Giovanni Moretti. Il sindaco di Esperia che denunciò le «disumane offese di scellerati invasori»


Print Friendly

.

Gaetano de Angelis-Curtis, Cassino 2020

.

Presentazione

MorettiNei primi mesi del 2015 fui invitato dal dott. Luigi Moretti a partecipare ad una manifestazione perricordare il primo sindaco di Esperia del dopoguerra, l’avvocato Giovanni Moretti suo zio. Nel 2015 era sindaco di Esperia il prof. Giuseppe Moretti pronipote di Giovanni Moretti. Pensai allora, e penso ancora oggi, come è difficile ricordare il nostro passato più o meno recente, anzi soprattutto quello più recente, se non quando si verificano alcune concomitanze familiari. Solo così, purtroppo!

Naturalmente accettai la proposta di collaborare per quella manifestazione, sempre nei limiti delle mie possibilità di intromettermi in un tempo della Storia, la Storia Contemporanea, di cui non mi sono mai occupato direttamente… e che, comunque, anche quella è parte non trascurabile della Storia Grande, e, nel caso specifico, è soprattutto Storia Nostra. Si trattava di “un tempo recente” in cui anche io sono vissuto, e vivo, e del quale, per dovere civile e morale e politico, dobbiamo conservare il ricordo per trasmetterlo a chi verrà dopo. Insomma quel postulato di “per non dimenticare” certo non poteva essere disatteso.

Luigi Moretti mi raccontava dello zio Giovanni che è stato per lui come un padre e soprattutto era stato un suo educatore e l’animatore e garante dei suoi studi scolastici. E di lui mi ricordava che non era allineato alla politica del suo tempo e perciò non era molto amato dal regime politico del suo tempo. E mi raccontava di altri fatti, di molti altri fatti…

La prima cosa che si fece fu di indagare nei documenti ufficiali del tempo in cui si era svolta la sua opera di sindaco, di primo sindaco di Esperia del dopoguerra eletto nel 1946. Allora, per due o tre giorni cercammo e fotocopiammo alcune carte, annotazioni e corrispondenze conservate nell’Archivio Comunale di Esperia, poche per la verità, solo quelle che potevano servire allo scopo. Ma molte altre ve ne sono. Devo segnalare che quell’archivio è ben tenuto, con un inventario, a suo tempo redatto con fondi regionali, molto chiaro e preciso che permette di trovare senza particolari difficoltà i documenti. Un solo problema: rispetto a quell’inventario mancava dalla sua collocazione un registro delle Delibere della Giunta Comunale del periodo di sindacato di Giovanni Moretti. Sic! Sospettammo, ma il sospetto non era del tutto convincente.

Anche dai pochi documenti esaminati in quella occasione appariva da subito, e in maniera molto evidente, l’impegno profuso dal sindaco Giovanni Moretti per la rinascita materiale e morale della sua città. Il soggetto, forse quello “più esemplare”, della sua opera fu di far conoscere, di non far dimenticare, al mondo le violenze patite dalla popolazione locale, soprattutto le violenze subìte dalle donne durante le fasi concitate e dolorose della guerra appena passata. Elenchi, relazioni, dichiarazioni, note, delibere, appunti, certificati medici e corrispondenze postali scorrevano velocemente, ma a volte anche con maggiore attenzione, sotto i nostri occhi. Naturalmente ero già consapevole dell’opera svolta dal sindaco, della quale mi aveva parlato il nipote Luigi Moretti, ma mi sfuggiva la costruzione documentale del suo accorato appello a non dimenticare quei fatti esternato durante l’assemblea dei sindaci tenutasi a Cassino a novembre del 1946, quando il dramma di quelle violenze sembrava destinato a diluirsi e a sparire nello scenario nazionale delle contingenze politico-istituzionali del dopoguerra. Quel suo intervento fu raccolto e ampiamente diffuso dalla stampa giornalistica e finalmente se ne interessarono i rappresentanti delle istituzioni nazionali.

Mi viene in mente l’interpellanza parlamentare del 1952 della deputata Maria Maddalena Rossi che ricordava ben 60.000 domande presentate da donne “in qualità di vittime civili della guerra”, mentre i rappresentanti del governo attestavano che le “domande di indennizzo” pervenute erano 17.368, ma, come viene ricordato in questo libro, alla fine della guerra “il numero di casi di donne vittime di violenze sessuali… si sarebbe attestato all’incirca a 12.000” mentre “secondo altre fonti nel Lazio meridionale subirono violenza carnale ‘oltre 3.000 donne’”: pur sempre numeri considerevoli. Mi sono venuti in mente questi numeri perché, un po’ per curiosità e un po’ per necessità di sapere, sono andato ad informarmi. Infatti in questi ultimi anni il numero di 60.000 è stato strumentalmente utilizzato, manco a dirlo, soprattutto da quando è in corso il fenomeno delle emigrazioni dall’Africa. In questi ultimi anni, infatti, assistiamo contestualmente ad un interessato impegno a sfornare articoli e libri sull’argomento che in qualche pubblica presentazione di questi al sottoscritto è stato perfino impedito di intervenire per esprimersi in merito: sic! E quel numero di 60.000 è stato ancora rievocato di recente da Paolo Mieli nella trasmissione della RAI “La grande storia”. Sì, purtroppo è così!

Ma torniamo alla manifestazione per ricordare il sindaco Giovanni Moretti: questa si tenne il 17 maggio 2015 nella Cappella Lauretana di Esperia. Di certo quel sindaco meritava di più, lo pensavo io e ancor più lo pensava il nipote Luigi Moretti. Soprattutto perché a quel sindaco non gli riuscì di continuare nel suo impegno civile e morale, e non gli riuscì neanche di terminare il suo mandato amministrativo perché il 19 giugno 1949 si spense presso l’ospedale San Camillo di Roma.

La determinata convinzione del nipote Luigi Moretti di continuare era chiara, e non si trattava solo di un riconoscimento personale e familiare, ma era necessario perpetuarne il ricordo per tutti, per gli Esperiani, per gli studiosi di storia contemporanea, per i giovani: insomma “per non dimenticare”. Il naturale sviluppo di una tale premessa non poteva che essere la pubblicazione di un libro. Fu allora che suggerii a Luigi Moretti di coinvolgere Gaetano de Angelis-Curtis, l’unico, tra gli studiosi di mia conoscenza, che poteva occuparsi di questa vicenda molto coerente con le tematiche storiche da lui trattate. L’autore è ritornato presso l’Archivio Comunale di Esperia, ha approfondito la ricerca e la consultazione di quei preziosi documenti, li ha studiati, li ha opportunamente comparati e integrati con la documentazione giornalistica e con le testimonianze del nipote Luigi Moretti. Il risultato della sua pubblicazione oltrepassa le aspettative per la ricchezza dei contenuti nella preparazione e nella illustrazione del necessario contesto storico e per i meticolosi particolari che coinvolgono direttamente la vicenda umana, amministrativa e politica di Giovanni Moretti, di quel primo sindaco di Esperia eletto nel dopoguerra.

.

                                                                                               Angelo Nicosia

.

Gaetano de Angelis-Curtis, Giovanni Moretti. Il sindaco di Esperia che denunciò le «disumane offese di scellerati invasori», Cdsc-Onlus 2020, ISBN 978-88-97592-51-8

.

(15 Visualizzazioni)