«Studi Cassinati», anno 2025, n. 2
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di
Gaetano de Angelis-Curtis
Il 13 giugno 2025 è scomparso a Torino l’avvocato Franzo Grande Stevens. Nato a Napoli il 13 settembre 1928, figlio di un imprenditore nel ramo dei pastifici e di madre inglese, aveva conseguito nel 1951 la laurea in Giurisprudenza presso l’Università«Federico II», per poi divenire procuratore nel 1953 e avvocato nel 1956. Nel frattempo, nel 1954, aveva sposato Giuliana Greco da cui ha avuto tre figli. A metà degli anni ‘50 si trasferì a Torino dove fu titolare di uno dei più prestigiosi studi legali. Ha svolto una lunga carriera professionale, incentrata prevalentemente nel campo del diritto commerciale, e che ha alternato a una intensa attività scientifica con conferenze, lezioni, corsi, docenza universitaria e con varie pubblicazioni oppure tracciando il profilo biografico di importanti personalità del mondo forense.
È stato consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Torino (1968-1978), componente, vicepresidente e presidente del Consiglio Nazionale Forense (1985-1991), presidente dell’Istituto per lo Studio e la Diffusione dell’Arbitrato e del Diritto Commerciale Internazionale (1993-2004). Ha ricoperto numerose cariche presso vari Enti (presidente del Museo Nazionale del Risorgimento, della Compagnia di San Paolo, della Toro Assicurazioni, della CIGA Hotels, dell’Associazione Italiana per la ricerca sul cancro, cofondatore dell’Associazione Italiana del Diritto delle Assicurazioni, membro dei consigli di amministrazione di IFIL e RCS, ecc.).
Nel 1976 partecipò, in qualità di difensore d’ufficio, al processo ai capi storici delle Brigate Rosse assieme al presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Torino, Fulvio Croce, che venne poi assassinato dai terroristi. Vent’anni più tardi affidò il doloroso ricordo di quell’esperienza al libro Vita d’un avvocato.
Il 27 gennaio 1990 è stato insignito della onorificenza di «Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana».
Inoltre è stato presidente della squadra di calcio della Juventus dal 2 agosto 2003 fino allo scoppio di Calciopoli nel 2006.
È stato vicepresidente della Fiat, offrendo ardite soluzioni tecnico giuridiche alla famiglia Agnelli, adottate in periodi di grave crisi economico-industriale del gruppo automobilistico italiano. Fu persona di fiducia di Gianni Agnelli, tanto che per questo fu soprannominato «l’avvocato dell’Avvocato»1.
Non tutti sanno che Franzo Grande Stevens iniziò i suoi studi scolastici a Montecassino, frequentando nei suoi anni giovanili il Collegio di S. Benedetto. In varie interviste lo stesso Franzo Grande Stevens ebbe a dichiarare che vi era entrato all’età di otto anni. Il che sta a significare che sarebbe giunto a Montecassino nel 1936 andando a frequentare i Corsi elementari di Prima e Seconda preparatoria. Quindi passò al Ginnasio e nell’Anno scolastico 1938-1939 risultava iscritto alla Prima ginnasiale, Classe A, frequentata da altri 18 giovani, cui si aggiungeva la Classe B con un alunno monastico e sette alunni del Seminario diocesano. Nel corso di quell’Anno scolastico Franzo Grande Stevens si distinse per il profitto scolastico praticamente in tutte le materie2: meritò il premio di I grado in Lettere e Scienze3, il premio in Pianoforte4, in Canto5 e il 1° Premio in Religione6.
Per le vacanze estive, il nonno, un imprenditore siciliano, l’andava a prendere a Montecassino e lo portava ad Avola, in provincia di Siracusa, dove trascorreva piacevolmente un mese di riposo.
A Montecassino Franzo Grande Stevens frequentò i cinque anni del Ginnasio. Poi il fronte di guerra raggiunse anche Cassino. Dopo il primo bombardamento della città avvenuto il 10 settembre 1943, l’abate d. Gregorio Diamare fu costretto a chiudere il Collegio di San Benedetto e quasi tutti i collegiali (ma anche i seminaristi e gli alunni monastici) furono fatti rientrare nelle rispettive famiglie d’origine. Franzo Grande Stevens fece ritorno a Napoli e si iscrisse al Liceo classico «Giambattista Vico», dove poi conseguì la maturità classica. In quei frangenti la città partenopea era occupata dalle truppe germaniche e sua «madre fu isolata dai tedeschi in un campo di concentramento a Chiaiano, colpevole di ascoltare Radio Londra» dove parlava il fratello, il colonnello Stevens7. La famiglia temeva per l’incolumità del giovane Franzo che era ospitato da una zia sulla collina dei Camaldoli, ed egli, se arrivavano i tedeschi, scappava e andava a rifugiarsi nei boschi circostanti. Quando a Napoli giunsero le forze dell’Ottava Armata britannica, fu «accolto nelle vicinanze dell’ospedale Cardarelli dalla Brigata palestinese, composta da soldati ebrei guidati da Tiberius Iritz»8. Qualche tempo dopo giunse nella città partenopea anche lo zio Harold Stevens che un giorno portò il sedicenne Franzo a Sorrento a far visita a Benedetto Croce, sfollato da Napoli.
Franzo Grande Stevens è sempre rimasto molto legato, per quell’esperienza giovanile, a Montecassino, agli abati, ai monaci e ai suoi compagni di studio del Collegio, anche di Cassino, con i quali ha avuto modo di intrattenere per decenni relazioni amicali ed epistolari. Il 21 marzo 1984 si portò a Montecassino per partecipare al «Primo convegno degli ex collegiali», voluto dall’allora abate mons. Bernardo D’Onorio, quando da tutta Italia tornarono a rivedersi a Montecassino 102 ex collegiali (34 dell’anteguerra e 68 del dopoguerra)9.
Un significativo episodio di sostegno e difesa di questo territorio da parte di Franzo Grande Stevens si inquadra nei difficili momenti della grave crisi industriale e di vendite che colpì la Fiat nel 2002, una congiuntura tanto negativa che si stimava il licenziamento di novemila operai dei vari stabilimenti italiani del gruppo, di cui mille occupati in quello di Piedimonte San Germano. Nel convegno di presentazione del volume di Francesco Di Giorgio Dalla Fiat a Stellantis. 50 anni di evoluzione sociale ed economica del Lazio meridionale, tenutosi a Cassino il 16 dicembre 2023, mons. Fabio Bernardo D’Onorio ha avuto modo di ricordare il suo personale impegno per scongiurare la perdita per il territorio di così tanti posti di lavoro con l’incontro avuto a Villar Perosa con l’avvocato Gianni Agnelli. L’allora padre abate di Montecassino ha raccontato che telefonò «all’amico Franzo Grande Stevens, ex collegiale di Montecassino, avvocato e amministratore delegato del gruppo» per chiedergli di fissargli un appuntamento con il presidente Agnelli. «Fu gentile. Mi richiamò e mi disse: l’avvocato ti aspetta alle 9.30, puntuale, perché deve partire per l’estero. Io arrivai in aereo a Torino alle 9. Trovai Stevens ad aspettarmi con una vettura Fiat scortata dalla polizia che ci portò alla villa dell’avvocato. L’incontro fu cordiale. Ma irremovibile sui licenziamenti. Ma alla fine lo convinsi. E disse: allora invece di mille licenziati solo cento. Così salvai 900 posti di lavoro». Ma conclude mons. D’Onorio: «Sicuramente l’amico Stevens lo aveva già convinto di prima di me»10.
1 Come ha avuto modo di raccontare lo stesso Franzo Grande Stevens il suo rapporto con l’importante famiglia industriale piemontese nacque quando Gianni Agnelli gli «chiese l’assistenza legale nella cessione di una sua azienda. Mi disse: quando mio nonno ebbe bisogno di un avvocato civilista si affidò all’avvocato napoletano Vincenzo Janfolla, ho sentito parlare bene di lei e anch’io mi affido a un avvocato napoletano. Da allora, seconda metà degli anni ’50, il rapporto è diventato sempre più assiduo e si è esteso alla famiglia, in particolare a Gianni e Umberto Agnelli» («Il Mattino», 19 maggio 2012).
2 Collegio S. Benedetto e Seminario diocesano. Anno Scolastico 1938-1939, Elenco dei premiati, Tip. Stem, Cassino 1940.
3 Per gli alunni delle prime tre Classi ginnasiali i premi erano di I, II e III grado. Il premio di I grado si conseguiva con media complessiva dei voti riportati nel corso dell’anno pari o superiore a 8,50 e consisteva in una Medaglia d’oro con diploma.
4 Musica: Diploma con premio (riproduzione di un oggetto d’arte).
5 Canto: Diploma speciale.
6 Religione: Crocetta d’onore con speciale diploma.
7 Harold Raphael Gaetano Stevens (1883-1961) era nato a Napoli da padre britannico di religione cattolica e da madre italiana proveniente dalla nobiltà partenopea. Tornato con la famiglia in Gran Bretagna, abbracciò la carriera militare e combatté nel corso della Prima guerra mondiale. Poi «nel giugno 1940 entrò a far parte del BBC European Service. Fu conduttore del programma in italiano Radio Londra dal 1940 al 1945. Parlava un italiano dall’accento britannico, misto a una rassicurante inflessione napoletana e divenne famoso come “Il Colonnello Buonasera” per il “Buonasera” che pronunciava all’inizio di ogni sua trasmissione». Si trattava di un programma di cinque minuti che andava in onda alle dieci di sera per cinque giorni alla settimana e che dette «un contributo fondamentale allo sforzo bellico per contrastare la propaganda del regime fascista e consegnare messaggi alla resistenza italiana». Harold Stevens era un fervente cattolico e iniziava ogni giornata con la partecipazione alla Messa. Mantenne stretti legami con Roma ed i pontefici Pio XII e Giovanni XXIII, fino ad essere nominato terziario francescano di Santa Croce (www.it.wikipedia.org).
8 «Il Mattino», 19 maggio 2012.
9 «Echi di Montecassino», Bollettino degli oblati ex-allievi e amici di Montecassino, Anno XII – N. I (24), Gennaio-Giugno 1984.
10 Cfr. D. Tortolano, Così salvammo 900 posti di lavoro, «Il Messaggero», Frosinone, domenica 18 dicembre 2022 pubblicato anche in «Studi Cassinati», a. XXII, n. 4, Ottobre-Dicembre 2022, pp. 287-288.
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Il Centro documentazione e studi cassinati-Aps porge sentite condoglianze a Riccardo, Cristina e Sofia per la scomparsa del loro caro padre
Avv. Franzo Grande Stevens
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