EDITORIALE, Il Monumento Naturale “Montecassino” e i bastiancontrari


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Studi Cassinati, anno 2012, n. 2
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Con Decreto del Presidente della Regione Lazio n. 154 dell’11 marzo 2012 venne istituito il Monumento Naturale “Montecassino” con lo scopo di tutelare il patrimonio storico archeologico e l’ambiente naturale del monte.

Le origini del nuovo ente sono da ricercare molto lontano. Da sempre le pendici di Montecassino sono esposte a devastanti incendi estivi. A lungo si è discusso su come intervenire. Ma il primo significativo tentativo venne da un progetto presentato dall’ing. Giovanni Vano al Comune di Cassino il 13 agosto 1996 per “interventi per la sistemazione delle aree esterne e potenziamento delle infrastrutture di accesso all’Abbazia di Montecassino”; il progetto prevedeva, tra l’altro, una cabinovia per ridurre la portata del traffico automobilistico e vasconi interrati per l’accumulo di acque destinate allo spegnimento degli incendi. In quel frangente non si ebbero finanziamenti ad hoc. A distanza di vari anni, nel 2004, dopo un terrificante incendio che lambì le mura del monastero, la Regione Lazio decise di destinare fondi per la protezione dell’area. Su iniziativa dell’assessore regionale Anna Teresa Formisano, l’assessore regionale all’ambiente Vincenzo Saraceni fece deliberare un finanziamento di 500.000 euro per la realizzazione dei primi interventi urgenti per la messa in sicurezza dei luoghi. Nella stessa occasione fu incaricato il Direttore del Dipartimento Territorio di redigere uno specifico progetto di restauro ambientale a difesa del suolo mediante la Direzione Regionale Ambiente e Protezione Civile.
Successivamente si registrarono altri interventi da parte dei parlamentari regionali locali Anna MariaTedeschi e Wanda Ciaraldi.
L’istituzione del Monumento Naturale di Montecassino partì con il piede sbagliato. Non fu organizzata un’apposita struttura con gestione autonoma e sede locale; fu accorpato al Parco Naturale dei Monti Aurunci, Commissario Iris Volante.
La delimitazione dell’area fu redatta da un geometra del Comune di Cassino, che, evidentemente, ebbe come unico interesse solo la zona soggetta ad incendi estivi. Per questa ragione, forse, furono lasciate fuori emergenze storiche ed archeologiche di grande importanza, come il diruto monastero dell’Albaneta, la chiesa del Colloquio di S. Scolastica, i resti romani di S. Angelo in Fortunola, il Monacato di Caira, l’area archeologica dell’antica Casinum. In vari incontri con la dirigenza del Parco degli Aurunci e con la dott.ssa Volante in particolare, ho avuto modo di segnalare le incongruenze, come la gestione anomala di un ente distante per interessi e per topografia dal monte di Cassino e l’estromissione di siti archeologici notevoli. Ho anche suggerito di estendere l’area del Monumento naturale fino alle Gole del Melfa, già Area Wilderness, sì da inglobare luoghi strettamente legati, per storia, tradizioni, arte e ambiente naturalistico alla badia cassinese.
La dott.ssa Volante mi ha più volte assicurato che si è attivata proprio in questa direzione; ma le difficoltà burocratiche sono molte (come al solito) e per questo ci vuole la mobilitazione del territorio e delle forze sociali.
Senonché alcuni rappresentanti locali di associazioni ambientaliste, anziché raccogliere l’appello e dare man forte all’iniziativa, non hanno trovato di meglio che denunciare l’ente parco per interventi boschivi presso il sacrario polacco ritenuti discutibili, ma che sono stati adeguatamente ed inoppugnabilmente illustrati e giustificati dagli enti preposti.
Anche nella manifestazione popolare “unitaria” in difesa del Tribunale di Cassino dalla piazza si levarono fischi ed insulti verso alcuni politici sul palco,
Si dice che il mondo è bello perché è vario. Sarà …!!!                       e. p.

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