1 e 3 novembre 2003 – Pontecorvo ricorda il Sessantennale della distruzione


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Studi Cassinati, anno 2003, n. 4

di Giovanni D’Orefice

Il primo novembre si è tenuta, in piazza del Comune, la cerimonia commemorativa dell’anniversario del primo bombardamento che colpì la città nel giorno di Tutti i Santi, seminando distruzione e morte. Seguirono altri cruenti bombardamenti il 15 novembre e il 13 dicembre che distrussero totalmente il centro storico con la scomparsa di tutti gli edifici pubblici e privati.
Il 3 novembre 2003 l’Amministrazione Comunale, in collaborazione con l’Ufficio Storico dell’Esercito Italiano e la Pro-loco Pontecorvese, ha organizzato un incontro culturale sul tema: 1943/1944: le battaglie di Monte Lungo, Montecassino e Monte Leuci, tenutosi presso la sala Conferenze del centro culturale polivalente della restaurata ex-colonia “Clementina Bergamaschi”, sita sul Monte Leuci. Hanno partecipato all’incontro il sindaco di Pontecorvo, Riccardo Roscia, Don Faustino Avagliano, Priore dell’Abbazia di Montecassino e Direttore dell’Archivio storico dell’Abbazia , il colonnello Massimo Multari, capo ufficio storico dello Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, Gaetano De Angelis Curtis, del Laboratorio di storia regionale dell’Università degli Studi di Cassino, Filippo Carcione, docente di Storia del Cristianesimo e delle Chiese presso l’Università degli Studi di Cassino, e il cultore di storia locale, Mario Canciani.
Il convegno si è aperto con il saluto del sindaco Roscia che ha voluto sottolineare per l’occasione il recupero dell’ex-colonia montana “Clementina Bergamaschi” che dopo sessant’anni di abbandono è tornata ad essere utilizzabile ed ha preso l’impegno con la Regione Lazio per la ricostruzione dell’intero complesso da utilizzare per le attività culturali, sociali e ricreative del territorio.
Il colonnello Massimo Multari ha rievocato l’intervento dell’Esercito Italiano a fianco degli Alleati nella guerra di liberazione dai nazisti e soprattutto ha voluto commemorare il sacrificio del Primo Raggruppamento Motorizzato nella battaglia di Mignano Montelungo.
Don Faustino Avagliano ha rievocato il salvataggio delle opere d’arte e dell’archivio storico di Montecassino e del tesoro di San Gennaro di Napoli che era stato mandato al sicuro nel Monastero. Lo storico De Angelis Curtis ha fatto un resoconto della Campagna d’Italia degli Alleati contro le truppe tedesche dallo sbarco in Sicilia alla liberazione del 25 aprile del 1945.
Lo storico locale Mario Canciani ha rievocato la battaglia che ha visto il momento della la conquista di Monte Leuci da parte delle truppe francesi comandate dal gen. Monsabert nei giorni 20-22 maggio del 1944 con attacchi e contrattacchi delle truppe tedesche al comando del gen. Luttwitz.
Ha coordinato i lavori il prof. Filippo Carcione, il quale ha concluso il convegno con una relazione incisiva e forte nella quale ha rimarcato l’enorme sacrificio subito dal nostro territorio nel periodo più nero del XX secolo. Tra l’altro ha detto: “Alla fine, la coscienza democratica internazionale ha prevalso sugli abusi di chi aveva confuso l’orgoglio patriottico con il delirio nazionalista. L’eroismo dei paesi civili ha soffocato l’invito della razza ariana e le velleità del terzo Reich. La croce di Cristo ha prevalso sulla croce uncinata. Il nostro esercito, dopo la funesta stagione fascista, ha contribuito alla vittoria alleata, risollevando la bandiera tricolore, decaduta dall’immagine mondiale. La partecipazione alla conquista di Monte Lungo, l’8 dicembre 1943, fu il primo segno tangibile della rifioritura italiana. Purtroppo, il successo definitivo sarà pagato con il martirio d’intera comunità, addirittura Montecassino, faro di cultura e fulcro dell’Europa cristiana, scontò la sua posizione geografica nel conflitto bellico. Equivoci, diffidenze, valutazioni errate distrussero l’Abbazia, riesumando lo spettro delle distruzioni operate dai Longobardi e dai Saraceni. Tutti i nostri centri subirono un collasso che procrastinerà lutti e sofferenze in un estenuante dopoguerra. I sacrifici della ricostruzione restano a memoria dei posteri. Ebbene, con un gran senso della storia e della sua funzione pedagogica, il comune di Pontecorvo ha promosso un convegno di studi nel quale sono collegati i tre monti: Lungo, Cassino e Leuci a ricordo di tante lacrime, che 60 anni fa inondarono il nostro territorio. La speranza sta nella lezione che mai nulla del genere abbia a ripetersi e che gli strumenti del dialogo compongano i dissidi, nulla più concedendo alle armi”.

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