Notiziario CDSC: il museo Carettoni


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Studi Cassinati, anno 2002, n. 1

Gianfilippo Carettoni

Il Museo Archeologico Nazionale di Cassino sarà intitolato all’archeologo Gianfilippo Carettoni. È in atto la procedura da parte della Soprintendenza e si attende solo il decreto ministeriale. Come si ricorderà la proposta partì dal CDSC nello scorso mese di dicembre e ad essa si associò anche l’Amministrazione Comunale di Cassino con una nota in data 19 gennaio. La proposta fu la seguente:

“Premesso
che l’archeologo Gianfilippo Carettoni, già Soprintendente alle Antichità di Roma, morto il 6 dicembre 1990, ha legato per sempre il suo nome alla riscoperta e valorizzazione del patrimonio archeologico e storico di Cassino, sia con la sua lunga attività di ricerca, scavi e documentazione nell’area del Cassinate, sia con le sue prestigiose pubblicazioni, tra le quali vanno ricordate: Il teatro Romano di Cassino, in “Notizie degli scavi” del 1939 (fasc. 4, 5, 6) dedicata al resoconto preciso e dettagliato della campagna di scavo del teatro romano, effettuata nel 1936, con la quale ha restituito alla fruizione del territorio l’importante struttura; Casinum, “Ist. St. Romani”, del 1940, opera fondamentale per la conoscenza archeologica di Cassino e di tutto il Cassinate, ancora scientificamente valida e addirittura indispensabile per ogni ulteriore ricerca,
Visto
che il locale Museo Archeologico Nazionale custodisce in prevalenza reperti riportati alla luce o rinvenuti grazie alle ricerche e scavi dello stesso archeologo Carettoni,
Considerato
che la città di Cassino avverte l’obbligo morale di serbare riconoscenza e memoria dell’insigne studioso per i meriti su sommariamente esposti,
D’accordo
con l’Amministrazione comunale di Cassino,
Propone
che il Museo Archeologico Nazionale di Cassino sia intitolato all’archeologo Gianfilippo Carettoni con la seguente
Motivazione
L’area su cui insiste il teatro romano di Cassino, per secoli rimasta abbandonata, fu acquistata nel 1934 da Alessandro Carettoni, padre di Gianfilippo, e donata al comune di Cassino. La stessa famiglia Carettoni contribuì per un terzo alle spese di scavo per riportare alla luce l’antico monumento. Le operazioni di scavo archeologico furono condotte da Gianfilippo Carettoni nel 1936 ed il cospicuo materiale ritrovato è ora esposto nel locale Museo Archeologico costituendone la parte più importante. Lo stesso studioso ha percorso e analizzato l’intero territorio del Cassinate raccogliendo reperti e dati che costituirono la base per il suo libro Casinum (1940), opera fondamentale per la conoscenza della storia antica della città e del suo territorio.
Docente di topografia antica presso l’Università di Roma, nel 1939 vinse il concorso per Ispettore alla Soprintendenza alle Antichità di Napoli (cui faceva capo Cassino a quel tempo) e gli fu assegnata la zona di Cassino. Nel dopoguerra fu Ispettore e poi Direttore della Soprintendenza di Roma; successivamente fu Soprintendente alle Antichità di Roma.
Fu autore di numerose e importanti pubblicazioni di interesse archeologico. La sua scomparsa è avvenuta il 6 dicembre 1990 a Roma.
Il museo*

L’area sulla quale è stato edificato il Museo Archeologico di Cassino è situata all’interno della città romana ed è di notevole interesse archeologico per la presenza di resti di grosse strutture murarie che attualmente sono visibili nei locali adibiti a magazzini.
Costruito negli anni settanta dalla Soprintendenza Archeologica per il Lazio, il museo è di dimensioni contenute con una superficie espositiva di 280 mq. che si sviluppa organicamente in tre distinte sale espositive secondo un rigido allestimento museografico. I tre padiglioni, che trattano rispettivamente la sezione preistorica e protostorica, quella contenente la ceramica e i materiali architettonici e quella che raccoglie epigrafi e materiali scultorei, presentano un sapiente equilibrio tra luce naturale e artificiale che permette la visione ottimale dei pezzi esposti, sia all’interno delle vetrine che sui singoli supporti.
I materiali esposti e quelli conservati nei magazzini provengono dall’area di Cassino e del territorio cassinate.
L’esame più completo e dettagliato, con varie pubblicazioni, della Cassino romana dopo gli studi fatti già alla fine del ‘700 da Don Flavio Della Marra e continuati all’inizio del secolo da Luigi Pigorini, è stato iniziato negli anni ‘30 e portato a termine agli inizi degli anni ‘50 da Gianfilippo Carettoni. Al Museo Pigorini di Roma e al Museo Nazionale di Napoli sono esposti alcuni tra i più importanti materiali provenienti dagli scavi di Cassino tra cui una statua raffigurante un personaggio ignoto di età repubblicana.
*Dalla guida 2002, “Parco Archeologico “Casinum”, a cura di Silvano Tanzilli.
Una strada ad Angelo Pantoni
Nella riunione della Commissione comunale per la toponomastica del 20 marzo il presidente Emilio Pistilli, membro della stessa Commissione, ha presentato le seguenti proposte di intitolazione: il piazzale parcheggio antistante il Teatro Romano al benemerito custode dell’area archeologica a Gaetano Fardelli, una strada allo studioso cassinate Torquato Vizzaccaro, e, anche a nome dell’Archeoclub di Cassino, una strada al monaco benedettino ing. Angelo Pantoni. Per quest’ultimo la motivazione è la seguente:
“CONSIDERATI
l’alto contributo del monaco benedettino ing. Angelo Pantoni nella ricostruzione del monastero di Montecassino e gli elevati meriti negli studi storici del territorio,
CONSAPEVOLI
che la Città di Cassino e la superiore abbazia per dovere di riconoscenza debbano onorare e perpetuarne la memoria, a nome delle rispettive Associazioni
PROPONIAMO
che si intitoli una strada cittadina al monaco benedettino ing. Angelo Pantoni, morto a Montecassino il 4 maggio 1988, con la seguente
MOTIVAZIONE
Angelo Pantoni, Monaco di Montecassino, nato a Firenze nel 1905, si laureò in ingegneria presso l’Università di Padova; si ritirò a Montecassino nel 1929, dove fu avviato agli studi di storia ed archeologia dall’illustre storico Tommaso Leccisotti O.S.B. I suoi numerosi scritti, estremamente precisi e documentati, tutti volti a ricostruire la storia, l’arte e la cultura dei paesi della Terra di S. Benedetto, sono un passaggio obbligato per chiunque voglia intraprendere studi sul territorio. I suoi disegni e la ricognizione archeologica fra le macerie della badia contribuirono in maniera determinante all’opera di ricostruzione, dov’era e com’era, del monastero, distrutto dai bombardamenti del 1944. Morì a Montecassino il 4 maggio 1988 lasciando altri numerosi studi che attendono di essere pubblicati.”
Martirologio cassinate
Il Ministero della Difesa, Commissariato Generale Onoranze Caduti in Guerra, ci ha fatto pervenire anche l’elenco dei Cassinati caduti nella guerra di Spagna: sono sette, compreso la Medaglia d’Oro al V.M. Giovanni Conte. A questo punto, con l’elenco già compilato dei caduti nella prima guerra mondiale e quelli della seconda, si puó dire conclusa la raccolta dei nomi dei cittadini (civili e militari) di Cassino morti in guerra nel sec. XX. Quanto prima sarà pubblicato l’intero martirologio

 

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