EDITORIALE – La scomparsa di dom Faustino Avagliano, archivista cassinese


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Studi Cassinati, anno 2013, n. 3
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L’improvvisa scomparsa di don Faustino ha toccato profondamente l’animo di tutti coloro i quali ne hanno apprezzato le doti umane e di studioso. Un senso di sbigottimento e di sconcerto ha assalito tutti quelli che lo conoscevano e l’apprezzavano, nonché ha colto le varie comunità (fra cui quella accademica e dei cultori di storia) di sorpresa, amara sorpresa, perché inaspettata. Personalmente ebbi modo di sentirlo l’ultima volta a metà dello scorso luglio. Infatti quando qualche mese or sono assunsi la direzione di «Studi Cassinati», don Faustino mi espose un progetto editoriale per la stampa sul bollettino, a puntate, di studi e ricerche concernenti la storia di vari paesi del comprensorio. Quindi in quell’ultimo colloquio telefonico mi chiese a che punto si trovasse la pubblicazione del numero di «Studi Cassinati», ma poiché si era nella fasi finali di stampa, convenimmo di pubblicare la prima puntata nel bollettino successivo, cioè questo. Purtroppo non è stato possibile.
«La sua perdita», come scrive don Mariano Dell’Omo, «ha davvero un carattere eccezionale, data la unicità della sua persona, il suo valore culturale, e soprattutto umano e spirituale» e data la sua «bontà, la disponibilità, l’entusiasmo immutabile e il suo orizzonte positivo, che incoraggiava e confortava chiunque lo incontrasse». Chi ha avuto la fortuna di entrare in contatto con don Faustino, dai più eminenti studiosi ai cultori locali alle persone più semplici, può offrire testimonianza delle sue qualità. Non a caso dai ricordi pubblicati nella pagine centrali di «Studi Cassinati», volutamente disposti a metà del bollettino, emergono preponderanti i suoi pregi, quelli, cioè, di un uomo munito di una profonda cultura e di doti di storico attento e acuto, il tutto accompagnato da un modo di approcciarsi agli altri contraddistinto sempre da gentilezza e umiltà. Disponibilità e competenza erano offerti da don Faustino a tutti: dalle persone più semplici, che si rivolgevano a lui anche per le cose più ordinarie, agli accademici, agli eruditi, agli storici di livello internazionale, agli studiosi locali. Questi ultimi, anche inconsapevolmente l’uno dall’altro, seguivano lo stesso rituale al momento della pubblicazione del loro ultimo studio: salire in abbazia a consegnare qualche copia del volume fresco di stampa direttamente nella mani di don Faustino il quale provvedeva a riceverli nel salottino all’ingresso del monastero e sempre con cortesia e cordialità disquisiva con competenza delle questioni toccate. La stessa sensibilità si ritrova anche nelle tantissime prefazioni di pubblicazioni che ha redatto oppure nella partecipazione a tantissimi convegni e seminari. Ricordo che quando venne a Cervaro a presentare un mio, modestissimo, studio sulla Madonna de’ Piternis in occasione del VI centenario della costruzione del luogo di culto e di cui aveva firmato anche la Prefazione, volle farsi accompagnare prima al Santuario verificando con accuratezza e competenza la rispondenza tra gli affreschi e le immagini riprodotte e le annotazioni inserite.
Della stima e della considerazione di cui era riuscito a circondarsi don Faustino se n’è avuta riprova al suo funerale con la partecipazione così numerosa di persone di ogni estrazione. Alla fine della funzione religiosa la campana ha risuonato a lungo mentre i componenti delle comunità monastica e diocesana presenti al rito funebre provvedevano all’aspersione della bara. Tutti coloro che sono stati colpiti dallo scampanio, quando sentiranno rintoccare le campane di badia, le cui vicende postbelliche, causalmente, sono ricostruite in un articolo proprio in questo numero del bollettino, sicuramente rievocheranno nella propria mente la figura di don Faustino.
In tale triste e mesta situazione, l’unico aspetto consolatorio è rappresentato dalla figura dell’erede spirituale di don Faustino, cioè don Mariano Dell’Omo. Per venticinque anni ha affiancato nell’Archivio di Montecassino don Faustino, il quale, allo stesso tempo, gli ha offerto l’opportunità per formarsi come ricercatore, studioso e docente. Sicuramente dal cinque settembre la vita di don Mariano «ha preso un corso imprevisto e accelerato» dovendo assolvere alla «molteplicità di impegni che comporta il lavoro in un’istituzione così importante e significativa per la cultura europea» come l’Archivio cassinese. Tuttavia, ed è una convinzione comune a tutti, le doti umane e le capacità intellettuali di don Mariano gli consentiranno di affrontare adeguatamente le difficoltà insite nella nuova situazione determinatasi nonché di superarle brillantemente, consentendo a lui, quindi, di essere immesso totalmente, come già è stato per don Faustino, nel solco dei grandi archivisti cassinesi che nei secoli hanno svolto tale importante, gravoso, impegnativo e prestigioso incarico.

Gaetano de Angelis-Curtis

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