Ustica, un’ingiustizia civile.


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«Studi Cassinati», anno 2021, n. 4
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Martedì 12 ottobre 2021 presso la Sala Restagno del Comune di Cassino si è svolta la presentazione del volume Ustica, un’ingiustizia civile di Leonardo Tricarico e Gregory Alegi. Dopo i saluti istituzionali di Enzo Salera, sindaco di Cassino, e Danilo Grossi, assessore alla cultura, ha tenuto l’intervento di presentazione Gaetano de Angelis-Curtis presidente del Cdsc-Aps che ha organizzato l’evento, cui ha fatto seguito un appassionato dibattito cui non si sono sottratti i due autori, mentre il coordinamento è stato svolta da Francesco Di Giorgio.

Nella notte del 27 giugno 1980 un DC 9 della compagnia aerea Itavia in servizio da Bologna verso Palermo precipita in mare sui cieli dell’isola di Ustica. Complessivamente furono 81 le vittime di quel tragico evento. Sono passati più di quaranta anni. Nessuna verità è stata accertata sulle responsabilità di quell’incidente aereo che risulta ancora oggi avvolto nel mistero nonostante l’intensa attività investigativa sviluppatasi nel corso degli anni e la serie impressionante di udienze giudiziarie. Per la prima volta nella storia italiana del dopoguerra, si è ipotizzato addirittura il reato di alto tradimento di alcuni uomini dell’Aeronautica militare.

Su tutte queste drammatiche vicende hanno provato ad aprire spiragli di luce con un interessante lavoro di ricerca sfociato in una autonoma pubblicazione frutto dell’opera di due persone particolarmente capaci per professionalità e competenze specifiche:

  • Leonardo Tricarico, generale di squadra aerea, già Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica militare italiana, consigliere militare del Consiglio dei Ministri con i presidenti Giuliano Amato, Massino D’Alema e Silvio Berlusconi;
  • Gregory Alegi, storico e giornalista, docente universitario presso la Luiss e Storia dell’Aviazione presso l’Accademia militare aeronautica di Pozzuoli. Inoltre ha collaborato con Officine Rambaldi in qualità esperto storico all’«Historiale» di Cassino.

Il volume pubblicato per i tipi della casa editrice Rubbettino, si suddivide in due parti e un’appendice. Gli autori sono due, Leonardo Tricarico e Gregory Alegi, per cui sembrerebbe scritto a quattro mani invece i contenuti sono riconoscibilissimi in quanto nove dei 21 capitoli di cui si compone la prima parte del volume, sono firmati da Leonardo Tricarico e i restanti dodici da Gregory Alegi e ognuno di essi è la raccolta delle rispettive testimonianze e osservazioni dirette. Dunque quello del gen. Tricarico è il racconto delle vicende sviluppatesi attorno al disastro di Ustica viste e considerate dall’interno, nelle stanze e nelle menti degli uomini dell’Aviazione militare (obbligati per dovere al silenzio) e delle istituzioni. Invece le pagine di Gregory Alegi sono quelle vergate da un professionista nella sua qualità di giornalista, storico, docente universitario.

La seconda parte rappresenta la ricostruzione storica dei fatti, il suo susseguirsi, il suo dipanarsi nelle aule di giustizia e tra i rappresentanti istituzionali. La ricostruzione storica è opera di Gregory Alegi che alla fine vi ha posto una bibliografia che non è un semplice elenco di opere scritte sull’argomento (libri, articoli ecc.) ma è una bibliografia ragionata in quanto riporta anche qualche riga in sintesi dell’opera e per chi volesse approfondire l’argomento sono indicati anche dei siti internet nei quali poter reperire informazioni e documentazione.

L’appendice a sua volta è suddivisa in quattro sezioni con documentazione specifica relativa ad aspetti tecnici, con corredo di fotografie, ad aspetti giudiziari e lettere di rappresentanti delle associazioni delle vittime.

Il volume analizza la trentina di indagini (giudiziarie, giornalistiche, politiche) sviluppatesi nel corso degli anni che hanno in comune solo l’esito finale e cioè che il disastro aereo sia stato dovuto a una battaglia aerea combattuta nei cieli italiani mentre transitava il DC-9 (mentre nessuna delle ipotesi attribuiva l’abbattimento al lancio di un missile da parte di un sottomarino o da parte di qualche arma costiera). Infatti ogni indagini ha prodotto scenari diversi, ad esempio, relativamente:

  • al numero di aerei presenti nell’area (da minimo uno fino a sei velivoli);
  • alla tipologia di aerei (se Mig-23 o F-4E oppure tutti e due);
  • alla nazionalità degli aerei (se francesi, americani, libici, israeliani);
  • alla loro provenienza (basi terrestri o portaerei francese o americana);
  • alle modalità di distruzione del Dc-9 (un missile esploso, due missili non esplosi ma che hanno attraversato la carlinga, una quasi-collisione con un altro aereo militare ecc.)

relativamente ai motivi della battaglia aerea (americani che intendevano abbattere Gheddafi in volo sui cieli italiani, israeliani che intendevano bloccare il trasporto di uranio dalla Francia all’Iraq, americani che intendevano bloccare il trasporto di parti di un missile destinato alla Libia).

Diversamente i due autori intendono dimostrare, dati scientifici e perizie di professionisti alla mano, che il disastro sia stato dovuto allo scoppio di una bomba interna collocata nel bagno di coda. Inoltre il libro relaziona meticolosamente sulle udienze dibattimentali dei processi penali di primo grado, d’appello e di Corte di Cassazione conclusisi con l’assoluzione di tutti gli imputati ponendo termine definitivamente all’indagine penale più lunga e costosa d’Italia (fdg-gdac).

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