﻿{"id":21867,"date":"2024-06-21T14:30:18","date_gmt":"2024-06-21T12:30:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cdsconlus.it\/?p=21867"},"modified":"2024-06-21T14:30:21","modified_gmt":"2024-06-21T12:30:21","slug":"ferdinando-palasciano-e-cassino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cdsconlus.it\/index.php\/2024\/06\/21\/ferdinando-palasciano-e-cassino\/","title":{"rendered":"FERDINANDO PALASCIANO E CASSINO"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"printfriendly pf-button  pf-alignleft\">\n                    <a href=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/index.php\/2024\/06\/21\/ferdinando-palasciano-e-cassino\/?pfstyle=wp\" rel=\"nofollow\" onclick=\"\" title=\"Printer Friendly, PDF & Email\">\n                    <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/DEFINITIVA.1.png\" alt=\"Print Friendly, PDF & Email\" class=\"pf-button-img\" style=\"\"  \/>\n                    <\/a>\n                <\/div>\n\n\n\n<p>\u00abStudi Cassinati\u00bb, anno 2023, n. 4<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Studi-Cassinati-2023_4.pdf\">&gt; Scarica l\u2019intero numero di \u00abStudi Cassinati\u00bb in pdf<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/12-DeaPalasc.pdf\">&gt; Scarica l\u2019articolo in pdf<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">di<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Gaetano de Angelis-Curtis<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>N<\/strong>ato a Capua (1815-1891) da Pietro, facoltoso commerciante originario di Monopoli, e da Raffaella Di Cecio, si era laureato in Lettere e Filosofia e in Veterinaria presso l\u2019Universit\u00e0 di Napoli, quindi in Medicina e Chirurgia presso l\u2019Universit\u00e0 di Messina.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/12-DeaPalasc-2.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"988\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/12-DeaPalasc-2-988x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-21759\" style=\"width:266px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/12-DeaPalasc-2-988x1024.jpg 988w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/12-DeaPalasc-2-290x300.jpg 290w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/12-DeaPalasc-2-768x796.jpg 768w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/12-DeaPalasc-2-640x663.jpg 640w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/12-DeaPalasc-2.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 988px) 100vw, 988px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Entrato nel Corpo sanitario dell\u2019Esercito borbonico si trov\u00f2 nel settembre 1848 a Messina quando venne assediata la fortezza dove si trovavano asserragliati i rivoltosi. Palasciano, incurante del divieto impartito dal gen. Filangieri, prest\u00f2 la sua assistenza sanitaria anche ai rivoluzionari. Per la sua disobbedienza fu imprigionato. Filangieri lo denunci\u00f2 al Tribunale di Guerra per l\u2019\u00abimmediata fucilazione\u00bb. Fu condannato a morte ma la pena fu commutata da re Ferdinando II in un anno di carcere scontato presso il Carcere militare di Reggio Calabria. Dopo l\u2019esperienza maturata nel 1848 a Messina e dopo aver esaminato le dolorose condizioni sanitarie della battaglia di Solferino e San Martino del 1859, nell\u2019ambito della Seconda guerra d\u2019indipendenza italiana, e poi della battaglia del Volturno dell\u2019anno successivo tra garibaldini e borbonici, nel 1861 present\u00f2 una Memoria all\u2019Accademia Pontaniana, nella relazione del concorso da lui bandito, in merito a <em>Cento aforismi di chirurgia militare per le ferite da armi da fuoco e per ridurre alla mortalit\u00e0 dei feriti di guerra<\/em>, nella quale formulava la speranza che le Nazioni belligeranti procedessero alla proclamazione del principio della \u00abneutralit\u00e0 dei feriti di guerra sul campo e per tutto il tempo della cura\u00bb nonch\u00e9 degli ammalati, auspicando al tempo stesso la \u00abcostituzione, presso ciascun Esercito belligerante, di appositi corpi sanitari per apprestare sul campo e nelle retrovie le prime cure ai feriti e agli infermi gravi, anche se appartenenti alla Nazione avversa\u00bb nonch\u00e9 provvedere ad aumentare il personale sanitario per consentire interventi sanitari pi\u00f9 solleciti e rimediare al disordine regnante nelle ambulanze e negli ospedali. In tal senso a Ferdinando Palasciano pu\u00f2 essere assegnato il titolo di \u00abideatore e precursore della Croce Rossa Mondiale\u00bb. Infatti il ginevrino Henry Dunant ebbe occasione di assistere, per puro caso e da estraneo, allo scempio che feriti di guerra sul campo di Solferino nel 1859 e solo nel 1862 pubblic\u00f2 la \u00absua tanto fortunata memoria <em>Un souvenir de Solferino<\/em>\u00bb. I principi espressi da Ferdinando Palasciano furono accettati dalla \u00abSociet\u00e0 di pubblica utilit\u00e0\u00bb operante a Ginevra. Ma quando quest\u2019ultima indisse la Conferenza per la costituzione di una associazione permanente di soccorso per i feriti di guerra, non trasmise l\u2019invito all\u2019Accademia pontaniana<sup>1<\/sup>. Quindi il 22 agosto 1864 si giunse a Ginevra alla fondazione della Croce Rossa sulla base dei principi della Convenzione internazionale per i feriti di guerra che furono applicati per la prima volta nella guerra franco-prussiana del 1870.<\/p>\n\n\n\n<p>Ferdinando Palasciano deputato e senatore<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">A partire dal 1867 Ferdinando Palasciano si avvi\u00f2 a intraprendere, accanto alla professione di medico, una nuova attivit\u00e0, quella politica, prima come deputato alla Camera (eletto per tre legislature consecutive nel Collegio di Cassino) e poi come senatore, con nomina regia nel 1876 a componente a vita del Senato del Regno.<\/p>\n\n\n\n<p>Il collegio elettorale di Cassino<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/12-DeaPalasc-3.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"229\" src=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/12-DeaPalasc-3-1024x229.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-21760\" style=\"width:454px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/12-DeaPalasc-3-1024x229.jpg 1024w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/12-DeaPalasc-3-300x67.jpg 300w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/12-DeaPalasc-3-768x172.jpg 768w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/12-DeaPalasc-3-640x143.jpg 640w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/12-DeaPalasc-3.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Al momento dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia su tutto il territorio nazionale fu introdotto lo Statuto albertino che prevedeva un impianto del Parlamento costituito da due rami e cio\u00e8 dal Senato del Regno, che era di nomina regia, e la Camera dei Deputati, di stampo elettivo. L\u2019elezione dei deputati si basava su un sistema maggioritario il cui meccanismo era imperniato sul collegio uninominale a doppio turno<sup>2<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Per le prime elezioni politiche, tenutesi nei giorni 27 gennaio e 3 febbraio 1861, il territorio nazionale fu ripartito in 443 circoscrizioni elettorali. Una di esse era il collegio di Cassino<sup>3<\/sup> (n. 390) costituito da tre sezioni elettorali ubicate in altrettanti capoluoghi di mandamento: Cassino, Cervaro e Atina<sup>4<\/sup>. Per quelle prime elezioni (VIII legislatura) nel collegio di Cassino fu eletto il filosofo Antonio Tari, di famiglia originaria di Terelle, decaduto il 26 maggio successivo per nomina a docente di Estetica dell\u2019Universit\u00e0 di Napoli, sostituito nella riconvocazione del collegio da Enrico Pessina. Per le elezioni successive (22-29 ottobre 1865) della IX legislatura, fu eletto Alfonso Visocchi<sup>5<\/sup> di Atina.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019elezione alla Camera dei Deputati<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nuovo turno elettorale, X legislatura, fu convocato per il 10-17 marzo 1867. Palasciano in quei frangenti matur\u00f2 l\u2019idea di candidarsi alla Camera dei Deputati. Tuttavia la sua carriera politica inizi\u00f2 con una bocciatura in quanto, presentatosi nel collegio della sua citt\u00e0, quella di Capua, fu battuto al ballottaggio da Giuseppe Leonetti che lo sopravanz\u00f2 in termini di voti, seppur pochissimi, 257 a 253.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Di l\u00ec a pochi mesi si present\u00f2 una nuova occasione. Infatti il 10 marzo 1867 nel collegio elettorale di Cassino era stato eletto Francesco De Sanctis, l\u2019importante storico della letteratura italiana<sup>6<\/sup>. A quei tempi succedeva che i candidati, per aumentare le loro possibilit\u00e0 di essere eletti alla Camera dei Deputati, si presentassero in pi\u00f9 collegi elettorali. Se poi erano eletti in pi\u00f9 collegi dovevano optarne per uno, lasciando libero l\u2019altro o gli altri dove venivano riconvocate le elezioni per un turno elettorale suppletivo. Cos\u00ec Francesco De Sanctis che era stato eletto a Cassino ma anche a San Severo (provincia di Foggia), il primo aprile 1867 opt\u00f2 per il collegio pugliese. Conseguentemente con R.D. 20 aprile 1867 fu riconvocato il collegio di Cassino per un turno suppletivo di votazione che venne fissato al 5 maggio 1867 con turno di ballottaggio il successivo 12 maggio. In quella tornata si presentarono quattro candidati e cio\u00e8 Ferdinando Palasciano, Alfonso Visocchi, il commendatore Nicola D\u2019Amore e Carlo Musilli. Sulla base dei voti riportati nel primo turno si sfidarono al ballottaggio i primi due (Palasciano e Visocchi) con questi esiti<sup>7<\/sup>:<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table><tbody><tr><td class=\"has-text-align-center\" data-align=\"center\" colspan=\"5\">Votazione 5 maggio 1867<\/td><td class=\"has-text-align-center\" data-align=\"center\" colspan=\"4\">Ballottaggio del 12 maggio 1867<\/td><\/tr><tr><td class=\"has-text-align-center\" data-align=\"center\">&nbsp;<\/td><td class=\"has-text-align-center\" data-align=\"center\">Cassino<\/td><td>Cervaro<\/td><td>Atina<\/td><td>Totale<\/td><td>Cassino<\/td><td>Cervaro<\/td><td>Atina<\/td><td>Totale<\/td><\/tr><tr><td class=\"has-text-align-center\" data-align=\"center\">Aventi diritto<\/td><td class=\"has-text-align-center\" data-align=\"center\">390<\/td><td>158<\/td><td>214<\/td><td>762<\/td><td>&nbsp;<\/td><td>&nbsp;<\/td><td>&nbsp;<\/td><td>&nbsp;<\/td><\/tr><tr><td class=\"has-text-align-center\" data-align=\"center\">Votanti<\/td><td class=\"has-text-align-center\" data-align=\"center\">218<\/td><td>51<\/td><td>82<\/td><td>351<\/td><td>266<\/td><td>34<\/td><td>47<\/td><td>347<\/td><\/tr><tr><td class=\"has-text-align-center\" data-align=\"center\" colspan=\"9\">Preferenze<\/td><\/tr><tr><td class=\"has-text-align-center\" data-align=\"center\">Palasciano<\/td><td class=\"has-text-align-center\" data-align=\"center\">216<\/td><td>4<\/td><td>18<\/td><td>238<\/td><td>265<\/td><td>27<\/td><td>33<\/td><td>325<\/td><\/tr><tr><td class=\"has-text-align-center\" data-align=\"center\">Visocchi<\/td><td class=\"has-text-align-center\" data-align=\"center\">36<\/td><td>&nbsp;<\/td><td>64<\/td><td>100<\/td><td>&nbsp;<\/td><td>7<\/td><td>7<\/td><td>14<\/td><\/tr><tr><td class=\"has-text-align-center\" data-align=\"center\">D\u2019Amore<sup>8<\/sup><\/td><td class=\"has-text-align-center\" data-align=\"center\">2<\/td><td>11<\/td><td>&nbsp;<\/td><td>13<\/td><td>&nbsp;<\/td><td>&nbsp;<\/td><td>&nbsp;<\/td><td>&nbsp;<\/td><\/tr><tr><td class=\"has-text-align-center\" data-align=\"center\">Musilli<\/td><td class=\"has-text-align-center\" data-align=\"center\">&nbsp;<\/td><td>&nbsp;<\/td><td>1<\/td><td>1<\/td><td>&nbsp;<\/td><td>&nbsp;<\/td><td>&nbsp;<\/td><td>&nbsp;<\/td><\/tr><tr><td class=\"has-text-align-center\" data-align=\"center\">Nulle<\/td><td class=\"has-text-align-center\" data-align=\"center\">&nbsp;<\/td><td>&nbsp;<\/td><td>&nbsp;<\/td><td>&nbsp;<\/td><td>1<\/td><td>7<\/td><td>7<\/td><td>15<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Avendo prevalso al ballottaggio, anche nettamente su un esponente della borghesia industriale nonch\u00e9 parlamentare uscente, il medico di Capua fece cos\u00ec il suo ingresso in Parlamento.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo scioglimento della Camera dei Deputati nel 1870 port\u00f2 all\u2019indizione di un nuovo turno elettorale (XI legislatura) che si tenne il 20 novembre e ballottaggio il 27 successivo. Ferdinando Palasciano torn\u00f2 a candidarsi sia a Cassino sia a Capua. Tuttavia nel collegio della sua citt\u00e0 d\u2019origine fu ampiamente battuto (secondo dei non eletti con 79 voti non ebbe neanche la possibilit\u00e0 di ballottaggio). Invece nel collegio di Cassino si scontr\u00f2 con Vincenzo Grosso, originario di Terelle, con questi esiti:<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table><tbody><tr><td class=\"has-text-align-center\" data-align=\"center\" colspan=\"5\">Votazione 20 novembre 1870<\/td><\/tr><tr><td class=\"has-text-align-center\" data-align=\"center\">&nbsp;<\/td><td>Cassino<\/td><td>Cervaro<\/td><td>Atina<\/td><td>Totale<\/td><\/tr><tr><td class=\"has-text-align-center\" data-align=\"center\">Aventi diritto<\/td><td>&nbsp;<\/td><td>140<\/td><td>&nbsp;<\/td><td>851<\/td><\/tr><tr><td class=\"has-text-align-center\" data-align=\"center\">Votanti<\/td><td>&nbsp;<\/td><td>76<\/td><td>162<\/td><td>537<\/td><\/tr><tr><td class=\"has-text-align-center\" data-align=\"center\">Preferenze<\/td><td>&nbsp;<\/td><td>&nbsp;<\/td><td>&nbsp;<\/td><td>&nbsp;<\/td><\/tr><tr><td class=\"has-text-align-center\" data-align=\"center\">Palasciano<\/td><td>171<\/td><td>39<\/td><td>156<\/td><td>366<\/td><\/tr><tr><td class=\"has-text-align-center\" data-align=\"center\">Vincenzo Grosso<\/td><td>131<\/td><td>(29)<sup>9<\/sup><\/td><td>4<\/td><td>(164)<\/td><\/tr><tr><td class=\"has-text-align-center\" data-align=\"center\">Altri e Incerte<\/td><td>&nbsp;<\/td><td>(4)<sup>10<\/sup><\/td><td>2<\/td><td>&nbsp;<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ampio risultato ottenuto in termini di voti, superiori a un terzo degli aventi diritto al voto, consent\u00ec a Ferdinando Palasciano di essere eletto senza ballottaggio<sup>11<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Il successivo turno elettorale per la XII legislatura, si tenne l\u20198 novembre 1874. Palasciano fu confermato prevalendo su Enrico Caselli, consigliere d\u2019Appello, per 352 voti a 229.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 15 maggio 1876 decadde da deputato in seguito alla nomina a senatore nel corso della cosiddetta prima infornata della sinistra storica, con convalida il 6 giugno e giuramento il 10 giugno 1876, per la 3<sup>a<\/sup> cat. (riservata ai \u00abdeputati dopo tre legislature e sei anni di esercizio\u00bb).<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019attivit\u00e0 politica di Palasciano come rappresentante del collegio di Cassino<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo i biografi parlamentari Palasciano \u00aballa camera pronunci\u00f2 numerosi discorsi e fece parte di varie giunte e commissioni\u00bb. Allo stesso modo \u00abprese parte attiva anche ai lavori al Senato<sup>12<\/sup>e in tutti e due i rami del Parlamento \u00abfece aperta prova della sua immutabile fermezza nell\u2019opinare\u00bb<sup>13<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel maggio 1869 gli onn. Palasciano e La Porta depositarono alla presidenza della Camera dei Deputati una petizione, sottoscritta da circa quaranta cittadini di S. Germano i quali avanzavano la richiesta al Parlamento di stabilire che la giurisdizione spirituale, in seguito alla leggi del 7 luglio 1866 e 15 agosto 1867 di soppressione della Badia di Montecassino, &nbsp;fosse assegnata a Cassino e conseguentemente che la cattedrale della Diocesi fosse quella della chiesa di Cassino e che il Seminario diocesano fosse spostato nella citt\u00e0. A quella petizione se ne aggiunse anche un\u2019altra presentata del municipio di Cassino. I due deputati chiesero che la petizione, contraddistinta dal n. 12.649, venisse dichiarata d\u2019urgenza. Quando poi la questione divenne nota nei vari paesi della diocesi, in 53 di essi furono raccolte delle petizioni su carta da bollo da lire una, sottoscritte da cittadini e sacerdoti (2481 persone e 48 parroci) cui si associarono anche vari Consigli comunali con apposite deliberazioni, che protestavano contro quella presentata dai Sangermanesi. Nelle petizioni i ricorrenti dichiaravano di non voler sottostare all\u2019\u00abinteresse privato di pochi cittadini\u00bb di Cassino in quanto la maggior parte delle novantamila anime che popolava la Diocesi intendevano rimanere sotto la giurisdizione spirituale dell\u2019Ordinario di Montecassino dal quale per tanti secoli erano stati spiritualmente governati n\u00e9 mai la Diocesi aveva avuto dipendenza di sorta dalla Chiesa di Cassino<sup>14<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Tribunale di Cassino e il ripristino della Corte di Assise<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli effetti pi\u00f9 importanti dell\u2019attivit\u00e0 parlamentare svolta da Ferdinando Palasciano in difesa del territorio d\u2019elezione sono rappresentati dal ripristino della Corte di Assise del Tribunale di Cassino.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo l\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia anche la citt\u00e0 di Cassino (allora ancora S. Germano) fu dotata, con R.D. 26 novembre 1861, di un organo giudiziario che di l\u00ec a qualche mese inizi\u00f2 a operare come Tribunale civile. Tuttavia in quei momenti si stavano svolgendo in tutto il meridione d\u2019Italia molti processi penali in seguito allo svilupparsi del fenomeno del brigantaggio. Anche presso il Tribunale di S. Maria Capua Vetere, il primo organo giudiziario della provincia di Terra di Lavoro funzionante gi\u00e0 dal 1808, si stavano celebrando tanti processi che alla Corte d\u2019Assise ordinaria dovette essere affiancata da un primo e poi da un secondo Circolo d\u2019Assise straordinario. Per non gravare eccessivamente i lavori del Tribunale sammaritano, gli uffici del ministero di Grazia e Giustizia decisero di trasferire un Circolo a Cassino che prese il nome di Circolo di assise straordinaria \u00absedente\u00bb in Cassino. Il 30 settembre 1865 inizi\u00f2 a Cassino il pi\u00f9 importante processo per brigantaggio che fu celebrato a carico di Domenico Coja detto Centrillo e di 25 uomini della sua banda. Nel corso del dibattimento furono interrogati i 26 imputati, furono ascoltati 128 testimoni, si dette lettura di perizie giurate, atti di ricognizione, verbali generali e di arresto, dichiarazioni giurate, ordinanze, perquisizioni. Il 19 ottobre 1865, alle ore nove antimeridiane, fu emessa la sentenza che assolveva Domenico Coja e 22 imputati. L\u2019assoluzione ebbe immediata eco mediatica. Vari giornali si occuparono della questione, furono presentate due interrogazioni d\u2019urgenza alla Camera dei deputati. Il 13 dicembre 1865 il ministro di Grazia e Giustizia rispondendo in Aula alle interrogazioni difese l\u2019operato dei magistrati di Cassino in quanto Centrillo e i suoi non essendosi \u00abmacchiati di atti di sangue\u00bb, non avendo commesso omicidi, avevano potuto godere dell\u2019indulto concesso dallo Stato italiano nel 1863 e dunque erano stati assolti. Nel dibattito il guardasigilli non lasci\u00f2 presagire l\u2019intenzione di adottare alcun tipo di disposizione sanzionatoria nei confronti del Tribunale di Cassino. Tuttavia dopo qualche tempo venne disposta la soppressione della Circolo straordinario sedente in Cassino. Evidentemente avevano finito per prevalere le pressioni dell\u2019opinione pubblica operate dalla stampa del tempo e le interrogazioni poste da vari deputati in sede parlamentare. A giudizio di Ferdinando Palasciano era stato proprio il verdetto assolutorio emesso nel processo a carico di Centrillo che aveva portato alla soppressione della Corte di assise. Per il medico di Capua si era trattato di un provvedimento punitivo in quanto \u00abquella risoluzione fu presa dal Governo piuttosto per ragione politica che per equit\u00e0; imperciocch\u00e8 al brigante Cendrillo [<em>sic<\/em>] non era stato provato verun reato di sangue, e la sua assoluzione fu pronunziata sopra conclusioni conformi del Pubblico Ministero\u00bb<sup>15<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">A Cassino si cominci\u00f2 a operare presso i competenti organi istituzionali per giungere al ripristino della Corte di Assise. Nel 1867 gli amministratori comunali di Cassino fidando, evidentemente, anche sul sostegno offerto dal nuovo deputato eletto in quel collegio, appunto Ferdinando Palasciano, si attivarono affinch\u00e9 presso il Tribunale tornasse a operare il Circolo d\u2019assise. Infatti nella tornata del 20 maggio 1868 venne presentata alla Camera dei deputati la petizione n. 12157 con cui il Consiglio comunale di Cassino chiedeva che venisse \u00abstabilita in quel comune una Corte d\u2019Assisie, o quanto meno che vi si se[desse] in qualche mese dell\u2019anno quella di Santa Maria Capua Vetere\u00bb. A sostegno della petizione intervenne Palasciano e, ritenendo le ragioni eccepite \u00abgiustissime e meritevoli di speciale considerazione\u00bb, chiese e ottenne che la Camera dichiarasse d\u2019urgenza la petizione, per cui fu inviata alla Commissione per l\u2019esame sull\u2019ordinamento giudiziario<sup>16<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Da quel momento il medico di Capua intensific\u00f2 i suoi sforzi tesi alla restituzione del Circolo di assise a Cassino. Nel corso del 1868 Palasciano, accompagnato da un cittadino di Cassino, Silvestro Petrarcone, incontr\u00f2 il sen. Giuseppe Mirabelli, appena nominato primo presidente della Corte di appello di Napoli, il quale assicur\u00f2 la delegazione di essere favorevole al ripristino a Cassino di un Circolo ordinario di assise \u00abperch\u00e9 lo credeva necessario\u00bb, mentre si dimostr\u00f2 contrario all\u2019istituzione di uno straordinario in quanto \u00abcagione d\u2019inconvenienti\u00bb di natura economica. Qualche tempo dopo il guardasigilli Pironti fiss\u00f2 al primo gennaio 1870 la data di riapertura del Circolo. Pur tuttavia, \u00abmalgrado una commissione composta dai cavalieri E. Cavaceci ed A. Spaduzzi<sup>17<\/sup> (<em>sic<\/em>)\u00bb e dallo stesso Palasciano \u00abfosse andata a ringraziar[e il guardasigilli] a nome della popolazione\u00bb, quella disposizione \u00abnon pot\u00e9 \u2026 essere attuata per la caduta di quel ministro, o per l\u2019esitanza del successore\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Si giunse cos\u00ec fino al 1872 quando il guardasigilli Giovanni De Falco concesse l\u2019istituzione del Circolo straordinario che oper\u00f2, \u00abcon soddisfazione di tutti\u00bb, per circa tre anni. Poi il ministro di Grazia e Giustizia in carica nel 1874, Paolo Onorato Vigliani, giunse alla ridefinizione delle circoscrizioni delle Corti di assise operanti su tutto il territorio nazionale. In tale ampio movimento di ridefinizione, sancito con R.D. 29 novembre 1874 n. 2247, si venne a operare la trasformazione del Circolo di Cassino da straordinario in ordinario.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>1<\/sup> \u00abTerra di Lavoro\u00bb, a. XXXIII, n. 34, 17 agosto 1929, <em>Primati d\u2019Italia e glorie di Terra di Lavoro. Ferdinando Palasciano e la Croce Rossa<\/em>; \u00abTerra di Lavoro\u00bb, a. XXXIV, n. 34, 21 giugno 1930, <em>Ferdinando Palasciano e la Croce Rossa<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>2<\/sup> Veniva eletto al primo turno il candidato che avesse ottenuto \u00abpi\u00f9 di un terzo dei voti rispetto al numero degli iscritti nel Collegio\u00bb oppure \u00abpi\u00f9 della met\u00e0 dei suffragi dati dai votanti, esclusi i voti nulli\u00bb. In caso contrario si ricorreva al ballottaggio cui concorrevano solo i due candidati che avevano ricevuto pi\u00f9 voti al primo turno e risultava eletto \u00abchi riportava la maggioranza semplice\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>3<\/sup> Cassino era uno dei 15 collegi assegnati alla provincia di Terra di Lavoro, di cui cinque attribuiti al circondario di Caserta, tre a quello di Nola, due a quello di Piedimonte, due a quello di Gaeta e tre a quello di Sora (cio\u00e8 Sora, Pontecorvo e appunto Cassino).<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>4<\/sup> A Cassino votavano anche gli aventi diritto residenti a Pignataro, Piedimonte S. Germano, Terelle, S. Elia Fiumerapido e Villa S. Lucia; a Cervaro anche gli elettori di S. Vittore, S. Ambrogio, Viticuso, Acquafondata, Vallerotonda e S. Biagio Saracinisco; ad Atina anche gli elettori di Belmonte Castello, Casalattico, Picinisco e Villa Latina. In mancanza di spazi sufficientemente ampi nelle Case comunali, i seggi elettorali erano collocati, per la maggior parte, nelle chiese. Per il collegio di Cassino le votazioni si svolsero presso la Chiesa del Riparo a Cassino e presso quella di San Paolo a Cervaro. Faceva eccezione Atina che aveva il seggio ubicato nel Teatro comunale.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>5<\/sup> Alfonso Visocchi (1831-1909) esponente dell\u2019importante famiglia industriale di Atina, fu eletto per ben nove legislature. Una iniziale, la IX, e poi otto consecutive, dalla XII alla XIX, riconfermato di volta in volta sia con il sistema uninominale che con lo scrutinio di lista, introdotto dalla riforma elettorale depretisiana, e quindi con il ritorno all\u2019uninominale per effetto della legge Di Rudin\u00ec. Termin\u00f2 la carriera parlamentare con la nomina a senatore del Regno nel 1900.<\/p>\n\n\n\n<p><sup>6<\/sup> Aveva prevalso su Giacomo De Martino per 364 voti a 88.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>7<\/sup> Archivio di Stato di Caserta, Prefettura, Gabinetto, b. 194, f. 1851, <em>Riconvocazione dei collegi elettorali di S. Maria C.V. e Cassino per il giorno 5 maggio 1867<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><sup>8<\/sup> A Cervaro le preferenze furono 10 per Nicola D\u2019Amore fu Fabrizio ed una per Nicola D\u2019Amore fu Patrizio.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>9<\/sup> I voti furono assegnati dal sottoprefetto di Sora sulla base delle annotazioni riportate sul verbale del seggio in quanto sulle schede elettorali il nome del candidato era stato cos\u00ec trascritto: Vincenzo Grossi di Cassino (voti 10), Vincenzo Grosso fu Giuseppe (voti 7), Vincenzo Grosso (voti 7), Vincenzo Grossi (voti 4), V. Grosso (voti 1).<\/p>\n\n\n\n<p><sup>10<\/sup> I voti erano stati espressi per il prof. Palmieri Luigi (2), Fadirigo Falesano (1), P. Abate Carlo de Vera (1).<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>11<\/sup> Archivio di Stato di Caserta, Prefettura, Gabinetto, b. 195, f. 1855, <em>Elezioni politiche del 20 novembre 1870 nei collegi di Nola, Cassino, Formia, Capua, Caserta, Aversa, Sessa A., Sora, Cicciano, S. Maria CV, Pontecorvo, Piedimonte d\u2019Alife, Caiazzo e Teano<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>12<\/sup> <em>Palasciano Ferdinando,<\/em> <em>Ad nomen <\/em>inA. Malatesta, <em>Ministri Deputati Senatori dal 1848 al 1922<\/em>, vol. II, E.B.B.I, Tosi, Roma 1946, p. 271.<\/p>\n\n\n\n<p><sup>13<\/sup> Senato del Regno, Atti Parlamentari, Discussioni, 30 novembre 1891, <em>Commemorazione<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><sup>14<\/sup> T. Leccisotti, <em>Note sulla giurisdizione di Montecassino<\/em>, Montecassino 1971, pp. 29-30.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>15<\/sup>&nbsp; Atti Parlamentari, Camera dei deputati, <em>Discussioni<\/em>, Legislatura XII, <em>Tornata del 28 gennaio 1875<\/em>, Tip. Eredi Botta, Roma 1875, p. 786<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>16<\/sup>\u00a0 Atti Parlamentari, Camera dei deputati, <em>Discussioni<\/em>, vol. VI dal 28 aprile al 24 giugno 1868, <em>Tornata del 20 maggio 1868<\/em>, Tip. Eredi Botta, Firenze 1868, p. 6087.<\/p>\n\n\n\n<p><sup>17<\/sup>&nbsp; Medico chirurgo originario di S. Giorgio a Liri (1835-1906).<\/p>\n<p class=\"bawpvc-ajax-counter\" data-id=\"21867\"> (90 Visualizzazioni)<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abStudi Cassinati\u00bb, anno 2023, n. 4 &gt; Scarica l\u2019intero numero di \u00abStudi Cassinati\u00bb in pdf &gt; Scarica l\u2019articolo in pdf di Gaetano de Angelis-Curtis Nato a Capua (1815-1891) da Pietro, facoltoso commerciante originario di Monopoli, e da Raffaella Di Cecio, si era laureato in Lettere e Filosofia e in Veterinaria presso l\u2019Universit\u00e0 di Napoli, quindi in Medicina e Chirurgia presso l\u2019Universit\u00e0 di Messina. Entrato nel Corpo sanitario dell\u2019Esercito borbonico si trov\u00f2 nel settembre 1848 a Messina quando venne assediata la fortezza dove si trovavano asserragliati i rivoltosi. Palasciano, incurante del divieto impartito dal gen. Filangieri, prest\u00f2 la sua assistenza sanitaria anche ai rivoluzionari. Per la sua disobbedienza fu imprigionato. Filangieri lo denunci\u00f2 al Tribunale di Guerra per l\u2019\u00abimmediata fucilazione\u00bb. Fu condannato a morte ma la pena fu commutata da re Ferdinando II in un anno di carcere scontato presso il Carcere militare di Reggio Calabria. 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