Dalla STEM alla Tipografia Malatesta


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Studi Cassinati, anno 2007, n. 2

di Erasmo Di Vito

Il recupero della dignità di città, la ricostruzione, il ritorno alla vita normale ed il rilancio dell’economia cassinate, dopo la completa distruzione del marzo del 1944, passarono attraverso la forza, il coraggio e la laboriosità dei suoi cittadini.
Tra questi è da annoverare il maestro d’arte grafica Aurelio Malatesta, capostipite di una famiglia titolare di un’azienda tipografica che da quasi cento anni è ancora punto di riferimento della città nel settore, all’insegna del motto “l’industria che si evolve”.
Aurelio Malatesta nasce nel 1884, e a soli 26 anni, nel 1910, fonda e dirige la STEM, Società Tipografica Editrice Meridionale, della quale entra far parte anche il noto scrittore avv. Carlo Baccari.
Il successo, con il mestiere nel destino, era scritto nel suo DNA: nel 1915, padre di cinque figli, è chiamato alle armi in occasione della Prima Guerra Mondiale; ed è proprio il mestiere che lo porta ad operare presso la Tipografia del Comando Supremo delle Forze Armate a Pavia.
Neppure lontanamente poteva immaginare che la notte tra il 3 ed il 4 novembre del 1918 avrebbe ricevuto l’ordine di stampare, in migliaia di copie, il celebre “Bollettino della Vittoria”, che il giorno seguente avrebbe annunciato la fine della guerra contro l’Austria-Ungheria e che, ancora oggi, si legge con enfasi ed orgoglio il 4 novembre di ogni anno a memoria dell’evento.
Lo stesso anno, tornato a casa, riprende la sua attività presso la STEM pubblicando le opere di Baccari ed altri autori locali, ed iniziando la fornitura degli stampati alle pubbliche amministrazioni.
L’azienda si consolida ed afferma sino a quando non viene anch’essa distrutta dai bombardamenti anglo-americani che furiosi si abbatterono sul Cassinate tra la fine del 1943 ed il marzo del 1944, quando città ed abbazia furono completamente rase al suolo.
Subito dopo, mentre i monaci ricostruivano il monastero ed i cassinati le loro case, Aurelio Malatesta riavvia l’attività con passione e tenacia, coadiuvato da alcuni dei suoi figli che poi continuarono a gestirla negli anni a venire, assimilando la competenza paterna e l’orgoglio di far parte di un’azienda prestigiosa che, non a caso, si avvia a celebrare i suoi cento anni di vita.
Tra questi non vi era Pietro Malatesta, terzo sindaco della ricostruzione, dopo Gaetano Di Biasio e Piercarlo Restagno, che per dodici anni contribuì decisamente all’opera di rinascita post-bellica della nostra città.
Il timone dell’azienda, a seguito della morte del capostipite Aurelio, nel 1949, passa al figlio Carlo che rappresenta la seconda generazione dell’arte tipografica della nostra città conducendola alle porte del terzo millennio.
Anche la “Tipografia Malatesta” è protagonista della progressiva innovazione tecnologica degli anni del Dopoguerra, introducendo la composizione meccanica dei testi, utilizzando le macchine Linotype che consentivano di comporre le righe tipografiche fuse in piombo con una tastiera eliminando la composizione manuale, che si faceva lettera per lettera.
Successivamente introduce anche la stampa Offset sostituendo la stampa tipografica e accelerando notevolmente i tempi di produzione.
La tecnica Offset introduce l’utilizzo della pellicola fotografica, con foto-unità, che viene poi trasferita su una lastra di alluminio attraverso l’esposizione alla luce eseguita con bromografo.
In questi anni, elaborando e perfezionando il sistema di stampa usato nell’antica Cina incidendo su telai in seta, si istituisce anche un laboratorio di stampa serigrafica.
Nel frattempo Carlo Malatesta riceve notevoli riconoscimenti: nel 1962 il presidente della Repubblica Antonio Segni lo nomina Cavaliere al Merito del Lavoro; nel 1970 riceve una medaglia d’oro dalla Camera di Commercio di Frosinone; nel 1978 il premio Città di Frosinone; nel 1982 il premio Aquila d’argento, d’oro e di diamante e nel 1994 gli viene conferito il titolo di Maestro del Commercio.
Dal 1992, di fatto, la Tipografia Malatesta passa alla terza generazione nelle mani di Aurelio, figlio di Carlo, architetto, che metterà a disposizione dell’azienda la sua professionalità curando l’alta qualità della veste grafica degli stampati ottenuta grazie all’introduzione di un efficiente Studio di Progettazione Grafica.
La terza generazione segna di fatto l’introduzione, nel ciclo produttivo, della realizzazione computerizzata degli stampati ed il nuovo sistema di stampa digitale che consente la realizzazione dei progetti grafici in tutte le forme espressive della comunicazione visiva.
Ma tutte le antiche attrezzature e macchinari da stampa utilizzati nel corso del suo secolo di vita sono conservate ancora dalla Tipografia Malatesta e meriterebbero di trovare una degna collocazione all’interno di una esposizione in grado di offrire ai visitatori un viaggio nel tempo all’interno di cento anni di processi produttivi tipografici.
In quest’ottica Aurelio Malatesta auspica che venga presto realizzato un museo dedicato all’antiquariato industriale che possa ospitare anche le testimonianze dell’antica arte della produzione della carta e dei sistemi di stampa delle epoche passate.
Di diritto l’attività di tre generazioni dell’arte tipografica della città di Cassino assurge al ruolo di testimone del servizio offerto alla Patria e alla Comunità, esempio fulgido di attaccamento al lavoro dell’arte grafica.

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