro la partecipazione di personaggi politici, come l’on. Andreotti, e personaggi del mondo dello spettacolo, consacrando la grande notorietà dell’attore.
Ruggeri era nato a Fano il 14 novembre 1871 da Augusto e Corinna Casazza; la madre apparteneva ad un’antica famiglia di Guastalla (provincia di Reggio Emilia), mentre il padre si era laureato presso la Regia Università di Parma prima in Giurisprudenza e poi in Lettere, diventando insegnante di Filosofia e successivamente preside del Liceo-Ginnasio «Guido Nolfi» di Fano.
Augusto, a causa dell’eccessiva severità nelle sue funzioni di capo d’istituto, fu costretto ad abbandonare Fano per altre località e questi spostamenti costrinsero il giovane Ruggero a frequentare le scuole in varie città d’Italia. La famiglia Ruggeri era un’assidua frequentatrice di teatro e questo portò Ruggero ad appassionarsi al mestiere di attore, ottenendo dal padre la promessa di potersi dedicare al teatro a condizione di laurearsi.

Ma la sua vita cambiò per l’improvvisa morte del padre Augusto e così Ruggero e la madre si stabilirono prima a Guastalla e poi a Bologna dove egli riprese gli studi liceali che però fu costretto ad abbandonare per le susseguenti difficoltà economiche. Si dedicò così allo studio del canto e poi definitivamente alla recitazione.
A Bologna si presentò a casa di Cesare Rossi, attore che in quel momento andava per la maggiore, con la scusa di essere anche lui di Fano e per lui improvvisò un provino recitando una scena di Patria di Sardou. Vedendolo molto determinato e dotato nella recitazione, Rossi gli scrisse una lettera di presentazione e lo mandò a Cassino presso il suo amico Francesco Gervasi-Benincasa, direttore di una compagnia teatrale.
Ruggero Ruggeri, con la qualifica di «lavoratore drammatico», fece quindi il suo debutto il 18 febbraio 1888 nel locale Teatro Manzoni con Agnese un dramma di Felice Cavallotti. Ottenne subito un discreto successo tanto da ricordare poi:
«fui applaudito da quel generoso pubblico nella declamazione di un brindisi (i versi li dicevo discretamente fin d’allora, merito del mio povero babbo). Mi parve di toccare il cielo con un dito, ma l’emozione provata non mi impedì di dormire saporitamente fino a mezzogiorno del dì dopo».
Dopo il debutto la madre gli scrisse da Bologna il 22 febbraio 1888: «però io ti prego, mio caro figlio, a non illuderti troppo di questo buon successo, perché verranno purtroppo anche per te le brutte serate, ma studia con più zelo, pensando alla tua mamma»; la lettera molto lunga finiva con un post scriptum: «è tutta la giornata che nevica insieme alla pioggia e a Cassino che tempo fa?».

A Cassino partecipò anche alle recite de I Pezzenti di Cavallotti, sempre con la compagnia Benincasa, che restò di scena al Teatro Manzoni per tutta la stagione di Carnevale-Quaresima per poi trasferirsi nella piazza di Capua.
Il sodalizio con la compagnia di Francesco Gervasi-Benincasa, nonostante una serata speciale in suo onore il 18 giugno 1888, s’interruppe nello stesso anno con il passaggio nella compagnia delle Sorelle Marchetti.
Aveva solo 17 anni e la sua carriera proseguì raggiungendo le più alte vette del teatro italiano e internazionale; come non ricordare, ad esempio, il sodalizio con Marta Abba per il teatro di Luigi Pirandello.
Il nostro vecchio e glorioso Teatro Manzoni ha tenuto così a battesimo due mostri sacri del teatro italiano: nel 1878 il debutto di Ermete Zacconi, in qualità di capocomico nella compagnia Dominici, con Amleto, e poi nel 1888 quello di Ruggero Ruggeri. Inoltre, Felice Cavallotti, politico e autore teatrale di opere come Agnese e I Pezzenti, fu molto conosciuto nell’ambiente Cassinate per la sua amicizia con il frate cappuccino Innocenzo Tomassi.
Un’iniziativa lodevole sarebbe quella di ricordare i debutti di Zacconi e Ruggeri a Cassino con una targa da sistemare nel portico dell’attuale Teatro Manzoni.

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