EDITORIALE


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Studi Cassinati, anno 2001, n. 2

Cassino ormai ha il suo martirologio, così come lo ha la quasi totalità delle città italiane che hanno subito le devastazioni della seconda guerra mondiale.Come sarà meglio specificato più avanti, l’elenco non è ancora definitivo: forse non lo sarà mai, perché tanti infelici protagonisti non ci sono più.

L’iniziativa del CDSC è, purtroppo, tardiva: altri prima di noi avrebbero dovuto intraprenderla almeno 56 anni fa; ma la smania della ricostruzione ad ogni costo – si trattava di cercarsi un rifugio sicuro tra tante rovine – e una sorta di egoismo, a dire il vero comprensibile, che faceva dire ad ognuno: “io penso a me stesso”, non posero in primo piano l’esigenza di contarsi e contare i morti. Forse gli amministratori avrebbero potuto farlo, ma evidentemente non lo ritennero di primaria importanza.
Ora si è cercato di rimediare. Lo abbiamo fatto noi del CDSC; e anche se la nostra attività di Centro Documentazione e Studi Cassinati dovesse limitarsi solo a questo – ma non è così, e le nostre molteplici realizzazioni lo dimostrano – potremmo dire con orgoglio che abbiamo reso un grande servigio alla città Martire.
Fra non molto potremo rendere pubblico l’elenco definitivo delle vittime della guerra di Cassino, a quel punto spetterà all’amministrazione comunale stabilire il da farsi. Ci auguriamo che le nostre fatiche non finiscano nel cassetto polveroso di qualche burocrate: sarebbe una responsabilità morale gravissima che, credo, nessuno vorrà assumersi.
L’ideale sarebbe scolpire su una grande lapide (la Città lo merita) gli oltre duemila nomi che hanno reso Cassino martire ed esporli accanto al monumento ai caduti. Ma questo non è nostro compito.

 

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