Antiche strade per Montecassino


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Di Emilio Pistilli, Cassino 1992.

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PRESENTAZIONE

Come puntualmente mi capita ogni volta che leggo uno scritto di Emilio 1992-01-antiche-strade-per-montecassinoPistilli, anche questa volta la vergogna di non sapere cose che, come cassinate, dovrei sapere, si è unita alla gratitudine per chi queste cose mi fa conoscere senza farmi durare la fatica della ricerca, anzi, in maniera leggera e piacevole. Emilio le cose di Cassino le sa perché le ha pazientemente e intelligentemente ricostruite, e le sa raccontare, in quanto non le presenta come pure conoscenze erudite, fine a se stesse, ma ne fa come l’oggetto di un racconto appunto, mentre, per altro verso, le insaporisce con il sugo della polemica che si alimenta di indignazione morale. Con questo agile libretto, fatto tutto in casa, anche dal punto di vista tipografico, e che odora, perciò, di bucato, Emilio ha fatto, ancora una volta, un buon lavoro di ricostruzione storica e di denuncia civile a vantaggio di tutti quelli che hanno volontà di sapere, ma soprattutto dello sciagurato paese che è, oggi, Cassino: un paese che consente lo stato di degrado in cui sono ridotte quelle che una volta erano ricchezze artistiche, archeologiche e paesaggistiche, da esso indegnamente ereditate. E quando dico Cassino, intendo riferirmi sia agli amministratori e alle autorità competenti, che non provvedono, sia ai cittadini che imbrattano, deturpano, distruggono. Servendosi di fonti di varia natura (affreschi, mappe, descrizioni di antichi autori), alcune delle quali risalgono quasi all’epoca di S. Benedetto, Emilio, fa ipotesi di antichi tracciati per ricomporre le vie che da Cassino (Casinum in epoca romana, poi S. Germano e, infine, Cassino) portavano all’Abazia, prima che fosse costruita, nel secolo scorso, la carrozzabile il cui percorso coincide, sostanzialmente, con la strada attuale per Montecassino, anche per il numero dei chilometri. Le ipotesi prospettate vengono analizzate, discusse, esaminate con scrupolo e competenza: alcune, confermate da testimonianze, da ricordi, da reperti, diventano conoscenze più o meno certe; altre rimangono ipotesi, comunque suggestive. L’Autore intercala, poi, all’analisi strettamente storico-archeologica aneddoti e cronache che conferiscono al testo quell’andamento da racconto di cui parlavo all’inizio. L’ultima parte del libro esamina lo stato attuale delle antiche strade per Montecassino, e denuncia la scomparsa di tratti significativi, dovuta o ai privati, che hanno costruito le loro abitazioni in prossimità dei tornanti del Monte (se non sui tornanti stessi) o all’A.N.A.S., che spesso ha tranciato gli sbocchi delle vecchie vie sulla Statale 149, che è l’attuale strada per Montecassino; i tratti che non sono stati cancellati sono ostruiti o chiusi e, comunque, sono lasciati in uno stato di abbandono totale. Indignazione e denuncia, quindi, nell’ultima parte del libro, e anche invito a provvedere. Ma rivolti a chi? Agli stessi che hanno lasciato che la città di Cassino (non solo le vecchie strade) affondasse in un mare di immondizia materiale e morale?

Cassino, 21 ottobre 1992

Peppino Grossi

 

SOMMARIO
Presentazione   pag. 2
Un viaggio tra antiche memorie   pag.3
Da dove si saliva   pag.14
Lo stato attuale   pag.18
La colpevole incuria   pag.27
Altri percorsi   pag.28
È necessario rimediare   pag.30

 

 

 

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