﻿{"id":8292,"date":"2017-02-11T22:58:45","date_gmt":"2017-02-11T21:58:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cdsconlus.it\/?p=8292"},"modified":"2020-04-24T18:11:06","modified_gmt":"2020-04-24T16:11:06","slug":"giuseppe-antonio-de-gori-un-artista-corenese-del-presepe-napoletano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cdsconlus.it\/index.php\/2017\/02\/11\/giuseppe-antonio-de-gori-un-artista-corenese-del-presepe-napoletano\/","title":{"rendered":"Giuseppe Antonio De Gori. Un artista corenese del presepe napoletano."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><div class=\"printfriendly pf-button  pf-alignleft\">\n                    <a href=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/index.php\/2017\/02\/11\/giuseppe-antonio-de-gori-un-artista-corenese-del-presepe-napoletano\/?pfstyle=wp\" rel=\"nofollow\" onclick=\"\" title=\"Printer Friendly, PDF & Email\">\n                    <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/DEFINITIVA.1.png\" alt=\"Print Friendly, PDF & Email\" class=\"pf-button-img\" style=\"\"  \/>\n                    <\/a>\n                <\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Studi Cassinati, anno 2016, n. 4<br \/>\n&gt; <a href=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/2016-XVI-n.4-ott-dic.pdf\" target=\"_blank\">Scarica l\u2019intero numero di \u00abStudi Cassinati\u00bb in pdf<\/a><br \/>\n&gt; <a href=\"http:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/3_Biagiotti-2016-XVI-n.4-ott-dic.pdf\" target=\"_blank\">Scarica l\u2019articolo in pdf<\/a><strong><br \/>\n<\/strong><span style=\"color: #fafafa;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di Gaspare Biagiotti*<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_8207\" aria-describedby=\"caption-attachment-8207\" style=\"width: 137px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/3-Biagiotti-1-Pastore.jpg\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-8207 size-medium\" src=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/3-Biagiotti-1-Pastore-137x300.jpg\" alt=\"Giuseppe Gori: pastore.\" width=\"137\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/3-Biagiotti-1-Pastore-137x300.jpg 137w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/3-Biagiotti-1-Pastore-300x655.jpg 300w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/3-Biagiotti-1-Pastore.jpg 309w\" sizes=\"(max-width: 137px) 100vw, 137px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-8207\" class=\"wp-caption-text\">Giuseppe Gori: pastore.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019arte presepiale napoletana raggiunse la sua massima espressione nel corso del Settecento\u00a0quando la corte di re Carlo III di Borbone e della regina Maria Amalia favor\u00ec la realizzazione di presepi di grande bellezza<sup>1<\/sup>. Napoli divenne, dunque, la culla dell\u2019arte del presepe che ebbe fin da allora la sua massima espressione all\u2019interno delle chiese, ma, grazie anche alla borghesia che commissionava dei gruppi di sculture ricoperte di stoffe e tessuti pregiati denominate coi propri nomi, pure in collezioni private<sup>2<\/sup>. In quel periodo, quindi, si andarono affermando nell\u2019arte presepiale validi professionisti e tra gli artisti spesso ricordati per il loro raffinato realismo decorativo si annoverano Giuseppe Sanmartino (autore del famoso <em>Cristo velato <\/em>nella cappella Sansevero a Napoli)<sup>3<\/sup> assieme a una folta schiera di suoi allievi tra i quali Salvatore di Franco, Gennaro Sanmartino, Angelo Viva, Francesco Celebrano, Carlo Beliazzi, Giuseppe Gori (o Giuseppe De Gori).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quest\u2019ultimo, ormai \u00e8 certo come dimostra la ricerca condotta dal preside Giovanni Petrucci<sup>4<\/sup>, era originario di Coreno Ausonio (allora Coreno, diocesi di Gaeta). Nel <em>Liber baptizatorum ab anno 1708 ad annum 1753 Corenarum<\/em>,\u00a0 conservato presso l\u2019Archivio parrocchiale della chiesa di Santa Margherita in Coreno risulta che Giuseppe Antonio De Gori (meglio noto come Giuseppe Gori) fosse nato il 14 ottobre 1739, figlio di Antonio (fu Giuseppe e Lucrezia Parovano) e di Margherita Coreno (fu Antonio et Theothea Valente). Il bambino venne battezzato il giorno della nascita dal parroco locale, don Fabiano De Ruggiero, padrini furono Samuele Coreno e Costanza Ruggiero, e i nomi di battesimo impostigli furono quelli dei due nonni, paterno e materno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giuseppe Antonio De Gori lasci\u00f2 presto la famiglia e il paese d\u2019origine per trasferirsi a Napoli, prendendo alloggio nel popolare quartiere dei Vergini nei pressi della bottega dello scultore Giuseppe Sanmartino, che si trovava sotto le mura di Sant\u2019Aniello fuori la porta di Costantinopoli. Si spos\u00f2 ventenne (quindi circa nel 1759) e visse nella municipalit\u00e0 di Chiaia in vico Freddo n.19, ed ebbe tre figlie femmine di cui l\u2019ultima, Maria Luigia (all\u2019anagrafe Maria Luigia Anna Antonia Vincenza Rosa Francesca Ermenelgilda Gertrude de Gori), classe 1789 si spos\u00f2 con Francesco Magatti nel 1818<sup>5<\/sup>. Trov\u00f2 lavoro come cameriere ripostiere presso famiglie altolocate. La vicinanza con il laboratorio dello scultore Sanmartino lo port\u00f2 ad apprendere, \u00e8 evidente, l\u2019arte del modellare di pastori e animali del presepe: delle vere e proprie opere d\u2019arte, di ceramica con vestiti di stoffe pregiate e cucite a mano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da un prezioso documento dell\u2019Archivio di Stato di Banco di Napoli, Giornale copiapolizze, del 30 gennaio 1776 si evince che Giuseppe Sanmartino mand\u00f2 a cuocere 22 mezzi busti di creta da un suo allievo collaboratore. Si trattava di Giuseppe Gori. Nel testo si legge: \u00abA Giuseppe Sanmartino, ducati 5 e grana 4 a Giuseppe Gori e per esso a Stefano Palombo a compimento di Ducati 20 sono per la lavatura di 22 mezzi Busti di creta cotta di esso, per Portatura alla Fornace e riportatura nella sua Stanza. Atteso cos\u00ec sono convenuti restando con tal pagamento saldato e soddisfatto, per tale causa non restando altro a conseguire da esso per cosa alcuna sotto qualsiasi colore e pretesto e con espressa dichiarazione che oltre alla Creta vendutali per averla pagata di detto convenuta e restano interamente saldate e soddisfatte tutto quanto sino a 15 agosto 1775 fra loro si \u00e8 negoziato cos\u00ec per le cause espresse che per altre mai vi fossero e per loro son una nota fatta per mano di Notar Andrea Fiordelisi di Napoli\u00bb<sup>6<\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gori lavor\u00f2 anche presso la Real Fabbrica di Capodimonte e modell\u00f2 personaggi per presepi per personaggi della nobilt\u00e0 dell\u2019epoca, come la famiglia del notaio Servillo, spesso anche con ritratti degli stessi committenti<sup>7<\/sup>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_8208\" aria-describedby=\"caption-attachment-8208\" style=\"width: 188px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/3-Biagiotti-2-suonatore-di-chitarra.jpg\" target=\"_blank\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-8208 size-medium\" src=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/3-Biagiotti-2-suonatore-di-chitarra-188x300.jpg\" alt=\"Giuseppe Gori: suonatore di chitarra\" width=\"188\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/3-Biagiotti-2-suonatore-di-chitarra-188x300.jpg 188w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/3-Biagiotti-2-suonatore-di-chitarra-300x479.jpg 300w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/3-Biagiotti-2-suonatore-di-chitarra.jpg 398w\" sizes=\"(max-width: 188px) 100vw, 188px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-8208\" class=\"wp-caption-text\">Giuseppe Gori: suonatore di chitarra<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come scrive il prof. Gennaro Borrelli, Giuseppe Gori \u00abesplic\u00f2 solo l\u2019attivit\u00e0 di modellatore di figure e di qualche animale che rese attraverso solidi volumi esaltati da un colore naturalistico smaltato che fece epoca. La sua presenza nella bottega del Sanmartino \u00e8 solo attestata dalla storiografia tradizionale ma \u00e8 evidente che ne assimil\u00f2 lo stile, ed a tal punto che alcune sue eccezionali figure vengono scambiate per quelle del Maestro. Il Gori tratt\u00f2 tutti i soggetti della vasta casistica presepiale della seconda met\u00e0 del \u2018700: dai ricchi massari ai Viggianesi, dalla Sacra Coppia al gruppo dei \u201cpezzenti\u201d; dagli Angeli, agli Orientali, ai Re Magi. Anche Moszynski annot\u00f2 la notevole bellezza dei costumi di questi cortigiani. L\u2019attribuzione al Gori \u00e8 suffragata da quelle tradizionali, nonch\u00e9 dalle figure firmate e siglate. L\u2019inedita coppia Georgiana e Giorgiano sono coperti da ricchissimi costumi che colpirono molto gli stranieri\u00bb<sup>8<\/sup>. A giudizio dello stesso studioso egli fu il \u00abpi\u00f9 raffinato, il pi\u00f9 noto, il pi\u00f9 prestigioso, il pi\u00f9 affermato dei seguaci del Sanmartino\u00bb. Giuseppe Gori \u00abfu un esclusivo plasticatore di figure, quindi il meno documentato: egli assimil\u00f2 nella quotidiana collaborazione presso la bottega del Maestro gli stilemi e la tecnica del colore smaltato che applic\u00f2 alle sue figure nel tentativo di rendere la sbrigliata fantasia degli originali, ma si arrest\u00f2 alla osservazione oggettiva riuscendo a realizzare dei plagi che purtroppo ora vengono confusi con i capi d\u2019ope\u00adra del Sanmartino\u00bb<sup>9<\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbe anche incarichi ufficiali come plastificatore, sotto la direzione di Carlo Vanvitelli, di gruppi in stucco per le fontane del passeggio di Chiaia nel 1781 e per il modello del cavallo per il monumento equestre del re Carlo (1803) da sistemarsi nella piazza Mercatiello (attuale piazza Dante)<sup>10<\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abEgli plasmer\u00e0 pure piccole ceroplastiche policrome, fra le quali alcuni ritratti dei Borbone. Non si conoscono suoi modelli per statue d\u2019argento che, come tutti gli scultori del tempo, certamente fece\u00bb<sup>11<\/sup>. \u00abLa sua ultima importante opera \u00e8 infatti rappresentata dalle otto modeste statue fatte per il Monastero dei SS Pietro e Sebastiano, in societ\u00e0 con Nicola Lamberti\u00bb<sup>12<\/sup>. \u00abCaratteri che lo porteranno ad un\u2019estrema cura dei valori formali che talvolta sfocier\u00e0 in una interpretazione alquanto epidermica del pathos sanmartiniano. Di questa magnifica e vasta produzione si conservano numerosi esemplari &#8211; qualcuno anche firmato &#8211; in raccolte pubbliche e private. Ad esemplificare i caratteri della plastica del Gori sar\u00e0 sufficiente illustrare i tre viggianesi (cos\u00ec perch\u00e9 proveniente da Viggiano, un paese della Basilicata) in raccolta privata dei quali il giovane suonatore d\u2019arpa, di modellato assai incisivo, presenta indubbie valenze sanmartiniane espresse tuttavia attraverso un proprio stile\u00bb<sup>13<\/sup>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_8209\" aria-describedby=\"caption-attachment-8209\" style=\"width: 415px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/3-Biagiotti-3-pastori.jpg\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-8209 \" src=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/3-Biagiotti-3-pastori-300x130.jpg\" alt=\"3 Biagiotti 3 pastori\" width=\"415\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/3-Biagiotti-3-pastori-300x130.jpg 300w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/3-Biagiotti-3-pastori-768x332.jpg 768w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/3-Biagiotti-3-pastori-1024x442.jpg 1024w, https:\/\/www.cdsconlus.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/3-Biagiotti-3-pastori.jpg 1026w\" sizes=\"(max-width: 415px) 100vw, 415px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-8209\" class=\"wp-caption-text\">Giuseppe Gori: pastori.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gori non fu quindi scultore di professione, non lavor\u00f2 il marmo, di cui oggi il suo paese d\u2019origine \u00e8 ricco: \u00abegli visse ed oper\u00f2 nei limiti naturali di questa piccola statuaria, di spirito prettamente realistico e popolaresco, e port\u00f2 tutti gli sforzi della sua tecnica a rendere con ogni scrupolosa cura la schietta visione ch\u2019egli ebbe degli uomini che davan carattere alla vita napoletana dei campi e delle strade\u00bb<sup>14<\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019artista mor\u00ec a Napoli, il 23 gennaio 1815 a settantasei anni<sup>15<\/sup>: \u00abD\u00ec ventitre del mese corrente [gennaio] ad ore tredici Giuseppe Degori, di Coreno, di anni settantasei, domiciliato in via Vico Freddo, nel comune di Chiaia, figlio delli furono Antonio e Margherita Coreno e marito di Anna Maria Tallarico \u00e8 morto in detta casa avendo lasciato tre figlie femmine di maggiore et\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le sue opere sono conservate in diverse collezioni.\u00a0 Alcune di quelle visibili si trovano nella collezione Perrone e Cuciniello al Museo Nazionale di San Martino a Napoli, al presepe del Banco di Napoli presso la Cappella Palatina di Palazzo Reale, e, infine, al Bayerisches Nationalmuseum di Monaco, in Germania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>* <\/sup>Approfondimento dell\u2019articolo intitolato <em>Giuseppe De Gori, L\u2019artista sconosciuto<\/em>, pubblicato in \u00abLa Serra\u00bb, a. XXIX, n. 112, gennaio-febbraio-marzo 2015.<br \/>\n<sup>1 <\/sup>Su tale questione cfr. A. Perrone,<em> Il Presepe a Napoli: cenni storici<\/em>, Torino 1994; T. Fittipaldi,<em> Il Presepe napoletano del Settecento, <\/em>Napoli 1995; A. Griffo, <em>Il Presepe napoletano: personaggi e ambienti<\/em>, 1996; M. Ruggiero,<em> Il Presepe napoletano: storia di un costume<\/em>, Torino 1988; L. Correra, <em>Il presepe a Napoli<\/em>, in <em>L\u2019Arte<\/em>, II (1899), \u00a0p. 340 segg.; <em>Settecento napoletano: documenti <\/em>, vol. 1, Napoli 1982, S. De Caro, M. Marrelli, W. Santagata,<em> Patrimoni intangibili dell\u2019umanit\u00e0. Il distretto culturale del presepe a Napoli<\/em>.<br \/>\n<sup>2 <\/sup>F. Mancini,<em> Il presepe napoletano nella collezione Eugenio Catello,<\/em> 1965;<br \/>\n<sup>3 <\/sup>L. Becherucci, <em>Sanmartino Giuseppe, ad vocem<\/em> in <em>Enciclopedia Italiana<\/em>, Treccani, 1936.<br \/>\n<sup>4 <\/sup>G. Petrucci, <em>Tra archivi e biblioteche:<\/em> <em>Giuseppe De Gori, <\/em>in \u00abNapoli Nobilissima\u00bb, Rivista di Arti, filologia e storia, quinta serie, volume III &#8211; fascicoli 1 e 2 gennaio\/aprile 2002; Id., <em>Giuseppe De Gori da Coreno<\/em>, in \u00abStudi Cassinati\u00bb, a. II, n. 2, giugno 2002, pp. 123-124.<br \/>\n<sup>5 <\/sup>Comune di Napoli, sezione di Chiaia, <em>Registro attestati di morte del 1815<\/em>, Certificato di morte, estratto, numero d\u2019ordine n. 45.<br \/>\n<sup>6 <\/sup>N. Spinosa, <em>Il presepe napoletano<\/em>, Di Mauro, Sorrento 1997.<br \/>\n<sup>7 <\/sup>R. De Simone,<em> Il Presepe popolare napoletano, <\/em>Torino 1998.<br \/>\n<sup>8 <\/sup>G. Borrelli, <em>Scenografie e scene del presepe Napoletano<\/em>, Napoli 1990.<br \/>\n<sup>9 <\/sup>G. Borrelli, <em>Il presepe napoletano, <\/em>Napoli 1970.<br \/>\n<sup>10 <\/sup>E. Catello, <em>Lettera inedita del Vanvitelli<\/em>, in \u00abNapoli Nobilissima\u00bb, V-VI 1980.<br \/>\n<sup>11 <\/sup>E. Catello, <em>Sanmartino, <\/em>Napoli 1988.<br \/>\n<sup>12 <\/sup>G. Filangieri, <em>Indice degli artefici delle arti maggiori e minori<\/em>, 1 vol., 1891.<br \/>\n<sup>13 <\/sup>G. Borrelli, <em>Il presepe napoletano <\/em>&#8230; cit.<br \/>\n<sup>14 <\/sup>M. Morelli, <em>Figurette da Presepe acquistate per il Museo San Martino<\/em>, in http:\/\/www.bollettino darte.beniculturali.it\/opencms\/multimedia\/BollettinoArteIt\/documents\/1366981710849_06_-_Morelli_122.pdf. Le immagini a corredo di questo articolo sono tratte dalla pubblicazione di Mario\u00a0 Morelli, <em>Figurette da Presepe<\/em> &#8230; cit., pp. 129, 130, 131.<br \/>\n<sup>15 <\/sup>Comune di Napoli, sezione di Chiaia, <em>Registro attestati di morte del 1815<\/em>, Certificato di morte, estratto, numero d\u2019ordine n. 45.<\/p>\n<p class=\"bawpvc-ajax-counter\" data-id=\"8292\"> (889 Visualizzazioni)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>. Studi Cassinati, anno 2016, n. 4 &gt; Scarica l\u2019intero numero di \u00abStudi Cassinati\u00bb in pdf &gt; Scarica l\u2019articolo in pdf . di Gaspare Biagiotti* . L\u2019arte presepiale napoletana raggiunse la sua massima espressione nel corso del Settecento\u00a0quando la corte di re Carlo III di Borbone e della regina Maria Amalia favor\u00ec la realizzazione di presepi di grande bellezza1. Napoli divenne, dunque, la culla dell\u2019arte del presepe che ebbe fin da allora la sua massima espressione all\u2019interno delle chiese, ma, grazie anche alla borghesia che commissionava dei gruppi di sculture ricoperte di stoffe e tessuti pregiati denominate coi propri nomi, pure in collezioni private2. In quel periodo, quindi, si andarono affermando nell\u2019arte presepiale validi professionisti e tra gli artisti spesso ricordati per il loro raffinato realismo decorativo si annoverano Giuseppe Sanmartino (autore del famoso Cristo velato nella cappella Sansevero a Napoli)3 assieme a una folta schiera di suoi allievi tra&hellip;<\/p>\n<p> <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.cdsconlus.it\/index.php\/2017\/02\/11\/giuseppe-antonio-de-gori-un-artista-corenese-del-presepe-napoletano\/\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":8207,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[301,303,302,304,305],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v24.5 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>De Gori Un artista corenese del presepe napoletano - www.cdsconlus.it<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Studi Cassinati, anno 2016, n. 4 di Gaspare Biagiotti*. 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