Gli ebrei internati a San Donato Val di Comino: 1941-44 ( parte III) Documenti che ne attestano la presenza


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Studi Cassinati, anno 2006, n. 1

di Alessandrina De Rubeis

In questa parte III della storia sugli Ebrei internati a San Donato Val di Comino, si prendono in esame alcuni documenti della Regia Questura di Frosinone, datati 1940, ed altri del comune di S. Donato V. C., datati 1942.
Il 5 agosto 1940, la Regia Questura di Frosinone inviava alla Regia Prefettura, Ufficio Ragioneria, di Frosinone N. 6 documenti, tutti dal seguente testo: «Per opportuna notizia informo che il Ministero dell’Interno con nota 443/70544 del 18-7-1940, ha disposto che la nominata in oggetto sia internata in un Comune della Provincia di Frosinone. Pertanto, la predetta straniera in data 4 c.m. è stata internata nel comune di S. Donato Val di Comino. Alla medesima, quale indigente, spetta l’indennità per il vitto e l’alloggio. Il Questore» (segue firma).
Le donne, nominate all’oggetto, sono: Blody Rosa in Miller di Jacob e di Frenkenbusch Elena, nata a Vienna il 27-12-1894, suddita tedesca ebrea; Blody Sidonie in Neumann di Jacob e di Frankenbusch Elena, nata a Vienna il 14-3-1900, suddita tedesca ebrea; Bloch Margaret di Louis e fu Megrovitz Jenni, nata a Berlino il 21.3.1892, apolide di origine tedesca ebrea; Ismirli Eva di Ehoshma e di Raffaelli Rina, nata a Sinperopoli il 12-10-1915, apolide ebrea; Kazar Gabriella in Lewi fu Giuseppe e di Zinner Gisella, nata a Budapest il 4-8-1913, apolide ebrea e figlio Raffaello di anni 6. (Della famiglia Levi si è parlato in Studi Cassinati, Anno V – N: 4, Ottobre – Dicembre 2005, pp. 248 – 253, ma ora si vuole evidenziare come, nel tentativo di scampare alla persecuzione, Enrico Levi e sua moglie Gabriella arrivarono a cambiare il nome del loro primogenito, battezzandolo col nome Italo e, quindi, non più Raffaello).
In un altro documento, datato 13-8-1940, si legge che in data 12 agosto, cioè un giorno prima, era stata internata anche Bettmann Henriette di Augusto e di Bettmann Julia, nata a Köln il 5.3.1896, suddita tedesca ebrea.
Il 1° settembre dello stesso anno, la R. Questura di Frosinone scriveva alla R. Prefettura (Ufficio Ragioneria) di Frosinone la seguente nota avente per oggetto: Internati nel campo di concentramento di S. Donato Val di Comino. Il testo è: «In relazione alla nota sopradistinta, si trasmette, in duplice copia, il richiesto prospetto relativo alle indennità per vitto e alloggio spettanti alle sottonotate ebree straniere indigenti internate nel Comune di S. Donato Val di Comino. 1°) Bloch Margaret – 2°) Izmizli Eva; – 3°) Kazar Gabriella; – 4°) Blody Sidonie; – 5°) Blody Rosa; – 6°) Bettmann Henriette; – 7°) Steinitz Lotte Ursula». (Di Ursula e del marito, il dottor Marco ( Mordko ) Tenenbaum, tutt’ora residenti a Roma, si parlerà nel prossimo numero di Studi Cassinati).
Ciò che ulteriormente sconcerta di quest’ultimo documento è la definizione che viene data al paese di S. Donato V.C.
I due documenti che seguono sono firmati dal Podestà di S.Donato V.C., dottor Guido Massa. Essi riguardano i sussidi elargiti dal Comune agli internati nel mese di gennaio e nel mese di aprile del 1942; dai documenti si possono conoscere quasi tutti i nomi degli Ebrei che soggiornarono a S.Donato e, tra questi, Osvaldo Adler e Geltrude Glaser dei quali si è parlato in Studi Cassinati, Anno V, N. 3 (Luglio – Settembre 2005), pp.185-190.
Emozionante è leggere, nei due documenti citati, le firme autografe delle vittime della follia umana: Bloch Margaret, Blody Rosa, Steinitz Ursula, Tenenbaum Mordko, Duchsbaum Clara, Kazar Gabriella, Lewi Enrico, Stein Samuel, Landberger Ediht, Adamowicz Zlama, Adamowicz Faiga, Kreiner Chane, Kreiner Ediht, Blody Sidonie, Liliental Rosa, Michalievic Mila, Battmann Henriette, Buchbaum Clara, Landerberg Editta, Kreiner Editta, Adler Oswald, Glaser Geltrude; a questi nomi vanno aggiunti quelli dei piccoli Italo (Raffaello) e Noemi Levi e della piccola Katja Tenenbaum, oggi residente a Roma.

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