La tragica fine di Tito Spoglia nel Congo


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Studi Cassinati, anno 2010, n. 3
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di Palma Nardone


A distanza di 50 anni dalla morte la città di Atina ha avvertito l’esigenza di rievocare la figura di un figlio illustre, Tito Spoglia, coraggioso servitore della Patria al servizio dello Stato in terra straniera caduto nell’adempimento del proprio dovere mentre compiva opera di salvezza dei nostri connazionali nel Congo, vittime di una barbara persecuzione di ribelli. L’Amministrazione Comunale di Atina ha voluto dedicargli un ricordo perenne apponendo, il 10 luglio 2010, una lapide nel cimitero monumentale di S. Marco. Oltre al Sindaco e al Vicesindaco, all’avvenimento è intervenuto anche Claudio Onofri, amico di Spoglia, che ne ha ricordato con commozione la figura. La cerimonia commemorativa è proseguita in forma solenne il giorno successivo con un convegno che si è svolto nella sala nobile del Palazzo ducale durante il quale chi scrive ha illustrato al pubblico presente i fatti più importanti della vita di questo coraggioso personaggio. Dopo la deposizione di una corona di alloro al monumento ai caduti, la mattinata si è conclusa con una messa in suffragio celebrata nella Cattedrale Santa Maria Assunta.

La vita
Il dott. Tito Spoglia nacque ad Atina, in provincia di Frosinone, il 7 agosto 1923 da Nicola Spoglia di Sora1 e da Cleonice Rettori2. Trascorsa la fanciullezza nella città natale, si trasferì a Roma dove studiò lettere e giurisprudenza.
Il giovane entrò nella carriera diplomatica il 30 agosto 1956 alle dipendenze del Ministero degli Esteri in Roma assolvendo mansioni di particolare rappresentanza.
Dal 16 aprile 1959 ricoprì la carica di Capo del Consolato d’Italia a Elisabethville, nel Congo Belga, funestato, durante i primi giorni della nuova repubblica africana, da rivolte, stragi e atti di saccheggio.
Nelle ore precedenti la morte dedicò il massimo sforzo, con estrema decisione, alla tutela della comunità italiana e a mantenere i collegamenti con il Ministero, sia telegrafici che telefonici, resi molto difficili dalla situazione interna di quel paese.
Proprio nell’espletamento di questo suo compito, il 10 luglio 1960, pur sapendo a quali rischi si esponeva, il dottor Spoglia cadde in una imboscata in un posto di blocco mentre esortava i militari rivoltosi congolesi a desistere dalla violenza e in quel frangente venne da loro trucidato insieme ad alcuni funzionari europei ospitati nella sua automobile.
La notizia dell’uccisione destò profonda impressione al Ministero degli Esteri soprattutto perché il diplomatico godeva di larga stima per le sue rilevanti capacità, la serietà, l’attaccamento al servizio sia presso la sede del Ministero, sia in Congo dove era molto rispettato per la sua attenzione alla causa di indipendenza dei congolesi e degli africani in genere.
Il comune di Atina ne annunciò subito la morte con un manifesto pubblico e lo commemorò durante un ufficio funebre il 21 luglio dello stesso anno nella Cattedrale Santa Maria Assunta.
Il 19 settembre 1960 gli venne concessa, dal Presidente della Repubblica, la medaglia d’oro al valore civile.
L’onorificenza fu consegnata in forma solenne il 18 dicembre dal Ministro agli Affari Esteri alla vedova del diplomatico.
Dal 2008 il suo nome è incluso nel “Libro d’oro” dove sono stampati in rilievo i nominativi di tredici dipendenti della Farnesina deceduti all’estero in difesa della democrazia dalla prima guerra mondiale ai nostri giorni.
Il libro, inserito in un cuneo posto alla sommità di una colonna opera del maestro Arnaldo Pomodoro, fu inaugurato dal Ministro degli Affari Esteri in occasione della quinta giornata degli Ambasciatori.

La Repubblica Democratica del Congo (ex Congo Belga ed ex Zaire) è uno Stato dell’Africa Centrale, uno dei tre più grandi. In questa zona si insediarono, tra il VII e l’VIII secolo, tribù Bantu provenienti dall’attuale Nigeria.
Queste popolazioni diedero luogo ad un certo numero di regni, che nel XIV secolo furono unificati nel potente Regno del Congo.
La parte costiera di questa zona venne in contatto con i portoghesi alla fine del XIV secolo, successivamente il Regno fu esplorato dagli inglesi. Entrò al centro degli interessi europei nella seconda metà del XIX secolo, quando, finita la tratta degli schiavi, iniziò il periodo del colonialismo.
Con i suoi confini di oggi è nato nel 1885, anno in cui il Congresso di Berlino lo riconobbe Stato indipendente sotto la sovranità, a titolo personale, di Leopoldo II del Belgio, che sottopose la colonia ad un intenso sfruttamento con la collaborazione dei capitali delle grandi compagnie finanziarie straniere.
Nel 1908 i crimini commessi e i maltrattamenti subiti dagli indigeni sollevarono una protesta internazionale che costrinse il re a cedere la sovranità sulla colonia congolese al governo belga.
Tale atto comportò un miglioramento nella gestione del possedimento dando origine ad un forte afflusso di coloni dall’Europa.
Le cose, però non cambiarono molto per gli abitanti: continuò il regime di sfruttamento e il governo belga impedì la formazione di una classe dirigente locale. Dopo la seconda guerra mondiale, sul finire degli anni ‘50, con l’avvento delle indipendenze africane causate dalla incapacità delle potenze europee di mantenere gli imperi coloniali, anche nel Congo si crearono movimenti politici indigeni in opposizione costituiti, però, da uomini sprovvisti delle più elementari nozioni civili. Dopo gli scontri sanguinosi avvenuti a Leopoldville (attuale Kinshasa) nel 1959 in seguito ad una manifestazione nazionalista, il Belgio, temendo una guerra, decise di ritirarsi concedendo l’indipendenza il 30 giugno 1960.
Subito dopo il paese fu sconvolto da violenti scontri originati da conflitti etnici e politici che dilagarono in tutto il paese.
Nella notte del 10 luglio si verificarono ammutinamenti ad Elisabethville durante i quali trovarono la morte diversi europei, compreso Tito Spoglia.


1 Nicola Spoglia, al termine dell’ultimo conflitto mondiale tornò ad Atina per vendere le sue proprietà, quindi si trasferì definitivamente nella capitale.
2 Cleonice Rettori era figlia di Giuseppe Rettori e Maria Assunta Sasso (il padre, Pietro Sasso, era cancelliere di pretura o pretore, la madre, Carolina Caira, era sorella dell’Avvocato Luigi Caira che esercitò a Napoli). I coniugi Rettori (Giuseppe e Maria Assunta) abitarono prima nella cartiera Visocchi di Atina, di cui Giuseppe era direttore tecnico, presumibilmente fino al 1885; successivamente, dopo la nascita dei primi sei figli, traslocarono in una palazzina, tuttora esistente, fatta costruire da Giuseppe in paese, in Via Sferracavalli (di fronte ai fabbricati dove c’era, negli anni venti del secolo scorso, una fabbrichetta di piastrelle per pavimenti di proprietà di Alberto Bologna ed un garage per autocorriere). Oltre a questa casa Giuseppe ebbe altre proprietà immobiliari in paese e alcuni terreni nei dintorni di Atina e nella pianura. Giuseppe Rettori morì nella sua casa in Via Sferracavalli il 24-07-1928, nel 1932 morì la moglie. La loro tomba è ancora nel cimitero di Atina. Oltre a Cleonice, sono da ricordare alcuni figli di Giuseppe Rettori e Maria Assunta Sasso: – Rettori Ernesto, nato ad Atina nel 1875 e morto a Palermo nel 1955; fu direttore di cartiere per tutta la vita (a Bologna, Ancona, Roma, Viterbo, Cuneo, Tripolitania, Genova.) e titolare di numerosi brevetti per la fabbricazione di carte speciali e per condensatori elettrici; – Rettori Antonino, nato ad Atina il 10-05-1885 e morto a Parigi nel 1967; Da giovanissimo emigrò in Francia dove divenne un grande industriale cartario; Sposò Gilda Coppola di Atina, nipote del medico condotto Pasquale Coppola e di Concetta Capaldi. Il padre di Giuseppe, Carlo Rettori (1810-1894), era “cartaio” cioè “fabbricante di carta a mano”; proveniva dalla cartiera La Lima fondata nel 1822 a Piteglio (Pistoia) dove compì un lungo tirocinio anche di macchine e di impianti che gli consentì di trasferirsi ad Atina per provvedere all’installazione di macchine e per istruire gli operai a servirsene. Arrivò intorno al 1861 ed è probabile che sia stato il primo Direttore tecnico della cartiera.

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