«Studi Cassinati», anno 2026, n. 2
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di
Marco Pagano*
L’approdo nell’etere, in provincia di Frosinone, si registra a metà degli anni Settanta, idea della vulcanica e bizzarra mente di Michele Giordano, un giornalista siciliano, a pochi passi dalla laurea in Giurisprudenza, ormai da anni trapiantato a Cassino.
È Cassino la città antesignana nel settore dell’emittenza privata, sia radio che televisiva, e proprio a Cassino, come in diverse altre parti d’Italia – il primo caso si verifica in Sicilia a Partinico, già prima della ben nota sentenza con la quale la Corte di Cassazione (n. 202 del 28 luglio 1976) liberalizza l’etere – è piuttosto frequente ascoltare trasmissioni pirata che duravano pochi minuti, per eludere l’intervento delle Forze dell’ordine.
Michele Giordano è dunque il primo in provincia di Frosinone a trasmettere in FM (Modulazione di frequenza) nel 1975, ancor prima della citata sentenza, con un segnale che è possibile captare esclusivamente nel centro urbano e nell’immediata periferia, affiancando la trasmissione radio a quella televisiva via cavo. Anche per quest’ultima, la trasmissione è estremamente localizzata: il primo segnale tv viaggia via cavo, partendo dalla storica sede di via Tasso 13 a Cassino, dove il Giordano gestisce la Pensione Venezia. Egli, però, non dirige solo la sua nota pensione, è soprattutto un affermato giornalista, editore del periodico «Il Gazzettino del Lazio» ed organizzatore di eventi anche di notevole importanza, come la famosa «Fiera Campionaria di Cassino», che si tenne per decine e decine di edizioni. Ad avviarlo sulla strada televisiva, nell’estate del 1975, fu l’amico ingegnere ed inventore napoletano Pietrangelo Gregorio, precursore dell’emittenza televisiva che nel dicembre del 1966 aveva fondato «Telediffusione Italiana Telenapoli», la prima televisione italiana privata via cavo1.
Nel 1971 «Telediffusione Italiana» è addirittura la prima emittente italiana a produrre ed irradiare trasmissioni televisive a colori. È proprio Gregorio a stimolare Giordano, suggerendogli di seguire le sue stesse orme, impiantando la prima emittente televisiva privata nel Basso Lazio. Il giornalista, suggestionato dalle enormi potenzialità del mezzo, supportato da quella sua innegabile, straordinaria ed unica impronta visionaria, nell’estate del 1975 insedia il suo primo studio televisivo all’interno della stessa Pensione Venezia, oramai suo vero e proprio ‘quartier generale’, dove viveva e lavorava 24 ore al giorno.
Il primo vagito di «Tele Cassino», risale al 15 settembre 1975 in Piazza Diaz, per trasmettere una partita del Cassino Calcio; un esperimento che può essere ben definito ‘Tv di strada’, perché in effetti non si trattava ancora di una emittente vera e propria. È lo stesso Giordano a ricordare in un’intervista che la tv «in realtà all’inizio si chiamava ‘Tele B.L (Tele Basso Lazio)’, forse una delle prime emittenti in Italia e sicuramente la prima nel Lazio. Probabilmente la parola emittente non è la più appropriata, visto che registravo le trasmissioni durante la settimana, dopo di che la domenica trasportavo le mie apparecchiature sotto il porticato in corso della Repubblica e con un televisore proponevo partite ed altri programmi. Questo andò avanti per diversi mesi, poi mi venne l’idea di rendere più redditizia la mia attività. Decisi di far pagare un abbonamento a coloro che intendevano vedere i miei programmi. E così stesi io stesso alcuni chilometri di cavi che collegavano il mio studio con le case degli ‘abbonati’2 e pensate che si era agli inizi degli anni Settanta. Poi portai sette, otto televisori in alcun bar di Cassino e iniziai a trasmettere soprattutto partite della squadra locale»3.
La nuova emittente, partita come innovativa ‘Tv di strada’, diventa di fatto il primo esempio di ‘Pay-tv’; inizia ad ampliare la sua programmazione anche con rubriche di intrattenimento ed informative cui si aggiungono, poi, i primi TG locali.
La linea-cavo, ben tre chilometri, viaggia sui tetti, le terrazze e le pareti esterne dei fabbricati per raggiungere i bar del centro, all’interno dei quali gli sportivi si riuniscono per guardare le partite del Cassino Calcio su dei televisori da lui stesso forniti.
«I proprietari dei bar – aggiunge Giordano su La vita tempestosa e spericolata4 – furono contentissimi del prezioso regalo, ma fu una grande delusione, perché il primo giorno, nel quale arrivarono le immagini di una partita di calcio, i clienti, invece di consumare, fecero un casino del diavolo e sfasciarono anche dei tavoli e delle sedie, per cui fui chiamato urgentemente per ritirare quegli apparecchi infernali che avevano provocato più danni che guadagni». Non solo, «successe anche un fatto spiacevole. Un inquilino dell’ultimo piano di uno stabile subisce un furto a causa del cavo posto sul suo tetto. Il ladro era sceso comodamente attaccandosi al cavo, era riuscito a rubare ed a uscire tranquillamente dall’uscio di casa in assenza dell’inquilino».
«Radio-Tele-Cassino», fino all’estate del 1976, raggiunge circa 300 abbonati che versano al visionario Michele Giordano una quota di 10.000 Lire. Tuttavia, la rissa ed il furto fermano l’esperimento della tv via cavo dell’emittente, che prosegue l’attività con la sola trasmissione via etere, sul canale A, in virtù della sentenza n. 202 del 28 luglio 1976 con la quale la Corte Costituzionale autorizza le trasmissioni radiotelevisive, ma limitandole all’ambito locale.
Come si intuisce dalla denominazione dell’emittente, simultaneamente all’avvio della prima televisione privata del territorio, Michele Giordano pone le basi anche per la costituzione della prima radio locale del Basso Lazio: «Radio-Cassino».
Risalgono all’autunno del 1975 le prime sperimentali trasmissioni radiofoniche; chiaramente trasmissioni ‘pirata’, in quanto il monopolio dell’emittenza radiotelevisiva è ancora in mano alla Rai. Trasmissioni che utilizzano la sua prima storica frequenza, 103.000 Mhz, e durano poco tempo per impedire e/o ostacolare l’intervento delle Forze dell’ordine. Si racconta che, quando carabinieri o polizia arrivavano in via Tasso 13, Giordano nascondeva i trasmettitori sotto al proprio letto per evitarne il sequestro.
Il 18 marzo 1976 viene ufficialmente inaugurata la nuova «Radio-Cassino», con la trasmissione Dischi con dediche, condotta in diretta da Carlo Alberto Liguori. L’evento è ricordato nel successivo numero «Radio-Tele-Ciociaria»5: «Le trasmissioni, in via sperimentale, sono piaciute subito a tanti e tanti radioascoltatori, i quali, essendosi sintonizzati casualmente sulla nostra frequenza d’onda, si sono imbattuti ad ascoltare una radio nuova, giovanile e piena di vitalità. L’indice di gradimento, in pochi giorni di trasmissioni, è stato altissimo, a giudicare dalle numerose telefonate, che giungono in redazione. Il pomeriggio di tutti i giorni il telefono squilla in continuazione: sono chiamate di radioamatori, bambini, donne ed anche uomini di una certa età, che ci chiedono di ascoltare dischi di loro gradimento e di dedicare un motivo ad uno dei loro cari. […] La rubrica “Dischi a richiesta con dedica” è stata sollecitata un po’ da tutti e specie dalle giovani e giovanissime, che intendono inviare un messaggio di amore al loro uomo. La Radio Cassino, impostata su tali basi, si rileva, quindi, come un mezzo di unione per unire tutti in una grande famiglia, felice e concorde. Se riusciremo, pertanto, a realizzare questo nostro intento, ci riterremo soddisfatti delle nostre grandi ed onerose fatiche». A costituire il primo staff della nuova emittente vi sono collaboratori (giornalisti, tecnici, presentatori, ecc.) come Nando Avolio, Enzo Butera, Franco Campanile, Pippo Cantarella, Alfredo Fanfoni, Carlo Alberto Liguori (il quale ha già esperienze come presentatore di eventi), Mario Miranda, Daniele Risi, Vincenzo Tomassi, Lucio Burdi. Ad essi si aggiunse anche il noto avvocato Enzo Avino.
Anche gli studi radiofonici trovano spazio all’interno della Pensione Venezia, generando inevitabili problemi di convivenza tra il via vai di chi opera nelle postazioni radiotelevisive, con i clienti della pensione ed anche i residenti che abitano negli altri piani del fabbricato di via Tasso 13.
In quegli anni, per cercare di limitare il disturbo sonoro naturalmente generato dalla diffusione radiotelevisiva, seppure con modesti risultati – non esistevano i sofisticati pannelli di oggi – si usava insonorizzare pareti e soffitti delle stanze utilizzando i cartoni squadrati delle uova.
Lo staff successivamente si allarga con Gino Milone, nella gestione della parte tecnica negli studi della radio e Michele Nardone per la manutenzione degli impianti in trasmissione; arriva anche la prima donna, Floriana Filoni, per la conduzione di alcuni programmi e radiogiornali locali. Nei primi mesi il palinsesto copre esclusivamente la fascia oraria diurna: dalle 10:00 fino alle 19:00/20:00.
Il gruppo di collaboratori e appassionati del mezzo, entusiasti di far parte di un progetto tanto pionieristico quanto affascinante come «Radio-Tele-Cassino», resta compatto per circa due anni. In questo periodo gli indici di ascolto crescono notevolmente e sono certificati da una consistente interazione con gli ascoltatori: telefonate, lettere, persino partecipazioni in diretta, testimoniano un seguito importante del pubblico all’interno di tutti i programmi in onda.
Nonostante si tratti di un progetto sperimentale, piace da subito anche grazie all’attenzione tecnica e artistica dell’offerta radiofonica operata da tutto il gruppo di lavoro.
A corollario del successo di «Radio Cassino» è la partecipazione di ospiti illustri a livello nazionale come il cantautore e attore Claudio Villa e il pugile campione olimpico Nino Benvenuti.
Il palinsesto è strutturato in maniera tale da abbracciare diverse tipologie di programmi in perfetta sintonia con i gusti dell’epoca ed egregiamente condotti.
Sono presenti programmi d’intrattenimento come Oroscopo e Canzoni, condotto da Mario Miranda; il notiziario locale (uno la mattina e uno il pomeriggio) condotto a rotazione da Daniele Risi, Floriana Filoni, Mario Miranda e Franco Campanile; programmi con dediche (soprattutto amorose, molto in voga in quel periodo) come il già citato Dischi con dediche con Carlo Alberto Liguori; programmi musicali, come Novità discografiche per voi giovani, condotto da Mario Miranda. In breve, si aggiungono altre rubriche di successo: Fate il vostro programma, primo spazio con selezione musicale su richiesta degli ascoltatori, Poker d’assi, strutturato su una sequenza di quattro brani scelti dal Dj; Whisky & Coca, spazio di musica disco in onda ogni sabato dalle 21:00 a notte fonda, condotti dal giovanissimo (17 anni) Maurizio Simonelli; e Le Dieci Muse, programma di musica classica condotto da Enzo Avino, in onda dalle 18:00 alle 19:00. Carlo Alberto Liguori conduce successivamente altri programmi di intrattenimento come Briglie sciolte, in onda la domenica mattina, e Musiche e poesie, settimanale caratterizzato dalla lettura di poesie varie alcune scritte dallo stesso conduttore, in onda a mezzanotte. Floriana Filoni, oltre ai notiziari locali, conduce anche Radio Cassino notte, un programma di intrattenimento e musicale, in onda dalle 21:00 a mezzanotte; nonostante la fascia oraria serale, esso è seguito da tanti ascoltatori che partecipano alla diretta tramite richieste di dediche o interventi telefonici.
La particolarità che contraddistingue il successo della giovanissima «Radio Cassino» è legata anche all’impostazione organizzativa della gestione dei programmi tipica dei futuri network: i conduttori sono sempre coadiuvati da un fonico in regia. Un inizio di percorso piuttosto anomalo, dato che nei primi anni di indipendenza’ delle radio libere la figura predominante (con ancor maggior popolarità negli anni Ottanta) è quella del disk jockey nella quale il conduttore è anche fonico, ovvero gestisce simultaneamente parte tecnico/musicale e conduzione. Questa divisione del lavoro permette, com’è d’altronde insito nel suo stesso principio, una maggiore attenzione, dedizione e responsabilizzazione nei rispettivi ambiti di competenza.
Fin da subito inoltre c’è un’attenzione rilevante a quello che oggi viene definito packaging audio6: jingle, spot vengono autoprodotti in radio o realizzati ad hoc da studi professionali esterni e inseriti all’interno delle selezioni musicali dei programmi in diretta, per quanto riguarda i jingle, nel passaggio tra due dischi invece gli spot pubblicitari hanno un preciso orario di messa in onda e si tende a rispettarlo scrupolosamente (in genere al decimo minuto di ogni ora). Con il tempo cresce la professionalità di tutti i collaboratori la cui attività, prestata a titolo gratuito, è supportata esclusivamente da una inesauribile passione per la radio e la televisione.
Il visionario editore Michele Giordano in questa fase lavora egregiamente come editore e riesce ad indirizzare al meglio i propri collaboratori fornendo suggerimenti utili per ottimizzare l’offerta radiotelevisiva. Egli utilizza altre modalità per ‘sdebitarsi’ con il proprio team: ad esempio offrendo una cena in trattoria (in particolare per i collaboratori più giovani) o consentendo di promuovere all’interno degli spazi pubblicitari dell’emittente le attività commerciali di famiglia (come nel caso del negozio di tendaggi della famiglia di Floriana Filoni).
Ma i rapporti iniziano a incrinarsi quando – utilizzando lo pseudonimo ‘Mike Buonasera’, evidente l’ironia nei confronti del celebre conduttore televisivo nazionale Mike Buongiorno – decide di condurre Tappabuchi, un programma in onda la mattina, molto eterogeneo, all’interno del quale si affrontano temi di cronaca locale, si leggono le dediche degli ascoltatori che intervengono anche in diretta per parlare di vari argomenti, anche personali.
Giordano, pur riconosciuto come pioniere della comunicazione mediatica privata, attua un tipo di conduzione molto ‘caratteristica’ dai toni esageratamente popolani, non in linea con l’impostazione più istituzionale messa in atto dagli altri suoi collaboratori. La qualità del programma di Giordano, considerata mediocre, comporta una serie di tensioni con il resto del gruppo.
A cavallo tra il 1977 e 1978, quando alcuni di essi propongono all’editore di entrare a far parte della società proprietaria dell’emittente radiotelevisiva, per migliorarne l’offerta, e Giordano si oppone, scatta quello che viene definito un ‘ammutinamento’ da parte di quasi tutto lo staff originario. Si racconta che una mattina, tutti insieme, abbiano lasciato gli studi di via Tasso 137. Abbandonando la ‘nave’ di Giordano alcuni di essi decidono di costituire una nuova emittente radiofonica: «Canale 102 Stereo» (CCS Radio). Mentre a «Radio-Tele-Cassino» con Giordano, insieme allo ‘storico’ collaboratore Enzo Butera, restano pochissimi dei collaboratori da poco arrivati. Di fatto, ‘l’ammutinamento’ di via Tasso sancisce l’inizio del declino dell’emittente cassinate, anche a causa di un andamento piuttosto incostante della sua direzione artistica e della instabilità nella conduzione dei programmi, con conseguente impoverimento della produzione. Ciò è in parte dovuto anche alla contemporanea esplosione del fenomeno dell’emittenza privata sia radiofonica sia televisiva, che da una parte favorisce la dispersione dei collaboratori già attivi, dall’altra costituisce l’avvicinamento al mondo dell’etere di altri appassionati ma inesperti.
I vecchi collaboratori, e quelli che si avvicinano per la prima volta al fenomeno radiotelevisivo emergente, si ‘distribuiscono’ tra le nuove emittenti che, con la loro freschezza e dinamicità – ad esempio «Radio Gari» e «Canale 102 Stereo» – si rivelano più appetibili, rispetto alla ‘decadente’ «Radio-Tele-Cassino».
E così, dalla fine degli anni Settanta e per quasi tutto il decennio successivo a «Radio-Tele-Cassino» si susseguono molti conduttori che non riescono a consolidare un legame con il proprio pubblico. ‘Primeggiano’ due figure: lo stesso Giordano e Salvatore Terenzio che conferiscono all’emittente una connotazione fortemente popolare, intesa anche come forma di comunicazione oratoria di stampo dialettale. Qualcuno la definiva “la radio degli ultimi”, per il suo fortissimo ascolto concentrato nei rioni più popolari della città; in qualcuno di essi le trasmissioni di Radio Cassino si diffondevano tanto ad alto volume da poter essere ascoltate anche dalla strada. Michele Giordano, con la sua originale verve, personifica il nuovo stile della radio: la sua singolare conduzione – molto nota la rubrica Scrivetemi ed avrete giustizia, in cui si erge a paladino della gente – attira comunque un’importante fetta di ascoltatori del territorio. Quest’ultimi si sentono rappresentati da una figura che si fa portavoce delle loro istanze e li rende anche protagonisti all’interno dei suoi programmi, facendoli intervenire in diretta. Anche sotto questo aspetto Giordano si è rivelato un precursore di programmi ora molto in voga, e spesso ‘strillati’, in onda sui media nazionali, non solo privati. Invece, Salvatore Terenzio – con un’impostazione ancora più ‘caratteristica’, con una marcata cadenza dialettale – conduce Spaccanapoli, programma con dediche, in onda la domenica mattina, improntato su una selezione di brani largamente provenienti dalla tradizione melodica campano-partenopea.
A cavallo del 1980-81, «Radio-Tele-Cassino» cambia sede operativa e si trasferisce in viale Dante, dove vive il periodo più complicato della sua storia. Mancando una linea editoriale ben precisa e divenendo, a tutti gli effetti, un ‘porto di mare’ di collaboratori, appassionati o semplici curiosi della radio che vanno e vengono, si genera un forte e naturale disorientamento tra gli ascoltatori. L’unico punto fermo resta sempre il suo editore, Michele Giordano, figura controversa, considerata goffa e sgraziata, ma carismatica, intraprendente e dinamica al tempo stesso. Si distingue tra tutti i conduttori in onda nelle varie emittenti che erano arrivate ad affollare l’etere cassinate. È probabilmente per questo motivo che «Radio Cassino» continua a galleggiare nel difficile ed affollato mare dell’emittenza radiotelevisiva locale. Anzi, è l’unico conduttore cassinate che raggiunge popolarità a livello nazionale grazie ad alcune comparsate in programmi satirici nazionali come Mai dire Tv, trasmesso da Italia Uno, nei quali, seppur schernito, trasmette una genuina ilarità. In questo periodo, di lui hanno scritto testate nazionali come «Epoca», «Il Mattino», «Il Messaggero», «La Sicilia», «Il Corriere della Sera», «Sorrisi e Canzoni», «Panorama», «Espresso», Repubblica». Celeberrimi gli appellativi, quasi sempre spregiativi, ad esempio quello di «fetentoni», con i quali Giordano etichetta consiglieri comunali, assessori, sindaci ed altri personaggi pubblici, quando si mostrano lontani dalle esigenze dei cittadini. Questa espressione diviene il suo tormentone, tanto da essere utilizzata anche nel titolo di un suo libro, Chi sono i fetentoni più popolari d’Italia?, con il quale denuncia le malefatte di politici, imprenditori, personaggi famosi.
Nel tormentato periodo degli anni Ottanta, precisamente tra il 1986 e il 1987, alle conduzioni di Giordano e Terenzio si aggiunge quella di Manlio Mancini; con un programma mattutino, con dediche, anch’esso dalla cadenza molto dialettale. Sempre nella seconda metà del decennio, in maniera saltuaria, Vincenzo Tomassi torna a collaborare con Giordano, assumendo la conduzione dei notiziari locali e di alcuni programmi d’intrattenimento.
LA NASCITA DI NUOVE RADIO A CASSINO E NEL CASSINATE8
Il forte e positivo impatto popolare di «Radio-Tele-Cassino» e gli effetti benefici, seppure restrittivi, della liberalizzazione delle frequenze stabilita dalla citata sentenza della Corte Costituzionale del 1976, fanno esplodere il fenomeno della libera emittenza in tutta la provincia di Frosinone. Sono oltre 70 i segnali radiofonici, aspiranti emittenti, che spuntano intorno a quegli anni. Parlare davanti ad un microfono, che rilancia la propria voce nell’etere oltre alla pura e straordinaria novità, rappresenta un senso di forte espressione di libertà, quasi di privilegio. Oltretutto i costi iniziali per avviare le trasmissioni non sono affatto proibitivi: sono sufficienti un paio di giradischi, un mixer – tra i più usati ed affidabili il piccolo Geloso in legno a due uscite – un microfono, un trasmettitore ed un’antenna da posizionare sul tetto o in terrazza. Per la diffusione si utilizzano i dischi delle collezioni personali di coloro che gravitano intorno alla nuova radio. In alcuni paesi le antenne sono posizionate persino sui campanili delle chiese grazie alla lungimiranza dei parroci che intravedono nel mezzo mediatico la possibilità di avvicinare ulteriormente i giovani alla chiesa estendendo le attività parrocchiali anche via etere. In effetti sono proprio i giovani attratti dal fenomeno radio a gestire le attività radiofoniche all’interno dei locali messi a disposizione dalla parrocchia.
A Cassino, dopo «Radio Cassino», nel 1978 avvia le trasmissioni «Radio Gari» – il primo segnale viene trasmesso dagli studi ubicati al piano terra di una palazzina popolare di via Pascoli – prima di essere totalmente acquisita da Freddy Geraci che ne fa un’impresa da far impallidire i grandi network radiotelevisivi nazionali. Inizialmente si appoggiava per una parte della programmazione giornaliera ad uno dei network più in voga in quel periodo, «Radio Elle», per poi proseguire autonomamente con un palinsesto totalmente autoprodotto. «Radio Gari» in pochi anni arriva a diffondere il proprio segnale in tutta la provincia di Frosinone, in quella di Latina, nel Molise e nell’alta Campania e addirittura anche nella città di Roma. Analogo successo lo raggiunge con la televisione: «Tele Gari». All’inizio degli anni Novanta è proprietaria persino di una regia radiotelevisiva mobile che noleggia alla Rai e a Mediaset.
Sempre nel 1978 nasce, in una villetta lungo la via panoramica per Montecassino, «Canale 102 Stereo» (CCS Radio), ad opera di dieci soci in gran parte provenienti da «Radio Cassino» dopo il cosiddetto ‘ammutinamento’ ai danni dell’editore Michele Giordano a causa del veto di quest’ultimo sulla loro richiesta di ingresso in società. Tra i soci fondatori della nuova emittente Nando Avolio, Alfredo Lullo, Daniele Risi, Pippo Cantarella, Carlo Gallina. Ciascuno di loro operava all’interno della stazione radio secondo le proprie competenze (giornalisti, conduttori, tecnici). La radio offre un palinsesto molto vario ed articolato che in poco tempo raggiunge un alto livello di diffusione e popolarità. Insieme ai soci fondatori adulti, operano anche diversi giovani che si affacciano al mondo dell’emittenza privata e del giornalismo. Tra questi anche Erasmo Di Vito che proprio da «Canale 102 Stereo» inizia il suo percorso professionale come conduttore di un programma musicale e di informazione, per passare successivamente sul piccolo schermo delle emittenti televisive «RGM», «TeleCittà», «Frosinone Network», «Radio Tele Gari», «Tele Ciociaria», poi incorporata da «Canale 31 Television» di Pontecorvo – di queste ultime è stato anche comproprietario editore – e recentemente «Radio Cassino Stereo».
Nella modulazione di frequenza cassinate nel 1979 approda il segnale di un’altra emittente, «Radio Jolly», fondata dall’imprenditore Gino Iafano, cui segue quello di «Radio Guglielmo Marconi 1» (Rgm1) di Alberto Ceccon.
LA VICINANZA AL TERRITORIO
Il fenomeno delle radio private cambia profondamente il modo di vivere i rapporti tra le persone in particolare tra i giovani arricchendoli di interazioni più immediate e plurime, rispetto a quelle esclusivamente fisiche. Interazioni che si sviluppano per motivazioni diverse, spesso con una efficacia maggiore, anche perché più impattanti sulla platea in ascolto.
È presumibile che il rapporto Ascoltatori–Radio–altri Ascoltatori che si instaura con il nuovo mezzo possa essere ritenuto un precursore di quello che oggi accade con i vari social network, ad esempio Facebook e WhatsApp.
Per gli ascoltatori i conduttori dei vari programmi sono diventati amici del quotidiano, facendo loro compagnia in viaggio, nei negozi, nelle case, sul posto di lavoro, di giorno e di notte. La radio unisce i giovani che attraverso i programmi delle dediche e gli interventi in diretta possono sentirsi più vicini agli altri ma anche le persone sole, gli anziani e persino laddove non ci sia possibilità di contatto come per i detenuti della locale Casa circondariale ed i loro familiari come dimostrano i messaggi di saluto veicolati su Radio Cassino.
Emblematico l’articolo pubblicato sul periodico dell’emittente «Radio-Tele-Cassino»9 a commento dei primi mesi di attività della radio in cui si evidenziano alcune telefonate ricevute in redazione, come «quella di una madre che ci ha pregato di mandare un disco per la sua bambina spastica e quella di un detenuto nelle Carceri, che desiderava inviare alla sua amata una significativa canzone. Una canzone napoletana ci è stata invece richiesta da una signora per ricordare al marito il loro viaggio di nozze a Napoli. Un bambino di otto anni, che si sentiva solo (si può essere soli a otto anni?), dopo aver ascoltato un disco richiesto, ci ha telefonato per ringraziarci e per comunicarci che il suo animo si era sollevato molto e non si sentiva più solo».
«Radio Cassino» si è dimostrata fin da subito – anche grazie alla particolarità della comunicazione mediatica fortemente popolare ed incisiva del suo fondatore Michele Giordano – uno straordinario mezzo di raccordo tra cittadini e istituzioni. Le segnalazioni di protesta per eventuali disservizi e/o inadempienze di enti come Comune e Provincia vengono trasferite direttamente al sindaco o agli assessori, trovando quasi sempre una risposta più o meno soddisfacente da parte della Pubblica Amministrazione. Probabilmente, allora più di adesso, la protesta via etere ha un peso decisamente maggiore: i pubblici amministratori solo con il tempo hanno imparato ad assorbire ed anche trascurare le rimostranze dei cittadini. All’epoca invece hanno più timore del nuovo mezzo radiofonico o televisivo poiché ritengono possa trasformarsi in una negativa gogna mediatica alla quale non sono abituati. In una intervista sul periodico «Cassino Mese», Giordano dichiara che la sua rubrica Lettere al direttore «è sicuramente la trasmissione che mi ha dato più soddisfazioni: infatti per essa ho risolto alcuni dei molti problemi di Cassino che mi sono stati segnalati riuscendo a stringere così un forte legame con i cassinati»10.
L’ESPANSIONE TERRITORIALE
Alla fine degli anni Ottanta Vincenzo Tomassi, nuovamente collaboratore di Giordano a «Radio Cassino», contatta un amico di famiglia, Vincenzo (Enzo) Pagano. A quest’ultimo poco più che ventenne, ma con esperienze pregresse nell’emittenza radiotelevisiva locale, Tomassi propone di gestire insieme l’emittente cassinate con il supporto dell’editore Giordano.
Pagano, nonostante la giovane età, è una figura di spicco dell’etere locale in quanto, oltre alla buona predisposizione alla conduzione, ha una forte propensione per la raccolta pubblicitaria. Per queste ragioni Tomassi vede in lui la figura adatta per ‘ricostruire’ insieme l’emittente cassinate che da troppo tempo non gode di autorevolezza, in particolar modo rispetto alle rivali cassinate «Radio Gari» e «Radio Jolly» nelle quali l’offerta artistica è qualitativamente migliore, anche e soprattutto grazie ad una presenza maggiore di inserzionisti. L’obiettivo è presentare una nuova immagine di Radio Cassino attraverso una professionalizzazione nei vari comparti radiofonici ove ogni socio ha specifiche responsabilità e competenze: Pagano coordina e dirige il settore commerciale e artistico, mentre Tomassi si dedica all’area amministrativa, tecnica e redazionale.
Un’attenzione più profonda ai vari aspetti della messa in onda rende possibile una visione del nuovo progetto ancora più ampia: la possibilità di poter aumentare la propria copertura FM e quindi espandere il proprio bacino d’utenza. L’emittente cassinate è sempre stata identificata come ‘la radio della città’, non a caso porta il suo nome nel marchio. Dal 1976 l’unica frequenza in trasmissione è sempre stata 103.000 Mhz.
Al progetto espansionistico, tuttavia, precede una tappa fondamentale nella storia di «Radio Cassino»: Michele Giordano lascia il timone dell’emittente ai soci Pagano e Tomassi. Questo passaggio è sancito dalla costituzione della nuova società Radio Cassino Stereo S.n.c. di Enzo Pagano, Anna Maria Meorosi (moglie di Pagano) e Rita Di Trinca (moglie di Tomassi) il 22 dicembre 198911. Nello stesso mese viene liquidata la società Astera dell’editore Giordano, proprietaria dell’emittente.
Un altro evento che segna la ‘trasformazione’ dell’emittente è il cambio di sede. Nel medesimo anno gli studi da Viale Dante si trasferiscono in Via Benvenuto Cellini, sempre a Cassino. Si attua una vera e propria rivoluzione, come preventivato nel progetto, sia sugli aspetti tecnici che artistici: l’allestimento degli studi prevede una migliore insonorizzazione degli ambienti e l’utilizzo di strumentazione più professionale. Inoltre, non casualmente, i nuovi soci decidono di aggiungere il termine «Stereo» al marchio originale: la trasmissione stereofonica garantisce una maggiore spazialità, migliore ricevibilità e ricchezza sonora più accentuata rispetto al segnale monofonico adottato ancora da diverse emittenti locali. In aggiunta si rende necessario anche il completo adeguamento ai dettami imposti dalla Legge Mammì (6 agosto 1990, n. 223) che ufficializza per le emittenti private il passaggio da una visione pionieristica del mezzo ad un’organizzazione più specificamente aziendale.
Come richiesto dalla legge «Radio Cassino Stereo» si dota di un direttore responsabile, Vincenzo Tomassi. Inoltre alle figure della redazione dell’emittente che si occupano della conduzione di programmi di carattere informativo è affidata anche la produzione dei notiziari locali. Si tratta di giornalisti che spiccano per le loro capacità espositive come Valentina Prato, Laura D’Onofrio e lo stesso Tomassi. Pure il palinsesto viene rinnovato quasi completamente. Dopo molti l’allontanamento di molti conduttori che provengono dalla gestione Giordano non in linea con i nuovi standard di conduzione, viene avviata una scrupolosa selezione delle migliori voci (radiofoniche) del territorio. Considerata la complessità della selezione di nuove figure, il palinsesto è integrato con programmi preregistrati da speaker professionisti (come Hit Parade, una classifica musicale condotta dall’inconfondibile voce di Foxy John, in onda su diverse emittenti locali del centro Italia).
La qualità dei programmi in diretta si distingue per l’alto livello di organizzazione e conduzione. Fra essi si segnala Cocomeri al dente, di stampo satirico e goliardico condotto da Christian Tomassi e Joe Tomassi (rispettivamente fratello e figlio del socio Vincenzo Tomassi), ma il programma che più di ogni altro gode di uno straordinario e duraturo successo è Easy Night condotto dal socio Pagano coadiuvato in regia dal fonico Giacinto Canini, in diretta ogni martedì e giovedì dalle 21:00 alle 23:00. Sono le ‘classiche’ dediche d’amore a essere protagoniste ma rispetto ad altri programmi similari, Easy Night diviene il maggior catalizzatore di queste richieste tanto da riuscire a creare un prototipo di community amorosa del territorio. Molti gli ascoltatori che scrivono dediche e le consegnano presso la cassetta postale della radio, la quale dopo qualche anno viene persino danneggiata a causa dell’eccessiva presenza di lettere. Il programma aveva una struttura semplice e regolare: lettura della dedica, commento del conduttore ed infine messa in onda del brano richiesto. Easy night è indubbiamente la colonna portante di «Radio Cassino Stereo» in quanto stimola una costante e ingente partecipazione da parte degli ascoltatori garantendo un notevole indice d’ascolto per tutta l’emittente. Il programma ha lasciato una traccia indelebile negli ascoltatori tanto da essere ricordato ancora oggi.
La direzione artistica targata Pagano e Tomassi lascia tuttavia una certa libertà di intervento ai nuovi conduttori/dj, ad esempio in merito alla selezione musicale o ai temi da affrontare in diretta. Anche ai collaboratori tecnici, i fonici di turno, viene concessa una discreta libertà musicale previo il rispetto degli orari di inserimento degli spot pubblicitari.
IL PROGETTO ESPANSIONISTICO
La professionalizzazione della nuova «Radio Cassino Stereo» con voci e suoni decisamente rinnovati, è pronta allo step successivo: l’espansione territoriale.
Il maggior sostenitore di questo progetto è il socio Pagano il quale, gestendo la maggior parte dei clienti dell’emittente con il supporto della socia Meorosi, è consapevole dell’enorme potenzialità dell’operazione: la maggiore diffusione del marchio corrisponde ad una più ampia capillarità dell’offerta da proporre ai potenziali inserzionisti.
Il processo di espansione avviene attraverso un delicato e complesso iter di acquisizione delle frequenze disponibili. «Radio Cassino Stereo», che in origine ha una copertura circoscritta nel territorio cassinate, nel 1991 dà il via al suo progetto espansionistico con l’acquisizione di una frequenza a Gaeta, attivando un segnale in trasmissione nella località di Monte Orlando con diffusione sul litorale sud pontino. Il trasferimento di segnale dagli studi di Cassino alla riviera d’Ulisse è reso possibile grazie all’attivazione di due impianti: Selvacava, con frequenza in trasmissione già attiva nell’anno precedente (1990), e Coreno Ausonio.
A cavallo tra il 1991 e il 1992, avviene una nuova acquisizione di ben tre frequenze: Venafro, Cassino e Vallemaio che consente all’emittente non solo di avere una copertura più capillare nell’area centro-sud della provincia di Frosinone ma di raggiungere la zona nord della regione Molise diffondendosi in gran parte nella provincia di Isernia. Successivamente, tra il 1992 e il 1993, viene acquisita un’altra frequenza a Terelle e questo le permette l’ingresso in Campania, con copertura nell’alto casertano e anche basso frusinate. L’operazione più complessa di acquisizione frequenze avviene tra il 1994 e il 1995 attraverso un processo di compatibilizzazione di impiantiche coinvolge, oltre a «Radio Cassino Stereo», alcune emittenti di Sora, Latina e Roma. Il successo dell’operazione permette all’emittente cassinate di attivare una frequenza sulla spirale nord della provincia di Frosinone e una nella provincia bassa di Roma. Complessivamente sono tre impianti attivi, due in trasmissione a Patrica e Segni (Rm) e uno di trasferimento a Rocca d’Arce (quest’ultimo funge da ponte tra Vallemaio e Patrica, Segni). Così il segnale da Cassino viene ricevuto fino alle porte della Capitale (San Cesareo).
In sostanza a metà decennio Novanta «Radio Cassino Stereo» da ‘radio cittadina’ assume la fisionomia di un’emittente interregionale. Il suo bacino d’utenza in poco meno di cinque anni viene decuplicato coprendo ben cinque province (Frosinone, Latina, Isernia, Caserta e Roma) e tre regioni (Lazio, Molise, Campania) e di riflesso si amplia anche la raccolta pubblicitaria con la stipula di contratti con inserzionisti provenienti dal litorale sud pontino, dal Molise, dall’area nord della provincia di Frosinone e non solo.
Nonostante questo periodo sia contraddistinto da numerose acquisizioni, si verifica anche la cessione di una frequenza all’emergente network «Rtl 102.5» nel 1993 intenta ad attuare il suo progetto di copertura nazionale. Questo evento è il preludio delle future divergenze dirigenziali della società: in un periodo contraddistinto da molteplici cessioni e acquisizioni di frequenze Pagano e Tomassi manifestano indirizzi differenti sulle scelte aziendali dell’emittente. Il rapporto lavorativo tra i due inizia a incrinarsi, l’efficiente sinergia operata all’inizio degli anni Novanta viene soppiantata da un’irreversibile dicotomia di prospettive e la scissione diviene quindi imminente. Il 30 ottobre del 1996, i soci Pagano e Tomassi decidono congiuntamente di separarsi, cedendo così la quota della socia Di Trinca. Da questo momento la nuova società è rappresentata rispettivamente al 50% da Pagano e Meorosi.
GLI ANNI DELLA RESILIENZA
Enzo Pagano, divenendo alla fine del 1996 l’amministratore delegato della società «Radio Cassino Stereo», elabora una riorganizzazione aziendale. Con il costante supporto della socia Meorosi, egli continua ad essere responsabile del ramo artistico e musicale dell’emittente nonché di tutto il comparto commerciale. A tal fine costituisce l’agenzia pubblicitaria Publisima la cui gestione viene affidata ad Elena Sinagoga che tra la fine del 1996 e l’inizio del 1997 fa il suo ingresso in società occupandosi settore amministrativo e di altre incombenze dell’emittente. Invece il comparto redazionale viene affidato alle collaboratrici giornalistiche Valentina Prato e Laura D’Onofrio.
L’ulteriore riassetto societario e organizzativo consente all’emittente di proseguire il suo lavoro volto ad una crescente ottimizzazione della propria offerta e di affermare la propria competitività in un periodo particolarmente complesso in cui emerge una crescente ‘aggressività’ da parte dei network. Tale pressione delle emittenti nazionali è rappresentata da una loro maggiore presenza in eventi live, anche in aree provinciali e attuando una comunicazione capillare e diffusa del marchio in territori locali.
Un ritrovato equilibrio, frutto di grande spirito di sacrificio unito ad una determinante spinta motivazionale di tutto lo staff dell’emittente, ha reso possibile questo ‘miracolo’. La passione ha prevalso sulle difficoltà. Infatti «Radio Cassino Stereo» non perde il suo posizionamento negli indici d’ascolto, tanto da essere certificata come radio locale e interregionale più ascoltata in provincia di Frosinone12, e mantiene inalterata la sua identità. Obiettivo raggiunto grazie a una costante presenza e vicinanza al territorio attraverso, ad esempio, l’informazione locale e una forte interazione con gli ascoltatori. Probabilmente uno dei motivi cardine di questo risultato è dato da un atteggiamento resiliente dell’emittente cassinate: alla pressione dei network, si aggiungono criticità di carattere commerciale rappresentate da una più complessa raccolta pubblicitaria. Radio Cassino Stereo tuttavia riesce con notevole impegno e dedizione da parte di tutti i collaboratori a ‘sopravvivere’, fino a raggiungere di nuovo una serena stabilità a partire dai primi anni Duemila.
L’INNOVAZIONE TECNOLOGICA
Agli albori degli anni Duemila, il terremoto dell’innovazione tecnologica scuote anche quell’emittenza locale fossilizzata su un impianto tradizionale di ‘fare radio’. Per tutte le radio locali la priorità è sempre una: la sopravvivenza dell’emittente in quanto non godono di ingenti risorse economiche e umane tali da permettere un immediato investimento nelle nuove tecnologie. Ragion per cui tutte le risorse convergono per il mantenimento di questo obiettivo operando in modo efficiente e laborioso. L’emittenza locale si avvia così verso l’innovazione digitale. «Radio Cassino Stereo», mostra comunque interesse verso i nuovi sistemi informatici digitali e su quella strada si avvia anch’essa percorrendola con prudenza, ma decisa nel non rimanere indifferente nei confronti del futuro. La prima ‘rivoluzione tecnologica’ di «Radio Cassino Stereo» è rappresentata dal passaggio dall’analogico al digitale13 che avviene tra il 2004 e il 2005 quando si dota di un computer. Tale rivoluzione investe in modo vigoroso l’archivio musicale. Quest’ultimo, precedentemente costituito da svariate centinaia di Dischi in vinile e CD, è memorizzato in un solo disco rigido del computer al cui interno sono salvati digitalmente circa 2000 brani musicali.
Oltre all’ottimizzazione dello spazio fisico dell’archivio musicale, la rivoluzione tocca tutta la gestione della messa in onda: dalla creazione di playlist secondo specifici criteri di catalogazione; all’inserimento automatico degli spot pubblicitari del packaging audio (jngle, station, promo che identificano l’emittente) e di programmi preregistrati e riprodotti manualmente dall’utente, giungendo, così all’elaborazione di una prima forma di struttura oraria definita oggi come ‘clock radiofonico’14. Tale processo ha un duplice effetto: da un lato semplifica e ottimizza esponenzialmente l’organizzazione lavorativa all’interno dell’emittente, ma dall’altro canto la risorsa umana diviene sempre meno indispensabile. La figura del fonico, che nell’era analogica copriva una mansione fondamentale per la gestione della messa in onda anche nelle fasce orarie libere da programmi in diretta, ora viene ridimensionata a semplice ‘controllore’ della corretta programmazione del software di automazione. Si afferma anche una modalità di conduzione in autoregia nella quale sono gli stessi speaker a gestire la parte tecnica della messa in onda (resa naturalmente più semplice dall’automazione digitale). Questo comporta da un lato un notevole risparmio economico da parte dell’emittente, dall’altro un possibile appiattimento dell’offerta causato da una tendenza di standardizzazione della proposta musicale.
Nella seconda metà del primo decennio Duemila, l’emittente prende atto che l’innovazione tecnologica non può essere circoscritta alla sola digitalizzazione della bassa frequenza. L’incessante desiderio di globalizzazione è fortemente stimolato dall’avvento di internet il quale permette una comunicazione diretta e veloce con tutto il mondo connesso.
Per le emittenti locali la possibilità di ‘farsi ascoltare’ anche dall’altra parte del mondo superando di gran lunga i suoi confini naturali in FM e attraverso una piattaforma diversa (computer) rispetto a quelle tradizionalmente utilizzate (autoradio, impianti stereo) suscita un grande interesse e desiderio di attuazione.
«Radio Cassino Stereo», ormai indirizzata verso questo processo di innovazione, avvia le sue prime trasmissioni in streaming15 tra il 2007 e il 2008, inaugurando anche il suo primo sito web attraverso il quale è possibile ascoltare l’emittente in qualsiasi parte del mondo previa connessione alla Rete. Tuttavia la scarsa efficienza dei servizi internet messi a disposizione dalle aziende italiane di telecomunicazioni, in particolar modo nelle aree provinciali del Paese, comportano che le prime trasmissioni si caratterizzino per una qualità del suono alquanto modesta, seppur libera dalle interferenze talvolta presenti nella tradizionale FM16.
Resta comunque uno step fondamentale nella storia di «Radio Cassino Stereo»: è il primo passo verso un allargamento questa volta non di frequenze ma di piattaforme. Una fruibilità dell’ascolto che grazie alla trasmissione streaming non conosce barriere e permettere di far (ri)avvicinare il territorio ai tanti ascoltatori emigrati in varie parti del globo.
L’emittente anche in questo caso, come nei primi anni della sua storia, funge da collegamento: la radio diventa un luogo d’incontro digitale. Tanti i messaggi ricevuti da ascoltatori ciociari, pontini, casertani, molisani da anni espatriati in Gran Bretagna, Germania, Francia o nelle lontane Americhe e Oceania. La ‘famiglia’ di «Radio Cassino Stereo» oltre a crescere, riunisce.
Ma l’emittente non si ferma alla bicanalità (FM + streaming): il 6 dicembre 2010, cavalcando sempre più la crescita esponenziale delle community online, inaugura il suo primo profilo su un social network (Facebook) con oltre mezzo miliardo di account registrati da tutto il mondo.
«Radio Cassino Stereo», che inizialmente si era fatta luogo d’incontro prima fisico poi digitale, ora avvia un domicilio virtuale aperto a tutti anche sui social, per essere sempre più vicina alla sua ‘famiglia’.
L’emittente si affaccia alla crossmedialità con la consapevolezza che la sua forza resta comunque la sua identità. Il rischio è quello di proporre contenuti per un pubblico globale e non più del territorio: inserimento di format preconfezionati (di carattere informativo o di intrattenimento) distribuiti su larga scala a livello nazionale, omologazione dei temi trattati fortemente influenzati dalla Rete. «Radio Cassino Stereo», al contrario opta per una scelta ben precisa: non ‘allontanarsi’ dal territorio di origine corrispondente alla sua copertura FM. L’unico modo per distinguersi e farsi riconoscere da un’immensa pluralità di voci ormai presenti su più piattaforme (dato l’avvio di moltissime web radio in Italia e di versioni televisive di diverse emittenti nazionali) è mantenere la propria identità storica.
Ciò non significa una de-evoluzione artistica e/o tecnologica, ma rimanere ancorati alle proprie radici ottimizzando sempre più l’offerta per i suoi ascoltatori. Difatti, più che acquistare a prezzi estremamente contenuti format preconfezionati, l’emittente sceglie di percorrere la strada più onerosa (in termini economici e di impegno): continuare a condurre programmi in diretta da speaker competenti del territorio, puntare sull’informazione locale anche attraverso dirette sportive o approfondimenti giornalistici, essere più vicini al territorio mediante eventi curati dalla stessa emittente.
La resilienza di fine anni Novanta e inizi anni Duemila porta i suoi frutti: «Radio Cassino Stereo» è una delle pochissime radio locali nel Lazio, non solo ad essere sopravvissuta al ‘terremoto digitale’ e all’egemonia dei network ma ad avere ancora un importante indice d’ascolto. L’emittente cassinate resta la radio locale più ascoltata in provincia di Frosinone17. I meriti di questo risultato sono imputabili oltre alla ingenita visione pionieristica nell’innovazione tecnologica, anche ad un arricchimento del parco voci dell’emittente. Subentrano figure di spicco nel panorama radiofonico locale, molte di queste con esperienza decennale nel settore come ad esempio il ritorno di Maurizio Simonelli e l’ingresso di Maurizio Rossini (proveniente da «Radio Gari» e «Radio Jolly»). Il team speaker si arricchisce anche di conduttori dall’impostazione più irriverente come Egidio Franco o dal taglio sportivo come Max Marzilli oppure di giovani talenti come Tommaso Di Vito. Per la redazione locale fa il suo ingresso nell’emittente la giornalista Maria Cristina Tubaro.
Dal 2012 quando la direzione artistica viene affidata al ventiduenne Marco Pagano (figlio dell’editore Enzo Pagano con già otto anni di esperienza in regia radiofonica), «Radio Cassino Stereo» si focalizza ancor più su un’organizzazione meglio strutturata della messa in onda iniziando a definire aspetti che prima erano lasciati al libero arbitrio dei collaboratori: numero di interventi ogni ora, formule da utilizzare all’inizio degli interventi per identificare maggiormente l’emittente, omogeneizzazione della selezione musicale in modo da rendere «Radio Cassino Stereo» più ‘riconoscibile’ nell’arco delle 24 ore (con sole poche eccezioni per i programmi musicali a tema, come la selezione di brani dance il sabato sera/notte).
Dal 2014 il direttore Marco Pagano, con l’obiettivo di curare in maniera più scrupolosa e capillare l’offerta artistica, contatta Alfredo Porcaro (con esperienze pregresse in emittenti nazionali come «Radio Kiss Kiss») per commissionargli la produzione del packaging audio e spot pubblicitari. Dopo pochi mesi, oltre alla produzione, Porcaro ricopre anche la mansione di consulente artistico dell’emittente. L’indirizzo artistico e tecnico che mettono permette di poter lavorare sui tanti aspetti della messa in onda: clock, musica, palinsesto, redazione locale, social network, sito web, tecniche di regia, ideazione rubriche e nuovi format personalizzati, confezionamento audio e molto altro. Questo prezioso e impegnativo lavoro consolida il primato di ascolti in provincia di Frosinone: «Radio Cassino Stereo» ha un incremento di circa il 20% per ogni anno successivo18.
LA PANDEMIA
Da venerdì 21 febbraio 2020 la vita di molti italiani cambia drasticamente in seguito alla diffusione nel Paese del virus COVID-19. Le emittenti locali si attivano fin da subito, nei diversi territori, dando una risposta corale all’esigenza di informazione e di conoscenza manifestata dai cittadini. Nella autonomia di ciascuno, tv e radio nazionali e locali dedicano all’informazione e all’aggiornamento dell’emergenza sanitaria grandi spazi spesso con un grande sacrificio individuale. Si scopre che attraverso le emittenti locali viene data, nella maggior parte dei casi, un’informazione di servizio lontana dalle contrapposizioni politiche, ma vicina al bisogno della gente di essere informata su quanto accade nella propria regione o nel proprio comune.
Tuttavia il percorso verso la ‘normalità’ impatta con immediatezza e indubbia gravità il mondo della radio, sia pur resiliente per definizione. Gli studi tecnici vengono riallestiti rispettando i nuovi criteri normativi imposti dal Governo per contrastare la diffusione del virus (sanificazione, distanziamento sociale, utilizzo di dispositivi di protezione individuale). Gli editori attuano da subito politiche di tele-lavoro e smart working. Le modalità di attività da remoto riguardano anche i conduttori, la ‘trasmissione da casa’ diviene l’immagine che collega idealmente stazioni e individui, sempre vicini in tempi normali, ora mai così distanti. Il timore degli editori radiotelevisivi che la ridotta mobilità, normalmente fonte del 52% dell’ascolto, potesse drasticamente colpire i numeri della fruizione, è stato in parte scongiurato. La maggior sintonizzazione da parte delle categorie abilitate alla circolazione e il significativo incremento del riscontro da casa, grazie anche all’ausilio dello streaming, hanno prodotto una perdita complessiva solo del 20% tra gli ascoltatori giornalieri. A supportare il recupero ci sono fattori quali la credibilità dell’informazione del mezzo, la capacità della sua funzione di vicinanza e di interazione.
La resiliente «Radio Cassino Stereo» nonostante le enormi difficoltà e limitazioni causate dalla pandemia (non ultima il drastico collasso dei ricavi pubblicitari), ha mantenuto la sua posizione di emittente locale al servizio del territorio, come affermato dal direttore Marco Pagano: «La pandemia ci ha costretti ad una grande riorganizzazione aziendale ma con responsabilità, dedizione e sacrificio non abbiamo mai interrotto il nostro servizio: l’informazione e l’intrattenimento. La nostra missione è stata, e lo è tutt’ora, quella di trasmettere ogni giorno attraverso la musica e le parole dei nostri speaker un grande e continuo abbraccio via etere; entrando quindi nelle case di migliaia di persone che ci seguono ormai da oltre 45 anni sia dalla nostra provincia di Frosinone, fino a quelle di Latina, Isernia, Caserta e Roma. Perché secondo noi la radio è, e deve restare sempre quell’amica che non lascia mai da solo nessuno»19.
«Radio Cassino Stereo» con tenacia e determinazione riesce egregiamente a superare il periodo cupo della pandemia; merito della sua intransigente volontà di ‘servire’ l’ascoltatore con un’informazione precisa, corretta, chiara e di ‘accompagnarlo’ in tutte le ore della giornata attraverso una sempre curata programmazione musicale, la costante conduzione degli ‘amici’ speaker e il loro coinvolgimento in onda attraverso messaggi, telefonate, note vocali (WhatsApp). Come in una famiglia, nella difficoltà ci si unisce sempre di più.
LE NUOVE SFIDE DEL DIGITALE
Tutt’altro che scalfita dalla pandemia, «Radio Cassino Stereo» si indirizza verso un’estensione della propria crossmedialità: non solamente con l’ottimizzazione del proprio segnale via etere o in streaming, ma con la presenza su altre piattaforme digitali come smart speaker (ad esempio Amazon Echo con assistente vocale Alexa), applicazione mobile (app per smartphone o tablet) dell’emittente disponibile non solamente su tutti i sistemi operativi ma anche su quelli specifici per le autovetture (Android Auto e Apple CarPlay).
Una copertura digitale ancora più vasta comporta un aumento della visibilità dell’emittente, riuscendo a raggiungere maggiormente il proprio pubblico attraverso la diversificazione dei canali di diffusione.
L’espansione crossmediale non si ferma alle esclusive piattaforme digitali online: «Radio Cassino Stereo» è pronta ad entrare nel mondo del DAB (Digital Audio Broadcast). Questa tappa storica è sancita dall’ingresso dell’emittente al consorzio Media Dab, con firma dell’atto notarile in Napoli il 14 giugno 2022 dell’editore Enzo Pagano, con la presenza del direttore artistico Marco Pagano e del direttore responsabile Avv. Beniamino Papa.
«Radio Cassino Stereo», per la prima volta nella sua storia, oltre alla trasmissione digitale con una qualità audio decisamente superiore rispetto alla tradizionale FM, diffonde il suo segnale nella città di Roma e provincia. Il direttore Marco Pagano ha affermato in un’intervista: «ci siamo approcciati a questo passaggio con grande responsabilità; coprire la Capitale significa rivolgersi ad un pubblico più ampio, il che è una grande responsabilità da un lato, ma dall’altro è uno stimolo forte […]. Espansione non significa de-localizzazione, anzi, significa dare ai nostri ascoltatori la possibilità di sentire la radio anche fuori dalla nostra copertura tradizionale. Chi ci ascolta da anni avrà la possibilità di passare davanti al Colosseo, al Foro italico, ed ascoltare Radio Cassino Stereo. Questa è un’enorme soddisfazione […]. non a caso uno dei nostri claim è “Ti facciamo compagnia”»20.
Con tali presupposti Radio Cassino Stereo è divenuta sempre più ubiqua, muovendosi egregiamente nel media blending in modo tale da fornire un’esperienza di ascolto per il proprio pubblico senza soluzione di continuità.
L’INCREMENTO DI ASCOLTI
L’impronta visionaria dell’emittente ancora una volta produce grandi risultati. Il 2022 è l’anno di importanti soddisfazioni: «Radio Cassino Stereo» incrementa più del 10% l’ascolto del ‘giorno medio’ e oltre il 50% l’ascolto nel ‘quarto d’ora’ rispetto all’anno 202121. Quest’ultimo dato evidenzia l’aumento del numero degli ascoltatori fidelizzati. La crescita dell’emittente è certificata anche da altri dati22:
– una ‘durata media di ascolto’ di oltre 100 minuti (quinta radio nella regione Lazio con la durata media d’ascolto più alta);
– quasi il 92% del totale degli ascoltatori giornalieri è ‘R.A.’, ovvero ‘Responsabile Acquisti’ e sono coloro che si occupano degli acquisti quotidiani della famiglia, come la spesa al supermercato (il numero di responsabili acquisti che ascoltano un’emittente viene utilizzato per valutare l’efficacia della pubblicità trasmessa su quella radio).
«Questo risultato straordinario – dichiarano Enzo e Marco Pagano, editore e direttore artistico dell’emittente – è molto importante in quanto evidenza l’alta efficienza dell’investimento pubblicitario che fanno i nostri clienti su Radio Cassino. Con questi volumi, ci confermiamo come emittente radiofonica più ascoltata nel giorno medio e nei sette giorni nella provincia di Frosinone. Questi dati eccezionali, oltre a garantire ai nostri inserzionisti un riscontro vero in termini di acquisizione di nuovi clienti, confermano anche la qualità della struttura aziendale e la professionalità di conduttori, giornalisti e tecnici».
Non aumentano solo i numeri ma anche la copertura: «Radio Cassino Stereo», oltre a diffondere il suo segnale nella provincia di Roma, è presente anche sulla provincia di Latina con la trasmissione digitale DAB+.
Da inizio 2023 l’emittente ha avviato un processo di rebranding volto ad una maggiore affermazione del proprio marchio. Nella connaturata prospettiva visionaria, in linea con l’attuale era tecnologica ma conscia della propria identità ha gradualmente eliminato il termine «Stereo», lasciando «Radio Cassino». L’emittente, ormai efficientemente crossmediale e omnicanale, abbandona il desueto concetto stereofonico per asserire ancora di più il suo nome, la sua identità, la sua storia.
Anche oggigiorno, l’emittente segue lo stesso percorso tracciato dal fondatore Michele Giordano nel 1976: essere vicina al proprio territorio, poiché «Radio Cassino» era, è e sarà sempre «una grande famiglia, felice e concorde. Se riusciremo, pertanto, a realizzare questo nostro intento, ci riterremo soddisfatti delle nostre grandi ed onerose fatiche»23.
CONCLUSIONI
L’emittenza locale radiotelevisiva ha svolto un ruolo fondamentale nella storia del Paese. Ha dato voce a chiunque avesse a disposizione un microfono per parlare e un’antenna per trasmettere. E nell’etere il suono è sempre stato quello della totale, incontrastata e inalienabile libertà d’espressione di ogni individuo.
La radio locale ha promosso cambiamenti sociali, politici e civili: da Danilo Dolci a Enzo Pagano, da «Radio Libera» di Partinico a «Radio Cassino» le motivazioni che hanno spinto tutte queste figure ad accendere il microfono, stimolati da istanze e passioni divergenti, rispondono ad un solo principio: la volontà di comunicare.
Una pluralità di voci tutt’altro che dissonanti, piuttosto rappresentate da registri vocali diversi armoniosamente intonate sull’accordo della libertà.
La radio locale si è fatta negli anni luogo di incontro e scontro seguendo sempre da vicino il proprio territorio in un rapporto simbiotico tra conduttore e ascoltatore. Su queste basi è riuscita a riadattarsi e modellarsi superando numerosi ostacoli e difficoltà, abbracciando le varie tappe dell’innovazione tecnologica ma senza mai perdere la sua identità.
Spesso ‘locale’ ha avuto un’accezione negativa, superficiale e subalterna rispetto alla definizione di ‘nazionale’ (o ‘network’), quest’ultima intesa come positiva, professionale e superiore. D’altronde come può un’emittente locale competere con un network?
Prima di commettere l’errore di rispondere in maniera istintiva e scontata, vale la pena riflettere su quanto emerso in questa ricerca e se tale domanda vada posta in questi termini. Le radio locali e nazionali viaggiano nella stessa direzione ma su due strade parallele che quasi mai si incrociano: le prime sono fortemente radicate sul territorio e garantiscono pertanto un maggiore coinvolgimento degli ascoltatori, le seconde avendo una copertura geografica (e digitale) molto ampia sono in grado di raggiungere un pubblico estremamente vasto. Non c’è competizione tra loro poiché sono entrambe consapevoli che, seppur in ambiti diversi, sono fatte della stessa natura, radiofonica.
Ma oltre le differenze, la vicinanza al territorio delle emittenti locali è certificata anche dai numeri: ogni giorno quasi venti milioni di italiani ascoltano la propria radio locale. Questo dato rappresenta circa il 56% dell’intero ascolto radiofonico nel Paese24. In sostanza, un italiano su due ascolta quotidianamente un’emittente locale.
Le radio di provincia, regionali o interregionali quindi sono tutt’altro che in via di estinzione. Poiché un’emittente locale, come «Radio Cassino», può andare incontro a momenti di instabilità, incertezza e fragilità ma riuscirà sempre a trovare la forza di lasciare acceso il pulsante ON sul microfono. La voce di un territorio non conosce afonia.
«La radio è accesa: vivi, ascolta, sorridi»!
* Estratto dalla Tesi di Laurea in Linguaggi della musica e della telecomunicazione sonora, Coso di Laurea in Lettere, Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, Lo sviluppo delle Radio locali in Italia. L’esempio di Radio Cassino, A.A. 2022-2023, Relatrice chiar.ma prof. Susanna Pasticci. La maggior parte delle informazioni riportate sono tratte da interviste realizzate ai collaboratori storici dell’emittente: Daniele Risi, Nando Avolio, Enzo Butera, Gino Milone, Maurizio Simonelli, Carlo Alberto Liguori, Floriana Filoni, Joe Tomassi ed Erasmo Di Vito. Sono state estrapolate dichiarazioni anche da figure attualmente presenti all’interno della società radiofonica: Enzo Pagano, Anna Maria Meorosi, Elena Sinagoga.
1 A.M. Ghedina, Da Gregorio a Berlusconi: la vera storia della TV privata e del suo ideatore: ‘da Napoli a Milano’, Vittorio Pironti Editore, Napoli 2003. Per approfondimenti: https://it.wikipedia.org/ wiki/Pietrangelo_Gregorio [consultato 02.10.2023].
2 All’inizio erano circa 15 abbonati.
3 L’intervista venne rilasciata alla rivista «Spazio Aperto», pubblicata nella rubrica Cassino mese (materiale messo gentilmente a disposizione da Erasmo Di Vito).
4 Si tratta di memorie ‘artigianali’ composte da Giordano – quattro pagine dattiloscritte più una rassegna stampa, quasi sempre senza data) – che regalava agli amici (materiale messo gentilmente a disposizione da Erasmo Di Vito).
5 Una delle tante pubblicazioni lanciate da Giordano, di cui era anche direttore responsabile. È nata RADIO-CASSINO, in «RADIO – TELE – CIOCIARIA», Anno II, Numero 10, Dicembre 1976, Cassino, p. 5 (Materiale messo gentilmente a disposizione da Daniele Risi).
6 Per packaging audio si intendono tutti i prodotti audio che identificano un’emittente radiotelevisiva: jingle, station, liners e promo.
7 Aneddoto raccolto dalla testimonianza dell’ex collaboratore Enzo Butera.
8 Per la nascita di nuove emittenti in provincia di Frosinone cfr. P. Ianniello, L. Di Pofi, L’epoca delle radio libere in Ciociaria Radio Panda 80, Radio Boomerang Stereo e le altre, in «Studi Cassinati», a. IX, n. 3 luglio-settembre 2009, pp. 223-231.
9 È nata RADIO-CASSINO, in «RADIO-TELE-CIOCIARIA», cit., p. 5.
10 Dichiarazione estrapolata dalla rubrica Cassino mese della rivista «Spazio Aperto».
11 L’atto è registrato in data 9 gennaio 1990 e tra i soci non figura Vincenzo Tomassi poiché dipendente nella pubblica amministrazione. Anche se non è legalmente socio è attivo e partecipe quanto Enzo Pagano.
12 Indagine nazionale sull’emittenza radiofonica privata «Radio Bank», in Data Media, 2° semestre 1995, ascolto giorno medio.
13 Si intende il passaggio dall’utilizzo di strumentazione analogica in bassa frequenza (come lettori MiniDisc, lettori CD) a sistemi digitali hardware e software.
14 Con il clock radiofonico le componenti audio dell’emittente (musica, packaging audio, pubblicità) rispettano un criterio di inserimento automatico definito da una programmazione operata precedentemente da un utente specializzato. Per approfondimento sul suo significato e funzionalità cfr. https://www.consulenzaradiofonica.com/clock-radio/ [consultato 14.10.2023].
15 Lo streaming identifica un flusso di dati audio/video trasmessi da una sorgente a una o più destinazioni tramite una rete telematica. Questi dati vengono riprodotti man mano che arrivano a destinazione. Definizione su https://www.treccani.it/vocabolario/streaming/ [consultato 15.10.2023].
16 Per quelle prime trasmissioni si giunse al noleggio di una piattaforma di hosting cioè un servizio di rete che consiste nell’allocare su un server web delle pagine di un sito o di un’applicazione, rendendolo così accessibile dalla rete Internet e ai suoi utenti. Tuttavia esso permetteva un numero di accessi piuttosto limitato (massimo 50 utenti collegati contemporaneamente) e un uso contenuto della banda in trasmissione (velocità in bit non superiore a 96 kbps.
17 Indagine «Radio Monitor» di GFK Eurisko, Anno 2014, ascolto giorno medio.
18 Analisi tratta dalla comparazione delle indagini di ascolto dal 2014 al 2017 (dati Radio Monitor di GFK Eurisko e Radio TER di Tavolo Editori Radio, anno 2014, 2015, 2016, 2017, ascolto giorno medio).
19 Intervista rilasciata al canale d’informazione online “Medica”. Post pubblicato il 21 aprile 2021, disponibile su https://www.facebook.com/watch/?v= 844681436390204 [consultato 18.10.2023].
20 Radio Cassino Stereo sbarca in Dab. Le parole di Marco Pagano, in «Consulenza Radiofonica», 12 luglio 2022, https://www.consulenzaradiofonica.com/intervista-marco-pagano-radio-cassino-stereo/ [consultato 19.10.2023].
21 Indagine Radio TER di Tavolo Editori Radio, anno 2022.
22 Analisi dell’indagine Radio TER di Tavolo Editori Radio, Volumi 2° Semestre 2022.
23 È nata RADIO-CASSINO, in «RADIO-TELE-CIOCIARIA», anno II, numero 10, Dicembre 1976, Cassino, p. 5.
24 Analisi elaborata con riferimento all’indagine Radio TER di Tavolo Editori Radio, anno 2022.
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