Necropoli rinvenuta a Cassino: presso la costruenda caserma dei Vigili del Fuoco in via Campo di Porro, le tombe a incinerazione venute alla luce sono una novità per l’area cassinate


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Studi Cassinati, anno 2002, n. 3/4

di Arch. Silvano Tanzilli e Dott. Alessandro Cassatella

Le indagini archeologiche preliminari, eseguite estensivamente dalla Soprintendenza per i beni archeologici del Lazio all’inizio del corrente anno 2002 nell’area del costruendo distaccamento dei Vigili del Fuoco a Cassino, dopo che dallo sminamento erano emersi indizi riconducibili a manufatti preesistenti, hanno portato alla localizzazione, nell’area ovest del sito, di due strutture inquadrabili al periodo tra la fine della repubblica e l’età imperiale.
Il 22 maggio 2002 viene firmato l’Atto di Intesa tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Ministero dell’Interno con il quale si stabilisce di approfondire gli scavi e successivamente procedere ai restauri delle strutture al fine di poterle rendere visibili nell’area esterna della nuova sede dei Vigili del Fuoco.
I lavori, progettati e diretti dagli scriventi arch. Silvano Tanzilli e dott. Alessandro Cassatella della Soprintendenza ed eseguiti dall’ impresa Emme srl, hanno definito un campo di indagine limitato ai due settori in cui si è messa in luce una necropoli di età romana.
L’area a monte mostra diverse fasi di occupazione ed il riutilizzo di strutture preesistenti riconducibili ad età tardo repubblicana, costituite essenzialmente da un ambiente rettangolare, forse pertinente ad una struttura rustica, di cui sono state rinvenute solo le fondazioni assegnabili orientativamente al II-I sec. a.C.
Tutta l’area si colloca in prossimità di quello che gli studiosi ritengono il percorso della via Latina Nova, forse ricalcato in parte dalla mulattiera di Villa Santa Lucia e venne riutilizzata dopo una fase di abbandono e spoliazione come zona funeraria.
L’utilizzo come necropoli, attestato da numerose tombe con rito sia incineratorio (in olle e “busta”) sia inumatorio, si inquadra orientativamente tra la fine della repubblica e l’età imperiale: l’area sembra mostrare una espansione a partire dalla zona a valle verso il monte, dove sono state rinvenute diverse sepolture infantili.
Nella parte bassa sono state esplorate le strutture di un piccolo monumento funerario costituito da tre ambienti databili, grazie all’evidenza fornita dal materiale epigrafico rinvenuto, nell’ambito della seconda metà del I° sec. a.C.
Alcuni cippi iscritti ne ricordano le dimensioni ed una iscrizione, pertinente probabilmente alla edicola più raffinata costruita in opus reticulatum nel paramento interno, in latericium su quello esterno (simile alla facciata della tomba di Ummidia Quadratilla) e con pavimentazione in probabile battuto di calce, ne consente di riconoscere il proprietario in un certo “Filomuso”. Anche questa zona è stata soggetta a trasformazioni a partire probabilmente dalla metà del I° sec. a.C. quando uno smottamento sembra aver distrutto il monumento che viene poi parzialmente spoliato.
Da questo momento l’area viene utilizzata per sepolture in fosse terragne (di cui sono state individuate quattordici) che documentano l’evoluzione dal rito di incinerazione a quello di inumazione.

Cassino 10 dicembre 2002


              

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