Olivella ricorda le sue Vittime Civili e Militari


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Studi Cassinati, anno 2009, n. 2

di Giovanni Petrucci

Il 19 aprile 2009, sempre in concomitanza con la festa della Liberazione Nazionale si è svolta anche ad Olivella una commovente cerimonia commemorativa per le vittime civili e militari della frazione durante il Secondo Conflitto Mondiale: è stata benedetta in piazza S. Maria dell’Ulivo la Stele Commemorativa in ferro e marmo, ideata e progettata dal nostro socio Gino Alonzi, un artista provetto cui si devono già numerosi capolavori per S. Elia, e realizzata dal mastro artigiano Onofrio Cerrone. La manifestazione è stata organizzata dall’Associazione Valle di Clia e dall’Assessorato alla Cultura dell’Amministrazione Comunale.
Ha avuto inizio con la S. Messa in onore dei caduti, officiata dal parroco Don Eric Di Camillo.
Poi c’è stato l’arrivo festoso della Fanfara e il picchetto d’onore dei Bersaglieri in congedo E. Toti di Cassino; facevano bella mostra le Associazioni dell’Arma Carabinieri V. B. Salvo D’Acquisto sezione di Sant’Elia, dell’Arma Carabinieri in congedo sezione di S. Donato Valcomino, l’Associazione dell’Arma Aeronautica Magg. Secondino Pagano sezione di Cassino e rappresentanti della Protezione Civile. Erano presenti il Sindaco, dott. Fabio Violi, gli Assessori Antonio Trelle, Fernando Cuozzo, Raffaele Ruscillo, Roberto Rotondo, il Consigliere Simone Caringi; il Comandante della locale Stazione Carabinieri Maresciallo Alfonso Zona, il Comandante del Polizia Locale Cap. Danio Volante, il Preside della Scuola Media Locale Graziuccio Di Traglia e i Presidenti dei Centri Anziani di Olivella, S. Elia e Valleluce.
Scoperto il monumento, il parroco Don Eric Di Camillo lo ha benedetto; è stata quindi deposta una corona d’alloro mentre veniva suonato il Silenzio; un bersagliere, con voce commossa faceva l’appello delle 74 Vittime Civili e dei 12 Militari caduti: toccante era la parola presente pronunziata ad alta voce ed in coro dai bersaglieri schierati.
Successivamente il Sindaco ha porto il saluto ed ha ringraziato l’Associazione Valle di Clia per l’impegno profuso nell’organizzazione della manifestazione e per l’ottimo lavoro che svolge da un punto di vista storico culturale nella frazione di Olivella, ricordando l’importanza da parte di chi governa a non dimenticare le atrocità della guerra e a far sì che la pace regni sempre e dappertutto.
Infine il Presidente dell’Associazione, Pasquale Serra, ha rievocato i momenti storici della prima battaglia di Cassino, dicendo che essa prese l’avvio dal tentativo di passare il Gari e proprio qui ad Olivella: “i Francesi il 25 gennaio 1944 occuparono definitivamente il Colle Belvedere e si spinsero fino a Colle Abate, a poca distanza da Terelle, facendo prevedere che la lotta si sarebbe potuta risolvere con un aggiramento da nord e che il piano strategico del generale Juin avrebbe potuto avere esito positivo”.
Con voce rotta dalla commozione egli ha aggiunto: “Vi ricordiamo uno ad uno, anche se non vi abbiamo conosciuto di persona; sappiamo tutto di voi: ce ne hanno parlato in ogni occasione in casa i genitori che ebbero la ventura di intrattenersi con voi. Quando vicino al fuoco, nelle serate d’inverno si raccontavano le peripezie e le fughe sulle montagne, il discorso finiva sempre su qualcuna delle vittime. Ed essa ritornava, sia pur per qualche attimo, con noi con tutto il peso della sua esistenza.
Non vi abbiamo mai dimenticato e i vostri nomi li abbiamo sentiti scandire da un nostro compaesano ad alta voce in questo momento quasi per confermarvi che il vostro olocausto non vi ha tolto dalla nostra memoria. Siete vivi e come tali restate in mezzo agli Olivellani.
[…] Tutti voi caduti in questa terra, miei concittadini, non avevate le armi in pugno né per offendere, né per difendervi. Alcuni di voi resero l’anima a Dio mentre una carezza affettuosa scaldava il viso, altri sicuramente furono sorpresi da soli nella corsa per le montagne, mentre cercavate la salvezza disperatamente.
Eravate adusi al duro lavoro dei campi che durava dalla mattina alla sera, ispirati dall’amore verso la famiglia e verso Dio; la santità dei costumi l’abbiamo sempre sentita ripetere come vostro emblema. Non avevate commesso nulla di offensivo verso essere umano.
Subiste un tradimento incomprensibile, eravate inoffensivi, disarmati e si accanirono contro di voi! Perché? Di quale colpa vi eravate macchiati?
Il Governo allora non c’era; non ci fu nemmeno successivamente, quando occorreva sminare i campi per ricominciare a vivere ed eliminare le insidie dei residuati nascosti nella terra. E voi non vi perdeste d’animo; vi rimboccaste le maniche e deste inizio alla ricostruzione.
Eravate soli e soli siete forse ancora oggi!
Siamo riusciti ad erigere questa lapide gigantesca nella quale sono scolpiti in maniera indelebile i vostri nomi, nel cuore della nostra terra, vicino alla nostra Chiesa. Quando sosteremo nella nostra piazza per qualsiasi motivo, il nostro pensiero non sarà staccato dal vostro sacrificio, salirà a voi e specialmente alla domenica innalzeremo una preghiera nella Casa di Dio”.
La manifestazione presentata dal Consigliere Comunale Simone Caringi, si è conclusa con i ringraziamenti a tutti coloro che hanno contribuito a far sì che anche la frazione di Olivella dopo 65 anni ricordasse solennemente in maniera tangibile, anche alle future generazioni, le sofferenze e le atrocità di quegli anni.

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