Il Comitato per le celebrazioni “Battaglia di Montecassino”: un tormentato cammino


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Studi Cassinati, anno 2005, n. 2

di Emilio Pistilli 

Historiale: ci siamo. Credo si possa dire ormai che un motivo, un buon motivo, di sosta a Cassino, dopo la visita all’abbazia, si vada concretizzando con l’apertura della struttura che impropriamente si definisce museale. Non sto a descrivere ciò che il visitatore vedrà (o vivrà) nell’Historiale: è opportuno che ognuno lo scopra da sé.
Voglio, invece, ripercorrere il lungo e tormentato cammino che ci ha portati ad oggi.
2001
Tutto cominciò con una iniziativa geniale dell’on. Lucio Testa, che riuscì a far approvare, nell’ambito della legge 29 dic. 2000, n. 400, la spesa di due miliardi di lire per l’anno in corso ed altrettanti per l’anno successivo, per le celebrazioni della battaglia di Montecassino (sic). Sempre su iniziativa di Testa il Ministero per i Beni e le Attività Culturali istituì, in data 13 aprile 2001, il Comitato celebrativo che poi prese il nome di Comitato “Battaglia di Montecassino”. Del comitato facevano parte 29 comuni interessati dal fronte di guerra nel Cassinate – con successivo decreto del 27 aprile 2001 i comuni furono portati a 32 –, le maggiori istituzioni territoriali e varie personalità locali. Purtroppo dall’elenco mancavano alcuni comuni, che avrebbero avuto pieno titolo di adesione per le tristi vicende della guerra, e mancava perfino la rappresentanza dell’abbazia di Montecassino.
L’insediamento del comitato ebbe luogo presso la sala del Consiglio comunale di Cassino il 9 maggio 2001, appena 4 giorni prima della tornata elettorale per il rinnovo del Parlamento (13 maggio): questo particolare generò in molti il sospetto di una manovra elettoralistica per la rielezione dell’on. Lucio Testa. In quella occasione – che vide non pochi sindaci allarmati per il timore che Cassino facesse la parte del leone nella spartizione dei fondi – fu nominato, accanto alla presidenza scontata di Testa, anche un ufficio di presidenza di cui fecero parte la dottoressa Angela Riccio, della Fiera di Milano, il sottoscritto e il prof. Giovanni D’Orefice con l’incarico di tesoriere. Per tranquillizzare i sindaci l’on. Testa spiegò che non c’era nulla da spartirsi, che la legge istitutiva del comitato non prevedeva la realizzazione di opere strutturali sul territorio ma che si sarebbero spesi i fondi soltanto per iniziative di celebrazione.
Il 13 maggio Lucio Testa non fu rieletto. L’attività del comitato ristagnò, salvo una riunione dell’ufficio di presidenza in quel di Acropoli nell’estate successiva e una bozza di programma redatta dal presidente, che prevedeva, nelle sue linee generali, una conferenza stampa di presentazione, un concerto a Montecassino, una mostra documentativa itinerante in Italia e all’estero, convegni e tavole rotonde, varie pubblicazioni: tutto per 4 miliardi di lire.
Intanto il presidente aveva fittato un locale presso il palazzo Excelsior di Cassino come sede del Comitato con contratto fino al giugno 2003; analogo contratto per una sua collaboratrice che fungeva da segretaria. La sede non fu mai utilizzata.
2002
La prevista riunione del comitato per l’approvazione dello statuto e la nomina del comitato esecutivo tardava ad essere convocata. Essa avvenne solo il 6 febbraio 2002 presso il Ministero per i Beni Culturali, presieduta dal ministro Urbani.
In tale occasione – presenti anche alcuni storici di fama nazionale nel ruolo di consulenti – si verificarono aspre polemiche tra il sindaco di Cassino e Lucio Testa, per il suo programma di attività, e vari sindaci contro Scittarelli, per gli stessi motivi della precedente riunione di insediamento. Il presidente Testa ancora una volta, sostenuto dalla dottoressa Corazza, del Ministero, tenne a precisare che i fondi dovevano essere spesi solo per celebrazioni e non in opere strutturali. Nello stesso tempo fu data facoltà ai vari comuni del comitato di presentare proprie proposte di iniziative.
Il Comune di Cassino, a tale scopo, fece propria una proposta di programma generale, elaborato dal sottoscritto, con la preziosa collaborazione del dott. Giuseppe Gentile, capo dello staff del sindaco; quella bozza fu sottoposta all’approvazione dei sindaci del Comitato in un’apposita riunione convocata dal sindaco Scittarelli presso la sala Di Biasio di Cassino il 26 febbraio 2002. Quella fu una mossa opportuna perché servì a rinfrancare i rapporti tra gli amministratori del territorio e il comune di Cassino; infatti i 25 sindaci presenti approvarono la proposta all’unanimità. Ma il Comitato tardava ad essere convocato, nonostante le sollecitazioni del sindaco di Cassino del 20 giugno 2002 e del 24 agosto successivo.
Al silenzio di Testa seguirono, nel mese di settembre, le sue dimissioni da presidente e da membro del comitato. Poco dopo, il 12 novembre, venne convocata un’assemblea, presieduta dal prof. Francesco Sicilia, Direttore Generale del Ministero, nel corso della quale fu nominata presidente del Comitato la dottoressa Flavia Cristiano, dello stesso Ministero; il prof. D’Orefice fu confermato tesoriere, mentre il sottoscritto e la dott.ssa Riccio si dimisero dall’ufficio di Presidenza per solidarietà verso Testa.
Da tale momento in poi, nonostante le polemiche di una certa stampa locale, il Comitato iniziò a lavorare a pieno ritmo sulla base del programma comune approvato dai sindaci nel febbraio 2002; programma che prevedeva, tra l’altro, l’utilizzo del fabbricato ex mattatoio di Cassino, di recente ristrutturato: dunque nessuna preclusione più ad opere strutturali, come aveva sempre sostenuto l’on. Testa.
2003
L’ultima svolta importante si ebbe il 27 marzo 2003, con l’assemblea convocata presso il Ministero a Roma, nella quale Flavia Cristiano si presentò dimissionaria per cedere il posto di Presidente al sindaco di Cassino Bruno Scittarelli. Fu subito spostata la sede del comitato presso il comune di Cassino e le mansioni di segretario furono affidate al tesoriere prof. D’Orefice, coadiuvato dal dott. Giuseppe Gentile, senza alcun onere per il comitato.
La nuova gestione, a seguito di una convenzione dell’8 luglio 2003 per uno studio “concettuale e tematico”, affidò ad “Officina Rambaldi”, con delibera dell’assemblea dell’11 maggio 2004, l’incarico per l’allestimento di un museo “artistico-scenografico-multimediale” nell’ex mattatoio di Cassino, per l’importo di 1.260.000 euro. Questa è risultata, poi, una trovata molto intelligente. Infatti la multinazionale di Carlo Rambaldi con passaggi progressivi, facendo tesoro delle conoscenze ed esperienze di studiosi locali ed affidandosi alla guida illuminata di storici cattedratici, ha dato vita a quella che ormai è una grande occasione di rilancio turistico, culturale ed economico dell’intero territorio. L’apertura dell’Historiale, invero, è solo il primo passo verso un’organizzazione globale dei comuni della battaglia, protagonisti, finalmente tutti insieme, del proprio futuro.
2004/205
Esauriti o assegnati i fondi a disposizione del Comitato grazie alla legge 400/2000, un nuovo finanziamento si aggiungeva al precedente, questa volta per opera del senatore Oreste Tofani, dell’importo di un milione e 633.000 euro – D.M. 72 del 22.3.2004, modificato con D.M. 128 del 21.5.04 –, destinato al completamento del museo e alla realizzazione del “gran percorso della memoria”, che sarà il passo successivo all’Historiale cui si accennava prima.
.Per fruire, infine, delle professionalità e delle potenzialità di Officina Rambaldi il Comitato ha deciso di affidare allo stesso la gestione dell’Historiale per i primi cinque anni: in tal modo si avrà la possibilità di preparare il personale locale che dovrà governare tutto nel futuro prossimo.
Le iniziative
Numerose, intanto, sono state le iniziative promosse o organizzate dal comitato a partire dal 2004. Il programma ufficiale delle manifestazioni fu presentato l’8 aprile presso la sala stampa di Palazzo Chigi a Roma. In ogni Comune della Linea Gustav, secondo un calendario legato alla successione degli eventi bellici, si sono svolte solenni cerimonie di commemorazione, che hanno avuto il culmine nella visita del Presidente della Repubblica Ciampi a Cassino il 15 marzo 2004, 60° anniversario della distruzione della città; in tale occasione il Presidente appuntò sui gonfaloni di 11 Comuni medaglie al merito civile.
Le scuole sono state coinvolte con il progetto “I giovani e la storia”: i lavori sono stati esposti in piazza Labriola a Cassino dal 3 al 6 maggio 2004.
L’11 maggio successivo fu inaugurata, presso la biblioteca comunale di Cassino, una mostra fotografica sugli eventi bellici nel Cassinate, dal titolo “Memoria e Monito”, organizzata dal CDSC onlus, Centro documentazione e Studi Cassinati, che, sempre per conto del comitato, produsse anche un DVD con le immagini della mostra e vari filmati della distruzione.
Il 15 maggio fu inaugurata un’altra mostra a Montecassino sui “Paramenti Sacri e Libri Liturgici salvati dalla distruzione dell’Abbazia”. Il giorno dopo a S. Angelo in Theodice, sulle sponde del fiume Gari, fu inaugurata la “Campana della Pace” in ricordo delle migliaia di caduti su quelle acque nel 1944.
Il 10 giugno fu inaugurato il percorso “La memoria di pietra” voluto dal CDSC.
Il 5 agosto ancora una mostra fotografica presso la biblioteca comunale di Cassino, questa volta sull’emigrazione del dopoguerra, dal titolo “Lontane Americhe”.
Il 26 ottobre successivo, su iniziativa del sen. Oreste Tofani, a Palazzo Madama, si tenne la solenne Commemorazione ufficiale della distruzione di Cassino e Montecassino. Il giorno dopo il comitato fu ricevuto in udienza a Piazza S. Pietro da papa Giovanni Paolo II, a cui furono consegnati la medaglia d’Oro del Sessantennale e una copia del libro “Memoria e Monito”. Nel pomeriggio dello stesso giorno il comitato fu ricevuto in visita ufficiale a Palazzo Chigi dal Presidente del Consiglio Berlusconi.
Il 26 novembre fu organizzato un convegno presso l’Aula Pacis di Cassino sul tema “La violenza tra passato e presente – Memoria e Giustizia” a cura dell’Università degli Studi di Cassino.
Il 2005 ha visto, tra l’altro, ancora una mostra, dal 15 al 31 marzo presso la biblioteca Comunale, dal titolo “Il libro del Sessantennale”, nella quale sono state esposte le pubblicazioni (libri, giornali, CD e DVD) dell’ultimo biennio sull’argomento della battaglia di Cassino; la rassegna è stata arricchita con l’esposizione di giornali dell’epoca del conflitto a cura di Francesca De Santis e Alberto Mangiante; la mostra ed il relativo catalogo fotografico sono stati curati dal CDSC.

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