Presentato il libro “Le chiese di Cassino” di Emilio Pistilli


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Studi Cassinati, anno 2008, n. 3

di Fernando Sidonio

“Le Chiese di Cassino. Origini e vicende”, è l’ultimo lavoro di Emilio Pistilli che è stato presentato l’8 luglio scorso nella Sala degli Abati del Palagio Badiale di Cassino nell’ambito delle celebrazioni in onore di S. Benedetto, “I giorni di S. Benedetto”. Un folto e attento pubblico ha fatto da cornice alla presentazione del volume. Numerose le autorità politiche, religiose e militari intervenute. Autorevoli relatori sono stati l’abate di Montecassino, Dom Pietro Vittorelli, l’arcivescovo di Gaeta, Bernardo Fabio D’Onorio, già abate vescovo di Montecassino, il prof. Diego Maestri, ordinario della cattedra di Architettura presso l’Università Roma 3, Don Faustino Avagliano direttore dell’archivio di Montecassino, Mons. Domenico Simeone, responsabile della nuova edilizia ecclesiastica.
Hanno porto il saluto il sindaco di Cassino, Dott. Bruno Vincenzo Scittarelli, e il Presidente del CDSC onlus, Prof. Giovanni Petrucci. Tra i presenti sono stati notati l’ex sindaco della città, il Dott. Mario Alberigo, il generale di Corpo d’Armata Carlo Gibellino, Comandante del 2° Comando delle forze di Difesa, il comandante del R.A.V. di Cassino, Domenico Di Cosimo, il vice Presidente dell’Amministrazione Provinciale di Frosinone, Prof. Filippo Materiale, il Presidente della Banca Popolare del Cassinate, Dott. Donato Formisano, la Prof.ssa Giulia Orofino, Presidente del corso di laurea in “Valorizzazione e Promozione Culturali” dell’Università di Cassino, il direttore del Museo Archeologico di Cassino, Arch. Silvano Tanzilli, il direttore del Centro operativo di Cassino della Soprintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici del Lazio, Arch. Carlo Scappaticci, la Prof. Adriana Letta, Direttore del mensile della Diocesi di Montecassino “Presenza Xna”, i rappresentanti della stampa locale, nonché l’editore del libro, Ugo Sambucci, e il tipografo Pierino Pontone.
Questo lavoro di Pistilli è il coronamento di anni di studi e ricerche svolte tra gli archivi di Napoli, Roma, Frosinone, Caserta e, soprattutto, Montecassino.
Nel suo intervento di saluto il Sindaco di Cassino, Dott. Bruno Vincenzo Scittarelli, ha ringraziato “Emilio” per questa suo nuovo libro, che va ad arricchire la conoscenza storica della città di Cassino, contribuendo ad alimentare sempre di più l’amore per questa città e risvegliando nell’animo dei cittadini il desiderio di ricerca delle proprie origini.
Il preside Giovanni Petrucci, amico e grande estimatore di Pistilli, ha accennato alla sua inesauribile voglia di conoscere e far conoscere Cassino a quanti la vivono ma non la ricordano, alla sua risaputa ed apprezzata cultura storiografica e “archeologica”; infine ha riconosciuto all’opera un valore scientifico, frutto di una accanita e costante ricerca su di un terreno difficile quale quello del non più esistente (Si veda a parte l’intervento di Petrucci).
L’abate Pietro Vittorelli, da buon padrone di casa, ha aperto le relazioni ricordando in maniera esaustiva la distruzione e ricostruzione dell’Abbazia e del Cassinate; ha ringraziato in particolare i suoi predecessori per l’impegno profuso per la loro esecuzione, sperando di poter continuare questo cammino con la realizzazione di nuove opere.
Molto apprezzato l’intervento del prof. Diego Maestri, che, in modo originale, ha delineato il fine vero dell’opera, quello di saper produrre una “storia figurata” ovvero quella storia fatta di luoghi, di cose e di persone che non potremmo vedere se non con l’occhio della mente, il solo capace di scrutare tre le minuzie della documentazione cartacea e figurativa per ricostruire un luogo, quello della memoria, che né il tempo, né gli eventi bellici possono distruggere.
Don Faustino Avagliano, nella sua breve relazione, ha voluto ricordare gli studi e le pubblicazioni del compianto Angelo Pantoni sulle chiese della diocesi di Montecassino, rilevando che era nell’animo dello studioso la volontà di occuparsi anche delle chiese di Cassino, cosa che gli è stato impedito dalla sua prematura scomparsa.
La presenza dell’ex abate Bernardo è stato un evento nell’evento, dal momento che la sua era la prima comparsa ufficiale nella sua ex diocesi; e le sue parole hanno testimoniato la stima e l’affetto che Pistilli in questi anni di studio si è saputo guadagnare. L’Autore ha ricostruito, quasi ricucito, una trama ed un percorso storico con grande perizia, ridando colore ad una città, la vecchia Cassino, con le sue antiche chiese, oggi scomparse e ormai conosciute solo per immagini bianco e nero dagli “addetti ai lavori” e forse mai esistite per la maggior parte dell’attuale popolazione cassinate. Molta della documentazione iconografica inedita sulla quale l’autore ha lavorato per dare corpo al suo ultimo impegno è stata messa a disposizione proprio dall’abate Bernardo, che, va ricordato, ha firmato anche la Presentazione all’interno del libro.
Mons. Pietro Simeone, ricollegandosi a quanto accennato dall’abate Vittorelli in merito alla ricostruzione, ha volto lo sguardo al futuro illustrando i progetti di edilizia religiosa che da qui a poco dovrebbero aumentare di qualche unità le chiese presenti nel territorio, rispondendo ad una esigenza molto sentita dalla popolazione.
L’Autore, nel suo intervento di chiusura, ha voluto ringraziare quanti hanno contribuito, in una maniera o nell’altra, alla realizzazione e alla pubblicazione dell’opera, in particolare il nostro socio benemerito, ing. Franco Di Meo, che, con la sua generosa sponsorizzazione, ne ha consentito la stampa.
Durante la manifestazione, condotta con perizia e grazia dalla giornalista Elena Pittiglio (nella foto di apertura), sono state proiettate le immagini della memoria, le immagini della vecchia città, delle sue scomparse chiese e degli affreschi che le ornavano, sapientemente assemblate dal nostro socio Ing. Arturo Gallozzi.

Fernando Sidonio
Alberto Mangiante

L’intervento del Presidente Petrucci
Saluto, a nome del CDSC onlus, S. E. Dom Pietro Vittorelli, nostro attuale Padre Abate, che ha voluto ospitarci in questa sede ed onorarci con la sua presenza; S. E. Bernardo D’Onorio, Arcivescovo di Gaeta, nostro Padre di un tempo: siamo felici di riaverlo tra di noi anche se solo per poco tempo. Saluto ancora il signor Sindaco di Cassino, gli illustri relatori, prof. Diego Maestri, Dom Faustino Avagliano e Mons. Domenico Simeone, nonché tutti i presenti in sala. Mi sia consentito, prima di cedere la parola a chi presenta l’opera dell’amico Pistilli, esprimere una semplice osservazione. Il titolo “Le chiese di Cassino”, non deve fuorviare il lettore, in quanto il libro fornisce non solo una notevole quantità di notizie sul nascere e sulla vita dei singoli luoghi sacri, ma costituisce una ricerca attenta e documentata sulle origini della stessa città ad essi legata. La dedica inoltre dimostra una squisita sensibilità di Emilio verso il popolo di Cassino “che ha saputo conservare intatti i propri principi civili e religiosi formatisi all’ombra delle sue chiese” tutte scomparse in seguito all’immane catastrofe dell’inverno 1943-primavera 1944. Se il libro desta tanto interesse per la rievocazione di un ricco patrimonio di arte del passato, del cui prezioso valore noi, allora ragazzi, non potevamo renderci conto, nel contempo arreca nell’animo una grande tristezza e un turbamento, tocca ferite forse non ancora del tutto rimarginate.

Urbs antiqua ruit multos dominata per annos;
Plurima perque vias sternuntur inertia passim
Corpora perque domos et religiosa deorum
Limina1.

È vero che una forza avversa e crudele si accanì per la rovina della nostra Abbazia, delle nostre dimore e dei nostri templi, tesori della nostra città:
E qui, nell’opera dell’amico Pistilli, ci sembra di intravedere quasi una sorta di reazione dello spirito cristiano che fa rinascere, con le immagini e la documentazione, ricercate accuratamente negli scaffali polverosi, un inestimabile retaggio di pitture, scultura ed architettura. Vidi Montecassino una ridente mattina del 21 marzo 1943, in occasione di una vacanza fatta a scuola, quando per le falde del monte si rincorrevano scampanii argentini; e le mie conoscenze sono ancorate a quel lontano e fumoso ricordo. Altri, di me più giovani, non hanno nemmeno questo. Emilio qui ricostruisce “dov’era e com’era” per tutti un mondo lontano di monumenti e di ricchezza della nostra città! È un segno di lotta contro il tempo e contro la brutalità delle nostre vicende!
Ti ringraziamo di cuore per questo, per la fatica che ti tiene inchiodato a tavolino per ore ed ore durante la giornata e trova l’adeguato appagamento solo nell’amore verso lo studio; ringraziamo, altresì, il tipografo Pontone, maestro nell’arte della stampa, il nostro editore Ugo Sambucci, che ci sostiene con la sua passione per la storia del nostro territorio, e il nostro socio benemerito, ingegnere Franco Di Meo, che, ancora una volta, è stato magnanimo con il suo prezioso contributo economico per la realizzazione dell’opera.

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