I 150 anni dell’unità d’Italia – 4: Ritratto della Provincia di Terra di Lavoro prima dell’unità d’Italia


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Studi Cassinati, anno 2011, n. 2
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A corredo degli studi che da tempo si vanno effettuando sulle origini dell’Italia unitaria, nata 150 anni fa, è interessante andare a vedere coso scriveva di sé il soppresso Regno delle due Sicilie. Lo facciamo ora proponendo la lettura della Carta amministrativa della provincia di Terra di Lavoro, redatta dal cartografo Benedetto Marzolla (Brindisi, 14 marzo 1801 – Napoli, 10 maggio 1858) nel 1850 ed inserita nell’atlante geografico dello stesso Marzolla del 1859.


Scheda tecnica redatta dall’Istituto Geografico Militar, sez. “carte antiche”.  Carta in ventitre fogli montati su tela, stampati a colori in litografia, eseguiti sotto la direzione dell’autore B. Marzolla. Annesso un foglio d’insieme per il Regno delle Due Sicilie alla scala di 1:2.500.000 circa, su cui trovasi scritto: ”Atlante geografico di B. Marzolla pubblicandosi ora da L. Manzella, Napoli 1859, nello Stabilimento Geografico”. Le carte distinguono a segni e colori i confini di stato, di provincia, di distretto, di circondario, di comune, le strade regie postali, rotabili, in costruzione, sentieri per cavalli e per pedoni, stazioni di posta, telegrafi. L’orografia è rappresentata col tratteggio a luce obliqua. Ciascun foglio contiene attorno al campo disegnato un quadro statistico-amministrativo, ed ampie notizie storiche e di geografia fisica ed economica: ognuno è distinto da un titolo particolare.

02-2011-06.jpg.jpg(CARTA AMMINISTRATIVA DEL REGNO DELLE DUE SICILIE… – Foglio 4 – Provincia di Terra di Lavoro)
Carta amministrativa della provincia di Terra di Lavoro

Divisione amministrativa e statistica della Provincia di Terra di Lavoro
giusta la legge organica del 1° Maggio 1816, e posteriori modificazioni.
La sua popolazione secondo il censimento del 1848
La estensione della superficie di questa Provincia è di 1850 miglia quadrate da 60 a grado;
è popolata da 752,012 abitanti, quindi ha c.a 392 abitanti per ogni miglio quadrato.
Detta Provincia è divisa in 5 Distretti, in 49 Circondarii, e comprende 234 Comuni, e 278 Uniti
a Casali (*)
La sua Capitale è CASERTA residenza d’Intendente

TRIBUNALI
In S.a Maria risiedono: Tribunale Civile e Gran-Corte Criminale per la Provincia. Per le appellazioni si dipende dalle Gran-Corti residenti in Napoli.

DOGANE DELLA PROVINCIA
Giusta la legge del 19 Giugno 1826, e posteriori Decreti.
Gaeta di 1.a  classe, cioè d’importaz.e, esportaz.e e cabotaggio.
Mola di Garigliano, Mondragone e Ponza  di 3.a classe, cioè di cabotag.io, e esport.e. limitata dei soli generi esenti da dazio.
Portella per Fondi  di 1.a classe sulle frontiere, cioè di import.e non limitata.
Lenola, Pastena, S. Giov.  incarico, Isoletta, Sora,  e Isola di 2.a classe sulle frontiere, cioè d’import.e limitata de’ generi su i quali il dazio non deve’eccedere D.12.

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Cenno storico. Gli antichi abitanti di questa Provincia furono i Volsci verso Sora, gli Ausoni verso Gaeta, ed i Campani verso Venafro, Capua, Nola ec. a – Sotto il dominio de’ Romani essa era compresa nel Governo della Campania e per la straordinaria sua fertilità, distinta, nella sua massima estensione, col nome di Campania Felice. Le anzidette ultime tre città conservano tuttora i loro antichi nomi campani. Nelle vicinanze di S.a Maria, fabbricata sulle rovine dell’antica Capua, veggonsi grandiosi avanzi di un magnifico anfiteatro ed altri ruderi. Tra Gaeta (anticam.te Cajeta di cui la fondazione rimonta alla più rimota antichità) e Borgo appaiaono le rovine della città di Formium, e si addita la villa di Cicerone che vi fu decapitato per ordine di Antonio. Arpino città de’ Volsci, è celebre per essere stata la patria di Cicerone. Sulla sponda sinistra del Garigliano veggonsi gli avanzi dell’ant. Minturnae. La celebre Abadia di Montecassino. Istituita da S. Benedetto che vi morì nel 540, è la culla dell’ordine de’ Benedettini, la sua famosa biblioteca dischiuse all’Europa i tesori delle scienze ivi sottratte alle barbare devastazioni. – Caserta, elevata a capitale della provincia nel 1819, è rinomata per la magnifica reggia fatta costruire da Carlo Borbone nel 1752, e per l’acquidotto che dopo di avere traversata una valle sopra un grandioso ponte a tre ordini di archi, si scarica nei R.li giardini per una bellissima cascata, opera questa da potersi comparare alle più grandiose dell’antichità. In Capua, Aversa e Caserta, nacquero molti uomini insigni, celebri nella letteratura e la giurisprudenza, – Capua e Gaeta sono negli ultimi tempi divenute importanti piazze militari.
Notizie fisiche. Il suolo di questa Provincia è quasi dappertutto di origine vulcanica e sostiene tuttora l’antica sua fama di straordinaria fertilità. – La catena de’ monti Apennini forma i suoi limiti al nord e al nord-est, vari rami se n’estendono nell’interno della provincia e la traversano in diversi sensi; i principali monti sono il Matese, il Cecubo ossia Massico col capo Falerno (rinomato presso gli antichi per gli ottimi vini), ed i monti Tifati. – I suoi fiumi più considerevoli sono il Garigliano ed il Volturno, il primo solo è navigabile insino al ponte sospeso a catene di ferro (costruito nel 1832, vanta il primato di siffatto genere in Italia, un altro simile fu eretto nel 1835 sul Calore verso Solopaca). – Gran parte delle belle ed estese pianure adiacenti al Volturno e presso Mondragone, che trovavansi abbandonate per l’insalubrità dell’aria, è stata ridonata all’agricoltura per le provide cure di Ferdinando II gloriosamente regnante, mercè grandi opere di miglioramento, poi arricchita di molte strade nuove per le necessarie comunicazioni coi paesi vicini. – Non mancano estesi boschi ed abbondanti pascoli, e vi sono non pochi luoghi paludosi ben adatti alle grandi mandre di bufoli. –
Prodotti naturali. I principali prodotti di questa ricca provincia sono il grano, il granone, le biade, i legumi, e nulla lasciano desiderare per la qualità e quantità. Estesi sono le piantagioni delle viti, degli ulivi e dei gelsi. Abbondano benanche il lino, la canape, il cotone, le frutta, le patate, gli ortaggi, gli agrumi. Buono legname di costruzione per uso marittimo e di altri mestieri. Cave di bel marmo presso Mondragone e Pietraroja, e di pietra detta travertino presso Caserta-vecchia. – abbondante cacciagione e pescagione. – Si allevano molti animali bovini, bufoli, asini, porci, e delle pecore di cui si hanno lane di buona qualità. – Le carni sono gustose e squisiti i formaggi ed altri latticini. – Le razze cavalline sono ottime per forma, forza e statura. –
Industria e Connercio. Oltre l’agricoltura e la pastorizia fioriscono in questa provincia numerosi stabilimenti industri e manifatture di vario genere, fra cui primeggia quella R.le di S. Leucio, pei bellissimi tessuti di seta, tappeti e tele di gran perfezione; la grandiosa cartiera nell’isola di Sora, detta del Fibreno dal fiume di tal nome. In Piedimonte d’Alife vi sono grandissime fabbriche di pannine, di cotoni tessuti, di mussolini stampati detti Wagrams; le macchine di siffatte fabbriche, ed altri stabilimenti cioè, molini, gualchiere, trappeti, ramiere, tintorie, carterie, ec.a, vengono animati dalle acque del Torano; nello stesso modo quelle de’ Ponti della valle, percorrendo per 24 migl: prima di giungere al R.le sito di Caserta, animano molti molini ed altre macchine idrauliche, fra cui a S.a Maria un molino a vapore di particolare costruzione a 4 ruote in moto giorno e notte, – In Sora ed Arpino vi sono manifatture di ottimi panni, peloncini, cuojame, pergamena, tele, ec.a; abbondano poi in ogni Distretto quelle di telerie correnti, feltre, cretaglie, ec.a ec.a – . I mercati per la compra e vendita dei principali prodotti naturali, e de’ cavalli e di altro bestiame, e degli oggetti di manifattura, sono in quasi tutte le città della provincia assai importanti ed animati da negozianti esteri e naz.li. –
Fra gli Stabilimenti di pubblica istruzione ed altri, vi sono: il Collegio Reale di educazione in Maddaloni, il Collegio detto Tulliano in Arpino, e nelle varie Diocesi cospicui Seminarii che offrono una ottima istruzione morale e religiosa; – il Gr. de Ospedale de’ pazzi in Aversa; ed altri Ospizi pei poveri.

Diocesi nella Provincia di Terra di Lavoro
giusta le Bolle pontificie emanate in virtù del Concordato del 1818 ed atti post.ri


(A) Diocesi di Caserta. – Vescovado (popol: 57,339.) Ne dipendono tutti gli Uniti al Comune di Caserta, Capodrise, Limatola con i suoi Uniti, Maddaloni e Montedecore, Masserie Morrone, Recale, S. Leucio, S. Nicola la strada.
(a) Diocesi di Caiazzo, Vescovado(popol: 29,486. ) Ne dipendono: Alvignano, Alvignanello, Baja, Campagnano, Cisterna, Dragoni, Formicola, Latina, Majorano, Marcianofreddo, Piana, Pontelatone, Sasso, S. Prisco, S. Giov:e Paolo, Schiavi, Squille, Treglie, Villa S. a Croce.
(b) Diocesi Di Capua, Arcivescovado, (popolazione 63,047.) Chiesa Metropolitana. Le sono suffraganee quelle di Caserta, Calvi, Isernia, Sessa, – Ne dipendono: Arnone, Bellona, Brezza, Cancello, Casalba, Casanova, Casapulla, Castelvolturno, Caturano, Coccagna, Curti. Giano, Grazzanise, Leporano, Macerata, Marcianise, Pantuliano, Portico, S. Angelo informis, S. Maria, S. Maria la fossa, S. Pietro in corpo; S. Andrea de’lagni, S. Andrea del pizzone, S. Tammaro, Vitulaccio.
(c) Diocesi di Nola – Vescovado, (popolazione 108,186.) Ne dipendono: Avella. Bajano, Beato, Bosacro, Brusciano, Camposano, Carbonara, Cardinale, Casaferro, Casamarciano, Casola, Castelcicala, Castello, Cicciano, Cimitile, Cisterna, Cumignano, Domicella, 2 Faibano, Fellino, Fontanavelle, Frascatoli, Gallo, Gargani, Ima, Lauro, Lausdomini, Livardi, Liveri, Marigliano, Mariglianella, Marzano, Migliano, Moschiano, Mugnano, Pago, Palma, Pernosano, Pignano, Quadrelle, Quindici, Risigliano, Roccarainola, S.t’Erasmo, S. Gennaro, S. Martino, S. Nicola, S. Paolo, S. Vitagliano, Sasso, Saviano, Schiava, Scisciano, Sirico, Sirignasno, Sopravia, Sperone, Striano, Taurano, Tufino, Vico, Vignola, Visciano.
(d) Diocesi di Aversa – Vescovado, (popolazione 53,323.) Ne dipendono: Aprano, Carinaro, Casal di principe, Casalnuovo a piro, Casaluce, Casapesenna, Casapuzzano, Casignano, Cesa, Ducenta, Frignano magg:, Frignano picc:, Gricignano, Isola, Lusciano, Orta, Parete, S. Cipriano, S. Marcellino, Succivo, Teverola, Teverolaccio, Trentola, Vico di pantano.
(e) Diocesi di e di Teano – Vescovado, (popolazione: 55,549.) Ne dipendono: Cajanello, Camigliano, Camino, Caspoli, Conca, Croce, Francolise, Galluccio, Gianprisco, Gallo, Marzano, Marzanello, Mignano, Montanaro, Partignano, Pastorano, Petruli, Piccilli, Pignataro, Pietravairano, Presenzano, Riardo, Roccamonfina, Roccaromana, Rocchetta, S. Felice, S. Secondino, Scarisciano, Sparanise, Tora, Vairano, Visciano, Zouni.
(f) Diocesi Di Gaeta – Vescovado, (popolazione: 66,584.) Ne dipendono: Borgo, Campodimele, Castelforte, Castellone, Castellonorato, Coreno, Fondi, Fratte, Itri, Lenola, Maranola, Mola, 2 Monticelli, Pastena, S. Cosmo e Damiano, Sperlonga, Spigno, Sujo, Traetto, Trivio. Isole di Ponza, di Palmarola, e di Zannone.
(g) Diocesi di Sora Aquino e Pontecorvo – Vescovado, (popolazione: 93,128.) Ne dipendono: Alvito, Arce, Arpino, Brocco, Campoli, Casalattico, Castelluccio, Casalvieri, Colle S. Magno, Fontana, Gallinaro, Isola, Palazzuolo, Pescosolido, Picinisco, Pico, Piedimonte, Posta, Rocca d’arce, Roccaguglielma, Roccasecca, S. Donato, S. Giovanni in carico, S. Padre, Schiavi, Settefrati, Terelle e Belmonte, Vicalvi, Villa.
(h) Diocesi di Cerreto Telese ed Alife – Vescovado, (popolazione 64,868.) Ne dipendono: Ailano, Amarosi, Castello, Castelvenere, Civitella, Cusano, Faicchio, Gioja, Guardia, Letino, Massa, Melizzano, Piedimonte d’Al:, Pietraroja, Prata, Pratella, Puglianello, Raviscanina, S. Angelo, S. Gregorio, S. Lorenzo, S. Lorenzello, S. Potito, S. Salvatore, Solopaca, Valle d. pr.
(i) Diocesi di S. Agata-de’Goti ed Acerra – Vescovado, (popolazione: 58,269.) Ne dipendono: Airola, Arienzo, Arpaja, Bucciano, Cervino, Ducenta, Durazzano, Faggiano, Forchia, Frasso, Luzzano, Mojano, S. Felice, S. Maria a vico, Valle.
(j) Diocesi di Sessa – Vescovado, (popolazione: 26,405.) Ne dipendono: Carinola, Mondragone, e 38 villaggi uniti a detti 3 comuni.
(l) Badia di Montecassino – (popolazione: 55,934). Ne dipendono: Agnone, Atina, 2 Castelnuovo, Castellone, Cerro, Cervaro, Colli, Cocuruzzo, Pignataro, Pizzone, Raccodevandro, Rocchetta, S. Angelo, S. Apollinare, S. Ambrogio, S. Andrea, S. Biaggio, S. Elia, S. Germano, S. Giorgio, S. Pietro in cur:, S. Pietr’infine, S. Vincenzo, S. Vittore, Scapoli, Vallefredda, Vallerotonda.
(m) Dalla Diocesi d’Isernia (in Prov: di Molise) dipendono: Acquafondata, Capriata, Casalena, Ceppagna, Ciorlano, Concacasale, Filignano, Fossaceca, Gallo, Montaquila, Pozzilli, Roccapipirozzi, Roccaravindola, S. M. a dell’Oliveto, Sesto, Vallecupa, Venafro, Viticuso.
(n) Dalla diocesi di Benevento (nello Stato della Chiesa) dipende Paolise.

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