Ri-Leggiamo: il dopoguerra


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Studi Cassinati, anno 2002, n. 2

In questa rubrica saranno riproposti articoli o testimonianze che potranno aiutarci a comprendere o a rivisitare i tempi del dopoguerra e della ricostruzione del Cassinate.

Dal n. 2 del giornale “La voce di Cassino e dei Comuni della Battaglia”, dell’1 novembre 1945, diretto dall’avv. Gaetano Di Biasio.

Il Liceo Carducci ritorna da Alvito a Cassino

Il Liceo G. Carducci che si era, di necessità, trasferito ad Alvito, ritorna a Cassino. Vi ritornerà, quando migliorate saranno le condizioni di vita, anche la sezione distaccata di Sora. Diamo il fausto annunzio ai giovini che con ansia aspiravano a riavere il glorioso Istituto, il più importante della Provincia per numero di alunni, soltanto oggi dopo cioè la visita a Cassino del prof. Vincenzo Pareschi Provveditore agli Studi, del Vice Provveditore prof. Salvatore Talia e del ff. Preside di Alvito prof. Brighi.
I locali che provvisoriamente si adibiscono ad aule scolastiche
[1] sono stati ammiratissimi e più lo saranno quelli che fra qualche settimana avrà approntati la Ditta Meriggi; in attesa sempre però dell’edificio definitivo che sarà costruito a norma del piano regolatore già decreto legge.
Ciò tutto mentre si scava il tracciato per l’acquedotto e le fognature, mentre, e non oltre il mese di novembre, la Società elettrica Unes porterà la luce sin nelle ultime case di campagna! Poi, e non durerà molto, verrà anche la volta del Tribunale il cui edificio (sempre provvisorio) sarà pronto entro novembre, e con esso la Pretura e l’Ufficio anneso del Registro
[2].
Tornando alle scuole, cioè al liceo e le medie et (sic) avviamento al lavoro, devo esprimere, a nome dell’Amministrazione e della cittadinanza tutta, e particolarmente dei padri di famiglia, un plauso di gratitudine fervida la Provveditore Pareschi, che tanto interesse ne ha mostrato nell’accogliere e far suoi i nostri voti, e un olauso anche al prof. Talia e al Preside Brighi che si sono uniti a lui per dare questo primo segno di rinascita alla Città martire.
Un altro, e non meno fervido plauso, vada ai componenti la Commissione Popolare
[3] che ne sono stati vicini ed efficaci collaboratori, con a capo l’avv. Tancredi Grossi e il sig. Giovanni Gallozzi, a pretendere questo primo riconoscimento di giustizia per Cassino.

Il Sindaco Gaetano Di Biasio

***

Nel taglio basso dello stesso giornale.

  «Al Sindaco di Cassino è pervenuto in data 22 u. s. il seguente telegramma:
Approvato stanziamento 142 milioni primo lotto lavori per ripristino stazione Cassino. Colgo occasione per portare mio augurio nobile cittadina”.

Ministro la malfa

È stato risposto con telegramma in pari data:
“Città martire ringrazia nobile interessamento ricostruzione scalo ferroviario elemento primo sua rinascita”.

Sindaco
Avv. riccardo colella

Che ne pensa il Ministro Romita che ha stanziato 150 milioni soli per la ricostruzione di Cassino? È scherzo od è follia …
(N. del Direttore). »

***

Nella pagina successiva

Lo spauracchio

«Doveva essere proprio molto irrequieto quel bambino, al quale la madre, giorni addietro, in treno, disse per fargli paura: «se non stai fermo, ti faccio mangiare da uno sfollato di Cassino», alla presenza di altri viaggiatori, tra i quali era una donna di Cassino, che tornava alle sue macerie, dopo due anni di inaudite sofferenze.
Ignota signora, voi siete un mostro, ma la vostra frase immorale è degna di figurare sui cartelli pubblicitari per il fondo di solidarietà nazionale. Nelle vostre spietate parole voi avete condensato tutta l’incomprensione, tutta l’indifferenza, tutta l’ostilità che la suprema tragedia di Cassino ha suscitato negli animi fastiditi di molti italiani.
Attraverso la vostra bella bocca bestemmiatrice è passato il fiele più che mai giallo dei milioni di nostri connazionali che si adirano quando la nostra infinita miseria – frutto delle loro colpe e prezzo sanguinoso del loro benessere – invoca la giustizia riparatrice additando la loro pinguedine intatta.
Voi, ve lo ripetiamo, siete un mostro, ma non siete il solo; con voi sono tutti i salvi di questa guerra, tutti coloro ai quali, come a voi, la salute ha indurito il cuore, e che, come voi, ogni sera insultano Dio, insegnando le preghiere ai loro bimbi
. »

frate gianni

L’enfasi di questo “frate Gianni” è sicuramente esagerata, però la dice bene sul clima sociale e sullo stato psicologico dei Cassinati che, scampati ai bombardamenti, avevano perso tutto.

[1] Si utilizzarono i locali della casa popolare prospiciente via Pascoli, alle spalle del cinema Rapido; il Liceo rimase lì fino alla costruzione dell’edificio attuale che fu inaugurato dal ministro Gonella il 15 marzo 1950. Quegli stessi locali furono, più tardi, destinati alle scuole di Avviamento.
[2] La Pretura fu situata nel ristrutturato edificio detto di “S. Antonio”, adiacente alla facciata dell’omonima chiesa: la guerra lo aveva gravemente danneggiato ma non distrutto. Lo stesso edificio ospiterà poi anche l’Istituto Tecnico per Ragionieri e Geometri e l’Istituto Magistrale. Il nuovo Tribunale sarà inaugurato l’1 marzo 1949.
[3] Tale Commissione aveva il compito di vigilare su tutte le attività che, comunque, toccassero il pubblico interesse e di denunciare gli abusi, da chiunque commessi. Ne fecero parte, a detta dello stesso Di Biasio, “autentici antifascisti”.

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