«Studi Cassinati», anno 2025, n. 2
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Il 21 aprile 2025 si è spento papa Francesco (nato a Buenos Aires nel 1936 ed eletto pontefice il 13 marzo 2013). Le esequie si sono svolte, con gran concorso delle più alte personalità del mondo, il 26 aprile 2025 a Roma, sepolto nella Basilica di Santa Maria Maggiore.
Il 7 maggio successivo si è aperto nella Cappella Sistina in Vaticano il Conclave con la partecipazione di 133 cardinali elettori. Il giorno successivo, 8 maggio,al quarto scrutinio è stato eletto il nuovo papa. È Robert Francis Prevost di doppia cittadinanza, statunitense e peruviana. È il primo papa proveniente dagli Stati Uniti d’America (è nato a Chicago il 14 settembre 1955), nonché il primo pontefice appartenente all’Ordine di Sant’Agostino in cui ha ricoperto incarichi significativi (priore provinciale e priore generale). Nel 2014 papa Francesco lo ha designato amministratore apostolico della Diocesi peruviana di Chiclayo e vescovo titolare di Sufar. Nel 2019 è nominato nel Dicastero per il clero, per i vescovi e per l’evangelizzazione e nel 2023 prefetto del Dicastero per i vescovi nonché presidente della Pontificia commissione per l’America Latina. Nel concistoro del 30 settembre 2023 viene creato cardinale diacono di Santa Monica (diaconia istituita da papa Francesco il cui titolo insiste sulla cappella di Santa Monica di Roma) e il 6 febbraio 2025 lo stesso pontefice gli assegna il titolo di vescovo della Diocesi di Albano Laziale, una delle sedi vescovili che circondano la città di Roma, le cosiddette sedi suburbicarie, storicamente riservate ai cardinali vescovi.
Robert Francis Prevost è il 267º papa della Chiesa cattolica e ha assunto il nome di Leone XIV, un riferimento che non veniva utilizzato dal 1878. La scelta del nome rimanda, dunque, a quello di Leone XIII il pontefice che ha promulgato nel 1891 una delle più importanti encicliche, la Rerum Novarum, la prima della Chiesa cattolica che si occupa di dottrina sociale e se a quei tempi la società era percorsa dalle questioni inerenti la prima rivoluzione industriale di fine ‘800, oggi la società globale sta vivendo un’altra rivoluzione industriale, quella dell’«Intelligenza Artificiale». La scelta del nome fa supporre che Leone XIV voglia continuare la linea umanitaria e sociale del predecessore.
Va ricordato pure che Leone XIII (Gioacchino Pecci, nato a Carpineto Romano nel 1810, papa dal 1878 al 1924) è molto legato al nostro territorio. Ad Anagni c’è il «Pontificio Collegio Leoniano» voluto da Leone XIII e al nome del pontefice è intitolato. Fu papa Leone XIII a ripristinare nel 1878 la giurisdizione prepositurale di Atina che aveva perso nel 1834. Ma soprattutto fu Leone XIII che nel 1887, a otto secoli dalla morte, beatificò l’abate Desiderio di Montecassino, tra i più importanti se non il più importante abate cassinese, salito poi al soglio pontificio con il nome di papa Vittore III, il quale morì a Montecassino il 16 settembre 1087, e lì fu sepolto, dopo un pontificato di breve durata (un anno e 115 giorni). La Chiesa lo celebra appunto il 16 settembre.
Tra gli altri pontefici di nome Leone, va ricordato sicuramente Leone magno (Leone I, papa dal 440 al 461, santo) che affermò il primato del vescovo di Roma sull’intera Chiesa e che riuscì a fermare o a contenere i danni delle orde barbariche degli Unni di Attila e dei Vandali di Genserico.
Va ricordato anche Leone X (Giovanni de’ Medici figlio di Lorenzo il magnifico), a otto anni abate commendatario di Montecassino (e poi papa dal 1513 al 1521), sotto il cui pontificato si aprì il grande scisma protestante che portò alla frantumazione dell’unità cristiana (tra Chiesa cattolica e le Chiese riformate).
Robert Prevost, Leone XIV, impersona e rappresenta meglio di ogni altro la Chiesa globale, la Chiesa universale, la Chiesa multietnica poiché nelle arterie e nelle vene di Robert Prevost scorre sangue italiano, francese, spagnolo dei suoi antenati emigrati negli Stati Uniti, così come è stato missionario nell’America Latina ed egli parla fluentemente l’inglese, lo spagnolo, l’italiano, il francese, e il portoghese oltre a conoscere il tedesco e il latino.
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Il Centro documentazione e studi cassinati-Aps porge sincere congratulazioni e vere felicitazioni a dom Donato Ogliari già abate di Montecassino (2014-2022) e amministratore apostolico della stessa badia cassinese (2022-2023) e ora abate di San Paolo fuori le Mura.
Dom Donato recentemente è stato eletto presidente della Conferenza monastica italiana (Cim); quindi è stato chiamato a tenere il 29 aprile 2025 la prima meditazione spirituale alla Congregazione generale dei cardinali riunita in preparazione del Conclave; in seguito papa Leone XIV lo ha nominato membro del Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica; poi il 23 giugno 2025 ha preso parte, in qualità di relatore, alle celebrazioni dei mille anni di vita dell’Abbazia benedettina di Montserrat, con un intervento tenuto davanti ai reali di Spagna Felipe e Letizia e a eminenti autorità, cui si è rivolto in lingua spagnola.
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