Comunicato Stampa n. 5/2018 – La lapide ai caduti della Prima guerra mondiale di Piedimonte San Germano.


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PSG_1Il  4 novembre  scorso,  in  occasione  del  centenario  della  Grande  Guerra,  è stata  collocata  sulla facciata esterna della Chiesa di San Nicola di Piedimonte  San Germano alta una lapide in marmo che riporta l’elenco  dei nominativi dei militari originari del Comune caduti nel corso dei tre anni e mezzo di guerra. Molto opportunamente  la locale Amministrazione  Comunale ha inteso tener fede all’impegno assunto nel corso della presentazione del volume La Prima Guerra Mondiale e l’alta Terra di Lavoro tenutasi il4 novembre 2017 proprio all’interno della stessa Chiesa di San Nicola. In quella  occasione  gli  organizzatori  dell’evento di  presentazione,  l’Associazione di  promozione sociale   «Antares-Onlus»   con   il  presidente   Nicola   Ruocco   ed  Antimo   Della   Valle,  nonché l’Associazione «Universitas Pedismontis.  Vetera et  Nova», presieduta  dal  parroco  don  Tonino Martini, avanzarono  la proposta di ripristino  della lapide originariamente  collocata  sull’esterno di quell’edificio religioso che è andata distrutta nel corso dei tragici eventi connessi con la Seconda guerra  mondiale. La richiesta  è stata  formalizzata  ufficialmente  nei mesi successivi  e ad essa il sindaco  di Piedimonte,  l’avv.  Gioacchino  Ferdinandi,  ha  provvidenzialmente voluto  dar seguito facendo realizzare la nuova lapide che è stata posizionata proprio dove si trovava quella originale. Un gesto, dunque, che denota la sensibilità dell’Amministrazione Ferdinandi, in linea con quanto dimostrato in quest’ultimo anno relativamente alle questioni storico-culturali.
Tuttavia l’apprezzabile e apprezzato gesto sembra essere svilito delle ultime tre righe in basso che denotano,  oltretutto,   una  certa  frettolosità  di  realizzazione   (mancanza   di  spazi  tra  le  parole, maiuscole-minuscole non appropriate, persino parole puntate).
Varie ragioni  di rispetto e riguardo per i caduti parrebbero  sconsigliare  l’inserimento delle ultime righe, per cui ci si interroga se, per questioni di opportunità storica, non fosse stata più consona una comunicazione più neutra.
Giustamente  si è inteso  giungere  al riposizionamento,  a 75 anni  di distanza,  di  una  lapide  con l’intento di ricordare e tramandare alle generazioni future i nomi di quegli uomini, di quei giovani compaesani che lasciarono i propri affetti, le proprie case e non vi fecero più ritorno. Tuttavia aggiungere  al di sotto dell’elenco dei caduti, che rappresentano  il forte tributo  di sangue  offerto anche da una piccola comunità locale come quella di Piedimonte San Germano, il nome del sindaco accanto al suo titolo professionale, non sembra essere un valore aggiunto, tutt’altro.
Puramente a titolo di esempio la lapide avrebbe potuto essere chiusa in tal modo:

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In ricordo dei Caduti di Piedimonte San Germano
e in sostituzione della lapide originale distrutta negli eventi del Secondo conflitto mondiale
l’Amministrazione Comunale pose

4 novembre 2018
Centenario della Prima guerra mondiale

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Un’ultima curiosità (che poi tanta curiosità non è) riguarda le due date che incorniciano lo stemma comunale: XXVIII luglio  MCMXIV  (a sinistra) e XI novembre MCMXVIII (a destra). I due estremi cronologici rappresentano l’inizio  e la fme della Grande Guerra. Infatti il conflitto ebbe inizio il 28 luglio 1914 con la dichiarazione di guerra dell’Impero  austro-ungarico al Regno di Serbia, per concludersi l’11 novembre 1918 con l’armistizio  della Germania. Tuttavia essi non coincidono con il periodo bellico dell’Italia che entrò in guerra nove mesi più tardi e la terminò una settimana prima. In sostanza gli ambiti cronologici per l’Italia  vanno ricompresi tra la data della dichiarazione di guerra all’Austria-Ungheria e l’armistizio di Villa Giusti a Vittorio Veneto. Allora perché si è inteso indicare nel marmo delle date che danno una dimensione internazionale della guerra e non nazionale? Non sarebbe stato storicamente più giusto riportare le date del 23 maggio 1915 e del 4 novembre 1918?

Cassino 15 novembre 2018

 

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