Situazione e sviluppo demografico di Terelle nella prima metà dell’Ottocento


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Studi Cassinati, anno 2009, n. 1

di Sergio Saragosa

Nei documenti conservati nelle cartelle dell’Archivio di Stato di Caserta si trovano notizie veramente interessanti sugli abitanti, sulle condizioni economiche e sociali e su altri aspetti di tutti i centri esistenti nell’allora Terra di Lavoro, per il periodo che va dagli inizi dell’Ottocento, fino a qualche decennio oltre la metà dello stesso secolo, a seconda degli argomenti di ricerca. Sfogliando i polverosi fascicoli dell’Intendenza Borbonica, serie Agricoltura, Industria e Commercio, si rimane colpiti dalle notizie relative alla consistenza della popolazione della “Comune di Terelle”, così come risulta dalle relazioni annuali compilate dal Sottointendente del Distretto di Sora, su segnalazione dei curati e dei sindaci dell’epoca. Quelle da me rinvenute sono relative solo ad alcuni e non a tutti gli anni del periodo in questione e riguardano i comuni di ogni Circondario. Il nostro era quello di San Germano, che faceva parte, insieme a quelli di Arpino, Arce, Alvito, Atina e Cervaro, del Distretto di Sora. Oltre a San Germano (Cassino) e ai suoi Casali, facevano parte del Circondario i comuni di S. Elia, S. Angelo, Pignataro, Palazzuolo (oggi Castrocielo), Aquino, Piedimonte, Villa, Terelle e Belmonte che, fino al 1920 appartenne a quello di Atina, ma dal 1921 risulta presente tra i comuni del Circondario di S. Germano. Gli altri Distretti, oltre a quello di Sora, erano quelli di Caserta, il più importante , retto dal Sovraintendente, e quelli di Gaeta, di Fondi e di Piedimonte, in Campania, retti dai Sottointendenti.
Il primo documento, redatto dall’economo curato Filippo Gargaro nel mese di dicembre e che riporta il totale degli abitanti di Terelle, che ammontava a 1723, è dell’anno 1810; i maschi erano 738, le femmine 704, i bambini fino a 7 anni 129 e le bambine 152, mentre i preti erano 11 . L’alto numero di persone che vivevano in quel comune che oggi si estende su una superficie di circa 32 chilometri quadrati, quasi tutto montuoso, è sbalorditivo, anche in considerazione del fatto che esse erano circa un terzo delle 5300 che vivevano a San Germano nello stesso anno, compresi i suoi Casali. Caira, Casale di S.Germano, ne contava appena 487. Nel 1811 gli abitanti di Terelle erano già saliti a 1748.
Man mano che gli anni passavano la popolazione subiva un ulteriore incremento, tanto da raggiungere nel 1814 i 1837 abitanti e nel 1815 il numero di 1876. Per gli anni successivi si registrò una leggera flessione, ma subito dopo si ebbe un nuovo e costante incremento. Tra il 1818 e il 1819, con circa 1730 abitanti, a Terelle c’erano 100 filatrici (si filava solo la canapa), 5 sarti, 3 barbieri e si allevavano 200 vacche, 40 buoi, 10 cavalli, 3 muli e 30 asini, mentre le pecore erano 3000 e le capre 1000. I campi coltivati, dove lavoravano anche numerose donne, fornivano grano, granone e legumi.
Nei due anni successivi si registrarono 1765 e 1764 residenti, mentre intorno agli anni ‘30 erano già più di 1900. La suddivisione degli abitanti non rispettò più solo la fascia fino a 7 anni e quella degli adulti, ma venne frazionata in modi diversi, ad esempio venne contemplata quella dei ragazzi compresi entro i 12 anni o i 14 anni, oppure quella dei giovani tra i 20 e i 24/25, con altre fasce di età per le ragazze e le donne mature. I prospetti consultati, a firma dei sottointendenti o dei loro sostituti, sono compilati con estrema diligenza e riportano ogni tipo di notizia: i nati e i morti, gli sposati e i vedovi, gli emigrati e i nuovi entrati, i possidenti e i mendicanti, il numero dei preti, dei frati e delle monache, il mestiere esercitato ed altri particolari ancora. Un dato che attira l’attenzione è quello relativo al numero dei preti presenti in Terelle, che variava tra i 10 e i 13. Per il periodo in esame la punta più alta della popolazione venne toccata negli anni 1934 e 1935, rispettivamente con 2011 e 2021 abitanti, davvero tanti. Nel 1847 essi erano scesi a 1784 con 6 preti in attività. L’ultimo dato è relativo all’anno 1856, con 1981 abitanti, come risulta dalla nota compilata dal sindaco Vincenzo Grossi, contro gli 8300 che ne contava San Germano e i circa 800 di Caira, nello stesso anno.
Per chi non dovesse comunque conoscere il territorio in oggetto, bisogna ricordare che la popolazione non viveva tutta e solo nel paese, ma era presente nelle popolose località di Gariglia, di Ottaduna e delle Fossate in particolare, ma anche alla Cicogna, alle Maridole, alle Pietregentili, a Moritola e in molti altri casolari e piccoli gruppi di abitazioni sparsi un po’ dappertutto. Certo il territorio utile alla coltivazione non era abbondante, ma gli abitanti di Terelle sono conosciuti per la loro laboriosità e per la loro tenacia. Quante piccole strisce di terra, le famose “cannavine”, sono state strappate alla montagna e rese coltivabili a ceci, grano, mais, patate ed altro, con un duro e ammirevole lavoro? E quanto ha contribuito nei secoli passati all’economia e al proliferare della popolazione la naturale ricchezza della castagna e la salubrità dell’aria? E cosa dire ancora del commercio del ghiaccio e delle fragole nei periodi estivi? Gli scambi di prodotti venivano effettuati su mulattiere non solo con S.Germano, ma anche con la vicina Belmonte e con altri paesi della Valcomino.
A questo proposito è utile ricordare che per un lungo periodo Terelle ebbe un unico decurionato (Amministrazione Comunale) con Belmonte. Quando il benessere in loco non è stato più sufficiente, gli uomini hanno cercato lavoro in altri luoghi, ad esempio a Terracina prima e poi in terre lontane. Conosciute ed apprezzate sono le nutrite colonie da essi fondate in Francia e in Canada.
Certo oggi gli abitanti residenti, specialmente nel periodo invernale, sono poche centinaia, ma in piena estate Terelle sembra ritornare agli antichi numeri con intima soddisfazione, immagino, non solo dei pochi vecchi rimasti, ma di tutti coloro che il paesello natìo lo hanno sempre nel cuore.

La popolazione di Terelle attraverso i censimenti dall’unità d’italia ad oggi. Fonte Ista

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