Antonio Riga, maggiore medico santeliano


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Studi Cassinati, anno 2003, n. 3

di Benedetto Di Mambro

Figlio dell’avvocato Domenico, originario di Pizzo Calabro e stabilitosi a S. Elia nel 1825, Antonio Riga nacque proprio a S. Elia nel 1834. Laureatosi in Medicina presso l’Università di Napoli, il giovane Antonio si arruolò nel Regio Esercito dell’Italia Unita, raggiungendovi il grado di Maggiore. Ancora oggi, eredi ed anziani del paese, lo ricordano come il “Maggiore Medico”. A S. Elia fu molto attivo nella vita pubblica e professionale, facendosi notare soprattutto nel mondo scientifico italiano per i suoi studi medici, che lo condussero alla scoperta di una malattia esantematica della prima infanzia, conosciuta proprio con il nome di “malattia Riga” e di cui egli stesso illustrò con precisione la forma clinica, attirandosi l’ammirazione dei maggiori patologi italiani del suo tempo. Fra l’altro, nel 1879 Antonio Riga scrisse e dette alle stampe anche un approfondito studio sulle “Epidemie di febbre malariche”. Attento osservatore della società del suo tempo, il Riga pubblicò altresì una “Memoria intorno al brigantaggio nel territorio di S. Elia e suoi dintorni”. Autorevole dirigente socialista, assieme al pittore e suo concittadino Enrico Risi (1855 – 1916), della Società Operaia di S. Elia, nel 1889 si prodigò per l’apposizione, così come avvenne, di una lapide commemorativa in ricordo del martire risorgimentale santeliano dei moti insurrezionali di Napoli del maggio 1848, Angelo Santilli (1822 – 1848), sulla facciata dell’abitazione napoletana del giovane patriota in Largo Monteoliveto, su progetto e disegno proprio di Enrico Risi. Al contempo Antonio Riga fu tra i più attivi promotori per la raccolta e la pubblicazione degli scritti politici, filosofici, letterari e poetici dello stesso Santilli che furono finalmente dati alle stampe nel 1893, con prefazione e note del professor Mario Mandalari, allievo del grande Francesco De Sanctis che del Santilli era stato compagno di studi. Antonio Riga morì a S. Elia nel 1918. Le sue spoglie riposano, ancora oggi, nella tomba di famiglia nel Cimitero di S. Elia ed a lui è intitolata la piazza adiacente al Municipio di S. Elia, proprio fra Piazza Enrico Risi e l’imbocco di Via Angelo Santilli. Indimenticato Sindaco di S. Elia, dal 1906 al 1926, fu suo nipote, l’avvocato Arnaldo Riga (1872 – 1828), figlio del fratello, avvocato Francesco (1831 – 1906), anch’egli già Sindaco di S. Elia per oltre un ventennio nella seconda metà dell’800. Fervente socialista come suo zio, il 28 ottobre 1922, mentre al contempo si andava consumando in Italia la fatidica Marcia su Roma, Arnaldo Riga commemorava pubblicamente, a S. Elia, proprio il patriota e martire risorgimentale Angelo Santilli, sotto la sua casa natale, in occasione della ricorrenza del 1° centenario della sua nascita. Nel 1928 lo stesso Riga veniva, altresì, ucciso da tale Marco Di Paola detto “marchètt”, in un attentato a colpi di fucile proprio in Via Angelo Santilli, a pochi passi dalla Chiesa Madre di Santa Maria la Nova e dalla propria abitazione di via Marco Lanni. Omicidio per vendetta personale o su mandato di anonimi? Furono in molti a chiederselo ma ad essere imputato del fatto e condannato all’ergastolo, senza che profferisse alcunché, fu proprio il panettiere Di Paola, vecchio e minato da un male incurabile, arrestato per detenzione del fucile omicida. In Tribunale, a Cassino, a termine della lettura della sentenza che lo condannava al carcere a vita, ebbe solo a dire : “Io al massimo posso farmi solo un anno di carcere. Il resto potete tenerlo per voi”. Un alone di mistero avvolge ancora oggi, per molti, quell’oscuro assassinio.

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