STUDI CASSINATI Bollettino trimestrale di studi storici del Lazio meridionaleAnno XXV, n. 4, Ottobre-Dicembre 2025 >Scarica il pdf IN QUESTO NUMERO     Pag. 243     E. Pittiglio, La casa madre benedettina in festa. Concelebrazione solenne a Sant’Anselmo.     “      245     G. de Angelis-Curtis, I primi interventi di rinascita a Cassino: baracche, casette e palazzine al Colosseo.     “      251     F. Di Giorgio, Parola d’ordine: salvare l’infanzia! A ottanta anni dalla storica operazione umanitaria con i treni della solidarietà.     “      257     A. Darini, Area urbana d’Interamna Lirenas: una gemma romana.     “      262     D. Sacco, S. Elia Fiume Rapido, note sul paesaggio agrario di un comparto dell’Ager Casinas.     “      267     P. Cedrone, La «Falsa Donazione» della Chiesa di «San Donato In Comino» al Monastero di San Vincenzo al Volturno da parte di Ildeprando duca di Spoleto.     “      269     S. Tanzilli, Un inedito bassorilievo…

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STUDI CASSINATI «Studi Cassinati», anno 2025, n. 4 > Scarica l’intero numero di «Studi Cassinati» in pdf > Scarica l’articolo in pdf di  Elena Pittiglio* Si riporta l’articolo sul 125° anniversario della dedicazione della chiesa di Sant’Anselmo a Roma. Nel 1887 papa Leone XIII beatificò, a otto secoli dalla morte, l’abate Desiderio di Montecassino, tra i più importanti se non il più importante abate cassinese, salito al soglio pontificio con il nome di Vittore III. Poi l’anno successivo, nel 1888, Leone XIII affidò all’arcivescovo di Catania, il monaco benedettino Giuseppe Benedetto Dusmet, l’incarico di riaprire l’antico collegio Sant’Anselmo. Il progettista della struttura fu il primo abate primate Ildebrando De Hemptinne e la realizzazione dell’edificio fu affidata all’architetto Francesco Vespignani. La chiesa di Sant’Anselmo fu terminata e consacrata l’11 novembre del 1900. Sant’Anselmo ha una triplice funzione istituzionale: – luogo degli studi accademici (l’Ateneo): originariamente per i benedettini, ma aperto anche a…

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«Studi Cassinati», anno 2025, n. 4 > Scarica l’intero numero di «Studi Cassinati» in pdf > Scarica l’articolo in pdf di  Gaetano de Angelis-Curtis Il primo atto della rinascita della città di Cassino è rappresentato dalla costruzione di 17 casette popolari, o meglio «casette ricovero», realizzate nella zona del Colosseo e destinate a ospitare 28 famiglie. Nel numero scorso di «Studi Cassinati»1 si è avuto modo di interessarsi di quelle strutture abitative in occasione della cerimonia rievocativa del primo anniversario della distruzione quando le autorità politiche nazionali, quelle amministrative e quelle religiose si portarono a visitare i primi cantieri aperti in Cassino2 e a inaugurare quelle nuove abitazioni. Alle 10.30 di quel 15 marzo 1945 le famiglie prescelte se ne stavano davanti alla porta e il presidente del Consiglio Ivanoe Bonomi, visitando i piccoli alloggi, si intrattenne in «amicizia» con le donne che gli riferivano dei loro guai dovuti ai…

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«Studi Cassinati», anno 2025, n. 4 > Scarica l’intero numero di «Studi Cassinati» in pdf > Scarica l’articolo in pdf di  Francesco Di Giorgio Roma, 29 dicembre 1945 Aula Magna dell’Università, V Congresso del Partico comunista: nel suo intervento il segretario nazionale Palmiro Togliatti fa riferimento alle condizioni dei bambini del cassinate e lancia un appello per la tutela dell’infanzia nelle zone colpite dagli eventi bellici. Dopo che gli eserciti di tutto il mondo avevano finito di rovesciare su Cassino e Cassinate il loro alto potenziale di fuoco e distruzione, il territorio era simile ad uno spettrale paesaggio lunare. Tuttavia anche a guerra terminata la popolazione si dibatteva fra emergenze sociali, sanitarie, alimentari, abitative, ecc. Tra la fine del 1945 e l’anno successivo ha inizio così una delle più significative e straordinarie gare di solidarietà umana che coinvolse migliaia di famiglie del settentrione italiano pronte ad accogliere i bambini del…

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«Studi Cassinati», anno 2025, n. 4 > Scarica l’intero numero di «Studi Cassinati» in pdf > Scarica l’articolo in pdf di Angelo Darini Nel centro abitato di Interamna Lirenas1(Fig. 1),all’incrocio del cardo primo, via per Casinum, e il primo decumano, via Latina Vetus, in un terreno volto a maggese2 (Fig. 2) si è rinvenuta una corniola3. Il suo colore va dal rosso brunastro all’arancione. È di forma ovale, ha 12 mm. di lunghezza, 11 mm. di larghezza, 2 mm. di spessore e 0,4 g. di peso. Tecnica ad intaglio raffigurante una mano che tiene un ramoscello (Fig. 3). La glittica, l’arte di incidere e intagliare le pietre dure, nacque intorno al VI millennio a.C. in area mediorientale, in cui la Mesopotamia divenne il centro di produzione più importante. Successivamente si sviluppò in tutte le antiche civiltà mediterranee, come quella minoica e micenea. I materiali utilizzati provengono dal regno minerale e,…

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«Studi Cassinati», anno 2025, n. 4 > Scarica l’intero numero di «Studi Cassinati» in pdf > Scarica l’articolo in pdf di  Dante Sacco La descrizione geografica di un territorio e la sua espressione cartografica sono da sempre documenti tra i più significativi di come gli uomini hanno percepito lo spazio terrestre, lo hanno documentato e lo hanno trasmesso. Il primo autore ad occuparsi in maniera completa di Sant’Elia Fiume Rapido è stato Marco Lanni che in un’opera monografica, pubblicata nel 1873, analizza tutte le fonti antiche, descrive i monumenti e fornisce ampio materiale documentario sulla geologia, le colture, le industrie, gli usi e le tradizioni. Non mancano, inoltre, nell’ambito dei secoli XVI e XVII, pubblicazioni di cartografia scientifica della Terra di San Benedetto, in cui ricade Sant’Elia Fiume Rapido1. Così descrive il Lanni la zona in esame: «Il territorio di S. Elia è bagnato dal fiume Rapido, il quale sorge…

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«Studi Cassinati», anno 2025, n. 4 > Scarica l’intero numero di «Studi Cassinati» in pdf > Scarica l’articolo in pdf di Pietro Cedrone Nel 1981 l’Istituto Storico Italiano per il Medio Evo pubblicava nelle Fonti per la Storia d’Italia la prima parte del quarto volume del Codice diplomatico Longobardo a cura di Carlrichard Brühl, includente i Diplomi dei Duchi Longobardi di Spoleto fino all’anno 787. Complessivamente l’edizione presenta 38 diplomi di cui 35 appartenenti al Regestum Farfense, uno al Registrum Petri Diaconi, uno al Chronicon Vulturnense e uno all’Archivio Capitolare di Rieti. Alla p. 96 del volume è riportato il «Diploma «34. Praeceptum». Quest’ultimo è ritenuto dal Brühl una «falsificazione». Con tale Diploma datato maggio 778 e rilasciato a Spoleto, il duca Ildeprando dona al Monastero di San Vincenzo al Volturno la Chiesa di «San Donato in Comino» con precisi confini, e altri beni. Il documento ci giunge attraverso il…

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«Studi Cassinati», anno 2025, n. 4 > Scarica l’intero numero di «Studi Cassinati» in pdf > Scarica l’articolo in pdf di  Silvano Tanzilli* Quando Rostaino III Cantelmo1 inizia la costruzione del Palazzo Ducale di Atina, alcuni anni dopo il disastroso terremoto del 9 settembre 1349, il codice architettonico “Gotico”, che traspare da ogni elemento costruttivo di cui si compone, soprattutto nella facciata rappresentativa (Fig. 1), è oramai totalmente assimilato anche nei territori periferici del regno. Ed è facile immaginare che ci sia stata una dettagliata progettualità, prodromica alla costruzione vera e propria del Palatium, favorita dalla presenza, soprattutto a Montecassino, di maestranze internazionali che hanno fornito assistenza tecnica e artistica nella realizzazione di questo complesso e articolato edificio. Tutto ciò va aggiunto al valore simbolico, dettato dall’unione di due potenti famiglie, i D’Aquino e i Cantelmo, che doveva trasparire sia nella potenza espressiva dettata dalla notevole dimensione del palazzo, con…

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«Studi Cassinati», anno 2025, n. 4 > Scarica l’intero numero di «Studi Cassinati» in pdf > Scarica l’articolo in pdf di Maurizio Zambardi Ho sempre pensato che la mole crestata di Monte La Chiaia, che si erge a mo’ di baluardo nell’estremità nord orientale della Valle del Liri, fosse strategicamente importante già in epoca antica. Da tempo, percorrendo la Casilina, lo sguardo cadeva spesso su alcuni tratti murari che si intravedevano, allineati tra loro, a poche decine di metri dalla vetta, sul versante meridionale del Monte. E così, con più sopralluoghi, ho scalato il monte per verificare quello che ipotizzavo, e cioè che i tratti potevano essere quello che rimaneva di una cinta muraria in opera poligonale. Ed ora propongo qui, in anteprima, un breve articolo a riguardo, sperando di poter al più presto redigere un articolo più scientifico.  Il versante meridionale del monte, che affaccia sul paese di San…

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«Studi Cassinati», anno 2025, n. 4 > Scarica l’intero numero di «Studi Cassinati» in pdf > Scarica l’articolo in pdf di Alfredo Incollingo La demografia dell’alta Valle del Volturno è un argomento che non appare essere mai stato affrontato dagli studiosi contemporanei e pochi sono stati i cronisti di epoca moderna che lo hanno trattato nelle loro opere, come Enrico Bacco che, tuttavia, si è limitato a riportare il numero dei fuochi per ogni centro abitato della valle agli inizi del Seicento. La scarsità delle fonti ha scoraggiato i più a esaminare la tematica, tuttavia scavando negli archivi parrocchiali del territorio è possibile consultare i registri dei sacramenti che rappresentano una testimonianza importante per ricostruire a grandi linee la demografia locale. In molte parrocchie italiane, come a Gemona del Friuli (UD) e a Pisa, i registri parrocchiali venivano redatti già a partire dal XIV secolo. Successivamente tale consuetudine spontanea e…

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«Studi Cassinati», anno 2025, n. 4 > Scarica l’intero numero di «Studi Cassinati» in pdf > Scarica l’articolo in pdf di Alceo Morone Nell’Ottocento si erano stabilite nel Regno di Napoli diverse fabbriche di manifatture1, in concorrenza con le fabbriche straniere. Per evitare fra loro di confondersi, le manifatture interne si dovevano distinguere con un marchio. Con il Decreto che sottopone ad un bollo particolare le manifatture delle fabbriche di ambo i domini2, emanato il 5 ottobre 1824 e pubblicato a Napoli il 16 ottobre 1824 durante il Regno di Ferdinando I di Borbone (1816-1825), costituito da 4 articoli, si stabilisce che tutte le manifatture suscettibili di bollo a piombo o a secco siano munite di un bollo doganale (Art. 1); che le fabbriche abbiano dei particolari regolamenti relativi alla specie ed alla forma del bollo (Art. 2) e che l’apposizione di tale bollo sia interamente gratuita (Art. 3). Infine…

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«Studi Cassinati», anno 2025, n. 4 > Scarica l’intero numero di «Studi Cassinati» in pdf > Scarica l’articolo in pdf di Alberto Mangiante Guardavo alcuni articoli del «Corriere Sanitario» e ho notato questo articolo su Sant’Apollinare; incuriosito l’ho letto, trovandolo molto interessante per l’argomento, e credo sia possibile fare un paragone tra la situazione di fine Ottocento e quella attuale che, eccetto per alcuni aspetti, sembra non essere molto cambiata, se non peggiorata in varie circostanze. La relazione è dell’Ufficiale Sanitario di Sant’Apollinare, «all’epoca ricadente nella provincia di Caserta distretto di Gaeta», inviata al Medico Provinciale e pubblicata sul Corriere Sanitario del 31 marzo 18951. La trascrizione è fedele al testo originale e si possono notare parole che difficilmente si usano oggi.  Ill.mo Signor Medico Provinciale Nella relazione dell’anno scorso dovetti francamente dichiarare che questo paese ha bisogno di lungo volger di tempo affinché i regolamenti igienico-sanitari siano tenuti a…

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«Studi Cassinati», anno 2025, n. 4 > Scarica l’intero numero di «Studi Cassinati» in pdf > Scarica l’articolo in pdf di Antonio Crescenzi Vogliamo narrare venti e “bufere” che invasero l’Occidente dal 1968 al 1970. L’obiettivo è quello di capire da dove iniziò a soffiare il vento e quali ne furono le conseguenze. Possiamo dire che questi “venti del ‘68” arrivarono dalla Costa Californiana, soffiando su tutto il mondo come un detonatore. Quando e da dove partì la “scintilla studentesca” nessuno lo sa con certezza. In un certo senso, forse partì dalle Università americane quando cominciò il reclutamento per il Vietnam, e riguardò inizialmente gli studenti con voti più scadenti (il che spiegherebbe il fatto che quella guerra fu proprio studiata) e in seguito si propagò a Parigi, Roma e Milano, Atene e Praga, Pechino e Tokio, fino in Brasile e in Messico, dove non si andò tanto per il…

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«Studi Cassinati», anno 2025, n. 4 > Scarica l’intero numero di «Studi Cassinati» in pdf > Scarica l’articolo in pdf di Emilio Pistilli* Ho sempre ritenuto che per conoscere a fondo il passato di un territorio e della sua popolazione una componente essenziale è lo studio linguistico attraverso le varie vicende del lessico locale o di quello che in genere definiamo dialetto. Infatti nel loro approccio allo studio del passato gli storici si servono del patrimonio archeologico disponibile e di quello delle fonti documentali, sia scritte che epigrafiche; raramente noto l’aggancio convinto alla lingua delle popolazioni interessate. Eppure lo studio delle radici etimologiche dei vocaboli che compongono la parlata delle genti può aprirci una serie interessante di rapporti storici tra le popolazioni vicine ma anche lontanissime geograficamente. In ogni dialetto troviamo dei veri e propri «fossili» linguistici comuni ad altre parlate a testimonianza delle vicissitudini migratorie delle genti che popolano…

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«Studi Cassinati», anno 2025, n. 4 > Scarica l’intero numero di «Studi Cassinati» in pdf > Scarica l’articolo in pdf Domenica 19 ottobre 2025, presso l’ex asilo di San Pietro Infine sono stati presentati tre libri di Maurizio Zambardi relativi a Tommaso Comparelli, poeta e filosofo di San Pietro Infine, quindi La costruzione del camposanto di San Pietro Infine, cronaca di una travagliata vicenda del XIX secolo e infine Racconti Brevi (impreziosito da vari disegni realizzati da Laura Zambardi). L’evento è stato organizzato dall’Associazione culturale «Ad Flexum», dal Cdsc-Aps (che ha fatto da editore dei primi due volumi) e dalla Volturnia Edizioni (editore del terzo libro). L’evento è stato aperto dai saluti ai presenti del presidente del Cdsc Gaetano de Angelis-Curtis, che, non potendo essere presente, ha inviato una nota scritta, letta da Elvira Zambardi, con la quale ha provveduto sia ad augurare buon lavoro ai relatori, alla moderatrice e…

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«Studi Cassinati», anno 2025, n. 4 > Scarica l’intero numero di «Studi Cassinati» in pdf > Scarica l’articolo in pdf Il 22 novembre 2025 una delegazione del Cdsc-Aps ha partecipato alla commemorazione In memoria delle vittime civili del Martirologio di Cassino 1943-1944, un evento organizzato dall’Anvcg (Associazione nazionale vittime civili e di guerra) sede di Frosinone/Cassino. La semplice ma suggestiva e sentita cerimonia si è tenuta presso l’abbazia di Montecassino prima con la deposizione di una corona con lampada e preghiera presso la stele dedicata alle Vittime civili di guerra ubicata nel giardinetto che precede l’ingresso nella badia e poi proseguita con la celebrazione di una Santa Messa da parte dell’abate dom Luca Fallica dedicata alla memoria delle vittime di guerra (gdac). (10 Visualizzazioni)

«Studi Cassinati», anno 2025, n. 4 > Scarica l’intero numero di «Studi Cassinati» in pdf > Scarica l’articolo in pdf di  Domenico Tortolano* Un architetto di Cassino, Giacomo Bianchi, famoso per le sue idee progettuali in Italia e all’estero, si è imbattuto anni fa in un raro documento autografo del compositore Gioacchino Rossini trovato su una bancarella di antiquariato di Parigi, una pergamena manoscritta che ha donato alla Fondazione Arena di Verona. E qualche giorno fa è arrivato all’architetto il ringraziamento della Sovrintendente della Fondazione, la soprano Cecilia Gasdia. Giacomo Bianchi è anche un appassionato di musica lirica e quindi anche uno studioso con una ricca collezione di opere. Cosi racconta la scoperta: «La storia di questo documento è questa. Anni fa durante una delle mie frequenti visite al mercato di antiquariato di Fort de Grignan court a Parigi acquistai dei libri antichi e una cartella di incisioni che riguardavano il…

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«Studi Cassinati», anno 2025, n. 4 > Scarica l’intero numero di «Studi Cassinati» in pdf > Scarica l’articolo in pdf di  Gianpiero Fabrizi* Da un piccolo borgo cinquecentesco sulle colline della Valle di Comino a una cantina premiata a livello internazionale. La storia di «I Ciacca», l’azienda agricola nata grazie a Cesidio Di Ciacca, affermato avvocato d’affari scozzese deciso a far rivivere il paese natale dei suoi nonni, Picinisco, ha conquistato gli spettatori della popolare serie Help! We Bought a Village. Giunto alla sua quarta stagione, il programma in onda su Channel 4, racconta le storie di persone che hanno cercato di restituire nuova vita a borghi e villaggi abbandonati. E la storia de «I Ciacca», protagonista sugli schermi nelle ultime tre stagioni, calza quindi a pennello con il format della serie televisiva. A raccontarla sono lo stesso Cesidio Di Ciacca e il genero Luigi Tana, (direttore di Tan&Ns Wine…

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«Studi Cassinati», anno 2025, n. 4 > Scarica l’intero numero di «Studi Cassinati» in pdf > Scarica l’articolo in pdf Il 4 ottobre 2025 è scomparso il socio Peppino Grossi, uomo di grande cultura, studioso, storico, ricercatore, autorevole docente per anni di Storia e Filosofia al Liceo Scientifico di Cassino per poi chiudere la sua attività scolastica come preside, dirigente del Liceo Classico «Giosuè Carducci». I suoi alunni, tra cui mi onoro di aver fatto parte, lo ricordano come un galantuomo che ha fatto del garbo, della cortesia e della gentilezza il suo stile di vita. Da bambino aveva vissuto la tragicità della guerra, con lo sfollamento a Sant’Antonino e con il dramma della perdita della madre, il tutto descritto in modo realistico e concreto dal padre Tancredi Grossi nel volume Il Calvario di Cassino. Poi la ricostruzione e la rinascita della città martire di cui non mancò però di rimarcare…

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«Studi Cassinati», anno 2025, n. 4 > Scarica l’intero numero di «Studi Cassinati» in pdf > Scarica l’articolo in pdf Il 25 ottobre 2025 è scomparso il socio Giacomo Saragosa, stimata figura, già generale del Corpo Forestale dello Stato e Comandante della Scuola Forestale di Cittaducale (Rieti). Nel 2008 è stato insignito dell’onorificenza di «Commendatore ordine al Merito della Repubblica italiana», nell’anno 2024-2025 è stato presidente del Lions Club di Rieti. Legatissimo alla famiglia (la moglie Elisa, i figli e i nipoti), si è fatto apprezzare per le sue doti umane e professionali nella sua terra d’adozione, la Sabina, ma è rimasto sempre fortemente attaccato alla sua terra d’origine, quella Caira dove ha deciso di riposare con genitori e fratelli. Ingegnere, è stato anche uomo di cultura. Ha pubblicato un volume dal titolo di Alberi: etimologia, storia, miti e leggende in cui il rigore scientifico di ingegnere forestale è coniugato…

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