La mia avventura berlinese: 1 febbraio 1976 – 31 luglio 1984.


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Di Mario Alberigo, Cassino, 2011.

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PREMESSA
Questo racconto che vi accingete a leggere, sarebbe monco se prima io non 2011-02-la-mia-avventura-berlinesevi narrassi succintamente un avvenimento risalente all’anno 1967, anno in cui, nelle mia qualità di Sindaco nella mia città natale Cassino, Medaglia d’Oro al Valor Militare, mi ritrovai a Berlino Ovest e il caso volle che io gettassi il seme di uno storico “patto di fratellanza” tra la mia città e uno dei distretti della grande Berlino (Zerhelendorf). Sono le imprevedibili circostanze della vita che ti fanno precorrere i tempi offrendoti un segnale della vita da venire. Eccovi il racconto:

Molti anni prima della mia destinazione a Berna e poi a Berlino Ovest come servitore dello Stato, dividevo il mio tempo tra Roma e Cassino, mia città natale, dove risiedeva la mia famiglia. Facevo il pendolare tra la mia attività di funzionario dello Stato e quella di amministratore comunale di Cassino; a questa dedicavo le ore pomeridiane per consigli comunali e riunioni di giunta. Poi nel 1966 divenni Sindaco e mantenni l’incarico fino alla fine del 1967. Nel 1968 non partecipai alle elezioni. Ero un politico di complemento, come si suol dire, e dal mio Ministero mi si prospettava una lunga permanenza all’estero, come addetto di ambasciata, nel settore degli affari sociali. Questa premessa mi è servita per raccontarvi il perché mi ritrovai nel 1967 a precorrere i tempi della mia residenza a Berlino di anni dopo, dove io restai per ben otto anni. Era il tempo del muro della vergogna.

Nello stesso anno 1967, il Sindaco di Cassino che era componente del consiglio generale della sezione italiana dei comuni d’Europa fu invitato a partecipare all’OTTAVO CONGRESSO DEGLI STATI GENERALI DEI COMUNI E DEI POTERI LOCALI D’EUROPA, che si sarebbe svolto dall’ 8 al giorno 11 di quell’anno proprio a Berlino ovest. Il consiglio comunale di Cassino decise che il Sindaco avrebbe dovuto partecipare al congresso con una delegazione per dare alla città il dovuto risalto in un contesto così importante anche perché Cassino e Berlino, anche se di dimensioni demografiche diverse, erano salite agli onori della cronaca mondiale per gli accadimenti della seconda guerra mondiale. Partecipai quindi al congresso con la mia delegazione composta dai consiglieri comunali Marcello Di Zenzo ed Ennio Parente. Alloggiammo, per prenotazione fatta dalla segreteria dello stesso congresso, in un grande  albergo unitamente ad altre numerose delegazioni di grandi città non solo italiane. Ci ritrovammo così, io e i miei colleghi, immersi in un convegno dal quale traspariva un’atmosfera
piena di ideali europei. Fu un entusiasmo indescrivibile.

Al tavolo della presidenza personaggi storici del tempo e relatori di chiara fama, con reporters di giornali e televisioni di rilevanza internazionale. Era capitato a sedere accanto a me l’allora Sindaco di Roma Americo Petrucci con il quale si parlava di iniziative intese a tessere un migliore coordinamento tra rappresentanti di enti locali attraverso patti di fratellanza. Scambiai con i miei colleghi della delegazione impressioni e commenti sullo straordinario scenario e mi chiedevo cosa fare per dare alla mia città un doveroso risalto.

Si parlava di fratellanza, e mi chiesi, quale città avesse l’onore di ospitare un grandioso cimitero militare dove riposano migliaia di giovani tedeschi caduti in battaglia sulla linea Gustav, se non Cassino, e quale patto avesse punti di riferimento di tale storica importanza. Sempre più convinto, d’intesa con i miei colleghi, fui deciso di dare concretizzazione a quei sentimenti. Chiesi, tramite segreteria del congresso, udienza al BORGOMASTRO di Berlino Ovest che allora era Heinrick Alberts. Mi fu accordato l’incontro e con i miei colleghi mi recai in Cancelleria. L’accoglienza fu di una cordialità unica. Il BORGOMASTRO, che fino a qualche minuto prima era stato a colloquio con il generale americano comandante del settore della città, ci ricevette e conversammo in lingua francese. Illustrai quale fosse l’auspicio della città di Cassino che avevo l’onore di rappresentare e dissi che sarebbe stato di grande risalto politico e diplomatico un patto di gemellaggio tra le due città, pur di diverse dimensioni, ma ambedue agli onori della cronaca mondiale per gli accadimenti della seconda guerra mondiale. Il BORGOMASTRO, filosofo molto conosciuto e di grande reputazione internazionale, si dilungò con citazioni culturali a proposito della influenza occidentale sulla cultura europea e, con molto garbo, mi chiarì che essendo la città di Berlino Ovest distinta in più distretti, ben undici, con altrettanti BORGOMASTRI di potere locale, sarebbe stato opportuno
operare una scelta, e mi suggerì, lui stesso, il distretto di Zerhelendorf della zona americana. Aggiunse che avrebbe sensibilizzato il BORGOMASTRO locale per la procedura di rito. Andò avanti così la conversazione per una buona mezz’ora. Dopo i convenevoli d’uso e un commiato di tutto riguardo, in presenza di alti funzionari, con i miei colleghi della delegazione lasciai la Cancelleria e ritornai nella sede del congresso. I miei colleghi ed io ricevemmo numerose felicitazioni per la prontezza dimostrata e la stampa e la televisione federale ne diedero notizia con grande risalto. Sottolineo che si trattò di un incontro ben studiato, ben valutato e con i risultati che poi ha ottenuto. Rientrato in Italia informai il ministero degli affari esteri e chiesi che venisse interessata l’ambasciata della Germania Federale in Roma per avvalorare la richiesta. Il 9 ottobre del 1967 avanzai proposta ufficiale, nella mia qualità di sindaco di Cassino, secondo la procedura stabilita per la stipula di un patto di fratellanza. Con nota a firma del consigliere culturale dell’ambasciata della Germania Federale, a firma del dott. Heinz Hollenback iniziarono i primi approcci epistolari di cui conservo gelosamente copia. Nel 1968 non ero più sindaco di Cassino; e non avevo nemmeno partecipato alle  elezioni per il rinnovo del consiglio comunale. Il mio Ministero mi destinava all’estero. Il mio successore fece germogliare quel seme che ha dato ottimi frutti. Ancora oggi, a distanza di tanti anni, lo scambio di giovani fra le due comunità è molto frequente e il patto è ormai diventato storico. Giornalmente tedeschi di ogni età visitano il grandioso cimitero militare dove riposano miglia di soldati caduti sulla linea Gustav. E’ INSOMMA UN PATTO DI FRATELLANZA CHE POGGIA SULL’AMORE DEI VIVI E SUL RICORDO IMPERITURO DEI MORTI.

Mario Alberigo

INDICE
Premessa
Il perché del Patto di Fratellanza tra Cassino e Berlino (Zerhelendorf)
Gli antefatti storici
Il Ponte aereo
Il Muro della Vergogna Episodi di vita a Berlino
Il Centro Europeo CEDEFOP
Il significato politico – Perché proprio a Berlino Ovest il CEDEFOP?
Il ruolo e i compiti dell’Istituto Comunitario CEE
Personaggi celebri in visita Sandro Pertini
La caduta del Muro
L’atmosfera di mistero e la riunificazione
Alcuni significativi commenti

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