RICORDO DI ANTONINO ZICHICHI. CITTADINO ONORARIO DI CASSINO

«Studi Cassinati», anno 2026, n. 1

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Erasmo Di Vito

«È deceduto nel sonno questa mattina il professor Antonino Zichichi, nato a Trapani nel 1929 da antica famiglia ericina. Aveva fondato nel 1963 il Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana, era stato promotore nel 1982 della Dichiarazione di Erice per la Pace, aveva ideato i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di cui è stato presidente, aveva scoperto l’antideutone al CERN di Ginevra, era professore emerito di Fisica Superiore all’Università di Bologna ed era stato presidente e fondatore del Centro Fermi. Aveva tre figli, cinque nipoti e una pronipote».

Così l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare ha aperto il comunicato che, il 9 febbraio scorso, ha annunciato la morte, all’età di 96 anni, di una delle figure più elevate della fisica delle alte energie.

Cassino 22 aprile 2010: il sindaco Scittarelli consegna al prof. Antonino Zichichi la pergamena della cittadinanza onoraria (sopra) e le chiavi della città (sotto).

«Con la scomparsa di Nino Zichichi, l’INFN e l’intera comunità scientifica – ha aggiunto il presidente Antonio Zoccoli – perdono una figura di straordinaria energia e visione. Zichichi è stato un uomo di scienza straordinariamente curioso ed entusiasta, capace di muoversi con autorevolezza nei grandi scenari della ricerca internazionale e, al tempo stesso, di guardare con lungimiranza allo sviluppo delle infrastrutture scientifiche del nostro Paese. Da Presidente dell’INFN ha contribuito in modo decisivo al rafforzamento dell’ente, e a lui si devono l’idea e la realizzazione dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, oggi riconosciuti tra i centri di ricerca più importanti al mondo e parte integrante della nostra storia. Fondatore e anima del centro interdisciplinare per la cultura scientifica “Ettore Majorana”, ha fatto di quel luogo un laboratorio di dialogo tra scienziati di Paesi diversi, convinto che la cooperazione scientifica potesse essere uno strumento concreto di diplomazia e di costruzione della pace. Sempre costante è stato il suo impegno nel costruire ponti tra scienza, cultura e società, nella convinzione che la ricerca fondamentale non sia solo un’impresa tecnica, ma un pilastro del progresso umano».

Ad Antonino Zichichi sono stati conferiti oltre sessanta premi e onorificenze in Italia e all’estero; ma particolare fu il legame con la Terra Sancti Benedicti, dove aveva realizzato e coltivato un rapporto intenso e autentico con le istituzioni e la comunità locale. Un legame nato attraverso incontri culturali e scientifici, ma che con il tempo si trasformò in una sincera amicizia con questa terra segnata dalla storia, dalla spiritualità e dalla ricerca della conoscenza.

«Il primo contatto tra Zichichi e il territorio cassinate risale al 1985, invitato come relatore a un convegno organizzato dal Rotary Club di Cassino. In quell’occasione ebbe modo di conoscere da vicino la realtà culturale della città e soprattutto la tradizione millenaria custodita dalla Abbazia di Montecassino.

Il 10 dicembre 2009 Zichichi tornò a Montecassino per inaugurare il progetto culturale Scienza e Fede nei luoghi dello Spirito legato ad una ricerca dedicata all’antico osservatorio scientifico del monastero, simbolo dell’incontro tra ricerca scientifica e tradizione spirituale benedettina. Fin dal primo momento – ricorda il professore Fabio Miele, dell’ITIS «Ettore Majorana» di Cassino, promotore del progetto con Giuseppe Lena – lo scienziato mostrò grande entusiasmo per il progetto. Dal CERN di Ginevra, la sua segretaria Esthel Laperriere, fece sapere che Zichichi considerava un vero dono poter partecipare a un’iniziativa capace di unire scienza e spiritualità in uno dei luoghi più significativi della storia europea. Da quel momento nacque un rapporto destinato a crescere nel tempo».

Il legame di Zichichi con la nostra terra si andò consolidando sempre più nel tempo.

Il 22 aprile 2010 nella Sala consiliare «Gaetano Di Biasio», il sindaco di Cassino Bruno Vincenzo Scittarelli gli conferì la cittadinanza onoraria con la seguente motivazione:

«Eccelso scienziato ed uomo di cultura, per la meritoria attività profusa in favore della “Scienza per la pace” al servizio dell’uomo, per l’opera di disarmo, per la promozione, la rinascita e l’affermazione dei valori universali imprescindibili di Pace e di Fratellanza che questa città da sempre custodisce e promuove. La Città, a motivo di nobile opera, con memore affetto e riconoscenza, si onora di iscrivere nel suo Albo d’Oro, l’insigne concittadino Antonino Zichichi».

Dopo la cerimonia in municipio, il Teatro Manzoni fece da cornice alla conferenza di Zichichi sul tema C’è bisogno di scienza nella cultura del Terzo Millennio.

Poi nel 2011, nella Sala degli Abati della Curia, partecipò al convegno L’educazione dei Giovani alla Bellezza. Il desiderio di Dio con la presentazione della raccolta degli atti del simposio svoltosi in abbazia nel 2009. Nella stessa Sala il 13 marzo del 2014 intervenne al convegno La scienza per la pace e il Manifesto di Erice, organizzato in collaborazione con il CERN di Ginevra e il Centro di Cultura Scientifica “E. Majorana” di Erice. Quindi il giorno successivo tenne al Teatro Manzoni la conferenza Portare la Scienza nel cuore dei giovani, davanti a quasi mille studenti provenienti dalle scuole del territorio. Al termine della conferenza si recò a piedi nella vicina sede della Banca Popolare del Cassinate, dove per una settimana era stato esposto il telescopio appena restaurato dell’Osservatorio di Montecassino, rimasto miracolosamente indenne durante il bombardamento dell’Abbazia di Montecassino del 15 febbraio 1944. Il telescopio era stato consegnato dal bibliotecario dell’abbazia, dom Gregorio De Francesco, ai professori Fabio Miele e Giuseppe Lena con il compito di restituire alla comunità un frammento prezioso della propria storia scientifica. Lo stesso Miele ricorda ora che «un ingegnere calvinista di Ginevra, Jean Claude Hentsch, venuto a conoscenza della vicenda, si offrì generosamente di sostenere il restauro del telescopio: esempio significativo di solidarietà culturale internazionale, capace di unire persone, tradizioni e sensibilità diverse nel nome della conoscenza. Grazie a questo impegno insieme al contributo del Presidente della Banca Popolare del Cassinate e alla competenza dell’astrofilo Paolo Matassa, lo strumento poté essere restaurato e restituito alla comunità, tornando simbolicamente a scrutare il cielo dopo decenni di silenzio. Per Zichichi quello strumento, riemerso dalle macerie della guerra, rappresentava il simbolo della rinascita culturale di un territorio capace di trasformare la tragedia della storia in occasione di ricostruzione e speranza».

Sempre nel 2014 Zichichi fece ritorno di nuovo nella Terra di San Benedetto per tenere due ‘lectio magistralis’ su Sia la Luce… e la Luce fu a Cassino (21 maggio) e poi a Castrocielo (22 maggio) dove il sindaco Filippo Materiale gli conferì la cittadinanza onoraria di Castrocielo.

Ora, Zichichi non tornerà più nella Terra Sancti Benedicti, ma questa terra, l’abbazia di Montecassino e gli studiosi locali conserveranno sempre i valori umani che ha trasmesso, gli insegnamenti scientifici e la sperimentazione nel connubio tra scienza e fede che ha lasciato percorrendoli nel solco da lui tracciato attraverso iniziative scientifiche capaci di continuare a costruire, in sua memoria, ponti tra scienza, cultura, società e spiritualità.

Cassino 14 marzo 2014 – Teatro Manzoni (da sinistra): Erasmo Di Vito, il sindaco di Cassino Bruno Vincenzo Scittarelli, il prof. Antonino Zichichi e il prof. d. Aniello Crescenzi.

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