Il 10 settembre 2026 è stata inaugurata, nella sala S. Antonio da Padova (lato corso della Repubblica) di Cassino, gentilmente concessa da d. Benedetto Minchella, una Mostra dedicata al film Montecassino nel cerchio di fuoco in occasione degli ottanta anni della pellicola cinematografica, prodotta nel 1946.
L’apertura ufficiale dell’esposizione è stata curata da Maurizio Verona, sindaco della città di Stazzema (Lucca), Medaglia d’oro al valor militare, la cui frazione di Sant’Anna conobbe il 12 agosto 1944 uno dei più cruenti eccidi nazi-fascisti con l’uccisione di centinaia di civili.

Nella Mostra sono esposti manifesti, depliant, poster, fotografie di scena, riviste, stampe utilizzate all’epoca per il lancio della pellicola cinematografica, provenienti dal ricco e insostituibile archivio privato di Alberto Mangiante, socio fondatore e vicepresidente del Cdsc. Il film, da considerare un vero e proprio kolossal per lo sforzo tecnico ed economico prodotto (per girare le scene interne a Montecassino prima della distruzione, l’abbazia venne ricostruita sulla collina della Farnesina a Roma), sebbene tratti di guerra, distruzioni e bombardamenti, è stato considerato da una parte della critica come uno dei primi film davvero pacifisti della storia del cinema italiano anche se il messaggio a quel tempo non fu ben compreso dalla critica cinematografica e dal pubblico.
A corredo della Mostra è stato stampato un ricco catalogo dal titolo «Montecassino», un film di Arturo Gemmiti, 1946-1961. Prima delle pietre. Montecassino sulla schermo. Il Catalogo, finemente e sapientemente curato nei testi e nell’impaginazione da Arturo Gallozzi, socio del Cdsc-Asps, contiene una selezione dei più significativi materiali esposti e per chi fosse interessato è acquistabile in loco. 
La Mostra fa seguito ai due convegni tenutosi nella giornata della 6 febbraio scorso. Quello della mattina ha avuto come ospite d’onore Anna Laura Bussa, giornalista dell’Ansa e figlia di Livio Bussa e nipote di Ubaldo Bussa-Lay, la quale ha svolto un interessante, appassionante, suggestivo intervento riferendo di episodi, situazioni, vicende, pensieri, sentimenti, giudizi tramandati in famiglia. I due fratelli Livio e Ubaldo, giovanissimi, interpretarono nel film, rispettivamente, la figura di Antonio, un ragazzo che «per la prima volta si trova faccia a faccia con l’orrore della guerra», mentre Ubaldo interpretò la figura di don Eusebio Grossetti, monaco cassinese, fine decoratore e restauratore. La partecipazione al film per Ubaldo fu l’inizio di una splendida carriera (diventato poi famoso con il personaggio televisivo del tenente Sheridan e non solo) mentre per il fratello Livio rimase l’unica esperienza cinematografica (avendo svolto professionalmente una soddisfacente carriera di giuslavorista) ed è scomparso novantanovenne il 13 febbraio 2026. Nel Catalogo della Mostra è riportato il prezioso intervento di Anna Laura Bussa.
Servizio televisivo di Tiziana Iannarelli (Giornalista/Comunicazione/ Social Media Manager/Speaker/Rai RadiocorriereTV/Rai Isoradio):
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