Rinvenimenti archeologici in Via Veccere presso San Pietro Infine


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Studi Cassinati, anno 2015, n. 4
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di Maurizio Zambardi

56-03Aseguito dei lavori di scavo per il passaggio del gasdotto Busso-Paliano, resti murari appartenenti a strutture antiche sono stati rinvenuti a San Pietro Infine, in località Veccere, a una decina di metri a sud della strada comunale che dal paese va ad innestarsi, in corrispondenza del dosso di Colle Apone, alla Casilina.
Che l’area fosse interessata da una preesistenza archeologica lo si sapeva già da tempo, infatti, nel mese di settembre del 2002, a seguito di un’abbondante pioggia, l’area subì un profondo dilavamento che portò alla luce strutture murarie e una vasca, impermeabilizzata con intonaco in cocciopesto, risalenti all’epoca romana1. I resti rinvenuti in questi giorni, grazie agli scavi eseguiti da archeologi, sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologica delle Province di Napoli e Caserta, consistono in lunghi tratti murari, grossomodo ortogonali tra loro, orientati in direzione nord-est sud-ovest, con spessore variabile dai 45 agli 80 cm circa. Da una lettura approssimata dei rinvenimenti sembrerebbe che i resti murari appartengano a una villa rustica di età repubblicana che è rimasta attiva anche in epoca tardo imperiale, come testimoniato da un tratto murario formato con il riutilizzo di tegole e laterizi vari2. Non si esclude, comunque, l’ipotesi che alcuni di questi tratti murari, in particolare quelli privi di malta, possano appartenere a preesistenze preromane.
A tal riguardo va precisato che l’area del rinvenimento archeologico si trova alle pendici di Monte Sambùcaro, dove su alcune alture si conservano i recinti in opera poligonali di epoca sannitica di Sant’Eustachio e Colle Marena Falascosa, il primo ricadente nel territorio di San Pietro Infine, il secondo nel territorio di San Vittore del Lazio3. Tutta la zona, comunque, era ricca, sia in età repubblicana che imperiale, di ville rustico-residenziale, come testimoniano i numerosi resti di strutture murarie (terrazzamenti e cisterne), siti in località Torri, Cimitero4, Masseria De Rossi5, ecc. A giustificazione di tali strutture va ricordato che a circa 800 metri più a nord dal recente ritrovamento, passava un asse viario (esistente già in età protostorica) che dalla Pianura Campana portava alla Valle di Comino, dopo aver superato, in corrispondenza del sito di Ad Flexum6, l’incrocio con un altro asse viario che dalla Valle del Liri si inoltrava nel Sannio. Alla stessa villa rustica di Via Veccere si possono ricondurre anche le strutture archeologiche situate a 200 metri circa più a ovest, rinvenute, oltre un anno fa, sempre lungo il tracciato del gasdotto, nel limitrofo territorio di San Vittore del Lazio.

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1 Cfr. M. Zambardi, San Pietro Infine: l’alluvione fa scoprire resti archeologici. Sulla statale Annunziata Lunga, in «Studi Cassinati», CDSC, anno II, nn. 3-4, Cassino 2002, pp. 160-161.
2 Il tratto, orientato in direzione nord-sud, è spesso 45 cm, è profondo un metro circa e si estende per circa 7 metri, ma è evidente la sua continuazione oltre la trincea di scavo.
3 Cfr. M. Zambardi, Recinti fortificati di età sannitica su Monte Sambúcaro e su Monte Santa Croce a Venafro, in «Popolo dell’Italia Antica – Le antiche città scomparse», Atti del convegno, Formia 2007, pp. 135-184.
4 Cfr. M. Zambardi, Tesi di Dottorato di Ricerca in «Metodologie conoscitive per la Conservazione e Valorizzazione dei Beni Culturali» – XXIII Ciclo – (Seconda Università di Napoli, anni 2007/10) dal titolo Carta archeologica di un settore di territorio a confine tra la Valle del Liri e la Piana di Venafro.
5 Cfr. M. Zambardi, La Masseria de Rossi presso San Pietro Infine, in «Studi Cassinati», anno III, n. 3, Cassino 2003, pp. 200-208.
6 Cfr. M. Zambardi, Organizzazione del territorio in corrispondenza della mansio Ad Flexum, in E. Polito (a cura di), Casinum Oppidum, Ercolano 2007, pp. 161-169; M. Zambardi, La Via Latina nel territorio di Ad Flexum, in Spigolature Aquinati, Storia e archeologia nella media valle dell’antico Liris, II, Castrocielo, pp. 113-124; M. Zambardi, Rinvenimenti archeologici nel sito di Ad Flexum, in Per la conoscenza dei beni culturali II, Seconda Università degli Studi di Napoli, Napoli, 2009, pp. 41-51.

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