﻿{"id":4571,"date":"2016-10-22T20:24:48","date_gmt":"2016-10-22T18:24:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cdsconlus.it\/?p=4571"},"modified":"2016-11-07T22:13:21","modified_gmt":"2016-11-07T21:13:21","slug":"ponti-romani-sulla-vecchia-sferracavalli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cdsconlus.it\/index.php\/2016\/10\/22\/ponti-romani-sulla-vecchia-sferracavalli\/","title":{"rendered":"Ponti romani sulla vecchia Sferracavalli"},"content":{"rendered":"<div class=\"printfriendly pf-button  pf-alignleft\">\n                    <a href=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/index.php\/2016\/10\/22\/ponti-romani-sulla-vecchia-sferracavalli\/?pfstyle=wp\" rel=\"nofollow\" onclick=\"\" title=\"Printer Friendly, PDF & Email\">\n                    <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/DEFINITIVA.1.png\" alt=\"Print Friendly, PDF & Email\" class=\"pf-button-img\" style=\"\"  \/>\n                    <\/a>\n                <\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div data-canvas-width=\"155.49999999999997\">Studi Cassinati, anno 2003, n. 2<\/div>\n<div data-canvas-width=\"155.49999999999997\"><strong>di Giovanni Petrucci<\/strong><\/div>\n<div data-canvas-width=\"155.49999999999997\"><\/div>\n<div data-canvas-width=\"155.49999999999997\">\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"54.964800000000004\"><strong>La strada<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"439.8710399999999\">La Valle di Comino e la Valle del Rapido, che si slarga oltre Cassino nella Valle del Liri, \u201cfin dai tempi pi\u00f9 remoti rivestirono di una importanza notevole &#8230; gi\u00e0 in epoca preromana esisteva un sistema di comunicazioni piuttosto complesso, anche se in qual-<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"6.3\">che misura primitivo, che gli ingegneri romani sfruttarono solo in parte quando in seguito svilupparono il loro grande sistema stradale\u201d1.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Una di queste strade di rilevante importanza era quindi nell\u2019antichit\u00e0 quella che univa la via Latina con la via Valeria, che\u00a0 passava appunto per per le due valli del Rapido e di Comino, dove erano le ricche miniere di ferro. Lo studioso Armando Mancini conferma che questa percorreva tutta la conca di S.Elia fino a Capodichina per proseguire poi per Atina: \u201cil tracciato originario della \u00abSferracavalli\u00bb non era quello attuale, ma si svolgeva a nord della collina di Atina, lungo la via oggi detta \u00abVecchie Rampe\u00bb\u201d2.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Di tale strada ancora adesso si possono vedere \u201calcune lastre che vengono a mancare quando la via s\u2019interna per la gola delle due chine dei monti Prato e Santo Stefano\u201d3.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"178.89354\">Preziose informazioni a riguardo comparivano nel catalogo pubblicato nel 1981 per la Mostra Enea nel Lazio: archeologia e mito<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">e nell\u2019accurata cartina topografica del testo del Lena4.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Questa strada S. Germano-Atina \u00e8 con precisione delineata dal Carettoni: \u201cAntica \u00e8 certamente la via che staccandosi dalla\u00a0 Latina-Casilina al centro di Cassino risale le valli del Rapido e del Rio Secco verso Atina, proseguendo poi fino a congiungersi con la Valeria &#8230; \u201d5;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"439.8685200000001\">\n<p>La stessa ipotesi ripete il Valenti, riprendendo vari studi sull\u2019argomento, con aggiunte di competenti precisazioni: \u201cUn\u00a0 collegamento diretto tra Cassino ed Atina \u00e8 d\u2019altronde assai probabile, anche se finora non attestato archeologicamente. La strada, dopo aver percorso il versante sud ovest della vallata, si doveva immettere nel vallone del Rio Secco, attraverso il quale era possibile raggiungere Atina. Il percorso lungo questo vallone \u00e8 sicuramente molto antico, poich\u00e9 era questo l\u2019unico collegamento naturale tra il Cassinate e il terrirorio di Atina\u201d6.<\/p>\n<div data-canvas-width=\"6.3\">Il tracciato, come si desume da quanto precedentemente riportato, da Atina a Belmonte Castello doveva di necessit\u00e0 seguire quello che esiste ancora oggi e che si incunea nella stretta valle tra M. Morrone ad est e M. Piano, Prato Caselle e M. Prato a ovest. All\u2019uscita della Gelleria della Superstrada, prospettante sulla Valle del Rapido, ne esiste un buon tratto di circa cinquecento metri che si mantiene nelle forme originarie7.<\/div>\n<div data-canvas-width=\"439.8785999999998\">\n<p>E la strada in parola, di antiche origini, che certamente seguiva lo stesso percorso anche nel Medioevo8, collegava S. Germano a Sora, e veniva descritta anche con molti particolari dal Tauleri.9 Successivamente, verso la fine del XVIII secolo, essa venne ridisegnata dai Borboni, per migliorarla e renderla pi\u00f9 adatta alle esigenze degli abitati il cui territorio attraversava; fu inaugurata, secondo il Vassalli, nel 1824 10. Anche nel nuovo tracciato la Sferracavalli , da Olivella a Belmonte Castello, molto tortuosa, doveva scostarsi di poco dalla vecchia strada; in localit\u00e0 Gliu Ciopp\u0153 se ne scorge un altro tronco ben visibile. In pianura, invece, fino alla porta Campana di Cassino, sotto la Rocca Ianula, si addossava alle colline (Colle Macerone, Colle Cisterna, Colle Belvedere, Le Coste, Colle Marino, Caira, La Facciata, Colle Morrone, Monte Rotondo, Colle Maiola) per evitare i danni delle inondazioni durante i periodi di pioggia11. Ci\u00f2 si desume anche da quanto dice il Lanni nella sua opera: \u201cIl primo [ponte esistente nel territorio pianeggiante di S. Elia] serviva per una traversa che, costeggiando i monti serviva alla via Latina, come l\u2019indica qualche traccia, che si rinviene alle falde del monte Caira &#8230;\u201d12. Ne sono testimonianza i tratti che si notano ancora oggi e seguono la stessa linea pedemontana; uno dei quali, per esempio, ampliato ed asfaltato per le moderne esigenze, collega Caira ad Olivella, lasciando ad est lo Spineto e Le Verdara; ed \u00e8 lo stesso tracciato descritto dai Saragosa per la parte iniziale da Cassino al Ponte Lagnaro13.<\/p>\n<div data-canvas-width=\"439.8647399999999\">Tale strada parte da Cassino e, dopo un percorso di poco meno di cinque chilometri pianeggianti, si incunea in una valle e prosegue per molti tornanti fino a Belmonte Castello. Proprio al confine con tale paese, ad una centinaio di metri dalle prime case, in localit\u00e0 gliu Ciuopp\u00e6, prima citata, si biforca: il ramo principale procede con la stessa larghezza e con le stesse strutture verso Belmonte Castello e verso Atina; fa un\u2019ampia curva verso sinistra, superando un grande avvallamento con un ampio ponte a cinque archi, in fondo al quale, in quello centrale, scorre un rigagnolo, il fosso Cretone, che a qualche centinaio di metri si getta nel Riosecco<\/div>\n<div data-canvas-width=\"439.8647399999999\"><\/div>\n<div data-canvas-width=\"439.8647399999999\">\n<p><strong>Il ponticello<\/strong><\/p>\n<div data-canvas-width=\"439.87608\">L\u2019altro si interna pi\u00f9 in basso ed \u00e8 divenuto ormai impraticabile, abbandonato da secoli; dopo un tratto di un centinaio di metri supera una forra, per la quale nei periodi piovosi, specialmente dell\u2019inverno, scendono gli scoli dalla falda del monte; il rigagno-<\/div>\n<div data-canvas-width=\"439.87482000000006\">\n<p>lo passa per un ponticello, a quasi tre metri sotto il livello stradale a lato destro andando verso Belmonte Castello; a sud, a quello opposto, scorre certamente a maggiore profondit\u00e0; ma ci \u00e8 stato impossibile scorgerne la ghiera, quasi del tutto coperta da arbusti:si pu\u00f2 solo notare il grande dislivello esistente del torrentello dall\u2019entrata e all\u2019uscita. Questo ponticello \u00e8 ben visibile quindi solo dal lato nord ed \u00e8 impossibile scorgerlo in quello opposto, chiuso come \u00e8 dalla ricca vegetazione e dai rovi: esso, anche se di dimensioni modeste, \u00e8 veramente singolare: misura 80 cm. circa di luce e 120 cm. circa di altezza. L\u2019aspetto che subito balza all\u2019osservazione \u00e8 che le pietre, non lavorate, sono molto grandi e poste le une sulle altre a secco, ma ad arte, e formano una regolare volta con la chiave al centro, alla maniera degli Etruschi. Sei di esse, come veri conci, compongono l\u2019arco e quattro da una parte e quattro a quello opposto formano i piedritti.<\/p>\n<div data-canvas-width=\"439.76519999999994\">\n<p>Altre pietre, sempre di misure notevoli, sembrano quasi formare una doppia ghiera. La tecnica, come si pu\u00f2 vedere dal disegno, \u00e8 propria delle mura megalitiche. Il ponte sbieco La strada procede poi per altre centinaia di metri e alla destra si possono scorgere pietre lavorate che formavano un muro di contenimento. All\u2019altezza del ponte a cinque archi, questa strada piega pure essa verso sinistra con una curva per\u00f2 quasi ad angolo retto. Proprio in corrispondenza di tale curva si innalza un altro ponte, molto pi\u00f9 importante del Ponticello precedentemente descritto, che risulta appartato e nascosto dalla vegetazione e quindi \u00e8 difficile scorgerlo. Inoltre \u00e8 costruito con tecnica diversa ed \u00e8 ad una sola campata. Come rilevavo una decina di anni fa, crediamo che sia un unicum: \u201c\u00e8 singolare perch\u00e9 la volta \u00e8 tagliata obliquamente\u201d alle due estremit\u00e0 di circa m. 1,80 rispetto all\u2019andamento della strada14; ed anche all\u2019interno, per circa tre metri prima del termine, verso sud, la spalletta, per seguire molto probabilmente la direzione del torrente, aveva una leggera curvatura che ancora si pu\u00f2 verificare dai ruderi esistenti. Quindi questo ponte ha due singolarit\u00e0: la prima \u00e8 che ci si presenta di sbieco rispetto all\u2019asse della strada, la seconda \u00e8 che uno dei muri che sorreggono la volta \u00e8 costruito con una leggera curvatura. \u00c8 lungo m. 8, di cui m. 1,80 costituiscono lo sbieco: l\u2019angolo formato dall\u2019asse stradale con quello della volta del ponte \u00e8 di 55 gradi; il piano di calpestio della strada risulta notevolmente sopraelevato, di oltre m. 2,20, dalla ghiera; la luce \u00e8 di m. 2,50; ed ha l\u2019arco a tutto sesto, tipico delle costruzioni romane, alto al centro del concio della chiave di volta m. 4,25 e con piedritti di m. 3; Questi sono costruiti con blocchi calcarei lavorati e squadrati a regola d\u2019arte e presentano nelle facce vista una accurata lisciatura ed un\u2019ottima rifinitura degli angoli. Il che si pu\u00f2 verificare de visu, in quanto alcuni di essi sono ai margini del ruscello. Non vi sono all\u2019interno fori d\u2019andito per sorreggere l\u2019armatura al momento della costruzione.I conci della volta, realizzati forse con ciottoli fluviali, di una ventina di cm. di lato, tutti delle stesse dimensioni, probabilmente sono stati trovati e lavorati in loco, lungo il corso del Cretone ed hanno sfidato i secoli: si presentano con un accurato studio della curvatura e formano una bel prospetto.<\/p>\n<div class=\"textLayer\">\n<div data-canvas-width=\"439.88489999999996\">\n<p>Nella facciata nord si rileva la ghiera dei blocchi compatti di calcare bianco scurito dagli anni, disposti bellamente in forma radiale e connessi da sottile strato di malta: sono dieci, piuttosto grandi e misurano mediamente cm. 30 di altezza e misure varie di lunghezza. Nell\u2019intradosso, nelle facce visibili di tali blocchi, non si notano lettere o numeri delle cave: il che fa pensare ad una lavorazione eseguita sul posto, data l\u2019abbondanza di pietre calcaree compatte di cui la zona collinare abbonda. N\u00e9 nell\u2019arcata, n\u00e9 nella volta si rilevano inseriti elementi di laterizio. Nella parte nord fuoriesce solo la ghiera dell\u2019arco; il torrentello scorre quindi infossato tra due spallette, alte vicino alla strada, tre metri e, man mano che si allontanano, tale altezza si riduce notevolmente.<\/p>\n<div data-canvas-width=\"439.8773399999999\">\n<p>Verso sud il ponte \u00e8 dalla parte di destra completamente caduto e temiamo che con l\u2019andare del tempo possa subire ulteriori danni; oltre tutto da molti punti del muro vengono fuori delle piante, che fra anni, lo spaccheranno di sicuro.Per diversi metri da un lato a quello opposto del manufatto la muratura \u00e8 ben cementata, con pietre squadrate e i caratteristici fori per lo scolo delle acque. Poi, diminuendo l\u2019altezza, il muro diviene pi\u00f9 irregolare.Lungo un breve tratto della strada, solo verso il lato nord, in corrispondenza della ghiera rimasta integra, emergono residui di muretti: quello sottostante, come di basamento, misura cm. 80 in larghezza, l\u2019altro che sporge dal piano stradale di una ventina di cm. ed \u00e8 largo cm. 48 doveva essere la base del parapetto: la posizione delle pietre quindi fa pensare che tale ponte aveva ai due lati dei parapetti di protezione. L\u2019arco \u00e8 ancora ben visibile a nord, ma a sud, da qualche anno, \u00e8 caduta tutta la parte di destra, forse per qualche intervento di cui non si prevedevano le conseguenze. Ai margini del torrentello si scorgono le pietre lavorate che formavano il pilastro. Ormai non \u00e8 pi\u00f9 in uso, in quanto vi \u00e8 l\u2019altro pi\u00f9 su, a circa sessanta metri, a cinque archi, elevato forse con le varianti della strada realizzate alla fine del 1700. Sotto il quinto, secondo un proprietario di una casa vicina, passa il confine con il territorio di S. Elia. \u00c8 certo che \u00e8 stato progettato da persona molto esperta ed abile: ci\u00f2 si evince dal fatto che \u00e8 stato scelto un punto ideale, proprio dove il torrentello risulta pi\u00f9 incassato e pu\u00f2 offrire maggiore sicurezza per il suo fluire e di rincontro pi\u00f9 stabilit\u00e0 alle strutture; inoltre esso favoriva la costruzione di una sola campata, di luce piuttosto limitata e quindi dalla spesa modesta. Sembra che esso si possa riconoscere nella Pianta della delineazione dei confini di S. Elia di P. Don Innocenzo Lobelli del 1737. La larghezza della strada difficilmente si pu\u00f2 rilevare a causa degli smottamenti del terreno in abbandono e dei rovi cresciuti in abbondanza, ma riteniamo che si possa aggirare sui 7 m.; in un breve tratto, sul fondo presenta una doppia fila di massi, posti in corrispondenza della carreggiata e fa pensare proprio ad una struttura di epoca romana;d\u2019altra parte si potrebbe ritenere come una continuazione di quella di cui parla Benedetto Di Mambro riaffiorata nella frazione di Olivella15, ad alcune centinaia di metri pi\u00f9 in basso: che anche il ponte sia coevo?<\/p>\n<div data-canvas-width=\"10.155600000000002\">Gli abitanti del posto riferiscono la tradizione popolare, secondo la quale il ponte sarebbe di origine etrusca o posteriore. In verit\u00e0 la muratura non presenta particolari sistemi di strutture in uso presso i Romani, come l\u2019opus incertumo l\u2019opus reticulatum,che potrebbero confermare tale ipotesi; le pietre sono squadrate, in forme rettangolari e fanno pensarer a tempi recenti. Certo ci piacerebbe avere un riscontro da parte di esperti.<\/div>\n<div data-canvas-width=\"10.799999999999999\"><\/div>\n<\/div>\n<div data-canvas-width=\"15.573599999999999\"><\/div>\n<div data-canvas-width=\"146.26439999999997\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p class=\"bawpvc-ajax-counter\" data-id=\"4571\"> (153 Visualizzazioni)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Studi Cassinati, anno 2003, n. 2 di Giovanni Petrucci La strada La Valle di Comino e la Valle del Rapido, che si slarga oltre Cassino nella Valle del Liri, \u201cfin dai tempi pi\u00f9 remoti rivestirono di una importanza notevole &#8230; gi\u00e0 in epoca preromana esisteva un sistema di comunicazioni piuttosto complesso, anche se in qual- che misura primitivo, che gli ingegneri romani sfruttarono solo in parte quando in seguito svilupparono il loro grande sistema stradale\u201d1. Una di queste strade di rilevante importanza era quindi nell\u2019antichit\u00e0 quella che univa la via Latina con la via Valeria, che\u00a0 passava appunto per per le due valli del Rapido e di Comino, dove erano le ricche miniere di ferro. Lo studioso Armando Mancini conferma che questa percorreva tutta la conca di S.Elia fino a Capodichina per proseguire poi per Atina: \u201cil tracciato originario della \u00abSferracavalli\u00bb non era quello attuale, ma si svolgeva a&hellip;<\/p>\n<p> <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/index.php\/2016\/10\/22\/ponti-romani-sulla-vecchia-sferracavalli\/\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v24.5 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Ponti romani sulla vecchia Sferracavalli - www.cdsconlus.it<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/index.php\/2016\/10\/22\/ponti-romani-sulla-vecchia-sferracavalli\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Ponti romani sulla vecchia Sferracavalli - www.cdsconlus.it\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"&nbsp; Studi Cassinati, anno 2003, n. 2 di Giovanni Petrucci La strada La Valle di Comino e la Valle del Rapido, che si slarga oltre Cassino nella Valle del Liri, \u201cfin dai tempi pi\u00f9 remoti rivestirono di una importanza notevole &#8230; gi\u00e0 in epoca preromana esisteva un sistema di comunicazioni piuttosto complesso, anche se in qual- che misura primitivo, che gli ingegneri romani sfruttarono solo in parte quando in seguito svilupparono il loro grande sistema stradale\u201d1. 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Lo studioso Armando Mancini conferma che questa percorreva tutta la conca di S.Elia fino a Capodichina per proseguire poi per Atina: \u201cil tracciato originario della \u00abSferracavalli\u00bb non era quello attuale, ma si svolgeva a&hellip;  Leggi tutto","og_url":"https:\/\/www.cdsconlus.it\/index.php\/2016\/10\/22\/ponti-romani-sulla-vecchia-sferracavalli\/","og_site_name":"www.cdsconlus.it","article_published_time":"2016-10-22T18:24:48+00:00","article_modified_time":"2016-11-07T21:13:21+00:00","author":"C.D.S.C","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"C.D.S.C","Tempo di lettura stimato":"10 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.cdsconlus.it\/index.php\/2016\/10\/22\/ponti-romani-sulla-vecchia-sferracavalli\/","url":"https:\/\/www.cdsconlus.it\/index.php\/2016\/10\/22\/ponti-romani-sulla-vecchia-sferracavalli\/","name":"Ponti romani sulla vecchia Sferracavalli - www.cdsconlus.it","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.cdsconlus.it\/#website"},"datePublished":"2016-10-22T18:24:48+00:00","dateModified":"2016-11-07T21:13:21+00:00","author":{"@id":"https:\/\/www.cdsconlus.it\/#\/schema\/person\/fa30b2ecf0b41ce23b407f65c841aa86"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.cdsconlus.it\/index.php\/2016\/10\/22\/ponti-romani-sulla-vecchia-sferracavalli\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.cdsconlus.it\/index.php\/2016\/10\/22\/ponti-romani-sulla-vecchia-sferracavalli\/"]}]},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.cdsconlus.it\/index.php\/2016\/10\/22\/ponti-romani-sulla-vecchia-sferracavalli\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.cdsconlus.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Ponti romani sulla vecchia Sferracavalli"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.cdsconlus.it\/#website","url":"https:\/\/www.cdsconlus.it\/","name":"www.cdsconlus.it","description":"Centro Documentazione e Studi Cassinati Aps","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.cdsconlus.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.cdsconlus.it\/#\/schema\/person\/fa30b2ecf0b41ce23b407f65c841aa86","name":"C.D.S.C","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.cdsconlus.it\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/e8edee5d7005f0b9fdf2a918a35f7bd8?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/e8edee5d7005f0b9fdf2a918a35f7bd8?s=96&d=mm&r=g","caption":"C.D.S.C"},"url":"https:\/\/www.cdsconlus.it\/index.php\/author\/c-d-s-c\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cdsconlus.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4571"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cdsconlus.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cdsconlus.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cdsconlus.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cdsconlus.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4571"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cdsconlus.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4571\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7186,"href":"https:\/\/www.cdsconlus.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4571\/revisions\/7186"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cdsconlus.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4571"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cdsconlus.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4571"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cdsconlus.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4571"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}