I francobolli del 2° Corpo d’armata polacco


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«Studi Cassinati», anno 2019, n. 3
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di Massimo Santonastaso

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Fig. 1: Un esemplare emesso nel 1987.2014  nell’anniversario dell’invasione della Polonia.

Fig. 1: Un esemplare emesso nel 1987.2014 nell’anniversario dell’invasione della Polonia.

Il primo settembre del 1939 la Polonia venne attaccata dal suo “nemico storico”, la Germania. L’invasione fu il casus belli per l’inizio della Seconda guerra mondiale, in quanto la Polonia era legata da un patto di reciproca assistenza a fini difensivi con Gran Bretagna e Francia che furono in qualche misura “costretti” a dichiarare guerra alla Germania. L’esercito polacco risultò essere del tutto inadeguato, come uomini, armamenti e tattica, a fermare l’avanzata della Wehrmacht. La resistenza polacca venne definitivamente abbattuta il 17 dello stesso mese, quando da est i suoi soldati dovettero subire l’assalto delle truppe dell’Unione Sovietica, che nell’agosto precedente aveva stipulato un patto di alleanza (Molotov-Ribbentrop) con la Germania nazista (Fig. 1).

 

Fig. 2: Busta primo giorno di emissione (6.12.2017) del francobollo dove si nota la foto del generale Anders e il suo esercito costituitosi in Kazakistan. Sulla busta è raffigurato il «cammino della speranza» del 2° Corpo Polacco, alla cui fine non ci fu il ritorno in patria.

Fig. 2: Busta primo giorno di emissione (6.12.2017) del francobollo dove si nota la foto del generale Anders e il suo esercito costituitosi in Kazakistan. Sulla busta è raffigurato il «cammino della speranza» del 2° Corpo Polacco, alla cui fine non ci fu il ritorno in patria.

I due invasori si spartirono la Polonia, il cui governo “legittimo” si ricostituì in esilio a Londra. Più di un milione e mezzo di cittadini polacchi, militari e civili, vennero deportati in Urss, dove dovettero subire fame, freddo e maltrattamenti e oltre 20.000 polacchi tra militari e civili furono uccisi per ordine di Stalin nella foresta di Katyn e in varie prigioni della Bielorussia e dell’Ucraina. Nel giugno del 1941, toccò ai sovietici essere invasi dai nazisti. Di conseguenza, l’Urss, messa di fronte allo stesso nemico, divenne alleata di Gran Bretagna e Francia e, ironia della sorte, della Polonia della quale teneva prigionieri centinaia di migliaia di cittadini. Gli Alleati decisero che venisse ricostituito un esercito polacco usufruendo dei militari prigionieri in Urss, e che fosse diviso in tre unità. La prima venne destinata a combattere al fianco dell’Armata Rossa, la seconda, il 1° Corpo d’Armata Polacco, venne dislocato in Gran Bretagna e la terza unità, denominata 2° Corpo d’Armata Polacco e formata da circa 40.000 soldati, ricevette il compito di andare a combattere al fianco della Gran Bretagna in Italia. Il generale Władysław Anders, nominato Comandante del 2° Corpo d’Armata, guidò il suo esercito, l’Armia Andersa, con molti civili al seguito – donne e bambini che erano stati deportati in Urss – attraverso Iran e Palestina per congiungersi in Egitto all’VIII Armata Britannica. Tra la fine del 1943 e la primavera del 1944 sbarcò in Italia, che gli Alleati stavano risalendo lentamente (Fig. 2). Anders e il 2° Corpo furono protagonisti delle battaglie di Montecassino, Ancona e Bologna, perdendo più di quattromila soldati che vennero sepolti in quattro cimiteri nel nostro Paese. Durante la Seconda guerra mondiale, come in tutte le guerre, tra i tantissimi problemi che coinvolgevano la sopravvivenza degli eserciti e dei civili, vi era quello della comunicazione fra i militari, i cittadini, i loro parenti e le istituzioni militari e civili. Per risolvere questo problema si fece ricorso al mezzo allora più importante: la Posta. Per il neoformato esercito polacco vi era una particolarità: i suoi componenti non potevano inviare o ricevere la corrispondenza alla e dalla madre patria, che era occupata dai nazisti.

Fig. 3: Il francobollo polacco stampato in Urss. Al centro soldati polacchi con la divisa britannica con al di sotto la scritta dojdziemy-arriveremo e sullo sfondo l’aquila emblema nazionale.

Fig. 3: Il francobollo polacco stampato in Urss. Al centro soldati polacchi con la divisa britannica con al di sotto la scritta dojdziemy-arriveremo e sullo sfondo l’aquila emblema nazionale.

Una volta liberati dalla prigionia, quando ancora erano in Unione Sovietica, i Polacchi usufruirono del servizio postale sovietico e arrivarono persino a stampare un proprio francobollo, per riaffermare la loro identità nazionale e la ferma intenzione di liberare la propria nazione. Questo francobollo venne diffuso fra la truppa nell’imminenza del suo trasferimento verso il Medio Oriente, ragione per cui fu poco utilizzato (Fig. 3).

 

Durante il loro esodo attraverso l’Iran, la Palestina e l’Egitto, gli Uffici postali da campo delle truppe polacche si rivelarono efficienti. Si appoggiavano alla rete degli Uffici Postali dell’esercito britannico.

Tra il 12 dicembre del ‘43 e il marzo del ‘44 l’esercito polacco si trasferì in Italia nella zona di Taranto.

Già poco dopo lo sbarco, il 23 dicembre del ‘43, cominciarono a funzionare i primi tre Uffici di Posta da Campo identificati con i numeri 111, 121, 122. Questi erano collegati all’Ufficio Postale Centrale Britannico (Army Postal Office) dell’VIII Armata con sede a Bari.

Fig. 4: I bozzetti dei fratelli Zygmunt e Leopold Horovich, i primi classificati.

Fig. 4: I bozzetti dei fratelli Zygmunt e Leopold Horovich, i primi classificati.

Fig. 5: I bozzetti di Herbert Radosc, secondi classificati, poi effettivamente emessi.

Fig. 5: I bozzetti di Herbert Radosc, secondi classificati, poi effettivamente emessi.

Fig. 6: I bozzetti di Kazimierz Filipezuk, classificati al terzo posto

Fig. 6: I bozzetti di Kazimierz Filipezuk, classificati al terzo posto

Fig. 7: I bozzetti di Michal Naumowicz, quarti classificati, ma ugualmente premiati.

Fig. 7: I bozzetti di Michal Naumowicz, quarti classificati, ma ugualmente premiati.

Nei mesi successivi nelle retrovie vennero istituiti altri Uffici Postali, che dal 16 febbraio 1944 andarono a costituire l’intelaiatura del Servizio Postale del 2° Corpo d’Armata Polacco.

Il centro di questa rete di Uffici Postali era a Bari e s’identificava come «Glowna Poczta Polowa 104» (Ufficio della Posta Centrale Polacca numero 104), in seguito trasferito a Napoli dove funzionò fino al dicembre del 1946.

Fig. 8: Altri bozzetti, non classificati, alcuni provenienti da Il Cairo

Fig. 8: Altri bozzetti, non classificati, alcuni provenienti da Il Cairo

In questo periodo l’affrancatura della posta utilizzava francobolli della Gran Bretagna, sia nelle spedizioni all’interno del 2° Corpo, sia nell’ambito del territorio italiano che dei paesi esteri, Gran Bretagna e Usa in particolare. Ma tra gli ufficiali e i soldati, come era già successo in Urss, tornò a farsi sempre più strada il desiderio di volersi connotare, anche sul versante postale, come appartenenti alla patria polacca, per sostenere la lotta per l’indipendenza della loro nazione occupata dallo straniero ed evidenziare i meriti della loro partecipazione alla guerra contro il nazifascismo, con il grande tributo di sangue nelle battaglie sostenute in Italia. Inoltre vi era anche la necessità di ricavare dei soldi dalla vendita dei francobolli per aiutare le vedove e gli orfani dei soldati caduti.

 

A questo scopo venne costituita una Commissione con l’incarico di stabilire per i francobolli del 2° Corpo i valori facciali, la tiratura, i criteri di valutazione dei bozzetti e i premi per i loro disegnatori.

Fig. 9: La prima serie del Corpo Polacco stampata dai bozzetti classificatisi secondi al concorso.

Fig. 9: La prima serie del Corpo Polacco stampata dai bozzetti classificatisi secondi al concorso.

Nel numero 180 del «Soldiers Daily», una rivista distribuita alle truppe, datata 12 agosto 1945 venne annunciato che i bozzettisti concorrenti erano invitati a presentare delle proposte per quattro francobolli (con relativi formati, dimensioni, colori e iscrizioni), con i valori facciali di 45 e 55 gr (groszy) e di 1 e 2 zł (złoty), recanti come soggetti: Montecassino, Ancona, Bologna (le tre principali vittorie conseguite dal 2° Corpo) e il generale Anders. Ai tre bozzettisti sarebbero stati corrisposti dei premi in denaro: 25.000 lire all’autore del primo bozzetto prescelto, 20.000 al secondo e 15.000 al terzo. Il bando di concorso si sarebbe chiuso il 15 settembre 1945 e i risultati sarebbero stati pubblicati sulla stampa militare oltre che sui quotidiani di Roma.

 

Fig. 10: Foglietto con la serie «Vittorie del 2° Corpo Polacco».

Fig. 10: Foglietto con la serie «Vittorie del 2° Corpo Polacco».

La giuria venne composta dall’Ufficiale pagatore tenente colonnello Kaminski, dall’addetto all’assistenza ai soldati capitano Kaliszczak, dall’addetto al servizio postale sottotenente Heller e dal rappresentante del Dipartimento della stampa e cultura sergente Funarski. La giuria si riunì il 29 settembre 1945 per valutare sette bozzetti di quattro francobolli ciascuno e due bozzetti di due francobolli ciascuno.

Al primo posto si qualificarono i bozzetti dei fratelli Zygmunt e Leopold Horovich. Al secondo posto arrivarono quelli di Herbert Radosc e al terzo posto quelli di Kazimierz Filipezuk. La Commissione giudicante decise di premiare anche i bozzetti di Michal Naumowicz, giunti quarti al concorso, al quale andò il premio di 5.000 lire (Figg. 4, 5, 6, 7, 8).

I risultati definitivi vennero passati al C.I.C. (Controspionaggio del 2° Corpo) per l’approvazione finale e furono pubblicati sul giornale dell’esercito.

Problemi tecnici (la difettosa produzione dei negativi dei bozzetti, le difficoltà della stampa delle ombreggiature e dei contrasti che scolorivano una volta cimentati con l’acido sui rulli in rame) fecero sì che, all’atto pratico, vennero stampati i francobolli ricavati dai bozzetti arrivati al secondo posto (Figg. 9 e 10).

Dei 150.000 francobolli ordinati ne furono stampati 84.359, mentre dei 20.000 foglietti solo 19.340. In un secondo momento ne furono ordinati altri 100.000 dei primi e altri 20.000 dei secondi.

I francobolli vennero immessi in circolazione negli Uffici Postali polacchi da Campo in Italia e in Medio Oriente (dove era rimasta la 7 ͣ Divisione di Fanteria, dedicata all’addestramento di nuovi soldati da inviare in Italia) il 30 dicembre 1945, con l’ordine n. 162 del Quartier Generale del 2° Corpo.

La serie consisteva in 4 francobolli di differente valore:

 

–       il 45 gr «Montecassino»: venduto a 4,5 penny britannici o 8 lire italiane

–       il 55 gr «Ancona»: venduto a 5,5 penny o 10 lire

–       l’1 zł «Bologna»: a 10 penny o 17 lire

–       il 2 zł «Generale Anders»: a 1 scellino e 8 penny o 35 lire

–       il foglietto con i 4 valori: a 8 zł o 35 lire.

 

Il valore dal 2 zł venne sovrastampato per la Posta Aerea con il wartosc (valore) di 5 zł.

Tutto il profitto per la vendita dei francobolli fu destinato al «Fondo per le Indennità ai soldati invalidi». Ogni profitto aggiuntivo, derivante dal sovraprezzo inserito nel foglietto e nella Posta Aerea, per ordine del generale Anders doveva essere versato al «Fondo Sociale per i Soldati» e al «Fondo di Soccorso» per le vedove e gli orfani dei soldati polacchi caduti in Italia.

Dopo questa serie, vennero emesse, per iniziativa del Servizio sussidiario di guerra, delle vignette per la raccolta di fondi per l’assistenza dei profughi polacchi civili e militari provenienti dalla Germania e insediati nella zona fra Barletta e Trani.

Queste vignette, identificate come di «Soccorso di Guerra», dovevano essere usate per il servizio postale fra i campi di raccolta profughi di Barletta e di Trani (Fig. 11).

Si possono però trovare anche come affrancatura di qualche corrispondenza civile, annullata regolarmente dagli Uffici Postale italiani, probabilmente sia per la precarietà dei servizi postali post-bellici, sia perché non si voleva scontentare gli occupanti militari polacchi.

I francobolli del 2° Corpo Polacco non ebbero più validità postale dal 28 febbraio 1946, anche se vennero usati sporadicamente per qualche tempo ancora.

Fig. 11: Cartolina ricordo dell’Insurrezione di Varsavia con le vignette del «Soccorso di Guerra».

Fig. 11: Cartolina ricordo dell’Insurrezione di Varsavia con le vignette del «Soccorso di Guerra».

Fig. 12: Francobolli del 1951 per la ricostruzione dell’Abbazia.

Fig. 12: Francobolli del 1951 per la ricostruzione dell’Abbazia.

I francobolli del Corpo Polacco, considerati i tempi e le condizioni in cui furono prodotti, sono normalmente molto difettosi, con centrature approssimative, carta di scarsa qualità e stampa spesso evanescente. Tutto ciò determina la presenza di una grande quantità di varietà, molto spesso dai prezzi molto (quasi sempre troppo!) elevati.

Per citare il maestro di filatelia Nino Barberis «ci troviamo di fronte a francobolli dalla sicura validità postale, con un’interessante significato storico e con un’appassionante attrattiva filatelica, che rende il loro studio e la loro raccolta un affascinante percorso di vita».

Negli annali della storia polacca e italiana, il 2° Corpo d’Armata Polacco viene identificato come il «conquistatore di Montecassino», in quanto riuscì, al suo secondo assalto, a vincere la quarta battaglia di Montecassino, cacciando dalle rovine dell’Abbazia i paracadutisti nazisti. Infatti il 18 maggio 1944 una pattuglia del 12° Reggimento Lancieri, al comando del tenente Casimir Gubrie, issò sulle rovine dell’Abbazia la bandiera bianco-rossa polacca e un trombettiere suonò la melodia Hejnal.

La memoria di quella battaglia e di quella vittoria giace racchiusa nei libri di storia, vive nei racconti dei discendenti dei combattenti e troneggia nella candida e imponente architettura del cimitero polacco che si stende sulla collina nei pressi dell’Abbazia. Al suo ingresso vi è una scritta: Per la nostra e la vostra libertà noi soldati polacchi demmo l’anima a Dio, i corpi alla terra d’Italia, alla Polonia i cuori».

Poco dopo l’ingresso riposa, ancora una volta alla testa dei suoi soldati, il generale Władysław Anders, da poco raggiunto da sua moglie Renata Bogdanska.

In alto in un’aria di rassicurante severità domina l’abbazia di Montecassino, ricostruita come era prima dello scellerato bombardamento subito dagli aerei alleati, imperituro monito agli uomini della loro fragile caducità, invitandoli come fa da più di 1500 anni a vivere in pace e nel rispetto del loro prossimo (Fig. 12).

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Bibliografia

* Harvey Sarner, General Anders and Second Polish Corps soldiers, Brunswick Press 1997.
* Barberis Nino, Studio sulla Posta da Campo Polacca in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale, in «Filatelia Italiana» n. 3/6, 1964.
* La Posta Militare del II Corpo Polacco in Italia dalla Collezione di Nino Barberis, a cura del CIFR, 2017.

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