﻿{"id":16084,"date":"2020-07-08T18:46:46","date_gmt":"2020-07-08T16:46:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cdsconlus.it\/?p=16084"},"modified":"2020-07-08T18:46:46","modified_gmt":"2020-07-08T16:46:46","slug":"castrocielo-borgo-antico-un-testamento-del-1849-palazzolo-castrocielo-rione-lolivastro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cdsconlus.it\/index.php\/2020\/07\/08\/castrocielo-borgo-antico-un-testamento-del-1849-palazzolo-castrocielo-rione-lolivastro\/","title":{"rendered":"Castrocielo borgo antico. Un testamento del 1849 a Palazzolo di Castrocielo, rione \u00abl\u2019Olivastro\u00bb"},"content":{"rendered":"<div class=\"printfriendly pf-button  pf-alignleft\">\n                    <a href=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/index.php\/2020\/07\/08\/castrocielo-borgo-antico-un-testamento-del-1849-palazzolo-castrocielo-rione-lolivastro\/?pfstyle=wp\" rel=\"nofollow\" onclick=\"\" title=\"Printer Friendly, PDF & Email\">\n                    <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/DEFINITIVA.1.png\" alt=\"Print Friendly, PDF & Email\" class=\"pf-button-img\" style=\"\"  \/>\n                    <\/a>\n                <\/div>\n<p><span style=\"color: #fafafa;\">.<\/span><\/p>\n<p>\u00abStudi Cassinati\u00bb, anno 2020, n. 1-2<br \/>\n&gt; <a href=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Studi-Cassinati-2020_1-2.pdf\" target=\"_blank\">Scarica l&#8217;intero numero di \u00abStudi Cassinati\u00bb in pdf<\/a><br \/>\n&gt; <a href=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/14_Montellanico-2020_1-2.pdf\" target=\"_blank\">Scarica l\u2019articolo in pdf<\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #fafafa;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong>di P.G.G. Montellanico<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #fafafa;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Volentieri \u00abStudi Cassinati\u00bb pubblica l\u2019articolo dell\u2019ing. Montellatico il quale \u00e8 tornato nei luoghi natii dopo aver passato tutta la vita lontano da Castrocielo. Da un documento notarile redatto 170 anni fa, scampato fortunosamente alla distruzione e ritrovato fortuitamente, ne ha saputo e voluto trarre meritoriamente elementi di storia, tradizioni, usi dei suoi luoghi.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #fafafa;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al di sopra dell\u2019abitato di Castrocielo si trova la frazione de \u00abl\u2019Olivastro\u00bb che forse \u00e8 la pi\u00f9 antica del paese. Nel corso dei tragici eventi della Seconda guerra mondiale dopo la distruzione della citt\u00e0 di Cassino del 15 marzo 1944 continuarono i bombardamenti alleati sul territorio immediatamente oltre la \u00abLinea Gustav\u00bb con l\u2019intento di colpire le vie di rifornimento tedesche. Cos\u00ec il 16 e il 17 marzo 1944 gli attacchi aerei si concentrarono su Castrocielo e anche la frazione de \u00abl\u2019Olivastro\u00bb fu colpita pesantemente. Ne fu testimone un giovane castrocielese, Luigi Gizzi, allora tredicenne, che riusc\u00ec a salvarsi rifugiandosi in una grotta ubicata nella parte bassa della frazione e che ha raccontato la tremenda esperienza vissuta. Oggigiorno \u00e8 pericoloso addentrarsi tra le rovine dell\u2019Olivastro a causa dei cumuli di grosse pietre, di erbe infestanti, di rovi e arbusti cresciuti sulle rovine e di una lussureggiante vegetazione spontanea ma, anni prima, gente senza scrupoli aveva spogliato le case abbandonate da tutto quello che si poteva portare via. Furono rubati infissi, porte, finestre, travi per alimentare il fuoco dei camini, divelti tutti i pavimenti in cotto, ceramiche, pietre lavorate, persino portali di pietra con arco a tutto sesto e chiavi di volta sono stati smontati per andare a ornare nuove ville e ostentare l\u2019appartenenza a una improbabile antica stirpe. Solo il portale d\u2019ingresso del \u201csupporto\u201d<sup>1<\/sup> del palazzo signorile di \u201cGnora Giustina\u201d \u00e8 rimasto intatto, senza dubbio perch\u00e9 essendo molto in alto, la sua asportazione sarebbe stata una impresa troppo pericolosa per l\u2019incolumit\u00e0 dei saccheggiatori.<\/p>\n<figure id=\"attachment_16086\" aria-describedby=\"caption-attachment-16086\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/14-Montellanico_1.jpg\" target=\"_blank\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16086 size-medium\" src=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/14-Montellanico_1-300x204.jpg\" alt=\"Il rione \u00abl\u2019Olivastro\u00bb in una foto del 1973 con le sue case abbandonate e con la strada de \u00abl\u2019Olivastro\u00bb\" width=\"300\" height=\"204\" srcset=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/14-Montellanico_1-300x204.jpg 300w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/14-Montellanico_1-768x523.jpg 768w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/14-Montellanico_1-1024x697.jpg 1024w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/14-Montellanico_1.jpg 1774w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-16086\" class=\"wp-caption-text\">Il rione \u00abl\u2019Olivastro\u00bb in una foto del 1973 con le sue case abbandonate e con la strada de \u00abl\u2019Olivastro\u00bb<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra i vari immobili situati nella frazione de \u00abl\u2019Olivastro\u00bb, danneggiati dai bombardamenti del marzo 1944 c\u2019era la casa D\u2019Adamo-Catalano (poi restaurata nel dopoguerra), mentre furono distrutte totalmente le altre come quelle delle famiglie Notargiacomo, Pistilli e Delli Colli-Montellanico (in quest\u2019ultima trovarono la morte il 16 marzo 1944 Anna Maria Delli Colli e Maria Antonia Montellanico, rispettivamente, nonna materna e zia dell\u2019autore). In sopralluoghi dell\u2019abitato distrutto de \u00abl\u2019Olivastro\u00bb \u00e8 stato possibile scoprire all\u2019interno di una casa sventrata un altarino quasi intatto dentro un\u2019edicola a tutto sesto risparmiato dalla distruzione grazie ad una parte del soffitto in legno non crollata che l\u2019ha protetto. Tale cappella privata faceva parte di una casa ubicata in un vicolo posto all\u2019inizio, sulla sinistra, della strada \u00abl\u2019Olivastro\u00bb, che, secondo gli studi di Bernardo Bertani, noto cultore di storia locale, era appartenuto a<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giovanni Battista Maturo, suo prozio in quanto fratello di sua nonna Maria Francesca. L\u2019immobile di Gnora Giustina, andato cappella privata a \u00abl\u2019Olivastro\u00bb.semi distrutto, era un palazzo signorile con gli stucchi del<\/p>\n<figure id=\"attachment_16088\" aria-describedby=\"caption-attachment-16088\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/14-Montellanico_4.jpg\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-16088 size-medium\" src=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/14-Montellanico_4-300x228.jpg\" alt=\"cappella privata a \u00abl\u2019Olivastro\u00bb.\" width=\"300\" height=\"228\" srcset=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/14-Montellanico_4-300x228.jpg 300w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/14-Montellanico_4-768x584.jpg 768w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/14-Montellanico_4-1024x778.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-16088\" class=\"wp-caption-text\">cappella privata a \u00abl\u2019Olivastro\u00bb.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">salone superiore dipinti in quattro medaglioni paesaggistici, con una loggia con tre aperture a tutto sesto che affacciavano sulla verde valle del Liri sottostante e un portone d\u2019ingresso sotto un \u201csupporto\u201d che divideva in due la strada de \u00abl\u2019Olivastro\u00bb, tutti elementi che davano allo stabile un tono di preziosit\u00e0 insieme ad una sicura eleganza. Bernardo Bertani, il quale viveva a Roma con i suoi genitori ma in et\u00e0 adolescenziale trascorreva le vacanze estive e i giorni festivi a \u00abl\u2019Olivastro\u00bb, si soffermava a cercare tra le macerie del palazzo di famiglia semi distrutto qualche oggetto e in un uno di quei pellegrinaggi sentimentali trov\u00f2 tra le antiche carte paesane una copia di un testamento scritto nella prima met\u00e0 dell\u2019Ottocento, salvandola dalla distruzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa la trascrizione del testamento di Donata Montellanico &#8211; 1849, copia al numero 61 del repertorio &#8211; Regno delle Due Sicilie:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abTestamento per atto pubblico fatto da Donata Montellanico avanti a me notaro assistito da quattro testimoni &#8211; l\u2019anno mille ottocento quaranta nove, il giorno primo del mese di luglio &#8211; nel Comune di Palazzolo = Ferdinando Secondo per la grazia di Dio Re del Regno delle Due Sicilie, di Gerusalemme e Duca di Parma, Piacenza, Castro ec. ec. Gran Principe Ereditario di Toscana ec. ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A richiesta fatta a noi Saverio Ricci del f\u00f9 Ambrogio publico e Regio notaro residente nel comune di Colle San Magno, Provincia di Terra di Lavoro, e testimoni che appresso saranno nominati, ci siamo conferiti nella casa della testatrice sita in detto comune, strada L\u2019Olivastro, dove giunti abbiamo trovato la detta Donata Montellanico del f\u00f9 Domenico e vedova di Antonio Leone, di et\u00e0 maggiore, cognita a me notaro, giacente a letto, inferma di corpo ma sana di mente e diritti sensi come si scorge dal Suo discorso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La quale temendo di essere sorpresa dalla morte, ad oggetto di prevedere ogni discussione dopo del Suo tempo \u00e0 dichiarato di voler fare il suo testamento nel seguente modo:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; 1\u00b0 Come fedele Cristiana raccomando l\u2019anima mia all\u2019Onnipotente Iddio creatore del cielo e della terra pregandolo a volermi assistere in punto della mia morte, ed indi accogliermi negli Suoi eterni beati riposi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; 2\u00b0 Dichiaro di non avere ne ascendenti ne discendenti di parte alcuna, ma bens\u00ec parenti collaterali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; 3\u00b0 Dichiaro di non possedere altro se non due case l\u2019una sopra l\u2019altra con stalletta al di sotto della gradinata di esse, tutti i mobili ed altro esistente dentro dette case, non che pochi generi, e denaro da esigersi, le di cui scritture e notamenti si conservano dal sacerdote Don Benedetto Materiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; 4\u00b0 Do e lascio all\u2019intero clero partecipante di questo comune di Palazzolo, la somma di Ducati cinquanta coll\u2019obbligo d\u2019impiegarli in capitale o acquisto di stabili, col ritratto delle annualit\u00e0 o rendita voglio che annualmente si celebrano dal clero sudetto tante messe lette capienti acio che si ritrarr\u00e0 in suffragio dell\u2019anima mia e di quella del f\u00f9 Antonio Leone mio marito a grana venti l\u2019una con l\u2019obbligo di dirle sempre nell\u2019altare del Cuore di Ges\u00f9 e Maria ch\u2019esiste dentro di questa chiesa madre; e perch\u00e9 \u00e8 mia volont\u00e0 che questo legato sia perpetuo, cos\u00ec obbligo il clero succitato ad iscriverlo nella tabella degli obblighi perpetui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; 5\u00b0 Do e lascio al sacerdote Don Serafino Fantaccione Ducati Dieci contanti, coll\u2019obbligo di celebrare tante messe lette a grana venti l\u2019una in suffragio dell\u2019anima mia.<\/p>\n<figure id=\"attachment_16085\" aria-describedby=\"caption-attachment-16085\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/14-Montellani3co_.jpg\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-16085 size-medium\" src=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/14-Montellani3co_-210x300.jpg\" alt=\"L\u2019ultima pagina dell\u2019atto notarile con l\u2019elenco delle spese di rogito, bolli, timbri e firma del notaio Saverio Ricci.\" width=\"210\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/14-Montellani3co_-210x300.jpg 210w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/14-Montellani3co_-768x1095.jpg 768w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/14-Montellani3co_-718x1024.jpg 718w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/14-Montellani3co_-300x428.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 210px) 100vw, 210px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-16085\" class=\"wp-caption-text\">L\u2019ultima pagina dell\u2019atto notarile con l\u2019elenco delle spese di rogito, bolli, timbri e firma del notaio Saverio Ricci.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; 6\u00b0 Do e lascio a Francesca Montellanico mia germana, in combenso [sic] dell\u2019assistenza la casa terranea che esiste al di sotto della gradinata di questa mia abitazione, nonch\u00e9 il letto come si ritrova, consistente in scanni, lettiera \u2026 materasso, due lenzuoli, e coverta di lana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; 7\u00b0 Do e lascio a titolo di legato particolare ad Angelo Montellatico mio fratello ducati sei, ad Innocenzo Montellatico, altro mio fratello ducati quattro, a Rosa Catenaccio f\u00f9 Pasquale mia nipote ducati dieci ed a Stella Tedeschi f\u00f9 Costantino altra mia nipote ducati quattro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; 8\u00b0 Per l\u2019esecuzione di questa mia volont\u00e0 lascio e nomino esecutore testamentario Don Benedetto Materiale pregandolo anche di accettare questo incarico, ed a soddisfare tutti gli legati predetti a misura che ritirer\u00e0 il denaro, e che vender\u00e0 queste due case, se dopo soddisfatti tutti gli legati predetti vi avanzer\u00e0 denaro, voglio debba spendersi al funerale, e celebrazioni di tante messe lette alla ragione, come sopra, di grana venti l\u2019una.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; 9\u00b0 Dichiaro io suddetta di non sapere scrivere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; 10\u00b0 Rivoco e annullo qualunqualtra disposizione o testamento avessi potuto fare prima di questo, e voglio che il seguente solamente debba eseguirsi perch\u00e9 conforme alla mia volont\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La \u00abparte disponente\u00bb era dunque Donata Montellanico, contadina domiciliata a Palazzolo, senza prole, vedova di Antonio Leone, figlia del fu Domenico, con due fratelli, Angelo e Innocenzo, una sorella, Francesca, e due nipoti, Rosa Catenaccio e Stella Tedeschi. Il testamento fu rogato dal notaio Saverio Ricci nella casa della testatrice a partire dalle ore 11 e alla presenza di quattro testimoni (Don Evangelista Pelagalli fu Don Pasquale, proprietario, Francesco Testa figlio di Biagio, cordaro, Giuseppe Coarelli fu Domenicantonio, benestante, e Luciano Di Rollo fu Vittorio, contadino).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo un attento esame del testamento viene facile immaginare il \u201cnotaro\u201d Saverio Ricci<sup>2<\/sup>, che il primo luglio 1849 da Colle San Magno si reca a Palazzolo, a cavallo o a dorso di un mulo, seguendo l\u2019unica via possibile, quella della mulattiera \u00abGliu Muriglie\u00bb, che sbocca proprio di fronte alla strada \u00abL\u2019Olivastro\u00bb dove si trova la casa della signora Donata Montellanico giacente a letto che l\u2019aspetta per la stesura dell\u2019atto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 davvero interessante soffermarsi sugli argomenti trattati in questo testamento i quali esulano completamente da quelli che ci si pu\u00f2 aspettare, nella nostra epoca, da un simile documento notarile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Colpisce prima di tutto la grande importanza data dalla testatrice, come cristiana, al futuro della sua anima. Era una donna del popolo, umile, analfabeta e devota alla Chiesa cattolica la quale era soprattutto interessata a convincere i poveri che le loro sofferenze terrestri sarebbero ricompensate da una vita eterna e felice nel Paradiso di Dio. Analizzando brevemente il testo si possono mettere in evidenza gli articoli relativi alla fede che sono i pi\u00f9 numerosi e i pi\u00f9 importanti stilati dal notaio, ben quattro (artt. 1, 4, 5, 8), mentre due riguardano i beni materiali donati agli eredi (artt. 6 e 7) e invece gli altri cinque sono disposizioni di carattere generale. La chiesa madre citata nell\u2019art. 4 del testamento \u00e8 la chiesa di Santa Maria Assunta in cielo o della Madonna di Castrocielo sull\u2019Asprano. Inoltre nel testamento sono citati i cognomi pi\u00f9 comuni di Castrocielo e dintorni: Coarelli, Di Rollo, Fantaccione, Materiale, Pelagalli, Ricci, Tedeschi, Testa mentre quello di Montellanico \u00e8 oramai quasi estinto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #fafafa;\">.<\/span><\/p>\n<p>\u00abL&#8217;OLIVASTRO\u00bb, \u00abSTRADA L&#8217;OLIVASTRO\u00bb e \u00abGLIU&#8217; MORRONE\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La parola \u201cOlivastro\u201d potrebbe essere la denominazione di un certo tipo di ulivo, oppure potrebbe fare riferimento a un campo di ulivi spontanei. Tuttavia l\u2019ipotesi \u00e8 fuorviante perch\u00e9 non esiste, a mio parere, nessun cultivar dell\u2019ulivo che abbia questo nome. Il Dizionario Zingarelli precisa che la voce \u00abOlivastro\u00bb (con i sinonimi ilatro, lillatro, olivastrella) \u00e8 una \u00abpianta delle oleacee, un arbusto o arboscello sempre verde della macchia con parecchie variet\u00e0 a foglie pi\u00f9 o meno larghe (<em>philatre avariabilis<\/em>)\u00bb. Da ci\u00f2 se ne potrebbe dedurre che i primi abitanti de \u00abl\u2019Olivastro\u00bb, originari della medievale <em>universitas <\/em>Castrum Coeli sul monte Asprano, costruirono le loro case in una \u201cmacchia di olivastri\u201d e vollero ricordarlo dando questo nome all\u2019abitato.<\/p>\n<figure id=\"attachment_16087\" aria-describedby=\"caption-attachment-16087\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/14-Montellanico_2.jpg\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16087 size-medium\" src=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/14-Montellanico_2-300x223.jpg\" alt=\"Il rione \u00abl\u2019Olivastro\u00bb in una recente foto.\" width=\"300\" height=\"223\" srcset=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/14-Montellanico_2-300x223.jpg 300w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/14-Montellanico_2-768x571.jpg 768w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/14-Montellanico_2-1024x761.jpg 1024w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/14-Montellanico_2.jpg 1527w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-16087\" class=\"wp-caption-text\">Il rione \u00abl\u2019Olivastro\u00bb in una recente foto.<\/figcaption><\/figure>\n<p>La Strada \u00abl\u2019Olivastro\u00bb, che \u00e8 la via principale della frazione, \u00e8 una denominazione toponomastica antica tramandata oralmente e ricordata dagli anziani del posto fino alla guerra. Poi si \u00e8 andata perdendo. Infatti negli ultimi decenni dell\u2019Ottocento il suo nome era stato sostituito da un nuovo nome, \u00abVia Indipendenza\u00bb, per ricordare le guerre risorgimentali che avevano consentito l\u2019indipendenza italiana da altre nazioni straniere. Non solo il nome della Strada \u00abl\u2019Olivastro\u00bb fu cancellato ma anche quelli di altri vicoli del centro storico furono sostituiti, anche se oggigiorno sono dimenticati, con nomi della dinastia sabauda o degli eroi della Prima guerra mondiale. Allora furono inseriti nella toponomastica cittadina Via Vittorio (il principe, poi divenuta Via Vittorio Veneto con l\u2019armistizio del 4 novembre 1918), Via Margherita (la regina), Piazza Umberto I (il re), Via Roma (capitale d\u2019Italia), Via Cesare Battisti (martire di Belfiore) con una prassi tipica dei vincitori gi\u00e0 attuata nell\u2019antico Egitto, dai Romani ecc.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019accesso dal monte alla frazione \u00abl\u2019Olivastro\u00bb avveniva tramite la strada \u00abGli\u00f9 Muriglie\u00bb mentre la parte pi\u00f9 bassa veniva indicata come \u00abGli\u00f9 Marrone\u00bb, una parola dialettale il cui significato \u00e8 quello di uno strapiombo sotto una spianata dalla quale si pu\u00f2 godere una bella vista. Nel corso dei secoli il toponimo \u00abGli\u00f9 Marrone\u00bb \u00e8 stato sostituito da Via degli Aranci. La strada \u00e8 ben esposta al sole e si potrebbe pensare che il suo nome sia stato dedotto dalla presenza di alcuni agrumeti. La Via degli Aranci soddisfa pienamente questa definizione in quanto si presenta come un lungo terrazzo con quattro case da un lato e uno strapiombo di diversi metri su quello opposto dal quale si gode un bellissimo panorama della Valle del Liri. Sotto questo strapiombo si coltiva negli orti delle case costruite lungo la spianata. In ordine di successione erano quelle D\u2019Adamo-Catalano, Notargiacomo, Delli Colli-Montellanico e Pistilli, tutte andate totalmente distrutte nel corso della guerra ad eccezione della prima.<\/p>\n<p><span style=\"color: #fafafa;\">.<\/span><\/p>\n<p>\u00abLA MADONNA DEI SETTE COLORI\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La localit\u00e0 de \u00abL\u2019Olivastro\u00bb \u00e8 riportata nell\u2019<em>Atlante geografico del Regno di Napoli<\/em> di G.A. Rizzi Zannoni del 1808 che cita anche le seguenti zone ubicate nel territorio di Castrocielo: Cantalupo, Colle, Le Grazie, Castro Coeli, Fossato, Il Campo, Il Monacato, Palazzuolo, M. S. Silvestro, La Forma, Capo d\u2019Acqua e la chiesa di S. M[aria] del Pianto titolo senz\u2019altro suggerito dall\u2019espressione sofferta della Madonna vicina al figlio Ges\u00f9 nell\u2019affresco della Crocefissione dipinto dietro l\u2019altare, presumibilmente nel Trecento. Oggi per\u00f2 la chiesetta di Capo d\u2019Acqua \u00e8 conosciuta come quella della \u00abMadonna dei Sette Dolori\u00bb, altro titolo gi\u00e0 riferito da Pasquale Cayro nella sua <em>Storia sacra e profana d\u2019Aquino e sua diocesi<\/em>. Nel libro secondo del 1811 \u00e8 scritto alla pag. 63: \u00ab<em>San Nicola de Flumicello di Castro Cielo indi San Nicola de capite aquarumposit in territorio Palatiolo<\/em> \u2026 ed ora si nomina la Madonna de\u2019 Sette Dolori\u00bb. L\u2019ultima frase conferma che la chiesetta era gi\u00e0 conosciuta nel 1811 come quella della Madonna dei Sette Dolori e prima ancora sotto il nome di San Nicola. Cosicch\u00e9 si hanno tre denominazioni successive per la stessa chiesa: San Nicola, S. M. del Pianto e Madonna dei Sette Dolori<sup>3<\/sup>. L\u2019inesauribile fantasia popolare si \u00e8 sfogata nell\u2019enumerare sette dolori della Madonna per le sofferenze corporali subite dal figlio Ges\u00f9 prima di morire in croce: la flagellazione, la corona di spine, i chiodi nelle mani, nei piedi e la lancia nel costato.<\/p>\n<p><span style=\"color: #fafafa;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong>BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bernardo Bertani, <em>Castrocielo sparito<\/em>, Grafiche Reggiori, Cittiglio (Va) 2000<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bernardo Bertani, <em>Notizie storiche su Castrocielo<\/em>, Biblioteca del Lazio meridionale, n. 2, Montecassino 2000<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Luigi Gizzi, <em>Le Odissee nelle ombre del conflitto<\/em>, Tip. Arte Stampa, Roccasecca 2002<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Antonio Martini, <em>Il mite arciprete Don Gaetano De Paola e la liberazione dei Polacchi<\/em>, Universitas Pedismontis Vetera et Nova, Piedimonte San Germano 2019<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pietro Montellanico et al., <em>Il Millennio di Castrocielo<\/em>, Grafiche Reggiori, Cittiglio (Va) 1998<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pietro Montellanico, <em>L\u2019antica casa di pietra di nonna Anna Maria Delli Colli a \u201cGli\u00f9 Marrone\u201d<\/em>, quaderno n. 21, 2015<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pietro Montellanico, <em>Il palazzo di Gnora Giustina in via L\u2019Olivastro<\/em>, quaderno n. 41, 2016<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giovanni Antonio Rizzi Zannoni, <em>Atlante geografico del Regno di Napoli<\/em>, 1808<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pasquale Cayro, <em>Storia sacra e profana d\u2019Aquino e sua diocesi<\/em>, Vincenzo Orsini, Napoli 1811<\/p>\n<p><span style=\"color: #fafafa;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>1<\/sup> Il \u201csupporto\u201d \u00e8 una parola dialettale che sta a indicare un\u2019arcata in muratura sovrastante un vicolo per unire due case su lati opposti. In via de L\u2019Olivastro ce n\u2019era uno anche nella casa della nonna di Bernardo Bertani, mentre un altro \u00e8 presente nel centro storico di Castrocielo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>2<\/sup> Il loculo in cui fu seppellito il notaio Ricci \u00e8 ubicato nella Chiesa della Madonna di Castrocielo sul monte Aprano. Sulla lapide appare questa scritta: \u00abL\u2019eterne danze degli immortali \/ lascia un momento \/ o padre \/ e vieni a rileggere il tuo testamento \/ onest\u00e0 ed integrit\u00e0 \/ di notaio di cancelliere di sindaco \/ ed il raro amor paterno \/ ed accetta i fiori \/ che riverente depone \/ sopra il tuo sacro e venerato avello \/ A SAVERIO NOTAR RICCI \/ \/ nato il 22 febbraio 1792 \/ morto il 13 settembre 1881 \/ la sua amata figlia \/ Letizia Ricci Q[uesta] M[emoria] P[ose]\u00bb (trascrizione di Mario Santopietro, 13.10.2013).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>3<\/sup> Gi\u00e0 a met\u00e0 del Seicento \u00e8 attestata a Roma la presenza di una chiesa dedicata alla Madonna dei Sette Dolori progettata da Francesco Borromini e ubicata poco oltre ponte Sisto.<\/p>\n<p><span style=\"color: #fafafa;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"bawpvc-ajax-counter\" data-id=\"16084\"> (1137 Visualizzazioni)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>. \u00abStudi Cassinati\u00bb, anno 2020, n. 1-2 &gt; Scarica l&#8217;intero numero di \u00abStudi Cassinati\u00bb in pdf &gt; Scarica l\u2019articolo in pdf . di P.G.G. Montellanico . Volentieri \u00abStudi Cassinati\u00bb pubblica l\u2019articolo dell\u2019ing. Montellatico il quale \u00e8 tornato nei luoghi natii dopo aver passato tutta la vita lontano da Castrocielo. Da un documento notarile redatto 170 anni fa, scampato fortunosamente alla distruzione e ritrovato fortuitamente, ne ha saputo e voluto trarre meritoriamente elementi di storia, tradizioni, usi dei suoi luoghi. . Al di sopra dell\u2019abitato di Castrocielo si trova la frazione de \u00abl\u2019Olivastro\u00bb che forse \u00e8 la pi\u00f9 antica del paese. Nel corso dei tragici eventi della Seconda guerra mondiale dopo la distruzione della citt\u00e0 di Cassino del 15 marzo 1944 continuarono i bombardamenti alleati sul territorio immediatamente oltre la \u00abLinea Gustav\u00bb con l\u2019intento di colpire le vie di rifornimento tedesche. Cos\u00ec il 16 e il 17 marzo 1944 gli attacchi&hellip;<\/p>\n<p> <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/index.php\/2020\/07\/08\/castrocielo-borgo-antico-un-testamento-del-1849-palazzolo-castrocielo-rione-lolivastro\/\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":16086,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[72],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v24.5 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Castrocielo borgo antico. Un testamento del 1849 a Palazzolo di Castrocielo, rione \u00abl\u2019Olivastro\u00bb - www.cdsconlus.it<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"\u00abStudi Cassinati\u00bb, anno 2020, n. 1-2 di P.G.G. 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