I Marocchini chiedono scusa per le violenze di guerra: “La violenza tra passato e presente”


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Studi Cassinati, anno 2004, n. 4

di Emilio Pistilli

Il 26 novembre scorso si è tenuto, presso l’Aula Pacis di Cassino, il convegno: “La violenza tra passato e presente”, organizzato dal Comitato Celebrativo “Battaglia di Montecassino”, dall’Università di Cassino e dal Comune di Cassino. Una giornata di studio che è risultata di grande importanza non solo dal punto di vista scientifico, ma anche per alcuni passaggi a dir poco eclatanti. Ma tutto, ahimé, nella quasi totale indifferenza della città e di molti degli organi di informazione. Si è registrata, infatti, nella seconda parte della giornata, l’assenza delle autorità locali – complici i mezzi di comunicazione, che, probabilmente, non hanno ben messo a fuoco la straordinarietà dell’evento –; il che ha dato adito al sospetto che non volessero vedersi implicate con la trattazione di memorie scomode quali quelle degli stupri di massa. Dunque il coraggio di Ahmid Benhraalate (e ne ha avuto parecchio, visto l’atteggiamento perdurante della Francia) sembra sia servito a poco; così pure il suo appello per la pace fra i popoli nella reciproca comprensione.
Ma Cassino non è testimonial di pace nel mondo, visto che si fregia del titolo di “Città martire per la Pace”?
L’intervento più atteso è stato quello di Ahmid Benhraalate perché per la prima volta è stata riconosciuta ufficialmente, almeno da parte marocchina, la responsabilità delle truppe di colore per le odiose sevizie di donne e bambini durante le drammatiche ore delle “liberazione”. Responsabilità sempre minimizzata – se non addirittura negata – da parte dell’esercito francese, colpevolmente tollerante nei confronti di quelle truppe.

SCHEDA DEL CONVEGNO
La prima parte della giornata – coordinata dal prof. Fausto Pellecchia, dell’Università di Cassino, dal titolo “Le radici della violenza” –, dopo i saluti del prof. Giovanni D’Orefice, in rappresentanza del Comitato Celebrativo, e della dott.ssa Iris Volante, in rappresentanza del Comune di Cassino, ha registrato gli interventi di illustri cattedratici: il prof. Paolo Virno, dell’Università della Calabria (Linguaggio e violenza), il prof. Silvano Zucal, dell’Università di Trento (Violenza e parola), il prof. Luigi Vero Tarca, dell’Università di Venezia (Non violenza e disarmo culturale).
In apertura del convegno è stato letto un contributo di don Faustino Avagliano, direttore dell’Archivio di Montecassino, che riportiamo a parte.
Il pomeriggio si è svolto sul tema “Memoria e Giustizia” con la coordinazione eccezionale dell’archeologo Filippo Coarelli, dell’Università di Perugia, originario di Roccasecca e testimone dei tragici mesi di guerra sul territorio.
Ha aperto i lavori la prof.ssa Silvana Casmirri, dell’Università di Cassino, con un intervento interessante e per molti aspetti innovativo su “Riflessioni sull’esperienza della popolazione civile nel Cassinate durante la seconda guerra mondiale”. Subito dopo ha preso la parola la prof.ssa Daria Frezza, dell’Università di Siena, trattando il tema “Il Corpo di Spedizione Francese e la memoria della guerra in Francia e in Marocco”, imperniato sugli stupri subiti dalla popolazione civile del Cassinate da parte delle truppe coloniali francesi, un argomento difficile perché molto complesso ed eccessivamente vasto per il tempo ristretto a disposizione; è servito, tuttavia, da premessa per l’intervento successivo che era di estrema importanza per i Cassinati e per le implicazioni sociali e politiche connesse. Il prof. Ahmid Benhraalate, docente di matematica ell’Università di Nizza, ma anche presidente dell’Union Nationale des Anciens Combatants Marocains, ha parlato delle truppe coloniali marocchine nella storia del Marocco dalla seconda guerra mondiale ad oggi. Ne riportiamo il testo integrale.
Il suo intervento è stato supportato da immagini filmate sulla memoria delle popolazioni del cassinate riguardo a quella triste esperienza e da interviste raccolte (insieme a quelle immagini) dalla prof. Frezza e da suo figlio Clemente Bicocchi, regista cinematografico, in Marocco presso i reduci marocchini e a Ginevra all’ex presidente algerino Ahmed Ben Bella, ufficiale combattente a Cassino. Tra l’altro Ben Bella ha voluto chiarire che il fantomatico messaggio di Juin alle truppe di colore con il quale si assicurava loro l’impunità per 50 ore per qualsiasi cosa avessero fatto o preso dopo lo sfondamento della Linea Gustav, è stato in realtà lanciato a quei combattenti al momento di partire dalla terra d’Africa; e questa anche è una autentica novità.
Ha chiuso il convegno la dott.ssa Annalisa Zanuttini, di Amnesty International, trattando della Legislazione internazionale sulle violenze alle donne durante le guerre.

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