STUDI CASSINATI
«Studi Cassinati», anno 2025, n. 4
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di
Elena Pittiglio*
Si riporta l’articolo sul 125° anniversario della dedicazione della chiesa di Sant’Anselmo a Roma. Nel 1887 papa Leone XIII beatificò, a otto secoli dalla morte, l’abate Desiderio di Montecassino, tra i più importanti se non il più importante abate cassinese, salito al soglio pontificio con il nome di Vittore III. Poi l’anno successivo, nel 1888, Leone XIII affidò all’arcivescovo di Catania, il monaco benedettino Giuseppe Benedetto Dusmet, l’incarico di riaprire l’antico collegio Sant’Anselmo. Il progettista della struttura fu il primo abate primate Ildebrando De Hemptinne e la realizzazione dell’edificio fu affidata all’architetto Francesco Vespignani. La chiesa di Sant’Anselmo fu terminata e consacrata l’11 novembre del 1900.
Sant’Anselmo ha una triplice funzione istituzionale:
– luogo degli studi accademici (l’Ateneo): originariamente per i benedettini, ma aperto anche a persone esterne;
– collegio: vi risiedono monaci, religiosi e sacerdoti che studiano sia all’Ateneo sia alle altre università pontificie romane;
– curia dell’Abate Primate (il più alto rappresentante e coordinatore della Confederazione Benedettina): vi viene gestito tutto l’ordine benedettino.
A Sant’Anselmo trovò rifugio la comunità cassinese con l’abate Gregorio Diamare, dopo la distruzione di Montecassino del 15 febbraio 1944.
LA RICORRENZA
L’11 novembre del 1900 fu Leone XIII a consacrare la chiesa di Sant’Anselmo. Lo stesso Leone XIII aveva voluto l’edificazione della chiesa su uno dei sette colli di Roma, l’Aventino. Non solo la costruzione della chiesa aveva voluto Leone XIII, ma anche quella del Collegio Internazionale annesso. Le due istituzioni, in particolare il Collegio, dovevano contribuire al potenziamento della presenza benedettina nel mondo. Per Leone XIII, l’Ordine di San Benedetto e i suoi monaci erano di grande aiuto ‘al bene in un momento ricco di sfide’ in un tempo di profonde trasformazioni, quale fu il passaggio dal XIX al XX secolo. Il concetto è stato ribadito l’11 novembre scorso quando Papa Leone XIV è tornato all’Aventino per celebrare il 125° anniversario della dedicazione. A Sant’Anselmo, casa madre dell’ordine fondato da San Benedetto da Norcia, Papa Leone XIV ha presieduto una solenne cerimonia in occasione dell’anniversario alla presenza di tutti i benedettini. Per l’occasione un posto d’onore è stato riservato all’abate Luca Fallica, guida dell’abbazia di Montecassino, al priore claustrale, dom Jordi-Agustí Piqué i Collado e all’abate Donato Ogliari, predecessore di dom Luca, oggi abate dell’abbazia di San Paolo Fuori Le Mura a Roma. La celebrazione, intensa e raccolta, ha riunito nella casa madre l’Ordine Benedettino, che con il suo annesso collegio accoglie ogni anno monaci provenienti da circa ottanta Paesi per la loro formazione spirituale e accademica.
LA SORPRESA
«Il monastero, l’Ateneo, l’Istituto Liturgico e le attività pastorali legate alla chiesa – ha ricordato il Pontefice durante l’omelia – devono crescere sempre più in sinergia, come una autentica ‘scuola del servizio del Signore’. Ho pensato al complesso in cui ci troviamo come a una realtà che deve diventare un cuore pulsante nel grande corpo del mondo benedettino, con al centro, secondo gli insegnamenti di San Benedetto, la chiesa stessa».
Al termine della celebrazione non sono mancate per il Santo Padre le sorprese. A farle è stato proprio l’abate Fallica, che a ricordo della giornata importante ha consegnato nelle mani del Papa un dono pregiatissimo: la genealogia episcopale del pontefice, realizzata dal monaco archivista di Montecassino nonché docente universitario dom Mariano Dell’Omo. Il monaco ha rilegato per l’occasione la genealogia, ossia la disciplina storiografica che si occupa di ricostruire la discendenza di un vescovo, come dono commemorativo.
* «Il Messaggero», venerdì 14 novembre 2025, p. 36. Cfr. pure abbaziamontecassino.it/news-ed-eventi/concelebrazione-solenne-a-santanselmo-con-il-santo-padre-leone-xiv-e-il-padre-abate-dom-luca-fallica/#
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