MANOSCRITTO DI ROSSINI RINVENUTO SU UNA BANCARELLA A PARIGI E DONATO ALLA FONDAZIONE ARENA DI VERONA

«Studi Cassinati», anno 2025, n. 4

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 Domenico Tortolano*

Particolare del manoscritto rinvenuto. In basso la firma autografa di Giacchino Rossini, Parigi 16 febbraio 1864.

Un architetto di Cassino, Giacomo Bianchi, famoso per le sue idee progettuali in Italia e all’estero, si è imbattuto anni fa in un raro documento autografo del compositore Gioacchino Rossini trovato su una bancarella di antiquariato di Parigi, una pergamena manoscritta che ha donato alla Fondazione Arena di Verona. E qualche giorno fa è arrivato all’architetto il ringraziamento della Sovrintendente della Fondazione, la soprano Cecilia Gasdia.

Giacomo Bianchi è anche un appassionato di musica lirica e quindi anche uno studioso con una ricca collezione di opere. Cosi racconta la scoperta: «La storia di questo documento è questa. Anni fa durante una delle mie frequenti visite al mercato di antiquariato di Fort de Grignan court a Parigi acquistai dei libri antichi e una cartella di incisioni che riguardavano il costume ciociaro. C’era molto disordine nella cartella quando l’acquistai in blocco senza verificarne interamente il contenuto. Quando a casa, con calma e curiosità, aprii la cartella, tra ritagli di giornali e altri documenti, venne fuori questo frammento di una lettera che il musicista e compositore Gioacchino Rossini scrisse ad un’amica nel 1864 corredandola con una frase musicale inedita».

Continua emozionato nel racconto: «Ho conservato gelosamente questo documento fino al mese scorso quando ho deciso di farne regalo al mio carissimo amico Roberto Gabbiani, maestro del coro della Fondazione dell’Arena di Verona, in quanto nelle sue mani sarebbe stato condiviso dall’intero mondo della musica. E infatti è stato così. Gabbiani ha recapitato la pergamena alla soprano Cecilia Gasdia che è rimasta entusiasta e soddisfatta di tale donazione alla Fondazione». Giacomo Bianchi poi aggiunge: «Anni fa con il maestro Gabbiani e la Filarmonica di Roma facemmo scoprire la musica di Arvo Paart (è un compositore estone, oggi 90enne) ai cittadini di Cassino in un bellissimo concerto nella chiesa di S. Antonio».

Ed ancora: «Una storia l’ha avuta lo spartito autografo dello Stabat Mater di Pergolesi acquistato su una bancarella al mercato dell’antiquariato di Cassino e donata all’abbazia di Montecassino». L’architetto rivela un altro ritrovamento casuale: «Sempre incuriosito nella ricerca di documenti della storia, trovai tra varie scartoffie in un mercatino un manoscritto di Emilia Branca, moglie di Felice Polliani, il librettista di Giovanni Bellini, su cenni biografici e aneddotici. Scrissi alla Fondazione Bellini di Catania per sapere se erano interessati al documento, ma non ebbi risposta».

Gioachino Rossini è fra i massimi e più celebri operisti della storia della lirica, la sua attività ha spaziato attraverso vari generi musicali, ma è ricordato principalmente per le sue opere famose e celebrate, quali Il barbiere di Siviglia, L’italiana in Algeri, La gazza ladra, La Cenerentola, Il turco in Italia, Tancredi, Semiramide e Guglielmo Tell. Nato il 29 febbraio 1792 a Pesaro, muore il 13 novembre 1868 a Parigi. Sepolto anni dopo nella basilica di Santa Croce di Firenze.

Il sovrintendente della fondazione veronese, la soprano lirica Cecilia Gasdia, così scrive al donatore: «Con piacere abbiamo ricevuto la preziosa pergamena manoscritta dal Maestro Gioacchino Rossini, datata 1864, che ha donato al Maestro Roberto Gabbiani. Questo prezioso cimelio, per il cui valore il Maestro ha pensato di condividere con noi, entrerà a far parte della collezione della Fondazione Arena».

Giacomo Bianchi è anche l’autore del restauro del refettorio monumentale di Montecassino con il nuovo pavimento inaugurato da papa Benedetto XVI. E qualche anno fa ha donato al Comune l’idea progettuale del rifacimento dell’isola pedonale di piazza Diamare e del corso ed ora di piazza Labriola. La sua donazione, però, è stata anche al centro di una interrogazione e di una mozione della minoranza consiliare. Il sindaco rassicurò tutti sulla legalità della donazione ringraziando, come sempre, l’architetto per la sua generosità1.

*«Il Messaggero», domenica 29 novembre 2025, p. 35.

1 L’arch. Giacomo Bianchi è anche l’ideatore delle due ‘superbe’ opere fatte realizzare a cura e spese dal Cdsc-Aps che non hanno uguali a Cassino e che da quando sono state affidate alla città il 17 dicembre 2021, trovando ubicazione all’imbocco della strada che conduce all’abbazia di Montecassino, ne caratterizzano il volto urbano facendo memoria della storia e della cultura di questo territorio, e cioè l’epigrafe con le trentuno lettere del verso 37 «Quel monte a cui Cassino è nella costa» del canto XXII del Paradiso della Divina Commedia, e l’altrettanto stupenda stele del Placito cassinese (cfr. Atto di affidamento alla Città di Cassino, in «Studi Cassinati», a. XXI, n. 4, ottobre-dicembre 2021, pp. 259-267).

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