Cosa resta delle antiche torri di San Germano


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Studi Cassinati, anno 2005, n. 2

di Emilio Pistilli

Cogliamo l’occasione offertaci dall’articolo di Ettore Noschese per fare un po’ il punto della situazione circa lo stato delle torri sul lato nord (Abruzzo) delle fortificazioni medioevali di Cassino.
Nel medioevo la città – allora si chiamava S. Germano – era racchiusa in un recinto murario che, partendo dalle mura di Rocca Janula, si dilatava verso valle a formare una sorta di enorme triangolo. La discesa lungo i fianchi del colle Janulo era punteggiata da una serie di torri di difesa. L’archeologo Gianfilippo Carettoni ne fece una descrizione, con annessa mappa, nella rivista Palladio del 19521 (se ne riporta uno stralcio nelle pagine seguenti). Egli, nel tracciare il percorso delle fortificazioni, segnala 10 torri sul versante sud-ovest e forse 8 in quello nord; ma in questo lato il tracciato della mappa non è completo: dopo un breve tratto collegato all’angolo nord-est della Rocca Janula il percorso dei bastioni è interrotto per riprendere nel fondovalle, in località S. Silvestro. Nel tratto mancante si sarebbe dovuto segnalare la grande torre circolare, di cui sono ancora visibili cospicui resti e che i vecchi Cassinati chiamano “gliu rucchìttö”, la piccola rocca; essa è perfettamente rappresentata dalla foto 1 e dal disegno di A. Soldé del 1857 (foto 2), il quale, però, la raffigura a struttura quadrata. Ma probabilmente dopo tale torre le mura si interrompevano per sfruttare la difesa naturale costituita dallo strapiombo della collina da quel lato, per riprendere poco prima del fondovalle andandosi a raccordare con la torre descritta da Noschese.
Il lato orientale (quello a valle) delle mura viene collocato dal Carettoni sulla sponda destra del fiume Rapido – che nel passato scorreva lungo l’attuale via Marconi – fino all’incrocio con via De Nicola (ex Corso vittorio Emanuele); ma qui lo studioso si affida all’andamento del recinto del palazzo abbaziale evitando di segnalare ulteriori opere di difesa; opere che invece sono visibili nel disegno di inizio Ottocento, molto preciso, del Grossi (foto 3), dal quale si possono contare, sul lato destro, quattro, forse cinque, torri con notevoli tratti di mura merlate; queste ultime si interrompono alla congiunzione con il palazzo abbaziale.
L’allineamento fortificato nel passato proseguiva fino alla porta sulla “strada consolare”, nell’antico rione Ponte, l’attuale via De Nicola, all’altezza dell’incrocio con via Marconi. La porta è ben visibile nel disegno del Grossi.
Da questo punto in poi tutto diventa incerto: la mappa del Carettoni mostra qualche incertezza e, probabilmente, crea anche confusione. Di sicuro sappiamo che una torre era ubicata su via Varrone, alle spalle del recinto dell’odierna villa Petrarcone (foto 4-5); fu abbattuta nel 1950 per fare spazio ad una civile abitazione: Carettoni la segnala nella sua mappa con la lettera “T” e ne riporta una foto dell’immediato dopoguerra nel citato studio, al quale rinviamo per l’ubicazione delle altre torri sul versante meridionale; per il loro stato di conservazione sono sufficienti le foto del dopoguerra. La torre “F”, cilindrica d’angolo, era a guardia delle mura nel punto in cui queste, discendendo da Rocca Janula, incontravano il fiume Rapido, lungo l’attuale via Marconi; vecchio numero di particella 617, nuovo 341; ne è visibile una parte inglobata nel recinto della scuola elementare di S. Silvestro, sul lato nord e riadattata a box per auto dal confinante (foto 6-7). Ne è rilevata la presenza nella mappa pubblicata da O. Del Foco nel 19022 e in quella annessa al piano regolatore del 19163, oltre, naturalmente, quella del Carettoni.

Delle antiche mura che anticamente racchiudevano la città di Cassino, sul lato settentrionale nella zona pianeggiante, prima della guerra restavano solo i ruderi di 6 torri. Le abbiamo contrassegnate con le lettere maiuscole da “A” ad “F” nelle due carte catastali contigue dell’anteguerra.
La torre “A”, cilindrica, è stata ben descritta da Noschese nel precedente articolo. In catasto era contrassegnata dai nn. 87-88-89; con l’aggiornamento del catasto si ha il foglio 84 con le particelle 316-396-398.
La torre “B”, semicilindrica, uscì gravemente danneggiata dai bombardamenti del 1943/44, però ne era ancora ben riconoscibile la struttura; gli ultimi resti sono stati abbattuti solo in tempi recenti. Il vecchio numero in catasto era 86, l’attuale è 151.
La torre “C”, cilindrica, era, all’origine, a guardia della porta della città (Porta S. Giovanni o D’Abruzzo); già nell’anteguerra era ridotta al solo basamento seminterrato utilizzato da una cantina privata; tra i bombardamenti e la successiva ricostruzione non ne è rimasta traccia; sorgeva sull’incrocio tra via della Portella e via del Foro, vecchio n. di particella 85; attualmente la sua area è occupata da un fabbricato popolare che affaccia su via del Foro, sulla particella n. 415. Il Carettoni prefigura una torre gemella posta sull’altro lato di via del Foro.
La torre “D”, rettangolare, era addossata al fabbricato monastico di S. Scolastica, sul retro, all’interno del giardino annesso; vecchio n. catastale 601, attuale 155. Il ricostruito fabbricato ne ha inglobato i pochissimi resti sopravvissuti alla guerra.
La torre “E”, semicilindrica, dominava gli orti prospicienti l’antico quartiere S. Giovanni; aveva il n. catastale 616; attualmente reca il n. catastale 167, ma della struttura non resta traccia alcuna. Prima di essa, però, doveva essercene un’altra, mai segnalata: ce lo suggerisce la cadenza delle altre torri.

1 G. Carettoni, Le fortificazioni medioevali di Cassino, estr. da “Palladio” Rivista di Storia dell’Architettura n. III-IV – Luglio-Dicembre 1952, La Libreria dello Stato, Roma.
2 O. Del Foco, Cassino e le sue acque, Editore Antonio Vallardi, Milano, 1902, rist. Anastatica a cura del consorzio di Bonifica “Valle del Liri”, Ciolfi, Cassino, 2005, Tav. 2.
3 Progetto del Piano Regolatore dell’abitato del capoluogo, Tipografia Nazionale di G. Bertero e C, Roma 1916.

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