In ricordo di Generoso Pistilli (Fontana Liri 1920-2015)


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Studi Cassinati, anno 2015, n. 3
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di Marcello Ottaviani

Il Centro Documentazione e Studi Cassinati-onlus porge le proprie sentite e sincere condoglianze alle famiglie Pistilli e Donfrancesco per la scomparsa del prof. Generoso, già socio e collaboratore dell’associazione, studioso attento, ricercatore accurato e appassionato conoscitore di questioni legate al territorio in generale e di Fontana Liri in particolare.

Foto-10È venuto a mancare all’affetto dei suoi cari e di tutti quelli che lo conoscevano, il 3 agosto 2015, Generoso Pistilli, (per gli amici Gino). La sua perdita ha toccato tutta la comunità fontanese, che si è stretta rattristata, attorno ai suoi cari.
Generoso Pistilli ha speso la sua vita in favore della famiglia, della scuola e della comunità. Per tanti anni è stato insegnante e tutti lo ricordano con riconoscenza.
Ma nel contempo si è dedicato anche alla politica. Dal 1952 al 1985 partecipò attivamente alla conduzione del Comune e dal 1975 al 1980 ricoprì la carica di sindaco.
Giustamente, ricordando soddisfazioni e difficoltà, poteva scrivere di reputarsi onorato di aver operato nell’interesse di Fontana per un lungo arco di tempo, di aver intrapreso numerose iniziative e realizzato un vasto programma di opere.
Nella sua attività amministrativa Generoso Pistilli non dimenticò il lato culturale e cercò sempre di valorizzare Fontana Liri. In questa ottica rientrano i rapporti con Umberto Mastroianni, di origini fontanesi, come suo nipote Marcello Mastroianni. Il suo incontro con lo scultore di fama mondiale, data al 1° aprile 1974. Quella sera Generoso Pistilli cenava al ristorante «Villa dei Platani» ad Anitrella dove si trovava anche Umberto Mastroianni. Si presentarono e la loro amicizia è durata una vita. Umberto, attaccatissimo a Fontana e ad Arpino, nell’ottobre del 1984 comunicò a Generoso Pistilli che donava a Fontana Liri la sua opera Il Guerriero, che fu poi collocata e inaugurata in forma solenne in piazza Trento l’11 giugno 1993.
L’ultima fatica di Generoso Pistilli è stata Il dramma di un paese, Fontana Liri 25 luglio 1943- 29 maggio 1944, presentata a Fontana Liri il 29 maggio 2015. Con accenti autobiografici semplici e sinceri, filtrati dal tempo, Generoso rievoca i drammatici ultimi dieci mesi della seconda guerra mondiale a Fontana Liri. Trapelano i sogni infranti, lo sconforto, la paura, l’impotenza di un giovane, le cui speranze sono ormai solo quelle di riannodare i fili spezzati del passato, di andare avanti, di avere finalmente pace e tranquillità.
Ma il ricordo di Generoso Pistilli, penso, sia legato soprattutto alla sua opera di studioso profondo, attento e preparato, quale dimostra di essere in Fontana Liri due centri una storia, opera edita nel 2000. Si tratta di uno studio completo, dal respiro vasto, che abbraccia i vari aspetti antropologici, storici, economici e culturali del Comune: nella prima parte prende in esame il territorio, i primi insediamenti umani, il Laterium di ciceroniana memoria, il periodo longobardo, ecc…, giungendo fino ai nostri giorni, senza tralasciare usi, costumi, tradizioni e personaggi da ricordare; nella seconda parte vengono studiati le chiese, gli insediamenti industriali, il lago Solfatara, la ferrovia Roccasecca-Avezzano, il Santuario della Madonna di Loreto, Santa Maria de’ Zapponi.
Dobbiamo essere grati a Generoso Pistilli di averci lasciato quest’opera che è, allo stesso tempo, una piccola enciclopedia su Fontana e una “grammatica” per approfondire la conoscenza del territorio fontanese.

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Negli ultimi sei anni ho avuto il piacere di incontrare Generoso varie volte. Si è sempre dimostrato disponibile a darmi consigli, dimostrando interesse per l’indirizzo che le mie ricerche su Fontana Liri stavano prendendo.
Nel corso di una di queste visite mi raccontò i sacrifici che aveva fatto per consultare i documenti presso gli archivi e le biblioteche di Napoli e Roma. Doveva prendere il treno ad Arce e restare fuori l’intera giornata, perciò per non perdere tempo portava con sé panini e bevande. Ad aprile andai a trovarlo e gli diedi il mio libro, Le antiche mole di Fontana Liri, fresco di stampa. Lo guardò con interesse (sapeva da me quasi tutto del contenuto), lo sfogliò, lodò la veste tipografica e il resto, poi mi guardò e «ma non c’è la dedica!», esclamò perplesso.
Avevo avuto un certo timore a scriverla in anticipo, perché non ero sicuro che gli avrebbe fatto piacere.
La scrissi subito e continuammo a conversare amabilmente su cose e aspetti di vita fontanesi.

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