﻿{"id":21644,"date":"2024-06-21T12:33:28","date_gmt":"2024-06-21T10:33:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cdsconlus.it\/?p=21644"},"modified":"2024-06-21T14:57:21","modified_gmt":"2024-06-21T12:57:21","slug":"il-forum-di-casinum-e-la-porta-campana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cdsconlus.it\/index.php\/2024\/06\/21\/il-forum-di-casinum-e-la-porta-campana\/","title":{"rendered":"IL FORUM DI CASINUM E LA PORTA CAMPANA"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"printfriendly pf-button  pf-alignleft\">\n                    <a href=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/index.php\/2024\/06\/21\/il-forum-di-casinum-e-la-porta-campana\/?pfstyle=wp\" rel=\"nofollow\" onclick=\"\" title=\"Printer Friendly, PDF & Email\">\n                    <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/DEFINITIVA.1.png\" alt=\"Print Friendly, PDF & Email\" class=\"pf-button-img\" style=\"\"  \/>\n                    <\/a>\n                <\/div>\n<p>\u00abStudi Cassinati\u00bb, anno 2023, n. 4<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Studi-Cassinati-2023_4.pdf\">&gt; Scarica l&#8217;intero numero di \u00abStudi Cassinati\u00bb in pdf<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli.pdf\">&gt; Scarica l&#8217;articolo in pdf<\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">di<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Emilio Pistilli<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>L<\/strong>\u2019antica <em>Casinum<\/em> aveva un suo \u201c<em>forum<\/em>\u201d o piazza per gli affari?<\/p>\n\n\n\n<p>Certamente s\u00ec: a confermarcelo sono molteplici fonti.<\/p>\n\n\n\n<p>Le attivit\u00e0 e il foro<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalle fonti storiche e dall\u2019epigrafia sappiamo che gli abitanti di <em>Casinum<\/em> erano dediti alle attivit\u00e0 connesse con l\u2019agricoltura, la pastorizia ed il commercio; ma molto importante era anche l\u2019artigianato: la lavorazione del ferro, la produzione di funi (<em>restiones<\/em>), dell\u2019olio (<em>caplatores<\/em>), di canestri in vimini (<em>fiscinae<\/em>); rinomati erano anche i suonatori in pubblici spettacoli (<em>aeneatores<\/em>): quasi tutti gli addetti a questi settori erano organizzati in corporazioni, di cui le epigrafi ci danno ampia notizia<sup>1<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Non poteva dunque mancare il \u201cforo\u201d, il luogo dove si svolgevano gli affari ed il commercio. Livio e Varrone ci parlano di un <em>forum vetus<\/em><sup>2<\/sup> che, secondo l\u2019archeologo Massimiliano Valenti, probabilmente nei tempi pi\u00f9 antichi sorgeva all\u2019interno della citt\u00e0<sup>3<\/sup>; mentre da nuovi ritrovamenti in localit\u00e0 Agnone si potrebbe ubicarlo in quella zona rurale ai piedi dell\u2019antica citt\u00e0. L\u2019appellativo <em>vetus<\/em> lo porrebbe in relazione con un altro che potremmo considerare <em>novus<\/em>, forse quello segnalatoci dall\u2019epigrafe della met\u00e0 del primo secolo d.C. del console Calpurnio Pisone, che ci d\u00e0 notizia di un foro che era collegato alla citt\u00e0 da una strada basolata (vd. ultra).<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo, anche secondo un\u2019antica tradizione, doveva sorgere in pianura, ai piedi della Rocca Janula, e precisamente sull\u2019attuale \u201cvia del Foro\u201d, dove nel medioevo sorse il nucleo della nuova citt\u00e0 di S. Germano; il luogo sarebbe stato, secondo quella tradizione, un centro commerciale di notevole importanza, con templi maestosi ed edifici pubblici; numerosi ritrovamenti lo confermerebbero: nel passato la presenza in loco di alcune epigrafi fece ritenere che l\u00ec, durante l\u2019Impero, sorgessero una basilica, un tempio della Concordia ed uno di Ercole. La stessa tradizione vuole che tale centro si chiamasse \u201cEraclea\u201d, ma ci\u00f2 \u00e8 tutto da dimostrare.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma procediamo con ordine.<\/p>\n\n\n\n<p>Il foro<strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Di un foro di <em>Casinum <\/em>si parla gi\u00e0 nel III sec. a.C. (a. 212) quando Tito Livio riferisce di un grande sciame di api che si erano posate nel foro<sup>4<\/sup>. Non possiamo sapere se lo storico nello scrivere \u201cforo\u201d volesse intendere il classico foro romano con templi ed edifici pubblici o semplicemente una piazza urbana; ma l\u2019esistenza di un foro in <em>Casinum<\/em> \u00e8 certa da altra fonte: Varrone ci parla di un <em>forum vetus<\/em><sup>5<\/sup><em>.<\/em> Il problema sorge circa la sua ubicazione: c\u2019\u00e8 chi lo colloca all\u2019interno della cinta urbana, chi al centro dell\u2019odierna citt\u00e0 di Cassino e chi in periferia verso la localit\u00e0 Agnone.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-1.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"754\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-1-754x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-21647\" style=\"width:213px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-1-754x1024.jpg 754w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-1-221x300.jpg 221w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-1-768x1043.jpg 768w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-1-640x869.jpg 640w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-1.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 754px) 100vw, 754px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Il basolato segnalato da M. Valenti.<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019archeologo Massimiliano Valenti lo colloca nel centro urbano di <em>Casinum <\/em>\u2013 sia pure con qualche dubbio \u2013, esattamente all\u2019interno dell\u2019odierno tornante del teatro romano, dove \u00e8 venuto alla luce il basolato di una piazza o qualcosa di simile<sup>6<\/sup>. Per questo legge l\u2019epigrafe della Porta campana<sup>7<\/sup>, di cui si parler\u00e0 pi\u00f9 avanti, invertendone la direzione: cio\u00e8 dalla porta al foro, posto all\u2019interno dell\u2019area urbana, mentre, come si vedr\u00e0, si preferisce interpretare la direzione verso un foro situato fuori della citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">G. Carettoni, infatti, afferma: \u00ab&#8230; se gli abitanti dicevano \u201cdalla porta Campana al Foro\u201d si riferivano ad un luogo fuori delle mura, partendo dalla loro posizione dentro di esse; poich\u00e9 sarebbe stato pi\u00f9 logico dire \u201cdal Foro alla porta Campana\u201d se il foro fosse stato nell\u2019interno della citt\u00e0. Ed in quest\u2019ultimo caso, \u00e8 possibile credere che una via nel cuore di <em>Casinum <\/em>non fosse ancora pavimentata alla met\u00e0 del I secolo d. C.? Mentre ci\u00f2 pu\u00f3 ammettersi per una via che non era neppure la Latina (via \u00e8 detta semplicemente nell\u2019iscrizione), ma forse una strada di secondaria importanza che univa una delle porte al Foro\u00bb<sup>8<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Va comunque osservato che una strada di collegamento tra il centro abitato di <em>Casinum<\/em>, con inizio dalla Porta campana, ed il fondovalle dell\u2019attuale citt\u00e0 doveva esserci di sicuro, se non altro per consentire i traffici con i territori collinari e montuosi dell\u2019odierna S. Elia e la Valle di Comino, oltre che la contrada di S. Michele di Cassino, dove \u00e8 accertata la presenza di ville di epoca romana. Altrimenti non avrebbe avuto senso quella porta.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Conferma tale ipotesi S. Tanzilli \u2013 che accetta la tesi di una &#8220;via latina nova&#8221; entrante nella citt\u00e0 di Casinum da una ipotetica &#8220;porta romana&#8221; \u2013: \u00abIl percorso della via Latina Nova, una volta oltrepassata la porta nord-est (Porta Campana, n.d.r.), con molta probabilit\u00e0 si dirigeva ancora nella stessa direzione, costeggiando a valle o sovrapponendosi all\u2019odierna statale per Montecassino (alcuni muri di terrazzamento a quote differenti e con pendenze parallele, con larghezza tale da contenere la sede stradale, sono visibili a circa 170 mt dalla porta), per raggiungere il centro dell&#8217;attuale insediamento urbano di Cassino e, quindi, dirigersi in direzione di Ad Flexum\u00bb<sup>9<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019epigrafe di Porta Campana<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma a questo punto bisogna esaminare l\u2019epigrafe dedicatoria di Calpurnio Pisone, trascritta da Teodoro Mommsen<sup>10<\/sup>, relativa ad una \u201cPorta Campana\u201d di <em>Casinum<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; \u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; \u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; l \u00b7 calpvrnio \u00b7 pisone \u00b7 Cos<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; ex \u00b7 c \u00b7 c \u00b7 p \u00b7 p \u00b7 viam \u00b7 silice<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; sTernendam \u00b7 a \u00b7 porta<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; campana \u00b7 ad \u00b7 forvm<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; p \u00b7 spellivs \u00b7 p \u00b7 f \u00b7 spellianvs<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; sabinvs&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Q<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; c \u00b7 sattivs \u00b7 c \u00b7 f \u00b7 calatro \u00b7 ii \u00b7 q<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; c v r a v e r v n T<\/p>\n\n\n\n<p>In essa si fa cenno alla lastricazione di una strada dalla porta Campana al foro.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-2.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"911\" src=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-2-1024x911.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-21648\" style=\"width:282px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-2-1024x911.jpg 1024w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-2-300x267.jpg 300w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-2-768x683.jpg 768w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-2-640x569.jpg 640w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-2.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>L&#8217;epigrafe ripresa da M. Valenti.<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-3.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"927\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-3-927x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-21649\" style=\"width:227px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-3-927x1024.jpg 927w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-3-272x300.jpg 272w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-3-768x848.jpg 768w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-3-640x707.jpg 640w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-3.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 927px) 100vw, 927px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>L&#8217;epigrafe allo stato attuale.<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei primi due righi \u00e8 abraso il nome di Nerone; al 4\u00b0 rigo si legge: <em>ex c(onscriptorum) c(onsulto) p(ecunia) p(ublica)<\/em>. L\u2019iscrizione fu ritrovata presso l\u2019anfiteatro di Cassino il 12 febbraio 1805 da Erasmo Iannelli durante i lavori di restauro del muro di recinzione della villa situata sull\u2019anfiteatro. Il canonico Vincenzo Mascioli (1765-1827) segnala che ai suoi tempi era ancora negli orti di un certo Fusco. D. Bartolini riferisce di averla vista nel 1827 \u00abfuori dell&#8217;abitato, all&#8217;entrata della villa Iannelli, in vicinanza de&#8217; Cappuccini\u00bb<sup>11<\/sup>.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-4.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-4-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-21652\" style=\"width:241px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-4-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-4-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-4-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-4-640x480.jpg 640w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-4.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Il sito della Porta Campana.<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-5.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"667\" src=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-5-1024x667.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-21653\" style=\"width:269px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-5-1024x667.jpg 1024w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-5-300x196.jpg 300w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-5-768x501.jpg 768w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-5-640x417.jpg 640w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-5.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Il sito della Porta Campana.<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Se ne persero le tracce fino al nuovo ritrovamento presso il museo archeologico negli anni 1986-87, a cura di G. Ghini<sup>12<\/sup>. La Porta Campana, cui fa cenno l\u2019epigrafe, \u00e8 identificata a nord-est del museo, al termine di un breve tratto di strada basolata (vd. foto) dove sono visibili gli attacchi di una grande porta<sup>13<\/sup>.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-6.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"836\" src=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-6-1024x836.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-21654\" style=\"width:538px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-6-1024x836.jpg 1024w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-6-300x245.jpg 300w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-6-768x627.jpg 768w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-6-640x523.jpg 640w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-6.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>A-B-C-D-E-F: tratti emersi di strade selciate &#8211; G: ubicazione del foro secondo M. Valenti &#8211;<br>H: la Porta Campana &#8211; I: tracciato presunto della strada verso valle indicata nell&#8217;epigrafe.<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;epigrafe \u00e8 attualmente (dic. 2023) posizionata nell\u2019area di ingresso al museo archeologico sul lato destro per chi entra, alla base del muro di recinzione, dietro una panchina in ferro. \u00c8 in pessimo stato di conservazione a causa delle incrostazioni dovute all&#8217;esposizione alle intemperie. Il frammento manca di tutta la parte superiore e quella destra. Dimensioni: altezza del frammento cm. 60 ca; larghezza da cm. 50 a cm.73 ca; spessore cm. 38 ca. Probabili dimensioni originali: cm. 100 in altezza e cm. 120 in larghezza, compresa la fascia di cornice di cm. 10 ca. Visto il retro non lavorato si pu\u00f2 dedurne che probabilmente era incastonata in un muro, presso la Porta Campana ovviamente.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019epigrafe ci informa che nel 57 d. C. fu fatta lastricare, con danaro pubblico, una strada che collegava la Porta Campana al foro: doveva trattarsi di un\u2019opera importante dal momento che si fece un cippo lapideo di notevoli dimensioni per ricordarne la realizzazione; certamente non la via Latina \u2013 che alcuni studiosi fanno entrare nelle mura di <em>Casinum <\/em>\u2013 perch\u00e9 al tempo della ricordata epigrafe la via Latina era gi\u00e0 sicuramente basolata, visto che lo era anche nel tratto di Interamna; se fosse passata per la citt\u00e0 e per la Porta Campana che bisogno c\u2019era al tempo del console Calpurnio Pisone di lastricarla di nuovo?<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Far scendere, inoltre, la nuova strada dalla Porta per ricalcare, con un tornante (lett. D), il percorso della via Latina, cos\u00ec come supposto da G. Lena<sup>14<\/sup>, significava solo operare un rifacimento, il che era una cosa all\u2019ordine del giorno, non tale, cio\u00e8, da richiedere l\u2019apposizione di un\u2019epigrafe.<\/p>\n\n\n\n<p>Allora due sono le possibilit\u00e0:<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">a) che la strada per il foro effettivamente scendesse, dopo un tornante, lungo le mura urbane all\u2019esterno, al di sopra dell\u2019anfiteatro, come vorrebbe G. Lena; in tal caso quest\u2019ultimo tratto non sarebbe la via Latina per le ragioni appena dette; inoltre la collocazione del Foro, di cui parla l\u2019epigrafe, sarebbe da ritenere in zona extraurbana.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">b) che la strada procedesse, invece, in direzione opposta, cio\u00e8 verso l\u2019attuale centro urbano di Cassino; in tal modo sarebbe decisamente confortata la tradizione secondo cui il foro di <em>Casinum<\/em> sorgesse nell\u2019area della chiesa di S. Germano, dove passa, appunto, l\u2019odierna via del Foro; e a riprova ci sarebbe anche il ritrovamento, nel dopoguerra, di una pietra miliare lungo via Riccardo da S. Germano, che \u00e8 prolungamento di via del Foro; ma di questo si parler\u00e0 pi\u00f9 oltre.<\/p>\n\n\n\n<p>Una terza possibilit\u00e0 si valuter\u00e0 pi\u00f9 avanti.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-7.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"399\" height=\"882\" src=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-7.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-21656\" style=\"width:217px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-7.jpg 399w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-7-136x300.jpg 136w\" sizes=\"(max-width: 399px) 100vw, 399px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Il presumibile tracciato verso valle.<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Alle considerazioni di Carettoni circa l\u2019andamento della strada selciata dell\u2019epigrafe di Calpurnio Pisone ne aggiungo qualcuna mia: dalla porta campana al piazzale di Valenti il tracciato sarebbe poco meno di 100 metri, mentre dalla stessa porta all\u2019area dell\u2019attuale via del Foro sarebbe oltre un chilometro e 200 m. Dunque una epigrafe di quella importanza non si giustificherebbe per un tratto cos\u00ec breve come sarebbe quello interno sostenuto dal Valenti, mentre sarebbe pienamente plausibile per l\u2019altro tracciato verso via del Foro. Inoltre una questione di logica: l\u2019epigrafe, come tante altre, aveva funzioni celebrative dell\u2019artefice dell\u2019importante opera pubblica; dunque, posto che la strada lastricata in questione fosse tutta all\u2019interno del centro urbano di <em>Casinum<\/em>, che senso avrebbe avuto installarla all\u2019uscita della citt\u00e0 dove l\u2019avrebbe vista solo chi entrava o usciva dalla Porta, anzich\u00e9 in bella vista all\u2019imbocco del presunto foro?<\/p>\n\n\n\n<p>Quest\u2019ultima osservazione conforta ulteriormente le argomentazioni di Carettoni.<\/p>\n\n\n\n<p>Il foro al centro dell\u2019odierna citt\u00e0?<strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">La possibilit\u00e0 che il foro sorgesse all\u2019interno dell\u2019odierna citt\u00e0 di Cassino \u00e8 sostenuta da un\u2019antica tradizione, confermata, secondo essa, dall\u2019odierna via del Foro, denominazione molto antica, risalente almeno al secolo nono. Ce ne d\u00e0 notizia un passo <em>dell\u2019Ordo offici in domo s. Benedicti<\/em><sup>15<\/sup>, quando si descrive l\u2019antico rito pasquale di una processione che partiva dalla chiesa del Salvatore, &#8220;non lontano dal foro commerciale&#8221;, per giungere in quella di S. Pietro a monastero; il rito risaliva ai tempi dell\u2019abate Bassacio (abate dall\u2019837 all\u2019856). La notizia \u00e8 tratta dalla cronaca cassinese, dove si precisa &#8220;presso&#8221; il foro<sup>16<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla questione si esprime ancora G. Carettoni: \u00abSecondo la tradizione, riferita da vari autori, il foro di <em>Casinum<\/em> corrisponderebbe al centro della moderna Cassino, che, come si \u00e8 detto, sorge ufficialmente poco dopo la met\u00e0 del IX secolo ad opera di Bertario\u00bb<sup>17<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">A comprovare ancora la presenza di un foro nel luogo ci sarebbe la gran quantit\u00e0 di materiale architettonico di epoca romana utilizzato per la costruzione delle chiese di S. Maria delle cinque torri e del Ss. Salvatore. Ma anche su questo il nostro archeologo ha da dire: \u00ab&#8230; i rinvenimenti di colonne e di altri elementi architettonici sporadici non costituiscono un indizio sicuro, poich\u00e9 possono provenire dalla distrutta chiesa del S. Salvatore o da altri edifici medioevali per i quali certo sono stati largamente usati materiali di <em>Casinum<\/em>, che dovevano abbondare nelle zone circostanti. Di una sola iscrizione, la base della Concordia, sappiamo che venne trovata dentro la chiesa delle Cinque Torri<sup>18<\/sup>: ma questo non \u00e8 evidentemente un elemento sufficiente n\u00e9 sul quale ci si possa basare\u00bb<sup>19<\/sup>.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-8.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"812\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-8-812x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-21657\" style=\"width:155px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-8-812x1024.jpg 812w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-8-238x300.jpg 238w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-8-768x969.jpg 768w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-8-640x807.jpg 640w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-8.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 812px) 100vw, 812px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-9.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"662\" height=\"882\" src=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-9.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-21658\" style=\"width:147px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-9.jpg 662w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-9-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-9-640x853.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 662px) 100vw, 662px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-10.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"664\" src=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-10-1024x664.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-21659\" style=\"width:226px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-10-1024x664.jpg 1024w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-10-300x194.jpg 300w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-10-768x498.jpg 768w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-10-640x415.jpg 640w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-10.jpg 1299w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Va detto che dopo l\u2019edizione del Carettoni (1940) sono venuti alla luce vari altri elementi architettonici di epoca romana nella stessa area.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">N\u00e9 va dimenticato il ritrovamento di un cippo miliario negli anni \u201870 dello scorso secolo (vd. ultra).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-11.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"697\" src=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-11-1024x697.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-21660\" style=\"width:281px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-11-1024x697.jpg 1024w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-11-300x204.jpg 300w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-11-768x523.jpg 768w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-11-640x436.jpg 640w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-11.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Basamenti di colonne venuti alla luce al di sotto del piano della vecchia chiesa di S. Germano al momento degli scavi per la ricostruzione nel 1973.<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">A questa colonnina miliare fa cenno diffusamente T. Vizzaccaro riprendendo anche la nota di F. Ponari.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNell\u2019anno 715 di Roma il console al tempo di Augusto C. Calvisio Sabino, incaricato di misurare le strade dell\u2019Impero, fiss\u00f2 le colonne miliari. Una di queste fu innalzata in Cassino con il numero LXXXV, distanza che indicava quante miglia era lontana Cassino da Roma e rispondente anche a quella indicata da Antonino nell\u2019Itinerario. Di quanto abbiamo detto fa certamente fede la seguente iscrizione:<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; C. CALVISIUS C F.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; SABINUS COS.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; IMP.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; LXXXV\u00bb<sup>20<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi, rifacendosi ad un non ben noto anonimo<sup>21<\/sup>, aggiunge: \u00abIndubbiamente la colonna miliare fu posta proprio ove da via \u2018M. \u2018I\u2019. Varrone si biforcava via Riccardo da S. Germano [ci si riferisce alla vecchia toponomastica, n.d.r.] perch\u00e9 col\u00e0 la via Latina faceva angolo e la ricordano, perch\u00e9 ancora esistente alla fine del XVII secolo, molti storici cassinati\u00bb<sup>22<\/sup>. E infatti la localit\u00e0 fu chiamata \u201c<em>Colonnella<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Filippo Ponari \u00e8 pi\u00f9 preciso: \u00ab&#8230; nel luogo oggi detto Colonnella verso la porta appellata di Roma, ivi sono state trovate a molta profondit\u00e0 colonne dritte sulle basi, una delle quali, essendo stata tolta, \u00e8 di marmo africano. Le altre sono rimaste sepolte\u00bb<sup>23<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Entrambi gli autori indicano il sito del ritrovamento di una colonna nel luogo pi\u00f9 o meno indicato da Antonio Vano<sup>24<\/sup>, cio\u00e8 presso l\u2019incrocio tra via Riccardo da San Germano e via Varrone, dove era ubicata l\u2019antica Porta Romana o Porta San Matteo. In quel punto passavano le mura medioevali provenienti dalla Rocca Janula per scendere fino alla torre d\u2019angolo di via Varrone a cento metri pi\u00f9 in basso<sup>25<\/sup>. Nello stesso sito, nell\u2019anteguerra c\u2019era il luogo detto Tre Colonne per via di tre tronchi di colonne poste a recinzione della via, ma che probabilmente si rifaceva all\u2019antico \u201cColonnella\u201d. Interessante la nota di Ponari riguardo alle colonne ancora \u201cdritte sulle basi\u201d e rimaste sepolte: dunque dovrebbero essere ancora l\u00ec a grande profondit\u00e0; Vano parlava di sette metri.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Ponari riteneva che quello fosse il sito di un \u201cantichissimo tempio\u201d, smentito poi da T. Vizzaccaro. Tuttavia, se fosse plausibile la collocazione del foro in quell\u2019area, potremmo pensare che si trattasse del colonnato a margine della piazza: uno scavo in profondit\u00e0 potrebbe essere risolutore.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Va, inoltre, tenuto presente che l\u00ec confluivano tre importanti strade: quella che proveniva da <em>Casinum<\/em> \u2013 anche ammesso che non fosse la stessa della Porta Campana ricordata dall\u2019epigrafe di Calpurnio Pisone, una via di collegamento con la citt\u00e0 romana, come gi\u00e0 detto, doveva senz\u2019altro esserci \u2013, quella che volgeva verso il fondovalle, l\u2019attuale Casilina, che, secondo Carettoni, era il prolungamento della via Latina<sup>26<\/sup>, e quella che proseguiva verso nord, ricalcando l\u2019odierna via del Foro, in direzione di S. Elia ed Atina. Un tale crocevia potrebbe giustificare la formazione di uno snodo commerciale, quindi anche di un foro.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma anche il monaco archeologo ing. Angelo Pantoni segnalava nel 1961 il ritrovamento <em>in loco<\/em> di un tratto di strada romana; scriveva infatti: \u00abSul retro della Chiesa Madre e di quella delle Cinque Torri, a tre metri di profondit\u00e0, gli avanzi di una strada romana, che per il suo andamento \u00e8 probabilmente da identificare con quella \u201ca porta campana ad forum \u201c, della quale \u00e8 ricordata la selciatura in un cippo tuttora esistente, presso la tomba degli Ummidii al \u201cCrocifisso\u201d\u00bb<sup>27<\/sup>. A confortare inoltre la presenza di una strada di epoca romana nel sito indicato da Pantoni sopravviene il ritrovamento, il 2 febbraio 2011, di un tronco di sarcofago, in pietra locale, in cui si fa cenno alla sepoltura di un personaggio femminile della seconda met\u00e0 del secondo secolo d.C.<sup>28<\/sup>. \u00c8 noto che le sepolture monumentali sorgevano a margine delle strade extraurbane.<\/p>\n\n\n\n<p>Il foro in localit\u00e0 Agnone?<strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ma veniamo alla terza ipotesi, che pone il foro (<em>forum vetus<\/em>?) nella localit\u00e0 Agnone.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1972 fu effettuato uno scavo per la posa in opera dei tubi per l\u2019impianto di depurazione della citt\u00e0 in localit\u00e0 Agnone, che \u00e8 situata al di l\u00e0 della strada ferrata Roma-Napoli in prossimit\u00e0 della confluenza del fiume Rapido con il Gari; quest\u2019ultimo separa l\u2019area dal sito delle fonti varroniane, dove sorgeva la villa di Marco Terenzio Varrone. Questo fatto \u00e8 importante ai fini di quanto andr\u00f2 dicendo.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-12.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"769\" src=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-12-1024x769.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-21662\" style=\"width:271px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-12-1024x769.jpg 1024w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-12-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-12-768x577.jpg 768w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-12-640x481.jpg 640w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-12.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Frammento del sarcofago presso via del Foro.<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">In quella circostanza vennero alla luce, a partire dalla profondit\u00e0 di circa due metri, manufatti litici di varie epoche, dal paleolitico al neolitico, ma forse in giacitura secondaria essendo il sito di carattere alluvionale; inoltre tombe a cappuccina, frammenti di vasellame di epoca repubblicana e imperiale, monete del periodo repubblicano, provenienti per lo pi\u00f9 dall\u2019area campana<sup>29<\/sup>, una cisterna di terracotta e numerosi scarti di fonderia da crogiolo e da forno<sup>30<\/sup>. Scarse le strutture murarie (se si escludono resti di forni), che vennero alla luce, invece, nella campagna di scavo operata nel 1988. In quell\u2019anno si stava costruendo una rampa di accesso alla superstrada Sora-Cassino-Formia a servizio dell\u2019impianto di captazione delle acque per l\u2019acquedotto campano nei terreni adiacenti allo scavo del 1972. Durante i lavori affiorarono allineamenti di muri, il che indusse la Soprintendenza ad effettuare una campagna di scavo. Ne risult\u00f2 una villa rurale, con officine, canali di scolo, ambienti abitativi, materiale fittile di fattura repubblicana come lo era il materiale del precedente ritrovamento<sup>31<\/sup>.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-13.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"876\" src=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-13-1024x876.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-21663\" style=\"width:422px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-13-1024x876.jpg 1024w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-13-300x257.jpg 300w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-13-768x657.jpg 768w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-13-640x548.jpg 640w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-13.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>A: area degli scavi di Agnone &#8211; B: area del complesso varroniano &#8211; C: tratto di strada basolata.<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre affior\u00f2 un tratto di strada basolata, contiguo e parallelo al tracciato della superstrada, che volgeva dritto verso il fiume Gari lasciandosi sulla destra, la tomba a <em>tolos<\/em> ancora esistente e volgarmente detta \u201ctomba di Varrone\u201d. Fu individuato anche un muro ribaltato rivestito da un esteso mosaico, di fattura piuttosto grossolana, nella parte non visibile.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Purtroppo lo scavo si chiuse con la copertura di quanto era emerso, mentre sarebbe stato oltremodo interessante ispezionare i terreni adiacenti.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">In sintesi quell\u2019area ci ha rivelato l\u2019esistenza di un insediamento rurale di epoca repubblicana (frequentato fino a tardo impero), con una mansio per il ristoro dei viaggiatori e per il cambio dei cavalli (le numerose scorie di ferro fuso ce lo suggeriscono), per attivit\u00e0 di commercio (ce lo dicono le monete di varia epoca e provenienza), con edifici di abitazioni (come la villa emersa dallo scavo), strutture murarie di un certo interesse, come il muro con mosaici, una strada basolata che attesta l\u2019importanza del luogo.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma il tutto potrebbe far pensare ad un foro boario, se non al suddetto <em>Forum Vetus<\/em> di Livio e Varrone.<\/p>\n\n\n\n<p>A supporto di tale ipotesi qualcuno<sup>32<\/sup> riporta un passo di Varrone: nel suo <em>De re rustica<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Il luogo, secondo quelli<sup>33<\/sup>, non doveva essere molto discosto dal \u201ccampo marzio\u201d dove si svolgevano i comizi per le elezioni degli edili, dal momento che alla villa giungevano i clamori della campagna elettorale<sup>34<\/sup>. Si \u00e8 voluto individuare il \u201ccampo\u201d con il foro di <em>Casinum <\/em>sollevando, per\u00f2, una questione fondamentale: si trattava del foro boario, che probabilmente, come abbiamo visto, era situato a qualche centinaio di metri dalla villa, oltre le acque del Gari, o del nuovo foro posto al centro della citt\u00e0 di <em>Casinum<\/em>, come suppone l\u2019archeologo Valenti<sup>35<\/sup>? La prima ipotesi (Agnone) potrebbe essere la pi\u00f9 attendibile perch\u00e9 il luogo era nelle immediate adiacenze delle propriet\u00e0 varroniane in <em>Casinum<\/em>, mentre il foro urbano era ad una distanza eccessiva perch\u00e9 si potessero udire le voci. Tuttavia ogni supposizione potrebbe cadere se si accertasse \u2013 come \u00e8 molto probabile \u2013 che, nel momento in cui scriveva, Varrone si trovava non a <em>Casinum<\/em> ma in una villa pubblica di Roma; e ci\u00f2 potrebbe essere confermato dalla presenza del console cui si fa riferimento nel brano: \u00ab<em>eum ad consulem tractum<\/em>\u00bb. In effetti a scorrere attentamente l\u2019ultimo libro del <em>De re rustica<\/em> leggiamo al cap. 2: \u00abDurante i comizi [che si svolgevano a Roma &#8211; n.d.r.] per l\u2019elezione degli edili, Quinto Assio, un senatore appartenente alla mia trib\u00f9, e io avevamo votato sotto un sole cocente e volevamo accompagnare nel suo ritorno a casa il candidato del nostro partito. A un certo punto Assio mi disse: \u201cMentre fanno il conteggio dei voti, vuoi che ce ne andiamo a godere l\u2019ombra della villa pubblica anzich\u00e9 cercar riparo dal sole nella mezza tenduccia privata del nostro candidato?\u201d [\u2026] Cos\u00ec ci moviamo e arriviamo nella villa\u00bb<sup>36<\/sup>; da notare che la villa pubblica era situata nel Campo marzio a Roma.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma a togliere definitivamente ogni dubbio sul luogo di cui parla Varrone c\u2019\u00e8 il passo che chiude il suo <em>De re rustica<\/em>: \u00abCos\u00ec parlavamo di queste cose, quando si ud\u00ec un clamore a destra ed ecco venire nella villa in toga pretesta il nostro candidato come edile eletto. Gli andiamo incontro e congratulatici con lui lo accompagniamo in Campidoglio. Quindi egli se ne and\u00f2 in casa sua e noi a casa nostra, dopo aver tenuto, o nostro Pinnio, questa conversazione, che ho sommariamente esposta, sull\u2019allevamento degli animali da cortile\u00bb<sup>37<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Nessun dubbio che non si trattasse del foro di <em>Casinum<\/em>; riporto questo passo solo perch\u00e9 da pi\u00f9 parti si ritiene il contrario. Vale la pena annotare la tesi di F. Ponari che riporta una epigrafe in <em>Casinum<\/em> in cui compare un certo Pontuleio in relazione al Pantuleius del <em>Re rustica<\/em> nel passo citato:<\/p>\n\n\n\n<p>l. pontvleivs \/<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;c. f. ter.<\/p>\n\n\n\n<p>\/ pomponia \/<\/p>\n\n\n\n<p>uxor<sup>38<\/sup><\/p>\n\n\n\n<p>per dimostrare che Varrone era originario di <em>Casinum<\/em><sup>39<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p>Conclusioni<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ubicazione del Foro di <em>Casinum<\/em> qui \u00e8 stata esaminata con tre ipotesi.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; La prima ipotesi: entro le mura, sostenuta dall\u2019archeologo Massimiliano Valenti, si basa sul ritrovamento di grossi lastroni di pietra per pavimentazione all&#8217;interno del primo tornante della strada per Montecassino, entro le mura urbane.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 indubbio che nella citt\u00e0 vi fosse una piazza, o largario, utilizzata come luogo di incontri e come snodo delle vie interne; sicuramente non mancavano, l\u00ec come nelle strade contigue, botteghe e officine artigianali ad uso degli abitanti. Dunque quella del Valenti potrebbe essere qualcosa del genere; la si potrebbe chiamare anche &#8220;foro&#8221; (cos\u00ec si chiamavano le piazze tra i Latini), ma \u00e8 difficile che fosse quella segnalata dalle fonti, che di sicuro fanno riferimento ad un luogo di una certa importanza, cosa che non pu\u00f2 dirsi per quella di cui parliamo, sia per la limitatezza dell&#8217;area pianeggiante, sia per la difficolt\u00e0 di accesso, da parte di mercanti, allevatori, fornitori di mercanzie varie, dovuta alla configurazione orografica di <em>Casinum<\/em>, posta come era su uno sperone roccioso cui si doveva inerpicare qualsiasi strada dal fondovalle: a quei tempi ci si muoveva con animali da soma, da tiro e con carriaggi. In definitiva uno spazio ad uso esclusivo locale.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; La seconda ipotesi: localit\u00e0 Agnone, dove sono emerse cospicue tracce di un insediamento rurale molto frequentato.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Il luogo \u00e8 situato all&#8217;incrocio di importanti arterie di comunicazione tra nord-sud (Roma e Campania) e est-ovest (i paesi del Golfo e i monti dell&#8217;Atinate e delle Mainarde). La prossimit\u00e0 della via Latina e del fiume Gari\/Garigliano navigabile ne facevano un luogo di transito quasi obbligato: l\u00ec era possibile scambiare merci, acquistare o vendere derrate alimentari, bestiame, prodotti di artigianato. Dunque non \u00e8 difficile immaginare la presenza di officine, di punti di ristoro, di trattamento degli affari, di luoghi di culto, di insediamenti abitativi \u2013 di tutto ci\u00f2 \u00e8 emerso solo una minima parte: degli scavi approfonditi potrebbero far luce \u2013. Un tale scenario meriterebbe a pieno titolo l\u2019appellativo di &#8220;foro&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Teniamo presente per\u00f2, che stiamo parlando di un lungo periodo repubblicano, tra il IV, il III e II sec. a.C.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel frattempo la citt\u00e0 di <em>Casinum<\/em>, che era stata per un certo tempo un avamposto sannitico, con la romanizzazione era cresciuta notevolmente di importanza; e infatti al tempo di M. T. Varrone (116-27 a.C.) il suo foro \u00e8 ricordato come <em>forum vetus<\/em>, dunque decaduto, per far luogo ad un supposto <em>forum novum<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; La terza ipotesi: via del Foro dell\u2019odierna citt\u00e0, di cui si \u00e8 gi\u00e0 ampiamente trattato.<\/p>\n\n\n\n<p>La possibilit\u00e0 che sorgesse l\u00ec il nuovo foro mi pare del tutto verosimile.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">La citt\u00e0 di <em>Casinum<\/em>, come gi\u00e0 detto, al sorgere del nuovo millennio si era affermata come centro di tutto rispetto. La<em> pax romana<\/em> aveva consentito lo sviluppo di tutta l\u2019area della valle del Rapido; l\u2019economia era cresciuta grazie allo sfruttamento sistematico delle risorse del territorio; l\u2019agricoltura in particolare aveva richiamato insediamenti extra urbani con la formazione di aziende dedite alla coltivazione di olivi, di cereali, di prodotti per l\u2019artigianato e di quanto accennato in apertura di questo lavoro; ogni attivit\u00e0 faceva capo alla rispettiva corporazione.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Inevitabile che si formassero l\u00ec importanti latifondi di propriet\u00e0 di famiglie facoltose di Roma (gli Ummidi, solo per citarne uno). Con la crescita economica la politica dell\u2019Urbe imponeva attivit\u00e0 anche di altro genere, come quelle politiche, culturali, artistiche, immobiliari, aggregative. La costruzione di un teatro, un anfiteatro, un imponente acquedotto, templi, ville e tombe gentilizie ne sono la conferma. In questo quadro come non pensare ad un foro per gli affari, il culto, la politica sul modello di quelli classici del tempo dell\u2019antica Roma?<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">La piccola piazza del centro urbano di <em>Casinum<\/em> non rispondeva alle esigenze dei nuovi tempi. N\u00e9 si prestava pi\u00f9 il <em>forum vetus<\/em> di Agnone, ormai piuttosto periferico a causa dei nuovi tracciati stradali connessi con la nuova citt\u00e0 e destinato, probabilmente, alle fiere di bestiame e prodotti agricoli, che poco si confacevano con l\u2019eleganza di un nuovo foro, con templi, edifici pubblici, botteghe di pregio. Si spiega cos\u00ec anche la pavimentazione selciata della strada che usciva dalla Porta Campana nel 57 d.C., quella della nostra epigrafe.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma c\u2019era tutto questo nel nuovo sito?<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Le emergenze archeologiche starebbero a testimoniarlo: resti architettonici come colonne, capitelli, cornicioni e pietre lavorate se ne sono trovati nel corso del tempo in tutta quell\u2019area. Il cardinale Domenico Bartolini nella sua visita a S. Germano, l\u2019odierna Cassino, nel 1827, riferisce di aver osservato molto di quel materiale insieme ad un gran numero di epigrafi<sup>40<\/sup>. Qualcuno obietta che probabilmente furono trasportati l\u00ec dalla vecchia citt\u00e0 dai monaci cassinesi per costruire le loro chiese ed edifici.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Personalmente stento a credere che lo si sia fatto sistematicamente: \u00e8 vero che quando gli abati decisero di costruire in loco il nuovo complesso monastico (tra l&#8217;ottavo e decimo secolo) la <em>Casinum <\/em>romana era ormai decaduta, ma la giurisdizione politica ed amministrativa non si era estinta: <em>Casinum <\/em>non era terra di nessuno, era, ora, <em>Castrum Casini<\/em> e successivamente <em>Castrum Sancti Petri<\/em>, su cui i Cassinesi del monte non avevano titolo<sup>41<\/sup> e tantomeno potevano asportare liberamente materiale edilizio ed architettonico; ci\u00f2 non toglie che in seguito \u2013 quando la giurisdizione cassinese si era estesa a tutto il territorio circostante \u2013 si siano utilizzati materiali di quel genere per rinnovare soprattutto le strutture del superiore monastero.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-14.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"791\" src=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-14-1024x791.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-21664\" style=\"width:534px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-14-1024x791.jpg 1024w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-14-300x232.jpg 300w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-14-768x593.jpg 768w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-14-640x494.jpg 640w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/02-Pistilli-14.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>La citt\u00e0 di San Germano in una incisione di Mr. De La Salle del 1703.<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 che invece potevano fare senza problemi era utilizzare tutto quello che in abbondanza gi\u00e0 si trovava sul posto del nuovo insediamento e che era stato abbandonato a causa della decadenza della citt\u00e0 romana. Un esempio significativo \u00e8 la costruzione di una delle prime chiese dell\u2019area: la chiesa di S. Maria delle Cinque Torri, detta il Riparo. Fu edificata utilizzando il colonnato terminale ancora in piedi di una struttura basilicale precedente e racchiudendolo in un muro su pianta quadrata. Una conferma di ci\u00f2 \u00e8 data dai capitelli delle dodici colonne tutti di epoca romana e dalle tre colonne diverse dalle altre inserite per chiudere il quadrato di base. Si spiega cos\u00ec l\u2019insolita copertura con cinque piccole torri. Ne ho trattato ampiamente in <em>Il Riparo<\/em> del 2000<sup>42<\/sup>. Se non altro questo ci dice che all\u2019epoca dell\u2019insediamento monastico vi erano ancora colonne e strutture erette al loro posto.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Per concludere, secondo le mie analisi c&#8217;\u00e8 continuit\u00e0 storica tra il <em>forum vetus<\/em> di Agnone ed il nuovo foro di cui si tramanda il toponimo nel centro dell\u2019odierna Cassino.<\/p>\n\n\n\n<p><sup>1<\/sup> G. Carettoni,<em> Casinum<\/em> &#8230; cit., p. 28 e passim.<\/p>\n\n\n\n<p><sup>2<\/sup> Livio, XXVII, 23; Varrone, <em>De lingua latina<\/em>, VII.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>3<\/sup> <em>Sull\u2019ubicazione del foro di <\/em>Casinum, in \u00abQuaderni di Archeologia Etrusco-Italica\u00bb 24, \u00abArcheologia Laziale\u00bb: XII, 2, Dodicesimo incontro di studio del comitato per l\u2019archeologia laziale, Estratto, Consiglio Nazionale delle Ricerche 1995; e pi\u00f9 di recente in <em>Le epigrafi della Valle di Comino<\/em>, 2022, pp. 62 e sgg.<\/p>\n\n\n\n<p><sup>4<\/sup> T. Livio, <em>Ab urbe condita<\/em>, XXVII, 23: \u00ab&#8230; <em>Casini examen apium ingens in Foro consedisse<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>5<\/sup> Varrone,<em> De lingua latina<\/em>, VII. 29: \u00ab<em>Samnites tenuerunt, et nunc nostri etiam nunc Casinum Forum vetus appellant. Item significant in Atellanis aliquot Pappum senem quod Osci casnar appellant &#8230;<\/em>\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>6<\/sup> M. Valenti, <em>Sull\u2019ubicazione del foro di <\/em>Casinum &#8230; cit. e pi\u00f9 di recente in <em>Le epigrafi della Valle di Comino<\/em>, 2022, pp. 62 e sgg.<\/p>\n\n\n\n<p><sup>7<\/sup> \u00ab<em>A porta campana ad forum<\/em>\u00bb, vd. ultra.<\/p>\n\n\n\n<p><sup>8<\/sup> G. Carettoni,<em> Casinum<\/em> &#8230; cit., p. 75.<\/p>\n\n\n\n<p><sup>9<\/sup> <em>Cassino, Architettura, Archeologia, Arte, Storia<\/em>, 2016, p. 31.<\/p>\n\n\n\n<p><sup>10<\/sup> C.I.L., X<sub>1<\/sub>, 5204.<\/p>\n\n\n\n<p><sup>11<\/sup> D. Bartolini, <em>Viaggio da Napoli alle Forche Caudine<\/em>, Napoli 1827, p. 177.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>12<\/sup> G. Ghini, <em>Il ritrovamento della Porta Campana a Cassino<\/em>, in \u00abArcheologia Laziale\u00bb X (Quaderni di Archeologia etrusco italica 19), 1990, pp. 226-270.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>13<\/sup> Ne intu\u00ec la posizione G. Lena nel 1980, <em>Scoperte archeologiche nel Cassinate. Note di topografia antica<\/em>, Lamberti 1980, p. 8. Non concorda S. Tanzilli, che la vorrebbe pi\u00f9 in basso: \u00abla porta nordest non necessariamente deve essere identificata con &#8220;Porta campana&#8221;, poich\u00e9 l\u2019iscrizione rinvenuta all\u2019inizio dell\u2019800, di mole consistente, si trovava nei dintorni dell&#8217;Anfiteatro e quindi a notevole distanza dalla stessa\u00bb, loc. cit.<\/p>\n\n\n\n<p><sup>14<\/sup> G. Lena, <em>Scoperte archeologiche nel Cassinate. Note di topografia antica<\/em>, Lamberti 1980, p. 8.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>15<\/sup> In Albers, <em>Consuetudines monasticae<\/em>, Montecassino 1907, p. 23: \u00ab<em>mox igitur ut appropinquaberint prope monasterium haud non quin longe ab ipso negociantum foro, incipiunt letania cum qua ingrediantur in ecclesiam Domini Salvatoris<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>16<\/sup> <em>Chron. Cas. I, 32<\/em>. \u00ab<em>&#8230; ac prope jam monasterium ab ipso negotiantum foro letanias incipientes, in Ecclesiam Domini Salvatoris intrabant<\/em>\u00bb; anche E. Pistilli, <em>Un antico rito pasquale a Cassino<\/em>, in\u00abPresenza Xna\u00bb, aprile 1992, p. 3: \u00abAttorno all\u2019846 una moltitudine di Saraceni provenienti dall\u2019Africa, dopo aver depredato e fatto stragi da Roma a Fondi, fino a Gaeta, rivolsero i loro appetiti verso il monastero di Montecassino, di cui avevano sentito parlare; furono impediti da una miracolosa alluvione del fiume presso S. Apollinare. Visto che era sfumata la sorpresa, presero la via del ritorno saccheggiando i paesi che incontravano. L\u2019abate Bassacio (abate dall\u2019837 all\u2019856), che aveva pregato intensamente con i suoi monaci perch\u00e9 fosse risparmiato un ulteriore sacrificio al monastero ed ai suoi abitanti, volle istituire un rito di ringraziamento al Signore da effettuarsi il marted\u00ec in albis\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><sup>17<\/sup> G. Carettoni, op. cit. p. 84.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>18<\/sup> D. Romanelli, <em>Viaggio da Napoli a Montecassino<\/em>, Napoli 1819, p. 34; N. Corcia, <em>Storia delle due Sicilie<\/em>, I, 1843, p. 422.<\/p>\n\n\n\n<p><sup>19<\/sup> G. Carettoni, loc. cit.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>20<\/sup> T. Vizzaccaro, <em>Marco Terenzio Varrone e il Cassinate<\/em>, Roma 1954, pp. 120 e 123. F. Ponari, op. cit., p. 157, precisa che l\u2019epigrafe, ai suoi tempi, \u00ab\u00e8 attaccata alla Casa Zarli di Cassino, e fa parte della collezione del signor Vincenzo Mascioli\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><sup>21<\/sup> <em>Dissertazione istorica su Cassino<\/em>, Napoli 1868, p. 410.<\/p>\n\n\n\n<p><sup>22<\/sup> T. Vizzaccaro, loc. cit.<\/p>\n\n\n\n<p><sup>23<\/sup> F. Ponari, op. cit., p. 80.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>24<\/sup> Il ritrovamento, a sette metri di profondit\u00e0, mi fu segnalato da Antonio Vano, tecnico del Comune di Cassino, negli anni settanta del secolo scorso; il cippo riportava anche la cifra del miliario, di cui Vano non ricordava il numero. Pare che il manufatto sia rimasto in situ, e poi sepolto: il luogo dovrebbe corrispondere alla curva dove confluiscono Via De Nicola, Via Riccardo da S. Germano e Via C. F. Pinchera, dunque all\u2019imbocco dell\u2019attuale Via del Foro.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>25<\/sup> La torre, rimasta in piedi, dopo il bombardamento del 1944, anche se danneggiata, fu fatta demolire col pretesto che fosse pericolante, ma in realt\u00e0 per motivi di edilizia privata.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>26<\/sup> Qui l\u2019illustre archeologo erra perch\u00e9 ignorava la strada basolata sul lato meridionale di monte Trocchio, sulla falsariga dell\u2019odierna via Appia che conduceva a S. Pietro Infine (<em>ad flexum<\/em>), cio\u00e8 quella che \u00e8 ormai riconosciuta come \u00abvia latina\u00bb. Sulla questione ho ampiamente trattato sul mensile \u00abLazio Sud\u00bb, n. 1\/1982, pp. 8-9.<\/p>\n\n\n\n<p><sup>27<\/sup> In \u00abBollettino Diocesano di Montecassino\u00bb, XVI (1961), n. 5, pp. 202-203. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>28<\/sup> E. Pistilli, <em>Un sarcofago con epigrafe di epoca romana rinvenuto presso la Chiesa Madre di Cassino<\/em>, in \u00abStudi Cassinati\u00bb, n. 1\/2011, pp. 8-14.<\/p>\n\n\n\n<p><sup>29<\/sup> \u00abLa voce di Aquino\u00bb, n. 42, aprile 1973, p. 11.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>30<\/sup> Una descrizione dei ritrovamenti la pubblicai in un articolo sul settimanale locale \u00abL\u2019Inchiesta\u00bb, a. IV n. 10, 9 marzo 1997, p. 13, <em>A Cassino si guarda al futuro cancellando il passato accanimento edilizio senza precedenti sul sito archeologico di Agnone<\/em>: \u00abLo scavo del 1972 raggiunse la profondit\u00e0 di m. 2,50 e rivel\u00f2 una stratificazione abbastanza complessa: a circa 30-50 cm. affiorarono varie tombe del tipo cosiddetto \u201ca cappuccina\u201d, costituite da una struttura a sezione triangolare ottenuta con la giustapposizione di grossi tegoloni piatti di terracotta; abbondante il materiale fittile, con ceramica a vernice nera del tipo etrusco-campano e ceramica sigillata con pregevoli rilievi decorativi; le monete, d\u2019argento, di bronzo e di rame, delimitarono un periodo che andava dal IV-III sec. a.C. al III-IV d.C.: le pi\u00f9 antiche, sulle quali si potevano leggere scritte quali SUESANO, TIANUD, CALENO, denotavano gli stretti rapporti commerciali del territorio con il mondo osco-campano; su una moneta compariva il galletto di <em>Aquinum<\/em>; nella parte pi\u00f9 a nord dello scavo (verso la ferrovia) si rilev\u00f2 una gran quantit\u00e0 di scorie di ferro, il che fece pensare alla presenza di fornaci o pi\u00f9 semplicemente a scorie di forge di maniscalchi; nella profondit\u00e0 maggiore (oltre due metri) si ritrov\u00f2 una discreta quantit\u00e0 di strumenti litici che andavano dal neolitico al paleolitico, ma non si pu\u00f3 essere certi che quella giacitura fosse primaria perch\u00e9 il terreno di quello strato era di natura alluvionale; a lavori ultimati le ruspe ricoprirono tutto lo scavo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>31<\/sup> Ibid. \u00ab&#8230; la fase di scavo, originata da operazioni di sondaggio per conto delle Ferrovie dello Stato, conferma l\u2019importanza del sito archeologico di Agnone: pare che i resti murari affiorati alla profondit\u00e0 di poco pi\u00f9 di un metro si debbano attribuire alle fondamenta di una villa (\u00e8 quanto pensano gli archeologi addetti allo scavo); lo strato pi\u00f9 profondo conserva tracce vistose di un vasto incendio, il che farebbe supporre che su una precedente villa distrutta dall\u2019incendio sia stata edificata una seconda e forse una terza &#8230;\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>32<\/sup> T. Vizzaccaro, <em>Marco Terenzio Varrone ed il Cassinate<\/em>, cit., il quale si riferisce al passo di<em> De re Rustica<\/em>, III, 5; cos\u00ec pure F. Ponari, op. cit. p. 85.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>33<\/sup> Ho trattato della questione nei miei gi\u00e0 citati articoli: <em>A Cassino si guarda al futuro cancellando il passato. Accanimento edilizio senza precedenti sul sito archeologico di Agnone<\/em>, in \u00abL\u2019Inchiesta\u00bb, a. IV, n. 10, 9 marzo 1997, p. 13, e in \u00abStudi Cassinati\u00bb, 2010, n. 3, pp. 147-157, <em>L\u2019uccelliera di Varrone a Cassino dagli scavi del 2001<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>34<\/sup> <em>De r.r.<\/em>, II, 5 (18): \u00ab<em>Cum haec loqueremur, clamor fit in campo. Nos athletae comitiorum cum id fieri non miraremur propter studia suffragatorum et tamen scire vellemus, quid esset, venit ad nos Pantuleius Parra, narrat ad tabulam, cum diriberent, quendam deprensum tesserulas coicientem in loculum, eum ad consulem tractum a fautoribus competitorum. Pavo surgit, quod eius candidati custos dicebatur deprensus<\/em>\u00bb: Vecchi combattenti delle lotte elettorali, non ci meravigliammo di un fatto del genere, dovuto all\u2019entusiasmo degli elettori. Tuttavia volevamo sapere cosa fosse accaduto, quando venne da noi Pantuleio Parra, il quale ci disse che mentre si faceva il conteggio dei voti, fu sorpreso un tale che gettava schede nell\u2019urna e che perci\u00f2 i sostenitori degli altri candidati lo avevano tratto davanti al console. Pavone si alza e se ne va, poich\u00e9, a quanto si diceva, l\u2019uomo arrestato era l\u2019osservatore che rappresentava il suo candidato (traduz. A. Traglia, op. cit., cos\u00ec pure quelle successive).<\/p>\n\n\n\n<p><sup>35<\/sup> M. Valenti, <em>Sull\u2019ubicazione del foro di Cassino<\/em> \u2026 cit.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>36<\/sup> <em>Comitiis aediliciis cum sole caldo ego et Q. Axius senator tribulis suffragium tulissemus et candidato, cui studebamus, vellemus esse praesto, cum domum rediret, Axius mihi, Dum diribentur, inquit, suffragia, vis potius villae publicae utamur umbra, quam privati candidati tabella dimidiata aedificemus nobis? Opinor, inquam, non solum, quod dicitur, \u201cmalum consilium consultori est pessimum\u201d, sed etiam bonum consilium, qui consulit et qui consulitur, bonum habendum. <\/em><em>Itaque imus, venimus in villam<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>37<\/sup> III, 17 (10): \u00ab<em>Nos haec. At strepitus ab dextra et cum lata candidatus noster designatus aedilis in villam. <\/em><em>Cui nos occedimus et gratulati in Capitolium persequimur. Illi inde endo suam domum, nos nostram, o Pinni noster, sermone de pastione villatica summatim hoc, quem exposui, habito<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><sup>38<\/sup> C.I.L. x, 5276<\/p>\n\n\n\n<p><sup>39<\/sup> F. Ponari, loc. cit.<\/p>\n\n\n\n<p><sup>40<\/sup> D. Bartolini, <em>op. cit.<\/em>, pp. 172 e sgg.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>41<\/sup> Lo stesso Benedetto da Norcia dovette munirsi delle dovute autorizzazioni per occupare il sito della dismessa acropoli.<\/p>\n\n\n\n<p><sup>42<\/sup> <em>Il Riparo. La chiesa di S. Maria delle Cinque Torri di Cassino (sec. VIII)<\/em>, Edizioni Cassino, 2000, p. 86.<\/p>\n<p class=\"bawpvc-ajax-counter\" data-id=\"21644\"> (174 Visualizzazioni)<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abStudi Cassinati\u00bb, anno 2023, n. 4 &gt; Scarica l&#8217;intero numero di \u00abStudi Cassinati\u00bb in pdf &gt; Scarica l&#8217;articolo in pdf \u00a0 di Emilio Pistilli L\u2019antica Casinum aveva un suo \u201cforum\u201d o piazza per gli affari? Certamente s\u00ec: a confermarcelo sono molteplici fonti. Le attivit\u00e0 e il foro Dalle fonti storiche e dall\u2019epigrafia sappiamo che gli abitanti di Casinum erano dediti alle attivit\u00e0 connesse con l\u2019agricoltura, la pastorizia ed il commercio; ma molto importante era anche l\u2019artigianato: la lavorazione del ferro, la produzione di funi (restiones), dell\u2019olio (caplatores), di canestri in vimini (fiscinae); rinomati erano anche i suonatori in pubblici spettacoli (aeneatores): quasi tutti gli addetti a questi settori erano organizzati in corporazioni, di cui le epigrafi ci danno ampia notizia1. Non poteva dunque mancare il \u201cforo\u201d, il luogo dove si svolgevano gli affari ed il commercio. Livio e Varrone ci parlano di un forum vetus2 che, secondo l\u2019archeologo Massimiliano Valenti,&hellip;<\/p>\n<p> <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/index.php\/2024\/06\/21\/il-forum-di-casinum-e-la-porta-campana\/\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v24.5 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>IL FORUM DI CASINUM E LA PORTA CAMPANA - www.cdsconlus.it<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/index.php\/2024\/06\/21\/il-forum-di-casinum-e-la-porta-campana\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"IL FORUM DI CASINUM E LA PORTA CAMPANA - www.cdsconlus.it\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"\u00abStudi Cassinati\u00bb, anno 2023, n. 4 &gt; Scarica l&#8217;intero numero di \u00abStudi Cassinati\u00bb in pdf &gt; Scarica l&#8217;articolo in pdf \u00a0 di Emilio Pistilli L\u2019antica Casinum aveva un suo \u201cforum\u201d o piazza per gli affari? 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