Cerimonie religiose e civili di commemorazione*


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«Studi Cassinati», anno 2021, n. 3
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di Adriana Letta

 

«Il ricordo che oggi – 10 settembre – noi qui facciamo di coloro che morirono 78 anni fa a causa del primo bombardamento di Cassino nel 1943, per singolare coincidenza, è pari al ricordo che domani l’America farà a Ground zero, a New York. Si ricordano due distruzioni tanto terribili quanto inaspettate e imprevedibili,

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venute dal cielo, una da aerei militari, l’altra da aerei civili, che provocarono molte morti e gravi distruzioni. Noi oggi a Cassino, nella chiesa di S. Antonio e a New York domani, leggeremo uno per uno i nomi delle vittime innocenti, perché il loro ricordo non vada mai perduto e resti sempre viva la memoria di quell’eccidio». Così Gaetano De Angelis Curtis, Presidente del Centro Documentazione e Studi Cassinati, ha voluto sottolineare l’importanza della Memoria partecipando alla S. Messa di suffragio per quelle vittime e per tutte le vittime di guerra, come ormai da anni è diventata tradizione irrinunciabile, grazie all’iniziativa del CDSC. Numerosi i presenti, cassinati che continuano a ricordare e celebrare, familiari o amici o conoscenti di coloro che morirono nel primo dei bombardamenti che via via distrussero completamente la città e la sovrastante abbazia. Toccanti le parole del celebrante, Don Benedetto Minchella, e da brivido – come ogni volta – la lettura, fatta quest’anno dalla socia prof.ssa Gisa Sidonio, dei nomi delle vittime accertate, “solo” 67, perché non tutte fu possibile identificare con certezza. Anche le parole dell’assessora Concetta Tamburrini, al termine della celebrazione, sono state pronunciate con grande sensibilità, commentando la frase di Cicerone, posta in calce al ricordino, secondo cui «la vita dei morti è riposta nel ricordo dei vivi».

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Altre cerimonie hanno visto in mattinata il raduno presso il Monumento ai Caduti, alla presenza di autorità civili e militari, e delle associazioni combattentistiche e d’arma: alle 10,50 – l’ora dell’inizio del bombardamento – il suono di una sirena ha dato inizio ad un lungo, intenso minuto di silenzio e di raccoglimento, poi la deposizione, da parte del Sindaco Enzo Salera, di un fascio di fiori.

Nel tardo pomeriggio, dopo la Messa, ci si è spostati presso la Rocca Janula, dove l’Associazione «Reliquia belli» ha allestito un’esposizione temporanea di reperti militari della II Guerra mondiale. Poi c’è stata la presentazione, a cura di Pino Valente, guida ambientale escursionistica, del volume in Memoria di Gino Salveti, poeta e scrittore cassinate, nel centenario della nascita, dal titolo: Dal 10 settembre alla Santa Notte del ‘43. Memoria e speranza tra i Sentieri di Montecassino. Tra le tante pubblicazioni in prosa e in poesia di Salveti va ricordata la commovente poesia La Santa Notte del ’43, che descrive il Natale di guerra vissuto dai cassinati in quel tragico anno.

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* www.diocesisora.it/pdigitale.

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