Un lettore ci scrive


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Egregio Direttore, a Cassino esiste una via intitolata a quell’insigne scienziato che risponde al nome di Cesare Lombroso. La dottrina di questo personaggio è considerata pseudo scientifica e il suo pensiero si puó riassumere genericamente in una sola frase che ho ripreso da Wikipedia: “Il criminale è un essere atavistico che riproduce sulla propria persona i feroci istinti dell’umanità primitiva e degli animali inferiori”. Il Lombroso misurò la forma e la dimensione del cranio di molti “briganti” uccisi e deportati dal meridione in Piemonte nel corso dell’occupazione sabauda, concludendo che i tratti atavici presenti riportavano indietro all’uomo primitivo. Dedusse che i criminali portavano tratti antisociali dalla nascita per via ereditaria per cui, secondo la sua teoria, i meridionali erano dei criminali. Cosa che è stata ed è ritenuta del tutto infondata. Per quanto sopra sarebbe opportuno ed auspicabile che l’amministrazione comunale prendesse in considerazione il cambiamento dell’intitolazione di quella strada. Sono consapevole che per i tanti problemi che attanagliano la città questo ne sarebbe uno del tutto marginale, ma mi auguro che l’assessorato competente per la toponomastica riesca a trovare un piccolo lasso di tempo per rendere un se pur minimo riconoscimento a un Sud martoriato e depredato. Proporrei di intitolare quella strada a Concettina Biondi, una ragazza di sedici anni, di Pontelandolfo, piccolo comune in provincia di Benevento, violentata da dieci bersaglieri agli ordini del maggiore Melegari a cui fu dato questo ordine: “Maggiore, lei avrà sentito parlare di sicuro del doloroso ed infame fatto di Casalduni e Pontelandolfo. Ebbene il generale Cialdini non ordina ma desidera che quei due paesi debbano fare la fine di Gaeta, ossia debbono essere rasi al suolo ed i suoi cittadini massacrati. Ella, Signor Maggiore, ha carta bianca ed è autorizzato a ricorrere a qualunque mezzo. E non dimentichi che il generale desidera che siano vendicati i soldati del povero Bracci. Infligga a quei due paesi la più severa delle punizioni e ai suoi abitanti faccia desiderare la morte. Ha ben capito?”. E, a sua volta, il Melegari così rispose: “Signorsì, so benissimo come si debbono interpretare i desideri del generale Cialdini”. I bersaglieri eseguirono fedelmente gli ordini. In questo caso i dieci legarono il padre Nicola nella stalla e violentarono la figlia a turno. Dopo un’ora la ragazza, sanguinante, svenne per la vergogna e per il dolore. L’undicesimo di quelli che la stavano violentando, indispettito nel vedere quel corpo esanime, si alzò e la uccise. Il padre che cercava di liberarsi dalla fune che lo teneva legato al palo venne ucciso anche lui. Le pallottole spezzarono anche la fune e Nicola Biondi cadde carponi accanto al corpo della figlia.
Cordiali saluti
Giovanni Baggi
Giriamo la richiesta all’Amministrazione comunale di Cassino pur consapevoli dei problemi che potrà sollevare un cambiamento di nome ad una via (recapito posta, documenti personali, ecc.) e poco inclini per principio – al di là della condivisione o meno della richiesta –  alla pratica della damnatio memoriae da parte di ogni nuovo “vincitore”.
Prof. Antonio Martone

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