La cappella di S. Antonio a Valvori


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Studi Cassinati, anno 2007, n. 4

di Giovanni Petrucci

Ad alcuni tornanti prima di giungere al centro del ridente e lindo paese di Valvori, alla sinistra, per una leggera altura fra olivi ben curati si apre un viottolo. Dicono che sia una mulattiera che partiva da S. Elia Fiumerapido, portava al Gallo in territorio di Vallerotonda e continuava poi per il Gallo Maggiore, in territorio di S. Biagio Saracinisco; ma noi pensiamo che sia un semplice tratturo, per la transumanza delle greggi che scendevano dalle Mainarde per il pascolo a valle.
Ad un centinaio di passi, sulla sinistra, siamo costretti a fermarci dalla presenza di una cappella singolare, che dicono dedicata a S. Antonio. Pensiamo a S. Antonio da Padova di cui era molto viva la pietà religiosa dalle nostre parti; ma potrebbe anche trattarsi di S. Antonio Abate.
La cappella attualmente è disadorna, aperta ai passanti che si fermano solo a disegnare cuoricini e a scrivere la data e i nomi a ricordo; è scavata nella roccia, o meglio nello stucco, ed è tutta coperta di vegetazione, tanto che da lontano non si scorge nemmeno.
Ci richiama alla mente le chiesette e gli eremi ricavati all’interno di pareti rocciose che sorgono numerose nella Valle di Roveto e specialmente in Civitella Roveto; ma queste in verità sono ben altra cosa, essendo ben rifinite con pavimentazioni e stucchi e soprattutto adornate di preziosi affreschi.
La porta ad arco misura m. 1,90 x m. 0,90; l’interno è piuttosto angusto: su due piedritti era poggiato una semplice pietra adatta a formare un altarino a circa un metro dal pavimento, sulla cui parete si apre una nicchia di cm. 40 x cm. 55; sia a destra sia a sinistra ve ne sono altre due.
Non conosciamo notizie di fatti notevoli, ma scopriamo solo il candore e la semplicità, segno del bisogno di raccogliersi nella preghiera lungo il cammino.
Probabilmente, stando anche alle testimonianze degli anziani, nei secoli passati veniva utilizzata per dir Messa per i montanari del luogo, prima che agli inizi del secolo XIX, col crescere della popolazione stabile, venisse costruita la Chiesa attuale della frazione.

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