«Studi Cassinati», anno 2026, n. 2
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RILEGGIAMO … pagine di storia edite ma poco note
Il Santuario di Sa M.a dell’Isola1 soggetto alla giurisdizione dell’Abbadia di Montecassino, sorge sopra uno scoglio presso la città di Tropea, una volta tutto circondato dal mare, oggi non più, chè per innalzamento del suolo, o per altra causa, il mare si è disseccato, bagnandone ora solamente la parte che guarda Oriente, ed il Settentrione. Scoglio e Santuario formano un insieme così bello e pittoresco che non è capitato in Tropea pittore, e fotografo senza averne la vaghezza di ritrarselo.
La devozione dei tropeani verso la SS. Vergine dell’Isola è stata sempre calda ed entusiastica; anzi non solo dei tropeani, ma viemmagiormente con zelo massimo accorrono da lontani paesi i fedeli nelle due feste del 15 Agosto ed 8 Settembre, per adorare e ringraziare la taumaturga Vergine, e molti di essi fedeli offrono lo spettacolo commoventissimo di salire inginocchioni tutta la scala, bastantemente lunga ed erta, che dal suolo marino conduce al santuario.
Quest’anno, a cura del nuovo Rettore del ridetto Santuario Sacerdote D. Francesco De Maria si è celebrata nei giorni 7 e 8 di Settembre una splendidissima festa. Per la prima volta la Vergine dell’Isola, dopo tanti secoli percorse in processione solenne le vie della Città. Il popolo di Tropea, come una sola persona, si riversò a porta Vaticano per ricevere l’Augusta Regina all’ingresso della Città. All’apparire della bellissima immagine, un forte e prolungato gemito si elevò di gioja in mezzo alla folla, tutti piangevano per tenerezza, tutti stendevano le mani verso l’eccelsa Signora, e le madri le porgevano i loro teneri bambini perché fossero benedetti. La processione alla quale presero parte le sei Confraternite cittadine, i R.ndi PP. Riformati ed i R.ndi mansionarii della Cattedrale, si avanzava tra gl’inni dei sacerdoti, che si alternavano ai concenti della musica cittadina; dietro la taumaturga immagine seguiva una immensa folla di fedeli e tropeani, e forestieri. Portata nel Duomo la sacra immagine, salì il pulpito il chiarissimo e R.mo Canonico Teologo D. Giuseppe Lojacono da Tropea. il quale recitò una eloquentissima e commoventissima orazione panegirica. Ricordando egli che il Santuario dell’Isola è di giurisdizione di Montecassino, disse magnifiche parole sull’inclito Ordine Cassinese, che col motto ora et labora, è stato in tutti i tempi tanto benemerito della civiltà cristiana.
Quando la processione rientrava nel Santuario era già notte; ma lo scoglio dell’Isola, e la prospettiva del Santuario erano splendidamente illuminati.
Le abitazioni della marina, le barche tanto quelle ancorate in mare, che quelle tirate in sull’arena anch’esse splendenti di lumi formavano qualche cosa di fantastico ed innalzavano la mente agli splendori del Paradiso. Al ritorno in Santuario, la folla dei fedeli era cosi grande, che si dovette improvisare un altare fuori le porte della Chiesa, ed ivi farsi la benedizione col Santissimo. I fedeli di Tropea per ringraziare la Vergine della degnazione onde volle visitare la loro città, con a capo il lettore del Santuario, improvisarono una colletta per presentare alla Vergine SS. un Manto ceruleo riccamente decorato in oro, e la commissione è stata affidata all’Ospizio di Santa Margarita in Roma, diretto da quel degnissimo e benemerito P. Sempliciano della Natività. Facciamo voi adunque, che lo splendore del nostro Santuario giunga a segno da dimostrare anch’esso che il secolo nostro è il secolo di Maria Santissima.
* «Il San Benedetto», anno 1, n. 7, 1893, pp. 222-223.
1 La Chiesa risale al VII-VIII secolo, utilizzata, per la sua posizione isolata, come ritiro di eremiti e monaci. Inizialmente appartenuta ai monaci basiliani, fu poi il duca normanno Roberto il Guiscardo che ne sancì il passaggio, attorno al 1060, dal rito greco a quello latino. Della struttura originaria si conserva ben poco essendo stata fortemente rimaneggiata in seguito ai terremoti del 1783 e del 1905. Nella nicchia dell’altare della chiesa è conservato il settecentesco gruppo scultoreo della Sacra Famiglia che nel giorno dell’Assunzione della Vergine viene portato in processione sul mare a bordo di un peschereccio per percorrere, con uno stuolo di imbarcazioni al seguito, il tratto di mare da Zambrone a Capo Vaticano. La scala che raggiunge la Chiesa venne realizzata intorno al 1810. Secondo una leggenda una statua in legno della Vergine giunse a Tropea proveniente dall’Oriente. Il vescovo e il sindaco decisero di installarla all’interno di una grotta naturale presente nello scoglio della rupe. La statua però risultava troppo grande per cui fu chiamato un falegname affinché provvedesse a segarle le gambe. Ma appena vi appoggiò la sega, rimase paralizzato alle braccia, mentre il sindaco e il vescovo morirono in quell’istante. Nei giorni seguenti la Madonna iniziò a graziare il suo popolo, compiendo atti miracolosi per gli ammalati che venivano condotti dove era stata posata la sacra effigie (wikipedia).
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