Ummidia quadratilla ed il restauro del teatro di Cassino Per una nuova lettura di AE 1946, 174


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Studi Cassinati, anno 2009, n. 2
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di Maurizio Fora*

In occasione del riesame delle due iscrizioni cassinesi commemoranti la costruzione dell’anfiteatro ad opera di Ummidia Quadratilla, mi era sembrato opportuno riprendere in considerazione, per completezza di documentazione epigrafica, anche i frammenti di una terza iscrizione relativa alla donna, quella posta a ricordo del restauro da lei compiuto sul teatro di Cassino.1
Già un primo controllo autoptico rivelava dei nuovi elementi rispetto alla lettura data dal Carettoni, primo editore del testo2 L’analisi più approfondita dei frammenti ha consentito di determinarne la posizione e, quindi, di avanzare un’ipotesi d’integrazione che si discosta notevolmente da quella proposta nella prima edizione.
Dei tre frammenti di lastra marmorea, indicati dal Carettoni con le lettere a), b), e c), e rinvenuti all’interno del teatro, il frammento a), spezzato in due parti (misuranti rispettivamente cm. 24 x 32 x 4 e cm. 30 x 20 x 4; lett. cm. 6-8,5), ed il frammento c) (cm. 24,5 x 20 x 4; lett. cm. 6-7) si conservano nel Museo Archeologico Nazionale di Cassino; autopsia effettuata nel 1990 (figg.1 e 2). Del frammento b), che risulta irreperibile, si dispone di un calco a grafite (fig.3).3
Essi furono così pubblicati da G.F.Carettoni, (nota 2) = AA 56, 1941, col. 559 s. = AE 1946, 174:

e ad eccezione del frammento c), che pur essendo riconosciuto come appartenente all’epigrafe non trovò posto nella ricostruzione, i frammenti furono, in via ipotetica, così integrati dallo stesso editore:

Si puó accogliere senza riserve l’integrazione [Ummidia Qu]adrati[lla —-] e l’identificazione di questa con la famosa matrona, vissuta nel I sec. d.C., di cui parla Plinio (epist. VII 24), la stessa ricordata dall’iscrizione NSA 1929, 29s. con l’onomastica completa dei cognomina Asconia e Secunda, e che a Cassino costruì, secondo CIL X 5183, l’anfiteatro e un templum4 L’unica alternativa possibile a questa integrazione, vale a dire il genitivo del cognomen Quadratus, è da escludere poiché in tale posizione non avrebbe alcun senso. Proprio il confronto con le due epigrafi appena citate induce però ad inserire, tra gentilizio e cognomen, il patronimico C(ai) f(ilia)5 Poco convincente sembra, invece, l’integrazione [in h(onorem) C(ai)] Um/[midii—-], con il gentilizio diviso tra la r.1 e la r.2. Se si osserva, infatti, l’impaginazione delle rr.2-4, si puó constatare come si sia accuratamente evitato di andare a capo. Parrebbe preferibile, di conseguenza, considerare anche le lettere [—-]um, alla r.1, come lettere finali di parola, una parola con cui, ritengo, si menzionava l’oggetto stesso del restauro, vale a dire il [theatr]um (vd. infra, quanto detto a proposito della r.3). L’ipotesi di lavoro, su cui calcolare l’estensione delle rr.2-4, è dunque che alla r.1 dovesse leggersi: [Ummidia C(ai) f(ilia) Qu]adrati[lla theatr]um.
Molto problematica appare la restituzione della r.2, dove, prima dell’ultima parola facilmente integrabile [vetus]tate, poteva trovarsi un’espressione riferita al theatrum che ricordava forse il costruttore, o forse dei lavori di abbellimento, o forse, ancora, parti specifiche della costruzione. Nell’ampia gamma di possibilità offerte da un contesto così lacunoso, va però osservato che il segno d’interpunzione chiaramente visibile dopo sui, permette di escludere generiche espressioni come [cum omnibu]s sui[s ornamentis] o simili.6 Non è da escludere invece, per lo meno parzialmente, l’ipotesi del Carettoni che integrava [—patri]s sui[—-]. Non stupirebbe, in effetti, la menzione del padre di Ummidia, C. Ummidius Durmius Quadratus, personaggio notissimo, cos. suf. intorno al 40 d.C.,7 per un suo intervento nell’edilizia pubblica della propria città d’origine. Prima di [—- patri]s nello spazio che rimane, giusta l’integrazione alla r.1, per 8-10 lettere, si potrebbe allora supporre la parola [sumptibus] o anche [impensis];8 tra sui e [vetus]tate, per uno spazio di 9-10 lettere, si puó ipotizzare l’aggettivo riferito al teatro [exstructum]9 o, forse meglio in seguito alle osservazioni della Fuchs,10 [exornatum] da collegare eventualmente alla “kaiserliche Porträtgalerie” ed alle altre “Porträtstatuen” che dall’età tiberiana abbellirono l’edificio.11 Naturalmente l’espressione derivante alla r.2 dalle osservazioni appena svolte, vale a dire [sumptibus? vel impensis? patri]s sui [exornatum? vetus]tate, deve necessariamente rimanere una ipotesi.
Un accurato esame autoptico del frammento c), che il Carettoni non era riuscito a collocare all’interno del testo, pur avendone intuito la pertinenza, ha consentito di stabilirne la posizione e, di conseguenza, di integrare senza eccessive difficoltà le rimanenti rr.3 e 4.
Risulta evidente, nel frammento, che a destra, dopo la T, la linea di rottura della lastra coincide con il tratto obliquo di una V, mentre a sinistra la traccia di lettera prima della I è identificabile con una T longa e non con la A proposta dal Carettoni. La lettura [—-]AIT[—-] del Carettoni andrà quindi emendata [—-]TITV[—-], agevolmente integrabile [—-res]titu[it—-], verbo che dà ragione dell’integrazione [theatr]um a r.1, e che è evidentemente da collocare alla r.3, di seguito a [—- su]a pec(unia). Prima di quest’ultima espressione, per colmare lo spazio rimanente (circa 20 lettere), possono essere proposti l’aggettivo riferito al teatro collapsum (o gli equivalenti dilapsum, corruptum) suggerito, nel rispetto di un formulario assai ricorrente, da [vetus]tate a fine r.2,12 e forse la menzione dei Casinates per i quali Ummidia restaurò l’edificio.13 Considerando poi che sulla destra, fra [—- res]titu[it —-] e [—-]tionem, c’è posto per circa 10 lettere, è probabile che alla r.3 dovesse leggersi: [collapsum Casinatibus su]a pec(unia) [res]titu[it et ob dedica]tionem.14 Nella r.4, con l’inserimento del frammento c), si legge la sequenza [—-]lo et [.]ulier[—-] dedit. Già il Carettoni aveva correttamente ricostruito, senza però collocarla all’interno dell’iscrizione in quanto contenuta nel frammento c), da lui non posizionato, la parola mulier,15 che per la Fuchs attesterebbe l’esistenza di un cuneus mulieribus, cioè un settore del teatro riservato alle donne, fatto costruire da Ummidia.16 Il contesto desumibile dalle rr.1-3 induce però a respingere questa ipotesi e permette di avanzarne un’altra che tiene conto di tutti gli elementi presenti nella r.4.
Le iscrizioni relative alle distribuzioni di denaro e di cibo presentano, come è stato evidenziato dal Mrozek, un formulario ricorrente che comprende due parti. Nella prima vengono ricordati il nome di chi compie la distribuzione e le occasioni della medesima, tra le quali molto frequenti risultano essere la costruzione o il restauro di edifici. La seconda parte si apre con espressioni quali cuius dedicatione, ob dedicationem, in dedicatione, etc.; seguono il ricordo dei beneficiari sempre al dativo, e l’oggetto della distribuzione retto dal verbo dedit posto a chiusura.17 Nell’iscrizione in esame è esattamente questo lo schema applicato: nella prima parte (rr.1-3) viene commemorato il restauro del teatro ad opera di Ummidia; la seconda (rr.3-4) è introdotta da [ob dedica]tionem ed è chiusa dal verbo dedit. Tra queste ultime due espressioni non poteva trovarsi altro che la menzione, al dativo, dei beneficiari della distribuzione e l’indicazione della medesima. Proporrei quindi (lacuna iniziale di circa 20 lettere): [decurionibus et popu]lo et [m]ulier[ibus —-]. L’integrazione si basa su varie considerazioni: sappiamo che i decuriones, partecipano, menzionati per primi, ad ogni sorta di distribuzione pubblica;18 è con il termine populus (o municipes), sempre in posizione subordinata rispetto ai decuriones, che si indicano, fino all’età di Adriano, i rappresentanti delle classi inferiori che partecipano alle distribuzioni;19 lo stesso termine populus sembra comprendere i soli beneficiari uomini ed implica la necessità di specificare, quando ciò si verifica, che anche le mulieres hanno preso parte all’offerta;20 va infine osservato, per quanto riguarda il nostro caso, che “il existe néanmoins une certaine différence entre les distributions organisées par les hommes et les femmes. Celles-ci préféraient les représentantes de leur sexe …”.21 Nello spazio di 6-7 lettere tra [m]ulier[ibus] e dedit doveva essere ricordata l’offerta consistente, molto probabilmente, in un epulum, come suggerisce la presenza delle mulieres tra i beneficiari22
Ricapitolando le osservazioni sopra svolte, e per una migliore comprensione, si dà ora il testo di tutta l’iscrizione nella ricostruzione che ne proponiamo:

[Ummidia C(ai) f(ilia) Qu]adrati[lla theatr]um
[impensis? patri]s sui [exornatum? vetus]tate
[collapsum Casinatibus su]a pec(unia) [res]titu[it et ob dedica]tionem
[decurionibus et popu]lo et [m]ulier[ibus epulum] dedit.

* Ringrazio vivamente la prof. ssa Patrizia Sabbatini Tumolesi, il prof. Silvio Panciera ed il prof. Werner Eck, che hanno gentilmente revisionato il presente lavoro, per i loro preziosi suggerimenti. Naturalmente ogni eventuale imprecisione è da imputare esclusivamente a me.
1 Vd. M.Fora, Testimonianze epigrafiche sugli anfiteatri del Latium adiectum: i casi di Velitrae, Circeii e Casinum, MGR 16, 1991, 211-3. Alla bibliografia sul teatro raccolta ibid., p. 208 nota 59, sono da aggiungere M. Fuchs, Untersuchungen zur Ausstattung römischer Theater in Italien und den Westprovinzen des Imperium romanum, Mainz am Rhein 1987, 22-6 e L.Fabbrini, Il teatro romano di Cassino, “Convegno sui teatri del Lazio meridionale (Ferentino-Cassino, 25-26 maggio 1991)”.
2 L’iscrizione fu pubblicata da G.F.Carettoni, NSA 1939, 129.
3 Secondo le informazioni ricevute dal prof. Solin, i frammenti corrispondono ai nrr.inv. 6339-42 della Sopr. Archeol. Lazio; ad un controllo effettuato nell’archivio della Soprintendenza con l’aiuto delle dott.sse Ghini e Bellini, il raccoglitore marcato “Cassino 1971”, che doveva contenere le relative schede, è però risultato mancante. Desidero, inoltre, qui ringraziare la prof.ssa Laura Fabbrini che, con gentilezza e grande disponibilità, mi ha permesso di esaminare e di fotografare il calco accuratamente eseguito dal prof. G.F.Carettoni al momento del reperimento.
4 Per la bibliografia sul personaggio e per un’ampia trattazione delle due iscrizioni, si rinvia a M.Fora, (nota 1), 203-9.
5 CIL X 5183: Ummidia C(ai) f(ilia) / Quadratilla …; NSA 1929, 29: Ummidia C(ai) f(ilia) Quadratilla / Asconia Secunda. Mi domando se CIL X 5304, purtroppo irreperibile (vd. A.Giannetti, Ricognizione epigrafica compiuta nel territorio di Casinum, Interamna Lirenas ed Aquinum, RAL 24, 1969, 55), in cui si legge: Ummidia C(ai) f(ilia) [—-], non appartenga all’iscrizione qui in esame.
6 Cfr. ad esempio: AE 1897, 14 (da Entrains): … templum cum suis orna/mentis omnibus de suo donavit…; CIL XII 2590 (da Genava): …arcum cu[m] suis ornamentis…
7 Sul personaggio vd. PIR V 600; R.Hanslik, in P.W., Suppl. IX (1962), coll. 1827-31; R.Syme, The Ummidii, in Roman Papers II, Oxford 1979, 660-2. Vd. anche M.T.Raepsaet-Charlier, Prosopographie des femmes de l’ordre sénatorial (I-II s.), Lovanio 1987, 123-4.
8 Piuttosto che le espressioni: sumptu suo, sumptu proprio, sumptibus suis, impensis suis etc., che sono assai ricorrenti, appare più proficuo richiamare a confronto le seguenti iscrizioni: AE 1891, 118 (da Volubilis): …impensa / collegi / Mercuri(i) / vistiari/or(um) … e AE 1948, 26 (da Ostia): … locum quod aedes Bellonae fieret / impensa lictorum et servorum publicorum …
9 Cfr.: CIL VI 3559 = 32989: … exstructo tribunali …; CIL VI 31917: … spoliarium / a fundamentis exstructum ornatumque …
10 M.Fuchs, (nota 1), 26, esclude che la costruzione del teatro, di prima età augustea, possa collegarsi con C.Ummidius Durmius Quadratus che iniziò la sua carriera senatoria soltanto nella tarda età augustea e morì nel 60 d.C. Inoltre l’iscrizione frammentaria NSA 1939, 126, che, con ogni probabilità, commemorava il costruttore del teatro, attesta per quest’ultimo una combinazione di titoli (patronus e praefectus) non documentata per Durmius.
11 M.Fuchs, (nota 10). Sull’impiego epigrafico dell’aggettivo exornatus cfr.: CIL VI 738: … sacrarium suis sumptibus cum deo a solo exornatum …; CIL VIII 17854 (da Thamugadi): … [—- basilicam? exstruct]am et exornatam de[dicavit d. d. p. p. ]; I.R.Trip. 534a (da Lepcis): … Proscaenium / columnis [e]t marmoribus / … exornatum dedicatum est.
12 Cfr. il testo fin qui ricostruito con l’iscrizione AE 1932, 68 (da Nemi): Volusia Q. f. Cornelia theatrum / vetustate corruptum restituit et excoluit.
13 Cfr. la già citata iscrizione CIL X 5183: Ummidia C. f. / Quadratilla / amphitheatrum et / templum Casinatibus / sua pecunia fecit.
14 L’iscrizione è verosimilmente da collegare con il restauro della frons scaenae; vd. in proposito G.F.Carettoni, (nota 2) e 140, seguito da tutti gli autori successivi; vd. anche Id., Casinum, Roma 1940, 83-8; non ho potuto consultare il volume, segnalatomi dal prof. Silvio Panciera, di C.Courtois, La bâtiment de scène des théâtres d’Italie et de Sicile. Étude de chronologique et typologique, Providence, Louvain, 1989, invano cercato in molte biblioteche romane. Osservazioni sulla differenza fra il verbo restituit dell’iscrizione in esame ed il verbo fecit di CIL X 5183 e sulle eventuali conseguenze per la cronologia dell’anfiteatro di Cassino, si trovano in M.Fora, (nota 1),.
15 Vd. G.F.Carettoni, (nota 2).
16 Vd. M.Fuchs, (nota 1), 23 nota 11.
17 S.Mrozek, Les distributions d’argent et de nourriture dans les villes italiennes du Haut-Empire romain, Bruxelles 1987, 9-12.
18 Vd. S.Mrozek, (nota 17), 83. Per Cassino cfr. Eph.Ep. VIII 593: … [—-decu]rionib(us) e[t —-]/[—-] distrib[—-]…
19 Il termine sarà poi sostituito da plebs o plebs urbana; vd. in proposito S.Mrozek, (nota 17), 23 e 94s.
20 Cfr. P.G.Guzzo, Epigrafi latine della provincia di Cosenza, “Epigraphica” 38, 1976, 140: … ob cuius dedica/tionem epulum divis/it decurionibus HS VIII *N, / Aug(ustalibus) HS VI *N , populo / viritim HS IIII *N, / mulieribus HS II *N …, e vd. in proposito S.Mrozek, (nota 17), 99; vd. anche ibid., 98 nota 41, dove sono raccolte altre attestazioni di mulieres beneficiarie di distribuzioni.
21 Vd. S.Mrozek, (nota 17), 74-6.
22 In proposito vd. ancora S.Mrozek, (nota 17), 41.

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