La “Domus Romana” di via Montecassino


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Studi Cassinati, anno 2004, n. 3

di Silvano Tanzilli*

La conformazione urbanistica dell’antica città di “Casinum”, dal primo insediamento volsco-sannita fino alla sovrapposizione romana avvenuta nel periodo che va dal II sec. a.C. al V sec. d.C., è tuttora oggetto di numerosi studi che trovano puntuale conferma nelle ricerche condotte ininterrottamente sul campo a partire dagli anni trenta del secolo scorso.
Il ritrovamento di strutture archeologiche avvenuto in questi giorni negli scavi di fondazione per il rifacimento del muro di contenimento di un tratto della strada per Montecassino, che il Genio Civile di Cassino sta eseguendo con un pronto intervento, dimostrano, ancora una volta, che tali ricerche non si possono considerare concluse.
Si tratta, con ogni probabilità, di una Domus della seconda metà del I sec. a.C. di grandi dimensioni che va ad inserirsi nell’estremo quadrante nord-est della città romana, in corrispondenza della fascia che comprende il teatro romano ed il ninfeo Ponari, posizionandosi a circa 110 metri a monte di ques’ultimo lungo la strada per Montecassino, in una vasta area particolarmente compromessa dalle sciagurate concessioni edilizie rilasciate a cavallo degli anni Sessanta e Settanta, prima che tutta la zona fosse vincolata da apposito Decreto Ministeriale.
Lo scavo ha intercettato l’angolo nord-ovest della Domus mettendo in evidenza strutture murarie di notevole spessore che raggiungono gli 80 cm. nel muro longitudinale parallelo alla scarpata.
I saggi effettuati, peraltro in condizioni molto disagevoli, hanno restituito, ad una profondità di circa 2,50 metri dal piano stradale, rispettivamente:
1° saggio: ambiente di risulta nell’intercapedine tra la Domus e la parete rocciosa retrostante, scoprendo una tubazione di scarico appartenente al sistema fognario esterno;
2° saggio: ambiente interno alla Domus, in particolare l’angolo nord-est, con una interessante pavimentazione musiva in frammenti policromi di grosse dimensioni e intonaci affrescati su ambedue le pareti visibili;
3° saggio: n. 2 ambienti interni alla Domus, con presenza di almeno tre fasi successive, con rimaneggiamenti dovuti a probabili crolli di strutture retrostanti, tali da costringere i proprietari a rialzare il piano pavimentale e obliterare l’apertura originaria, in direzione dell’intercapedine, con l’esecuzione di una struttura sovrapposta di rinforzo; è stata comunque raggiunta la quota pavimentale in mattoncini laterizi di piccole dimensioni appartenente alla fase successiva .
La restante parte della Domus è stata coperta della strada per Montecassino, realizzata alla fine dell’’800, la cui costruzione in alcuni punti ha danneggiato la parte più alta dei muri appoggiandosi ad essi.
La scoperta assume valore fondamentale nella ricostruzione topografica poiché dimostra con certezza che lo sviluppo della città romana raggiungeva l’estremo versante nord-est, con una lunghezza dei tracciati viari longitudinali di circa 450 metri ed una superficie totale della città di circa 10 ettari, permettendoci di individuare con una certa approssimazione in 16 le insulae urbane di cui Casinum era composta.
Gli scavi, diretti da chi scrive e dalla Dott.ssa Sara Persichini, con la collaborazione dei tecnici e del personale operaio del Museo archeologico, verranno successivamente ripresi nell’area a valle della strada per Montecassino, in un’area che alcuni anni fa la nostra Soprintendenza ha espropriato e sui quali si spera di intercettare l’angolo sud-ovest della Domus stessa, oltre al tratto di strada basolata che, secondo le ipotesi di ricostruzione, coincide con quella visibile davanti al teatro romano.
I risultati degli scavi, con la documentazione completa, saranno resi pubblici in occasione della “Prima giornata di studi sull’archeologia nel territorio di Cassino”, che la Soprintendenza e l’Università di Cassino hanno organizzato per l’inizio di ottobre del c.a., sia per permettere agli studiosi di approfondire le proprie conoscenze con la presentazione degli ultimi interventi realizzati, sia per illustrare, ancora una volta, le enormi potenzialità archeologiche del territorio cassinate ed in particolare dell’area dell’antica Casinum..

*Direttore museo archeologico “G. Carettoni” di Cassino.

 

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