UN RESORT VINICOLO NATO IN UN CASALE DEL ‘500: DA GLASGOW A PICINISCO

«Studi Cassinati», anno 2025, n. 4

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 Gianpiero Fabrizi*

L’azienda Di Ciacca a Picinisco.

Da un piccolo borgo cinquecentesco sulle colline della Valle di Comino a una cantina premiata a livello internazionale. La storia di «I Ciacca», l’azienda agricola nata grazie a Cesidio Di Ciacca, affermato avvocato d’affari scozzese deciso a far rivivere il paese natale dei suoi nonni, Picinisco, ha conquistato gli spettatori della popolare serie Help! We Bought a Village. Giunto alla sua quarta stagione, il programma in onda su Channel 4, racconta le storie di persone che hanno cercato di restituire nuova vita a borghi e villaggi abbandonati. E la storia de «I Ciacca», protagonista sugli schermi nelle ultime tre stagioni, calza quindi a pennello con il format della serie televisiva. A raccontarla sono lo stesso Cesidio Di Ciacca e il genero Luigi Tana, (direttore di Tan&Ns Wine Importers a Glasgow cresciuto in Scozia da genitori di origine casertana), che gestiscono l’azienda insieme al resto della famiglia di Cesidio, la moglie Selina e i figli Sofia e Giovanni.

Perché avete scelto di vivere in Italia e in particolare a Picinisco?

Cesidio Di Ciacca: «La mia famiglia, fin da bambino mi ha sempre parlato di Picinisco oltre che della figura di mio nonno da cui ho preso il nome, Cesidio1. Mio nonno è morto nella tragedia dell’Arandora Star2, una nave da crociera britannica dove furono caricati centinaia di internati civili italiani e tedeschi e affondata dai nazisti nelle acque dell’Atlantico all’inizio del secondo conflitto mondiale. Tornare a Picinisco ed iniziare questo percorso nel mondo del vino è stato soprattutto un modo per conoscere lui, facendo qualcosa che faceva lui».

Luigi Tana: «L’Italia è posto magnifico, ricco di valori e di storia. La sera in piazza a Picinisco si sente parlare sia l’inglese che l’italiano, con la stessa facilità e questa cosa è davvero fantastica. Io e mia moglie Sofia abbiamo deciso di far crescere qui i nostri bambini».

Il primo passo è stato l’acquisto di un edificio nel centro storico dove avete creato un albergo

Luigi Tana: «Sì, l’idea era di realizzare un albergo diffuso con suite rustiche, terrazze panoramiche e vista sulla valle. Lo abbiamo chiamato «Sotto le stelle» proprio per questo motivo.

Negli anni immediatamente successivi siete partiti con la ristrutturazione del borgo «I Ciacca», con le vigne e la cantina. Come mai la scelta di puntare sul vino?

Cesidio Di Ciacca: «Abbiamo ritrovato dei libri e dei registri in cui si parlava delle eccellenti qualità del vino del nostro paese un vino chiaro che aveva i colori dell’oro, un gusto equilibrato ed un’eccellente persistenza. Siamo partiti da qui, le analisi che abbiamo commissionato ci hanno confermato che si trattava di un’uva indigena della valle di Comino e della Ciociaria, che non ha legami genetici lineari con altri e quindi un vitigno nobile.

Una scelta che sta iniziando a dare le prime soddisfazioni anche sui mercati esteri.

Luigi Tana: «Il maturano è un vitigno dal comportamento unico, in parte ancora da riscoprire, che in regime biologico, e sui terreni mai trattati di Picinisco si esprime al meglio. È un vino fresco, capace di esprimere una grande complessità ed un’ottima persistenza».

Un percorso che è iniziato con qualche imprevisto da superare dopo che i cinghiali hanno sostanzialmente distrutto il primo racconto.

Luigi Tana: «La conferma che stavamo facendo un ottimo prodotto ce l’hanno data loro, mangiando buona parte dei grappoli il primo anno poi ci siamo organizzati con delle recinzioni e successivamente è arrivata la certificazione biologica; non è stato molto difficile ottenerla perché questi terreni non venivano più coltivati da quasi un secolo».

Come mai la scelta di puntare sul biologico?

Luigi Tana: «La nostra filosofia, la nostra idea è che la mano dell’uomo debba intervenire sul vino lo stretto necessario, è succo d’uva quindi un prodotto naturale».

La notorietà internazionale è arrivata grazie alla serie televisiva quanto è stata importante nella crescita dell’azienda?

Luigi Tana: «Beh, ci fa indubbiamente piacere. Quando lo show è andato in onda per la prima volta, abbiamo avuto il numero più alto di visitatori di sempre sul sito web. Nel Regno Unito la serie ha oltre 160 mila spettatori, negli Stati Uniti i numeri sono ancora più importanti con tre milioni di spettatori in due settimane. Lo scorso anno abbiamo ospitato circa 480 degustazioni dedicate, sono tantissime».

In che modo l’arrivo di turisti ed appassionati da varie parti del mondo può sostenere l’economia della valle di Comino?

Cesidio Di Ciacca: «Nel corso degli ultimi anni abbiamo perso cinque clienti del nostro albergo che hanno deciso di comprare casa qui e probabilmente il regalo più bello che potevamo fare a questa terra magnifica. Naturalmente, il tutto va accompagnato sempre da un buon bicchiere di vino perché il vino fa buon sangue».

*«Il Messaggero», domenica 14 dicembre 2025, p. 38.

1 Su alcuni componenti della famiglia cfr. G. de Angelis-Curtis, I fratelli Vito, Gerardo, Cesidio e Luigi Di Ciacca di Picinisco. Tra grande guerra ed emigrazione, in «Studi Cassinati, n. 2, a. XVIII, aprile-giugno 2018, pp. 118- 123.

2 Su vicende ed elenco dei nominativi degli ottanta periti nell’affondamento della motonave originari dell’odierno Lazio meridionale, cfr. E. Pistilli, L’affondamento dell’Arandora Star, in «Studi Cassinati, n. 3, a. IV, luglio-settembre 2004, pp. 160-168.

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