La Memoria di Pietra.


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Di Emilio Pistilli, Cassino, 2004.

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> Proposta di restauro da parte del Cosilam
> Ringraziamenti del CDSC-Onlus

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PREMESSA
Non credo sia facile per il forestiero che si trovasse a passare per C2004-03-la-memoria-di-pietraassino immaginare che la città moderna abbia una storia antica. Per quanto gli si possa dire che qui fino al 1943/44 c’era una ridente cittadina di struttura e origine medioevale, che fu completamente rasa al suolo dai bombardamenti anglo americani, stenterà certamente a farsene un’idea chiara: di quel passato, infatti, non resta nulla che possa aiutarlo a costruirsene un’immagine. Ma questo accade anche ai giovani nati a Cassino e ai nuovi abitanti venuti da fuori. Se capita, poi, di mostrare qualche foto dell’anteguerra, lo stupore e l’incredulità sono inevitabili. Il commento immancabile è “Che peccato! Era una bella città”. Dopo la distruzione rimasero pochissimi  segnali del passato: i monconi di una torre campanaria, i muri perimetrali della chiesa del Carmine, il palazzo annesso alla chiesa di S. Antonio, pochi frammenti di colonne della chiesa delle Cinque Torri. Con la ricostruzione si è sistematicamente spazzato via tutto, per ultimo l’edificio di S. Antonio. Dunque l’odierna Cassino è tutt’altra cosa rispetto a quella di  sessant’anni fa; si puó dire che la sua storia è iniziata solo nel 1944. La guerra ha reciso di netto il legame con il passato. Il solo, tenue cordone ombelicale tra le due città è rappresentato dalla memoria degli anziani, che, ahimé, si va sempre più affievolendo. Un popolo senza memoria è un popolo senza anima. È possibile ancora fare qualcosa per ricucire, sia pure  simbolicamente, lo strappo tre le due realtà, passato e presente? È quanto si sono chiesti i soci del CDSC. Proprio da questo interrogativo è nato il progetto.

 

Emilio Pistilli
Presidente CDSC onlus

 

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