«Studi Cassinati», anno 2025, n. 3
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di
Emilio Pistilli
Un prezioso archivio fotografico ci viene dalla Scozia: una serie di scatti fotografici tra le rovine della Cassino che va rinascendo dopo la totale distruzione della seconda guerra mondiale.
La storia di queste foto ci è nota e ne abbiamo dato notizia su «Studi Cassinati», a. XIII, n. 3, luglio-settembre 2013, pp. 202-203, dove si recensiva il volume di Federica G. Pedriali, Carlo Pirozzi, No Where Next. War Diaspora Origin. Dominic Scappaticcio. A journey (1946-1947), ISRC Diaspora Seies, Longo Editore, Ravenna 2013.
Le foto che qui solo in parte riproponiamo, furono esposte in mostra nel chiostro bramantesco di Montecassino il 5 maggio 2013, confluite poi nel detto volume.
L’evento ricadeva nell’ambito di una serie di manifestazioni incluse nell’«Edimburgh Gadda Prize» in occasione della seconda edizione del «Gadda Giovani», premio letterario nato nel 2010, dedicato alla figura di Carlo Emilio Gadda, rivolto a studenti italiani e scozzesi.
Le foto provengono da negativi ritrovati fortunosamente nella soffitta della casa di Dominic Scappaticcio, discendente di una famiglia di immigrati italiani in Scozia nella seconda metà dell’Ottocento. Era originario della frazione S. Antonino di Cassino.
Per le note biografiche degli Scappaticcio rinvio alla citata recensione.
Nell’inverno 1946-47 Dominic partì da Edimburgo per l’Italia accompagnando la sorella Tolina in viaggio di nozze col marito Salvatore Milazzo.
Nel loro girare per l’Italia i tre fecero sosta a Cassino per rivedere i luoghi dei loro antenati. La macchina fotografica di Dominic Scappaticcio immortalò i luoghi desolati di quella che era stata Cassino completamente distrutta dalla guerra del 1943-44: le foto ricordo li ritraggono tra le macerie della «Città Martire», ma anche – e questo è ciò che per noi conta di più – tra le bancarelle del mercato settimanale del sabato, documentando la voglia dei Cassinati di riprendere la vita, così traumaticamente interrotta dagli eventi bellici.
Gli scatti fotografici – a dir poco eccezionali – parlano da soli, non hanno bisogno di didascalie per attestare questa volontà di rinascita.
Tuttavia ritengo opportuno indicare per ogni fotogramma la localizzazione rispetto alla mappa urbana odierna: questo è importante per le nuove generazioni del dopoguerra che non hanno memoria di quei luoghi.
Come sono giunte fino a noi quelle fotografie?
Nel maggio 2012 fui contattato telefonicamente dal prof. Carlo Pirozzi (allora aveva un postdoc presso il Dipartimento d’Italiano dell’Università di Edimburgo) che mi disse che persone della comunità italo-scozzese presente a Edimburgo gli avevano mostrato le foto di un loro parente che, trasferitosi in Scozia negli anni ‘20 alla notizia del bombardamento di Cassino, era ritornato in Italia per scattare delle foto e visitare i parenti.
Vista l’importanza di quelle foto pensava di organizzare una mostra a Cassino.
Concordammo che valeva la pena di farne un evento di grande rilievo culturale. Per questo era necessario coinvolgere ufficialmente enti quali l’Università di Cassino e il «Gadda Prize» di Edimburgo.
Fu così che passai la mano al nostro presidente Gaetano de Angelis-Curtis che poteva tenere i rapporti con l’Università Cassinate.
L’iniziativa andò in porto e si concluse con la prestigiosa mostra nel chiostro bramantesco dell’abbazia di Montecassino il 5 maggio 2013.










Ringrazio l’amico Alberto Mangiante per l’aiuto nell’identificazione dei luoghi.
Foto ©A. Longo editore, Ravenna, che le ha gentilmente concesse al Cdsc-Aps per pubblicazione e che pertanto ringraziamo vivamente e sentitamente.
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