﻿{"id":2696,"date":"2016-09-26T18:34:33","date_gmt":"2016-09-26T16:34:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cdsconlus.it\/?p=2696"},"modified":"2020-10-17T17:53:37","modified_gmt":"2020-10-17T15:53:37","slug":"la-sanita-nel-cassinate-nel-periodo-bellico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cdsconlus.it\/index.php\/2016\/09\/26\/la-sanita-nel-cassinate-nel-periodo-bellico\/","title":{"rendered":"La sanit\u00e0 nel Cassinate nel periodo bellico"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><div class=\"printfriendly pf-button  pf-alignleft\">\n                    <a href=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/index.php\/2016\/09\/26\/la-sanita-nel-cassinate-nel-periodo-bellico\/?pfstyle=wp\" rel=\"nofollow\" onclick=\"\" title=\"Printer Friendly, PDF & Email\">\n                    <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/DEFINITIVA.1.png\" alt=\"Print Friendly, PDF & Email\" class=\"pf-button-img\" style=\"\"  \/>\n                    <\/a>\n                <\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Studi Cassinati, anno 2009, n. 4<br \/>\n&gt;\u00a0<a href=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/2009-IX-n.4-ott-dic.pdf\" target=\"_blank\">Scarica l\u2019intero numero di \u00abStudi Cassinati\u00bb in pdf<\/a><br \/>\n&gt;\u00a0<a href=\"http:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/12_Morigine-Studi-2009-4.pdf\" target=\"_blank\">Scarica l\u2019articolo in pdf<\/a><strong><br \/>\n<\/strong><span style=\"color: #fafafa;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di Diego Morigine<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><br \/>\n<\/strong><strong>Le esperienze di un medico benemerito tra le sofferenze della guerra<\/strong><strong>e i disagi del dopoguerra<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per parlare della medicina nel periodo bellico debbo fare due premesse: le sanzioni dopo la guerra d\u2019Abissinia con la conseguente tessera annonaria e la carenza totale di derrate alimentari al passaggio ed al fermarsi sul nostro territorio della seconda guerra mondiale. Qualche esempio: per le sanzioni non si trovavano le banane ed il caff\u00e8 (del caff\u00e8 si adoperavano i surrogati). Con la tessera annonaria si prendeva solo una determinata quantit\u00e0 di olio, farina, pane ecc. ma se mi si chiede cosa mi sia mancato durante lo sfollamento per la battaglia di Cassino, sono stati il sale e la carta, di qualsiasi tipo, da adoperare come carta igienica.<br \/>\nL\u2019altra premessa \u00e8 che oggi il sistema sanitario nazionale assiste tutti i cittadini italiani residenti, ma all\u2019epoca, c\u2019era il solo medico condotto che curava gratis gli indigenti assistiti dall\u2019ECA; Ente Comunale di Assistenza.<br \/>\nL\u2019economia era di tipo rurale e la maggioranza aveva almeno la sua casetta e l\u2019orto, quindi non era iscritto all\u2019ECA.<br \/>\nCi\u00f2 significa che la maggioranza dei cassinati chiamava il medico quando la patologia si era aggravata.<br \/>\nRicordo cha a Cassino c\u2019erano solo tre medici ed un chirurgo, il dott. Tari, che aveva una sua clinica, e un solo dentista, peraltro non odontoiatra, ma professore di scienze.<br \/>\nMa parliamo di patologia: oggi tutti hanno l\u2019acqua in casa e fanno la doccia con molta comodit\u00e0. Allora pochissimi avevano l\u2019acqua in casa, c\u2019era la fontana pubblica o il pozzo, dove le donne si approvvigionavano dell\u2019acqua portando in testa la \u201ccannata\u201d e facevano gossip, come si dice oggi. La cannata era un recipiente in terracotta che, essendo poroso, manteneva l\u2019acqua fresca, cos\u00ec come fa la nostra cute con la perspiratio insensibilis che regola la temperatura del nostro corpo. Nelle altre zone del lazio, invece, si adoperava la conca di rame per mantenere sterile l\u2019acqua. Per fare il bagno bisognava scaldare diverse cannate d\u2019acqua, metterle in una \u201ctinozza\u201d: \u00e8 facile immaginare che l\u2019igiene era piuttosto carente.<br \/>\nAll\u2019epoca ci\u00f2 che impressionava di pi\u00f9 erano le frequenti maternit\u00e0, perch\u00e9 l\u2019unico metodo anticoncezionale era l\u2019allattamento prolungato e l\u2019alta mortalit\u00e0 infantile, dovuta soprattutto alle gastroenteriti ed alla poliomielite. Le cause di morte erano differenti da oggi, come dir\u00f2 in seguito, a parte la falcidia del dopoguerra per la malaria e per lo scoppio dei residuati bellici.<br \/>\nIntanto cominciamo dalle patologie del nostro tegumento:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La cute<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Per la carenza di igiene, come ho accennato prima, erano frequenti, specie nei piccoli, le impetigini, i foruncoli, i favi, gli eczemi impetiginati, la tigna del cuoio capelluto, mentre erano pressoch\u00e9 sconosciute le manifestazioni allergiche. Poi durante la battaglia e lo sfollamento, per le condizioni ambientali e la promiscuit\u00e0, anche gli adulti sono andati soggetti a dette patologie; ed inoltre la scabbia (in dialetto la rogna), le pediculosi da pulci, pidocchi (pediculus capitis e corporis), le piattole dell\u2019inguine, le cimici.<br \/>\nDevo aggiungere una affezione dell\u2019immediato dopoguerra che purtroppo ha decimato la popolazione del Cassinate al suo rientro: la malaria terzana, specie la maligna, e la quartana. Sono cos\u00ec denominate a seconda se la febbre si presenta dopo tre o quattro giorni e sono dovute alla puntura di un imenottero, la zanzara anofele, che trasmette il plasmodio della malaria.<br \/>\nCi\u00f2 si \u00e8 avuto perch\u00e9, per tattica di difesa, i tedeschi avevano rotto gli argini del fiume Rapido allagando tutta la pianura cui si aggiungeva l\u2019acqua stagnante nei crateri delle bombe degli alleati.<br \/>\nMa anche un altro pericolo c\u2019\u00e8 stato nel dopoguerra: le punture di calabroni e vespe che avevano nidificato nei terreni incolti e nei mozziconi di tronchi d\u2019albero.<br \/>\nBisogna dire che, tranne che per la malaria. per la quale si distribuiva il chinino di stato fino ad esaurimento e la atebrina, per le altre patologia c\u2019era poco da fare. Per l\u2019atebrina i Cassinati erano diventati tutti itterici: sembravano tutti cinesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Apparato digerente<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Premetto che all\u2019epoca non c\u2019erano i frigoriferi o i congelatori (arrivati negli anni \u201950) e nemmeno i supermercati alimentari. C\u2019erano le piccole botteghe, dove si comprava ci\u00f2 che poteva servire per la giornata. Non esistevano prodotti preconfezionati; per esempio si comprava un etto di conserva, \u00be di chilo di pasta. L\u2019igiene era scarsa, ma si era stati anche antesignani a ci\u00f2 che si fa oggi: prendi oggi, pagherai dopo. Ma a fiducia, perch\u00e9 si aveva la \u201clibretta\u201d od il \u201ccatiern\u201d [quaderno, n.d.r.] in cui il bottegaio segnava l\u2019avere che poi veniva saldato quando si racimolavano i soldi. Si mangiavano prodotti stagionali e del luogo, senza conservanti o coloranti.<br \/>\nPer la cultura agricola, per l\u2019indigenza diffusa, per il tesseramento che passava quantit\u00e0 contingentate di pane, pasta, olio ecc. le malattie dismetaboliche erano pressoch\u00e9 sconosciute. Fa eccezione la steatosi epatica (fegato grasso) e le cirrosi per abuso di vino, la droga dei poveri<br \/>\nIl cibo prevalente delle nostre campagne era \u201cla pappuccia\u201d, pi\u00f9 tipi di verdura cotti nella pignata, pentola in terracotta bombata cos\u00ec da permettere il rimescolamento del contenuto in ebollizione, con condimento di sugna o pezzi non nobili del maiale, con sotto delle fette di pane rosso. Il maiale non mancava nelle case dei Cassinati.<br \/>\nSpesso la colazione consisteva in pane e cipolla, diuretica, anti radicali liberi ed anti tumorale, oppure pane e saraca, aringa affumicata, allora poco costosa e che, per il sapore forte, si poteva molto suddividere.<br \/>\nAnche un altro uso aiutava la digestione, perch\u00e9, quando i braccianti agricoli pranzavano, in genere i maccheroni alla zita con ottimo sugo e formaggio pecorino, si mettevano seduti per terra attorno ad una grossa scodella e facevano la forchettata a turno, impiegando cos\u00ec tempo per la masticazione.<br \/>\nMolto frequenti invece, per l\u2019acqua non sempre potabile, le malattie infettive: gastroenteriti, tifo e paratifo A e B.<br \/>\nIl popolo era un po\u2019 fatalista: curava il tifo con letto, lana e latte, errando, e diceva \u201cventuno giorni \u2013 o dentro o fuori\u201d.<br \/>\nLa mortalit\u00e0 infantile per queste affezioni era inimmaginabile per la cultura sanitaria di oggi. Sempre per la poca igiene, specie i piccoli, andavano incontro ad elmintiasi, una parassitosi da vermi intestinali detta \u201cverminara\u201d.<br \/>\nPer le difficolt\u00e0 nutrizionali si avevano anche patologie carenziali di vitamine. Ho curato, penso, l\u2019ultimo caso in zona di carenza di vitamina PP (acido nicotinico), la pellagra che a Caira chiamavano la \u201cpellinica\u201d.<br \/>\nDebbo aggiungere, perch\u00e9 direttamente dipendente dai cibi, una affezione endocrina in negativo ed una metabolica in positivo. La Valle dei Santi nel cassinate \u00e8 zona endemica di gozzo: si incontravano molte donne con il collo gonfio. Oggi non pi\u00f9, sia per la variata alimentazione e stile di vita e sia perch\u00e9 la Societ\u00e0 Medica del Cassinate, quando ne ero il presidente, su consiglio del prof. Aldo Pinchera, cassinate, ha proposto per Cassino la vendita del sale iodato per uso domestico; mentre i dismetabolismi, la ipercolesterolemia ed il diabete non insulino dipendente, erano molto rari, anche se il condimento principale era la sugna ed il lardo, poich\u00e9 la gente si muoveva molto. Del maiale non si buttava nulla, nemmeno la coda.<br \/>\nPer il diabete c\u2019\u00e8 stata un\u2019analisi statistica che ha fatto variare la dieta. A Napoli, nel periodo bellico, erano diminuiti drasticamente i diabetici, ma non il consumo di pasta per via del mercato nero. Era diminuito, invece, il condimento di essa, quindi le calorie totali. La dieta attuale prevede il 60% di idrati di carbonio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Apparato respiratorio<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Nel periodo bellico, ma gi\u00e0 prima e dopo, per praticit\u00e0 il popolo rurale non adoperava l\u2019ombrello per ripararsi dalla pioggia, ma gli uomini il mantello, le donne lo scialle. Gli uomini per portare gli attrezzi da lavoro, le donne perch\u00e9 portavano in testa tutti gli oggetti, dalla cannata per l\u2019approvvigionamento dell\u2019acqua alle fascine di legna da ardere, alle varie spese giornaliere ed anche la culla, di legno o vimini, con il neonato. Ci\u00f2 comportava che, bagnandosi, ammalassero di patologie da raffreddamento, ma non gravi, perch\u00e9 non c\u2019era lo stress termico, come quando hanno potuto comprare la cucina economica e passavano dall\u2019ambiente cucina surriscaldato alle temperature non riscaldate degli altri ambienti. Negli anziani era frequente la broncopatia ostruttiva cronica. Altra affezione dell\u2019epoca; complice il deperimento organico, era la tubercolosi polmonare. Dal periodo fascista c\u2019era un ente apposito per combatterla e, dopo la guerra, si era quasi riusciti a debellarla. Ma ultimamente si riaffacciano dei casi specie tra gli immigrati. Anche io ho lavorato in un ambiente ad hoc: il reparto medicina dell\u2019ospedale di Sora.<br \/>\nInvece molto rara era l\u2019asma allergica, perch\u00e9 l\u2019organismo, vivendo per lo pi\u00f9 all\u2019esterno, era gi\u00e0 abituato e, direi vaccinato, al fieno ed ai pollini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Apparato circolatorio<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Erano meno frequenti gli accidenti vascolari da dislipidemia, ma non mancavano gli scompensi cardiaci curati con la digitale o lo strofanto e con i salassi e le sanguisughe. Le sanguisughe, hirago officinalis, venivano comunemente chiamate mignatte. Anche le ipertensioni arteriose, specie le pletoriche, venivano curate con lo stesso sistema o con le iniezioni di mercuriali. I diuretici per bocca sono usciti nel dopoguerra, e cos\u00ec gli altri ipotensivi.<br \/>\n<strong>Apparato locomotore<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Per l\u2019umidit\u00e0 dell\u2019ambiente (a Cassino c\u2019era molta pi\u00f9 nebbia fitta di oggi) e del bagnarsi per il poco uso dell\u2019ombrello, come detto precedentemente, la patologia reumatica, specie mialgica, era molto frequente. Non le rachialgie come oggi \u2013 che si soffre specialmente di cervicalgia e lombalgia \u2013 perch\u00e9 la gente si muoveva a piedi per andare a fare la spesa e per recarsi al lavoro. Le donne avevano una postura da modelle, perch\u00e9 portavano tutto sulla testa, dalla cannata d\u2019acqua alla spesa giornaliera; gli uomini andavano a lavorare in campagna e, quando c\u2019\u00e8 stata la ricostruzione di Montecassino, come operai edili, a piedi, passando per tratturi sconnessi, mobilizzando tutti i muscoli: per cui non rachialgie da errata postura. Anche la gabbia toracica e la respirazione se ne avvantaggiavano. Non mancava l\u2019apporto di sali minerali per il pasto preminente, a volte unico, di verdura. A ci\u00f2 si aggiunga che una volta i letti erano precursori dei letti ortopedici odierni, perch\u00e9 si adoperavano dei sacconi di sfoglie di mais (le frosciole) e le reti erano di tavole di legno.<br \/>\nDebbo purtroppo aggiungere che nell\u2019immediato dopoguerra c\u2019\u00e8 stata una vera carneficina per lo scoppio dei residuati bellici con fratture o amputazione degli arti e molti deceduti, specie bimbi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Apparato genito urinario<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Una volta il parto si faceva a domicilio con l\u2019assistenza delle \u201cmammane\u201d, che non erano delle ostetriche, ma delle buone praticanti, per cui le infezioni endometriosiche delle partorienti, qualche volta anche mortali, erano frequenti. Si diceva \u00e8 morte di parto, quasi che il parto fosse un evento patologico, anzich\u00e9 fisiologico.<br \/>\nFrequenti anche le vulvovaginiti per carenza di igiene intima e personale.<br \/>\nGli uomini, per essere militari o lavoratori lontani da casa o per la promiscuit\u00e0 nel periodo dello sfollamento, erano soggetti a malattie sessualmente trasmesse, specie la blenorragia, chiamata volgarmente scolo. Per le donne, invece, c\u2019\u00e8 stato l\u2019orrore delle \u201cmarocchinate\u201d con conseguenti malattie, specie la sifilide.<br \/>\nErano frequenti anche le cistiti e le pielonefriti, queste ultime anche per l\u2019ambiente umido e freddo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sistema nervoso centrale<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Qui c\u2019\u00e8 un paradosso. Con la vita disagiata e grama la gente era depressa? No! La depressione era quasi sconosciuta. Malgrado tutto, la gente era molto pi\u00f9 felice di oggi ed il rapporto con il prossimo era fraterno, con solidariet\u00e0. La vita era vita di relazione.<br \/>\nPorto per esempio le feste nelle aie alla mietitura ed alla trebbiatura del grano ed alla spoliazione del mais con balli al suono di organetti. Lo scambio di opera: io faccio un lavoro per te e tu farai un lavoro per me. Trovavo sempre gente nella stanza dell\u2019ammalato ed io, per igiene, con una battuta, mandavo fuori dall\u2019ambiente.<br \/>\nPer concludere, come avevo accennato e come si \u00e8 capito, le cause di morte del tempo erano soprattutto infettive, anche perch\u00e9 la penicillina in Italia \u00e8 giunta ben dopo la guerra, e successivamente gli altri antibiotici.<br \/>\nPressoch\u00e9 assenti le malattie digestive e dismetaboliche, tranne l\u2019ulcera gastrica, che dopo si \u00e8 visto causata da un batterio l\u2019Helicobacter pilori.<br \/>\nQuasi sconosciute le allergie (io feci la tesi su queste perch\u00e9 era una novit\u00e0 assoluta). Poi sono aumentate per il notevole contatto con gli allergeni: respiratori, alimentari, da contatto, con gli indumenti e le fibre artificiali ecc\u2026<br \/>\nCos\u00ec pure i tumori, rilevati sia per la maggiore possibilit\u00e0 di diagnosi, sia per il notevole aumento dell\u2019et\u00e0 media raggiunta, sia per il maggiore contatto con sostanze cancerogene.<br \/>\nChiudo plaudendo alla scienza medica che ha consentito un allungamento ma soprattutto un migliore qualit\u00e0 della vita.<\/p>\n<p class=\"bawpvc-ajax-counter\" data-id=\"2696\"> (253 Visualizzazioni)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>. Studi Cassinati, anno 2009, n. 4 &gt;\u00a0Scarica l\u2019intero numero di \u00abStudi Cassinati\u00bb in pdf &gt;\u00a0Scarica l\u2019articolo in pdf . di Diego Morigine Le esperienze di un medico benemerito tra le sofferenze della guerrae i disagi del dopoguerra Per parlare della medicina nel periodo bellico debbo fare due premesse: le sanzioni dopo la guerra d\u2019Abissinia con la conseguente tessera annonaria e la carenza totale di derrate alimentari al passaggio ed al fermarsi sul nostro territorio della seconda guerra mondiale. Qualche esempio: per le sanzioni non si trovavano le banane ed il caff\u00e8 (del caff\u00e8 si adoperavano i surrogati). Con la tessera annonaria si prendeva solo una determinata quantit\u00e0 di olio, farina, pane ecc. ma se mi si chiede cosa mi sia mancato durante lo sfollamento per la battaglia di Cassino, sono stati il sale e la carta, di qualsiasi tipo, da adoperare come carta igienica. 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